venerdì 1 giugno 2012

Venerdì del libro: Milena, l'amica di Kafka

In genere riserviamo la rilettura ai libri di studio o a quei pochi di cui sentiamo l'esigenza di una maggiore comprensione, magari a distanza di anni e con una maturità diversa. Questo è il caso di un libro che ho letto circa dieci anni fa per la prima volta che già allora mi colpì e che oggi, avendolo riletto, apprezzo ancora di più. Si tratta di:


Milena, l'amica di Kafka di Margarete Buber-Neumann. 






E' la storia di un'amicizia tra l'autrice e Milena, donna amata da Kafka: le due si incontrano in un luogo disumano, il campo di concentramento femminile di Ravensbruck e riescono attraverso la purezza e la gioia del loro rapporto a rendere vivibili la permanenza e i lavori forzati. 


Il ritratto di Milena è quello di una donna inquieta, originale, amante della vita: 


"Io amo la vita, tutta la vita, magica, meravigliosa, splendente, in ognuna delle sue manifestazioni, in ognuna delle sue forme, nei giorni feriali e in quelli festivi, in superficie e in profondità..."


Milena è una donna sulla quale sembrava non avere effetto la spersonalizzazione perseguita dal metodo del lager, che tendeva a rendere disumana la persona, riducendola a un numero stampato sulla divisa e poi marchiato sulla pelle (da quando le SS si accorsero che, per salvarsi, i prigionieri indossavano le divise dei deceduti, in modo da non essere più chiamati negli appelli di morte):


"Io sono una persona libera. Benché indossasse la medesima uniforme delle altre prigioniere, quando compariva tra le migliaia di donne vestite a strisce lungo la strada del campo, si creava intorno alla sua persona una specie di alone, Milena si staccava dalla massa". 


Perché Milena aveva una forte autocoscienza e il cuore dell'uomo, strano bello eterno, pur nelle condizioni più estreme, non muore, è sempre lì, pronto a risorgere da ceneri ormai fredde, e se ha nostalgia della libertà basta un lembo di tenda gonfiata dal vento su una fotografia di un calendario, "un lembo di stoffa su una stupida immagine a riempire il cuore di commozione".


Con questo post partecipo, sommessamente, a un venerdì del libro silenzioso.

15 commenti:

  1. La storia di Milena è veramente interessante (penso anche al ritratto che ne fa Todorv in Di fronte all'estremo). E questo è proprio un bel libro. Ricordo invece una volta che fui coinvolta alla Feltrinelli per la presentazione di un agghiacciante romanzo, sempre su Milena, capace di cancellare ogni traccia di interesse dalla sua figura.

    ps. per me rilettura sempre, un must!

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  2. Mi piacciono molto i libri biografici. Per me è un "da leggere certamente"! Grazie per lo spunto e buon we ;D!

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  3. Ho incrociato in alcune occasioni questa bellissima edizione Adelphi, ma non mi sono mai decisa ad afrontarne la lettura: tu qui ne fai una recensione molto intensa, e tratteggi Milena in un modo che non può lasciare indifferenti.

    Non posso che ringraziarti quindi per lo stimolo di cui avevo bisogno per decidermi :-)

    Ti auguro un buon we
    Grazia

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  4. Rendi in maniera semplice e affascinante quello che potrebbe sembrare un libro pesante. Grazie per il consiglio.

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  5. @ la 'povna: WP non mi fa commentare da te. puoi controllare nello spam del tuo blog?

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  6. Non conoscevo questo libro, ma l'entusiasmo con cui ne parli e le citazioni che riporti mi mettono un gran desiderio di leggerlo!:-) anch'io adoro le biografie!

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  7. Ho messo a posto, spero per sempre!

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  8. Trascuro il venerdì del libro da troppo tempo, e mi dedico a post dementi...poi passo qui e mi rinfranco con un consiglio che mi ispira assai. Ho un'insana passione per le donne inquiete e amanti della vita.
    Grazie!

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  9. che bella recensione, mi attrae molto questo libro sia per il ritratto di milena sia perché è la testimonianza di una donna sopravvissuta al lager (mi mancava, ho letto solo quelle fatte da uomini finora!)
    Ciao

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  10. Che bel suggerimento, lo metto tra i libri da leggere quest'estate! Grazie!

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  11. Mi piace questa proposta, me lo segno assieme agli altri.
    A proposito, adesso sto legggendo "La Sposa normanna" che avevi consigliato tu qualche tempo fa. Sono appena all'inizio ma mi prende moltissimo!

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  12. Esiste una sorta di simbiosi in alcuni casi? Io che parlo del ponte Carlo a Praga e tu con Kafka. Sempre utili le buone recensioni. A presto cara.

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  13. Ciao! Mi fa molto piacere che tu sia approdta da me! Il tuo blog è molto interessante e lo seguirò sicuramente. Spero che continuerai a passare a trovarmi. Buon fine settimana! A presto

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  14. che dire, non lo conoscevo e ti ringrazio di avermelo fatto scoprire.
    Su una cosa sola temo di non concordare con te... o meglio non saprei proprio immaginare quale effetto avrebbe avuto su di me l'esperienza del lager, sempre che ne sarei uscita viva, non credo di avere quella "fibra resistente" di Milena, sicuramente uno spunto per guardarsi dentro...

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  15. Dopo taaaaanto tempo faccio un giro per blog e il tuo non potevo mancarlo.:) Mi hai incuriosita con questo libro, credo che andro in biblioteca a richiederlo. grazie!
    un abbracico
    StefaniaB

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