giovedì 22 maggio 2014

#viaggionellarte: National Gallery, I coniugi Arnolfini di van Eyck

"Andate a cercarvi una grande riproduzione dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck. - scrive Philippe Daverio- La scaricate dal web. Poi ingranditela e muovetela. È come se aveste il dipinto in mano". 
L'opera del 1434 ritrae Giovanni Arnolfini, mercante lucchese residente a Bruges, con la moglie Giovanna. Si tratta di uno dei primi esemplari di dipinto non religioso, ma di di un ritratto realistico di personaggi viventi.
Le mani della coppia sono congiunte a sancire il giuramento matrimoniale, la raffigurazione della stanza è ricca di particolari, la mano della donna sul ventre allude forse a una gravidanza desiderata. In posizione centrale uno specchio convesso (con tondi raffiguranti episodi della Passione di Cristo) in cui il pittore raffigura la stanza al rovescio con una porta aperta e due personaggi in piedi, uno dei quali è probabilmente il pittore stesso. Tra lo specchio e il lampadario la firma dell'autore: Johannes de Eyck fuit hic. La formula sembra voler dare testimonianza dell'avvenuto matrimonio. 
Numerosi particolari hanno accresciuto la sensazione di misterioso che caratterizza il dipinto:
-dietro le mani congiunte un gargoyle accigliato, forse a simboleggiare il matrimonio funestrato dai tradimenti e dall'assenza di prole
-le vetrate a rulli, il tappeto, le pellicce (marmotta di lui ed ermellino di lei) che rappresentano la ricchezza della famiglia: davvero pochi potevano permettersi simili proprietà
-sulla testiera del letto la raffigurazione di una donna, santa Margherita di Antiochia, protettrice delle partorienti in quanto uscì fuori illesa dal ventre del drago e di una spazzola che raffigura le faccende domestiche
-gli zoccoli vicini all'esterno del quadro di lui, vicini al letto sul tappeto riccamente decorato di lei
-lusso anche nelle arance presenti vicino la finestra, frutti mediterranei difficilmente reperibile nel nord Europa
-l'albero che si intravede fuori dalla finestra rappresenta l'hortus conclusus, giardino sacro alla Vergine
-il cagnolino rappresenta la fedeltà
-nel lampadario solo una delle candele è accesa a rappresentare la fiamma sempre accesa dell'amore coniugale



(i particolari da qui; una dettagliata lettura guidata dell'opera qui)

Potete anche guardare questo video:


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