domenica 21 settembre 2014

La classe: da auditorium a laboratorium


[Questa immagine, per me è altamente esemplificativa di cosa voglia dire hands on learning: i bambini capiscono cosa vuole dire dipingere come dipingeva Michelangelo, non perché qualcuno lo ha raccontato loro o perché lo hanno letto su un libro, ma perché lo stanno provando. Potranno per esempio sapere che il colore gli gocciolava addosso! da qui]

La domenica, specie se non ci sono impegni particolari, nella quiete e nel riposo di una giornata libera, a volte riesco a coagulare delle buone idee. Penso e ripenso e all'improvviso capisco la direzione da prendere.
Per esempio, quest'anno ho proposto al collegio docenti della scuola che dirigo di procedere verso una didattica più laboratoriale, indirizzando la pratica quotidiana in classe verso un'applicazione più decisa delle tendenze pedagogiche più innovative. Le Lavagne Interattive arrivate finalmente in tutte le classi, il prossimo acquisto di tablet dovrebbero senz'altro essere d'aiuto, ma la questione di base è la mentalità.
Posso far ripetere a memoria le tabelline sia scrivendole su una lavagna di ardesia, sia proiettandole su uno schermo tecnologicamente avanzato (come ricorda un divertente video abbastanza diffuso in rete).
Occorre invece passare da un'impostazione nozionistica della trasmissione del sapere a un metodo induttivo, per competenze, che trasformi la classe da auditorium a laboratorium. Da dirigente sto cercando di fornire i mezzi e gli spunti per favorire questo cambiamento di prospettiva, questo bel salto. Del resto, chi mi segue già da tempo, sa che la mia insistenza sulla didattica hands on ha origini molto lontane...

Vorrei quindi raccogliere idee, esperienze, siti specializzati da suggerire, da offrire a quei docenti che vorranno fare il salto.
Vi chiedo di aiutarmi a farlo.
Nei commenti lasciatemi il vostro contributo. Sappiate che ogni vostro suggerimento potrebbe essere lo spunto che darà la giusta ispirazione a qualcuno per migliorarsi e migliorare la propria azione didattica. Vi aspetto!

10 commenti:

  1. Ciao Palmy, ti leggo da un mesetto. Sono in maternità, tra poco rientrerò e mi hai offerto un sacco di spunti (secondaria I grado). La tua curiosità per la vita è un piacere da leggere. Io cerco da tempo di rendere il mio lavoro più laboratoriale e induttivo, non so se ci riesco. Ti racconto qualche cosa che faccio da tempo, non so se ti potrà essere utile. Ho realizzato per anni cortometraggi con le classi, dalla sceneggiatura al montaggio video in laboratorio; faccio organizzare alle classi seconde le visite guidate per le terze e valuto le proposte dei ragazzi come compito esperto multidisciplinare; organizzo attività di scrittura creativa con visite in location ad hoc (commissariati per i testi gialli e così via); iscrivo le mie classi alla piattaforma di Repubblica@scuola per 'fare' i giornalisti sul campo...mi fermo perché temo di essere fuori tema! Un saluto e un grazie grande grande. Antonella

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    1. Grazie delle tue parole, sapere di essere utile a qualcuno è importante per me. Non sei affatto fuori tema, anzi se mi scrivi una mail al mio indirizzo (lo trovi a sinistra) potremmo concordare un modo di raccontare meglio le cose che hai fatto, magari sotto forma di intervista o guest post... Ti aspetto!

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  2. a me la didattica laboratoriale piace, l'ho sempre fatta, però ocio, coi più piccoli, al rischio da sovraccarico cognitivo. io ricordo con orrore quando ebbi la malaugurata idea di spiegare la rotazione triennale facendo fare il collage dei campi...

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    1. Penso che se un'attività è ben pensata e organizzata riuscirà bene, del resto non credo che ci sia una scuola italiana, per lo meno non la mia, che corra il rischio di essere troppo laboratoriale!

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  3. Non è mica facile rispondere alla tua richiesta, così su due piedi non mi viene in mente niente, ma ci penserò e ripasserò di qui, intanto mi faccio ispirare dagli altri suggerimenti.

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  4. Ciao Palmy, post molto interessante! Che dire? Insegno Arte e Immagine, la mia disciplina vive di attività laboratoriali, ma ripensando alle esperienze più coinvolgenti (per gli studenti e per la sottoscritta) nei miei ricordi ci sono quelle multidisciplinari. La creazione di carte d'identità dei Promessi Sposi (http://elisasantambrogio3.blogspot.it/2013/06/i-promessi-sposi.html) o l'edizione di una guida turistica di Padova realizzata dagli alunni mesi prima della gita... che fatica nel trovare colleghi disposti a lavorare in team e pronti a rinunciare alle lezioni frontali!?
    la scuola media dovrebbe cambiare in questo senso, i consigli di classe dovrebbero servire anche alla progettazione di laboratori interdisciplinari... forse sono fuori tema anch'io?!
    segnalo questo libro: Libertà e amore. L'approccio Montessori per un'educazione secondo natura. di Elena Balsamo, ed. Il leone verde.

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  5. Meraviglioso libro della Balsamo! La Montessori è una scoperta continua a casa e a scuola! Palmy, ricevuta la mia email?

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  6. Da curiosa delle nuove tecnologie, consiglierei sia di seguire cosa fa la biblioteca dei ragazzi di Rozzano, che organizza ogni anno il Digital Readers, sia il sito Mamamo.it dove si possono trovare tante informazioni utili per essere aggiornati.

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  7. Io ho cominciato da qui: http://mrsdclasses.blogspot.it/2014/10/senza-cattedra-senza-voti-senza-zaini.html
    Coinvolgendo i genitori, abbiamo alleggerito gli zaini, uso il raccoglitore dalla prima portano a casa solo i fogli. Molto materiale resta a scuola.... Io provo a cambiare alcuni aspetti della didattica, non è facile anche perché il lavoro aumenta notevolmente

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