sabato 26 luglio 2014

#viaggionellarte Van Gogh alla National Gallery


Dall'Autoritratto con orecchio bendato, passando per i due paesaggi Fattorie vicino Auvers e Campo di grano con cipresso fino a una delle versioni de I girasoli e a La sedia. Sono questi i dipinti di Van Gogh che vorrei osservare con la giusta attenzione alla National Gallery.

I girasoli sono tra le opere più conosciute non solo di Van Gogh ma della storia della pittura in generale, nel merchandise e nelle riproduzioni. Essi rappresentano un'esplosione di luce e di gioia nella pittura dell'artista, che aspettava con ansia l'arrivo dell'amico Gauguin ad Arles. 
Potremmo dire il sabato del villaggio di Van Gogh, quello in cui il cuore pregusta la festa che deve arrivare. 
La firma del pittore è posta sul vaso solo come nome di battesimo, proprio come per i grandi del passato (Leonardo, Michelangelo...). "Il girasole è mio, in un certo senso", scrive Van Gogh al fratello Theo. E in effetti oggi è forse il soggetto che più facilmente si collega a lui. Particolare la tecnica usata dall'artista e detta ad impasto solido: il pittore preleva il colore in abbondanza e lo stende laccando stratificazioni e grumi, conferendo alla tela un aspetto materico tale da poter essere paragonato a un bassorilievo.

Ma l'allegria dei girasoli finì in tragedia e l'attesa dell'amico fu tradita: tra litigi e alterchi si arrivò all'autolesionismo per gelosia. Van Gogh si tagliò l'orecchio e lo portò alla prostituta con la quale Gauguin passava il suo tempo.

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