mercoledì 20 giugno 2012

Parole in viaggio: intervista con Mamma Pinguina




Seconda puntata della rubrica Parole in viaggio, serie di interviste a bloggers che si occupano di viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggio. La prima puntata potete leggerla qui. Oggi conosceremo meglio la simpaticissima Mamma Pinguina del blog Iridi a stelle e strisce, che racconta l'esperienza del trasferimento con la sua famiglia dall'Italia al Wisconsin. Ma non solo: da là la famiglia dei Pinguini si muove in lungo e in largo per gli Stati Uniti e quasi in diretta possiamo seguire le loro gite. Perché Pinguini? Ecco qua la spiegazione.



"Mi chiamo Renata - si presenta - i miei figli mi chiamano Mamma o Serra; mio marito mi chiama Serra, per gli amici sono Renée, Pinguina o Renata; per gli amici del blog sono Mom". Renata ha due splendide creature, degli "angeli", come li chiama lei. E la mia prima domanda riguarda proprio la sua famiglia...

-La vita della tua famiglia è caratterizzata da un viaggio che vi ha portati all'estero. Raccontaci cosa avete trovato di diverso e di migliore laddove siete oggi e cosa vi manca dell'Italia.

Io e il mio compagno abbiamo sempre amato viaggiare, in particolare in terra americana. I nostri figli, fin dai primi giorni di vita, hanno dovuto accettare il seggiolino dell’auto! Ho conosciuto tanti bambini che piangevano ogni volta che venivano legati al seggiolino, bambini che presto hanno imparato a slegarsi da soli e che, cosa che mi fa rabbrividire, spesso e volentieri stanno sganciati sul sedile dell’auto. Ai miei figli questo non è permesso. Ma effettivamente non hanno mai pianto: hanno capito che quella sarebbe stata la loro vita! Un po’ perché fra casa nostra e quella dei loro nonni c’erano 150km, un po’ perché ogni occasione per fare un viaggio, più o meno lungo, è sempre stata ben accolta in famiglia. I chilometri, d’asfalto o d’aria, non ci hanno mai spaventato.
Nel 2008 abbiamo avuto il primo assaggio di USA: abbiamo seguito il mio compagno che doveva andare 2 settimane a Detroit. Era inverno, abbiamo visto tannnnnnnnta neve e splendidi animali selvaggi. I nostri figli si sono immediatamente innamorati di questo mondo. Sono rimasti abbagliati dal senso civico di questo popolo, dall’educazione, dal rispetto soprattutto per i bambini che hanno. Al rientro in Italia, pur essendo loro ancora piccoli, hanno cominciato a studiare con impegno l’inglese perché avevano capito a cosa serviva imparare quella lingua. Mia figlia spesso, anche a distanza di anni, piangeva perché voleva tornarci.
L’anno scorso, Marzo 2011, il mio compagno doveva andare per 6-8 settimane in California... potevamo non approfittarne? Così siamo stati un mese con lui. A Santa Ana. Ogni giorno mi arrivavano via email i compiti per i miei figli e vi dedicavamo la mattina. Ho provato la gioia di trasformarmi in maestra! Poi il pomeriggio si organizzava qualcosa: zoo, parchi... Una strepitosa gita in barca in mezzo all’Oceano per osservare la migrazione delle balene... e uno strepitoso weekend a San Francisco on the road!
Questa esperienza ci ha insegnato tante cose e siamo diventati attenti osservatori: anche una nuvola in cielo può trasmetterci delle emozioni nuove. Stamattina, ad esempio, mi sono portata i ragazzi in una cittadina a 30 minuti da qui: ho dato a mia figlia la macchina fotografica e le ho detto di fotografare tutto. Anche loro hanno imparato che una casa rossa in mezzo ad un prato verde è emozionante. Siamo cambiati nel profondo. Sinceramente non ci manca molto il nostro paese d’origine, ci sentiamo molto cittadini del mondo. Ci mancano alcuni amici e le famiglie, ma... non so come spiegarlo: la nostra vita è qui, per ora. Poi il futuro potrebbe regalarci nuove sorprese e noi siamo pronti ad accoglierle. Cosa ci manca del nostro Paese? Ho fatto questa domanda ai miei figli e abbiamo risposte diverse: a me il cibo, a mio figlio gli amici, a mia figlia la casa al mio compagno la pizza (che si riallaccia alla mia).

-Il tuo blog è un po' il racconto di questo viaggio familiare. Come ti è venuta l'idea?

Appena prima di partire per quel viaggio mi è venuta l’idea di fare un blog per tenere aggiornati amici e parenti su questa nostra esperienza. Mio marito non era molto favorevole ma si è adeguato.
Poi, un giorno, di giugno 2011, il sogno di una vita, pare diventare realtà. La compagnia del mio compagno gli ha offerto l’opportunità di un’esperienza biennale in USA. Potevamo lasciarcela scappare? Io già da 2 anni non lavoravo più... 
Abbiamo preparato tutto e il 27 Giugno siamo atterrati a Kenosha, nel Wisconsin. Perché Kenosha? Perché ha un bellissimo nome indiano che significa “il luogo dove le trote depositano le uova” e perché ha un meraviglioso faro rosso che amo! Kenosha sorge sul Lake Michigan, la regione dei Grandi Laghi (e del grande freddo!).
E a questo punto il blog è diventato importantissimo: tenere aggiornati amici e parenti e un collegamento con il nostro Paese. Poi si è rivelato ancora più importante di quello che voleva essere: un punto di riferimento per tutti quelli che vorrebbero intraprendere la nostra stessa esperienza. E anche il mio compagno, nonostante inizialmente non approvasse, ha cominciato a partecipare attivamente a questo blog. Lui è quello che scrive i post spiritosi, quelli che fanno ridere perché ha un modo particolare di raccontare le cose. Io sono quella sentimentale, profonda. Ed è bello avere un blog con due anime, no?

Hai scritto: "Siamo una famiglia dinamica e flessibile". Mi sembra molto interessante, puoi spiegarcelo meglio?


Approfittando del fatto che eravamo in USA e che in casa nostra il solo sport che ci interessa davvero è il baseball, la scorsa estate ci siamo organizzati un tour on-the-road a vedere alcuni ballpark. Partiti da qui, siamo passati a Detroit (a salutare degli amici) circumnavigando parte del Lake Michigan. Poi siamo andati verso le Niagara Falls circumnavigando parte del Lake Erie. Poi Boston, New York,  Baltimore, Philadelphia, Washington, Pittsburgh, Cleveland, Kalamazoo (per andare a salutare la squadra di softball di Bollate che disputava un importante torneo!), e poi ritorno a casa. Una settimana. Ma a dirla tutta il viaggio ha subito due variazioni notevoli. Ma il nostro motto è appunto "siamo una famiglia dinamica e flessibile" e nulla ci spaventa. Una delle tappe doveva essere Columbus, in Ohio. Ci tenevo: è la città dove i miei genitori hanno vissuto, dove è nato mio fratello e dove, nonostante sarebbero passati 10 anni prima che nascessi io, è cominciata la mia passione per gli USA! Ma nella vita ho imparato che per tutto c’è una ragione e se io non sono andata a Columbus, forse c’è una ragione. Ci dovrò andare in un altro momento. Perché è importante educare i nostri figli con questa consapevolezza. Dobbiamo accettare che qualcosa lungo il percorso può sempre cambiare, talvolta anche contro la nostra volontà. E non dobbiamo spaventarci perché altrimenti ci roviniamo il viaggio. E non si tratta solo di viaggi, ma anche della vita: insegnare a loro a spostarsi, a cambiare cultura, cibo, ad affrontare i continui cambiamenti, ad affrontare variazioni di programma, li aiuterà sicuramente a diventare adulti maturi e consapevoli. E’ fondamentale il sorriso: vedere che noi siamo sereni aiuta anche i nostri figli ad esserlo. E allora, per essere ancora più dinamici e flessibili, questo viaggio che inizierà fra 2 giorni, abbiamo optato per il camper... perché così se un posto ci piace di più ci possiamo fermare di più e viceversa. Se un certo posto perde di interesse... possiamo cambiare percorso. E’ importante che anche i bambini... oddio, ormai sono dei ragazzi, siano pronti a qualsiasi cambiamento ed è importante che i cambiamenti, anche se dentro ci sconvolgono, vengano ben accolti col sorriso.

-I tuoi ultimi viaggi sono "on the road" attraverso le terre mitiche degli Stati Uniti... vuoi condividere con noi queste esperienze?

Il viaggio che stiamo per intraprendere l’abbiamo già fatto nel '99 io e il mio compagno, ma ora ho un’emozione ancora più forte perché voglio vederlo con questi nuovi occhi di attenta osservatrice e con gli occhi dei miei figli!
Il grosso del viaggio, tappe e durata, l’abbiamo decisa io e il mio compagno ma ogni cambiamento, ogni sensazione, commento, l’abbiamo condivisa con i nostri figli. I loro occhi vedono cose che noi non vediamo e a volte ci hanno permesso di comprendere meglio il loro punto di vista. Quello che insieme abbiamo imparato è che il bello del viaggio non è solo la meta, il luogo dove stiamo andando, ma che lungo il percorso ci possono essere cose altrettanto meravigliose. E c’è un gioco che mi piace tanto fare con loro: guardare le nuvole e vedere cosa ci sembra di vedere. Non ci si immagina quanto ciò che vedono possa aiutare a conoscere quello che hanno dentro.
L’obiettivo del prossimo viaggio, imminente, è diverso da tutti i precedenti: sia in Europa che qui in USA abbiamo visitato luoghi “contaminati” dall’uomo, monumenti o comunque città ed edifici costruiti. Questo invece ha l’obiettivo di far vedere ai miei figli che ci sono altri “monumenti”, forse ancor più incantevoli, che non sono stati “contaminati”, costruiti. Sono monumenti di Dio, chiunque egli sia, che per opera delle sue tre mani (acqua, aria, sole) ha creato. E lasciano un segno indelebile nel cuore. L’uomo in quei luoghi interviene col solo scopo di proteggere tanta meraviglia. Se raggiungerò questo obiettivo sarò una mamma realizzata. Se lascerò segno di questo viaggio nei loro cuori, allora potrò essere fiera del mio “mestiere”.

-C'è qualche dritta che a partire dalla tua esperienza puoi darci per viaggiare con bambini?

Quello che ho detto prima: mantenere la calma e la serenità anche se dentro si è preoccupati. Ti racconto questo episodio: l'anno scorso io e i miei figli siamo partiti per raggiungere il papà in California. Saremmo stati lì un mese. Siamo partiti dall’aeroporto di Linate ma appena prima dell’imbarco è stato segnalato un guasto all’aereo. Una tragedia di disorganizzazione della compagnia aerea. In poche parole ho dovuto riprendere le valigie, rifare i biglietti e i check-in. E ci hanno fatto scegliere: o tornare a casa e ripartire l’indomani o andare a Londra, pernottare lì (a spese loro) e ripartire da lì direttamente. Abbiamo optato per la seconda scelta. I bambini erano angosciatissimi per i cambiamenti e perché avrebbero tardato l’incontro col papà. Be’, in questi casi bisogna ridere e far vivere loro il cambiamento come un’avventura. Spiegar loro che sarà ancora più entusiasmante incontrare papà e che potranno passare una notte in Inghilterra e vedere come si viaggia “al contrario”. E alla fine sono anche stati contenti perché l’albergo era molto bello!!!
Giocare durante il viaggio e non a carte o con videogame, ma giocare col paesaggio che c’è intorno. Così loro memorizzeranno meglio. E, importante, dare loro delle responsabilità, pari alla loro età ovviamente sia nei preparativi che durante il viaggio: affidare loro una valigia importante, o un documento. O far chiedere a loro delle informazioni (se in un’altra lingua diventa ancora più importante!); affidar loro il compito di fare delle foto, o di scrivere il diario, o di tenere i bigliettini di ogni posto che visitiamo o ristorante... Così si sentiranno protagonisti del viaggio!


Per rimanere in tema e sperimentare il viaggio come occasione per imparare vi invito all'iniziativa Impariamo viaggiando che è partita qui e su The Family Company il 18 giugno. Andate a leggere se non lo avete ancora fatto e partecipate...


A questo punto non vi resta che visitare il blog di Renata!

10 commenti:

  1. Complimenti Tiziana per questa idea che ci permette di conoscerci e di viivere meglio l'esperienze dell'altro.
    E complimenti anche all'allegria e alla gioia di Renata che ci trasmette ogni giorno all'interno del gruppo e in questo raccontarsi ce ne da conferma. Mi ricordo quando sono entrata nel suo blog chiedendole di unirsi a noi e da subito ho percepito il suo entusiasmo nel condividere.

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    1. Hai ragione, Renata è proprio un vulcano di simpatia! Grazie a te e al tuo gruppo FB per avermi... ispirata!

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  2. Che bello questo blog che ci hai presentato. è stata un'occasione per conoscerlo! E quindi complimenti, sia a te che l'hai scovato che all'autrice naturalmente! Ciao

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  3. Grazie Girovaga! Il bello è la condivisione!

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  4. Ti ringrazio Tiziana per avermi presentato Renata-Pinguina-Reneè-Serra-Mom e tutta la sua famiglia. Sono andata a conoscerli e devo dire che di persone interessanti questo mondo virtuale me ne sta facendo conoscere proprio tante. Grazie ancora. Un bacio

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  5. Ultimamente anche io ho conosciuto tante persone interessanti...

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  6. Renata ha fatto quello a cui io aspiro già da molto tempo... ho letto volentieri questa sua intervista e ti ringrazio per avercela 'presentata'.
    Avrei mille altre domande, ma ... gliele farò di persona! Soprattutto sull'ultima impresa che stanno vivendo proprio ora!
    Giorgia dei Mostri

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    1. Dell'ultima impresa ci aggiorna continuamente su FB! Se parti anche tu facci sapere ;-)

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  7. Plamy participi al nostro concorso fotografico??dai daiii, c'è tempo fino al 30-06!poi la tua foto di intestazione è proprio in tema marino!!!
    un abbraccio

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  8. Scusate, ero in viaggio, appunto, e non ho avuto modo di leggere i vostri commenti. Sono commossa. Grazie!
    Questo ultimo viaggio mi ha segnata nel profondo!

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