Cari amici del venerdì del libro, a volte succedono strane coincidenze: stai leggendo un libro ed è quello giusto nel momento giusto. E quel libro apre un nuovo percorso fatto di altri libri che si richiamano l'un l'altro come puntini che insieme compongono un disegno.
Mentre leggevo Quando eravamo foglie nel vento è accaduto l'ennesimo gravissimo eccidio di migranti a largo di Lampedusa, questa volta più grave se è possibile fare un'escalation delle stragi. Centinaia di morti sepolti da un mare traditore. Lo stesso mare che evoca per noi immagini di divertimento estivo.
Un mare che è diventato cimitero per troppi.
Il libro di cui vi parlo oggi non è propriamente una storia di migranti, ma c'è la vicenda dell'Irlanda del nord che fa da sfondo alla trama. E c'è il problema dell'identità che cambia in relazione agli sconvolgimenti politici. Un paese che era meta di turismo fino a pochi mesi fa, ora è impraticabile. Un popolo che era simpatico ai più, ora suscita sentimenti negativi. Un posto sconosciuto diventa in breve tristemente famoso.
Ci sono anche Parigi e il mondo della diplomazia. Insomma, molti ingredienti ben dosati... Nell'augurarvi una buona lettura mi sposto al prossimo puntino del disegno.
Un libro, un viaggio: leggendo questo romanzo viene voglie di ritornare a Parigi solo per entrare al Museo Rodin.

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