venerdì 4 luglio 2014

#viaggionellarte National Gallery, La cena di Emmaus di Caravaggio


Il dipinto ritrae l'episodio evangelico in cui i discepoli non riconobbero Gesù risorto se non al gesto del benedire il pane. Fino ad allora infatti le fattezze del Risorto, trasfigurate rispetto al momento della morte, non erano state identificate dagli apostoli. Gesù è ritratto con le sembianze del Buon Pastore, senza barba. L'oste rappresenta lo stupore inconsapevole. I gesti dei personaggi introducono e invitano lo spettatore a guardare: il discepolo sulla sinistra mostra stupore nel gesto del gomito sollevato e si protende in avanti, la mano di Gesù si estende in modo enfatico verso l'esterno del quadro e la stessa linea è ripresa dal discepolo a destra, che è identificato come pellegrino dalla conchiglia sul petto. Lo spettatore è esortato idealmente a prendere il posto libero al tavolo, quello di fronte a Gesù.
Notevoli i particolari: la natura morta del cesto di frutta, il pollo, le stoviglie. I significati dei frutti sono tipici dell'iconografia tradizionale: l'uva nera indica la morte, l'uva bianca la resurrezione, il melograno rappresenta Cristo e la mela il peccato. L'ombra del cesto crea un pesce, altro simbolo cristologico.
Una notazione sui colori: il predominare del bianco, verde e rosso allude forse alle tre virtù teologali, La Fede, la Speranza e la Carità.

2 commenti:

  1. che dire, se non che Caravaggio è uno dei miei pittori preferiti?

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    Risposte
    1. Sto cercando di capire cosa non perdere nei diversi musei londinesi e devo dire che è un fantastico modo di viaggiare con la fantasia!

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