venerdì 20 giugno 2014

Niente dura?



Niente dura, niente dura... e questo lo sai, però non ti ci abitui mai - canta Vasco.
Nell'aula magna dove svolgiamo gli esami c'è un grande mosaico di ceramica di Caltagirone, che rappresenta Bacco e la festa del vino. Lo avevo già notato. Oggi però un professore ha voluto raccontarmene l'origine. La grande lastra apparteneva all'edificio storico della scuola, di un'antica famiglia nobiliare che negli ultimi anni dell'Ottocento donò l'intera tenuta affinché nascesse una scuola tecnica enologica. Allora Catania era una fiorente produttrice di vino, seconda solo a Marsala e alla regione piemontese. Dall'edificio, chiuso perché pericolante, l'ex preside dell'istituto ha tirato fuori il mosaico e lo ha fatto restaurare per poi esporlo in un ambiente più sicuro. Parentesi: prima dell'Unità d'Italia grazie alle politiche doganali dei Borbone il Meridione era fiorente in molti settori. Poi fu saccheggiato.
Il prof è in pensione ed è stato richiamato come commissario per una materia che non esiste quasi più, cancellata come altre dalle riforme che si sono susseguite in nome del risparmio.
Mi sono guardata intorno: un altro docente mi ha detto di avere ormai solo due ore con i ragazzi, anche la sua materia è ormai sparita dai nuovi ordinamenti. Un altro ancora aveva la gioia stampata in faccia quando mi ha fatto vedere i laboratori di scienze che la sua scuola possiede. Persone in gamba. Dagli occhi buoni. Non so come dire, di buona volontà. Eppure tutto il lavoro messo in campo sembra destinato all'oblio.
Sì, perché quello che mi fa rabbia davvero è la sensazione di essere di fronte a un'ingiustizia perpetrata nel silenzio. E quello che mi fa paura e che mi ha riempito di una tristezza che ancora non mi lascia è vedere la bontà, la semplicità e la preziosità di un lavoro di una vita dentro le morse di un sistema indifferente.

4 commenti:

  1. mi hai tirato fuori le lacrime...

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  2. ammazzano la scuola pubblica....tanto i figli dei politivi vanno dai privati...

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    1. Gli istituti tecnici che hanno permesso il boom economico post bellico stanno morendo per indifferenza di una politica sterile e parolaia, talmente avulsa dalla realtà da non saper proporre neanche le riforme che sarebbero a costo zero

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