venerdì 17 ottobre 2014

Scelte e bilanci



Superati i quarant'anni si è più inclini ai bilanci. 
Perché quando si ha tutto il futuro con le sue possibilità tutte aperte e le sliding doors sono ancora da varcare, si è convinti che ci sia ancora del tempo per portare a termine il compito che ci è dato in questa vita. 
Poi ti accorgi che molte delle porte aperte per forza di cose si sono chiuse: hai fatto una scelta universitaria e non un'altra, l'altra di fatto l'hai accantonata per sempre; hai sposato una persona; hai avuto uno o più figli e non credi che ne avrai altri; hai un lavoro, lo hai anche cambiato, ma ora hai definitivamente quello.
E così ti ritrovi ad avere acquisito quasi senza accorgertene l'attitudine a rimandare a un altro momento quello che veramente importa: il week end, la vacanza, l'anno prossimo... fino a un tempo indefinito e vago che ha la caratteristica peculiare di non arrivare mai.
Ma i quarant'anni sono già arrivati. E li hai anche passati! Non è più tempo di rimandare, di tirarti fuori dalle circostanze per aspettare un futuro indefinito.
È ora di starci dentro alle circostanze, di viverle fino in fondo, di dare ed esprimere se stessi, senza avarizia.
Anche perché rispetto alla promettente aspettativa della gioventù il passo verso la delusione è breve. E là è tutta una pura questione di scelta: percorro la strada che ho scelto (e/o che il destino ha scelto) o continuo a lamentarmi?

7 commenti:

  1. hai pensato che ,tra la vita che hai scelto ed il continuare a lamentarti....c'è un " terza via"?
    te lo dice una che ha 56 anni, diventata mamma a 24 e poi ( due gemelli ...) a 28 e che ora è la nonna di un cucciolo biondo di quasi due anni ed è la nonna più orgogliosa e fiera del mondo (....come tutte le altre nonne del mondo!)
    Te lo dice una che, a questa età, sta....imboccando la TERZA VIA. Un'altra strada, un cambiamento, perchè mi sono detta " ora o mai più". Perchè il tempo che ho davanti si assottiglia ed ho voglia di provare a fare, adesso, dopo tanti anni pieni di cose meravigliose, sicuramente, ma anche di doveri, quello che ho voglia di fare d una vita. Poi vedrò come va a finire. Emanuela
    ....qual è la tua terza strada?

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    1. Non mi è chiaro quale sarebbe la terza via: tu non stai vivendo la vita che hai scelto? Non ho detto che la vita che ho scelto non mi piace, ma che si rimanda mentalmente a dopo tutto quello che desideriamo...

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    2. vivo la vita che ho, scelto, certo, soprattutto la " parte privata", i miei figli, mio nipote.
      Ho trascorso gli ultimi due anni in grande crisi con il lavoro, che rispetto, ci mancherebbe, ma che non mi soddisfa, mi sta stretto, mi dà l'ansia.
      Poi,,,,ho capito di non poter più continuare con questo malessere, con l'ansia del risveglio, con il rimandare qualsiasi tipo di cambiamento, anche il più piccolo.
      Ora i ragazzi sono grandi e, più o meno, autosufficienti. Ora ho chiesto un part-time e faccio mercatini....ora questo mi fa star bene, ho rimandato anche troppo a lungo la ricerca di questo spazio, della bellezza di questo tipo di vita che mi appartiene davvero e che sento mia. Un abbraccio Emanuela

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  2. E' il motivo per il quale molto, molto raramente rimando a "dopo" ciò che per me vale. E' l'enorme vantaggio di essere materialisti: sapere che tutto si gioca in questa vita.

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  3. Capisco le tue riflessioni. Per me è difficile mettere un punto e affrontare - senza fare bilanci - quello che a volte riconosco essere stata una scelta sbagliata (e non avere possibilità di cambiarla ora). E non parlo di vita privata, perché quella la rivivrei in loop per sempre.
    Un abbraccio :)

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  4. Io sono dove mai avrei pensato di essere, ho avuto momenti in cui mi sono chiesta se fossi contenta di tanti cambiamenti che non avevo messo in conto, quando la risposta non è stata sì ho cambiato ancora. Ora sono troppo impegnata per fare bilanci, non è ancora il momento per me o forse non mi interessa, cerco di vivere intensamente e prevalentemente nel presente.

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  5. la delusione.... un mostro che ci blocca!!!!

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