giovedì 5 giugno 2014

#viaggionellarte Passeggiata nello spazio e nel tempo al British Museum

Visitando il British Museum è possibile viaggiare nello spazio e nel tempo, cominciando dagli albori della presenza umana sulla Terra...

Piano terra - Ground Floor




Si tratta di oggetti tra i più antichi conservati al British Museum, provenienti dal sito archeologico di Olduvai in Tanzania, scoperto casualmente da un entomologo che inseguendo una farfalla cadde in una faglia del terreno. Caratteristici ritrovamenti di Olduvai sono il chopper e l'amigdala. Il primo è un ciottolo scheggiato, il secondo ha una caratteristica forma ovale e appuntita. Attualmente questi reperti si trovano nella Sala 2 del Museo, detta Changing Museum, dove sono presenti in modo temporaneo degli oggetti scelti da sale in restauro.

Esempio di pietra scheggiata in modo uniforme con tratti paralleli è la punta Clovis, risalente a quella che viene ritenuta la più antica cultura nordamericana scoperta. Questa insieme ad altre testimonianze di altre civiltà primordiali si trovano nelle sale 26 e 27. Accanto la sala 24, che è incentrata sul tema Living and Dying.

Da qui ci si può spostare in Asia. Nella sala 33 troviamo interessanti testimonianze dell'India e del Sud Est asiatico.

Ma adesso è l'ora della culla della nostra civiltà, con la sala 4 dedicata all'Egitto antico. 
Qui troviamo la stele di Rosetta (su di essa il mio precedente post) e la statua colossale di Ramses II, uno dei pezzi egizi più grandi presenti al British, pesa più di 7 tonnellate e insieme alla stele è un ritrovamento della campagna napoleonica.
Accanto le sale assire (dalla 6 alla 10): qui si possono ammirare i monumentali guardiani della palazzo di Assurbanipal con al ricostruzione delle porte di Balawat (6); i ritrovamenti del palazzo di Nimrud (7-8) e Ninive (9); nella sala 10 i tori alati delle porte di Khorsabad e gli affreschi del palazzo di Assurbanipal.

Piano superiore - Upper floor

La visita delle antichità egizie (sale 61-66) e mediorientali (52-59) continua al piano superiore.
La sala 61 è davvero spettacolare, si tratta infatti della ricostruzione della cappella tombale di Nebamun:



Ma anche le innumerevoli mummie delle sale 62-63 meritano la giusta attenzione. Alla sala 64 si noterà la più antica delle mummie, perfettamente conservata dalla sabbia del deserto, denominata Ginger:


Spostandoci in Mesopotamia, potremo visitare ricostruzioni delle più antiche città. Nella sala 56 troviamo lo Stendardo di Ur:


Per una spiegazione guardate questo video di Anna Rita Vizzari:



Come la colonna Traiana e l'arazzo di Baieux, si tratta di una narrazione per immagini, come fosse un fumetto.


Antichità greco-romane tra piano terra e piano superiore


È arrivato il momento di dedicarsi alle Antichità greco-romane, poste in parte a questo piano (sale  69-73) in parte al piano terra (sale 11-23). 
Al Partenone ho dedicato un post apposito. Ma qui mi interessa portarvi a vedere il magnifico vaso Portland.
Si tratta del più prezioso vaso in pietro lavorato a cammeo dell'antichità.
Il vetro soffiato fu scoperto nel I secolo a.C. e probabilmente il vaso risale al periodo augusteo (tra il 31 a. C. e il 14 d. C).
La tecnica del cammeo è molto raffinata: essa consisteva nell'immersione del manufatto in un bagno di vetro bianco fuso che veniva poi modellato e cesellato da un esperto intagliatore.

La nostra passeggiata giunge al termine. 

Al British Museum vi sono moltissime altre sale, alcune tematiche (una per esempio sulla scrittura e una sulla misurazione del tempo) così come sono rappresentate altre epoche (il Medioevo) e altre civiltà (l'isola di Pasqua alla sala 24 ma anche i Celti, i Maya e gli Aztechi alla sala 27), per esempio).
Ma per i nostri poveri piedi per oggi può bastare!

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