domenica 5 ottobre 2014

Teacher's Day 2014


Giornata Internazionale dell'Insegnante: navigando sul web ho notato che viene celebrata in tutto il mondo eccetto che in Italia. Perché? Azzardo un'ipotesi: al di là delle figure ormai mitologiche del maestro Manzi e dei maestri di campagna, negli ultimi anni la figura dell'insegnante si è ridotta allo stereotipo delle serie TV quando non all'ingrata e triste descrizione di alcuni film, come Il rosso e il blu. 
La vulgata ci trasmette l'immagine di una professione di ripiego, iperfemminilizzata, in cui fondamentalmente si tira a campare. 
Del resto, lavorando nel mondo della scuola non si fatica molto trovare esempi di questa tipologia di docente. Non tutti sono così, è vero, ma in chi ha a che fare con il mondo scolastico da utente, è diffusa l'esigenza, espressa in modo più o meno consono all'ambiente, di un insegnante in grado di prendersi in carico le difficoltà di ogni allievo e non solo dei bravi, di rinnovarsi per stare al passo con i tempi e di saper appassionare la classe. 
Un insegnante che si metta in gioco, che sappia ribaltare le proprie abitudini didattiche e che di fronte a un alunno refrattario non dica per prima cosa una serie di ovvietà che lasciano il tempo che trovano: non si applica, non fa i compiti a casa, ha i genitori separati, in famiglia non è seguito...
Mi trovo a ripeterlo spesso quando presiedo consigli di classe: "ok, questa è la diagnosi... per la cura?". Non basta denunciare superficialmente il problema. Occorre andare a fondo di esso, capirne le reali motivazioni e poi offrire ai genitori e all'alunno stesso gli strumenti per uscirne. Altrimenti la scuola non farà altro che fotografare e confermare le differenze socio-culturali tra gli studenti, rinunciando ad agire su di esse. 
Tristissima un'immagine che mi è stata da poco riferita: davanti al caso di una studentessa di medio calibro, bravina si direbbe, una docente insoddisfatta ha raccontato di aver incontrato la madre e di aver capito perché l'alunna non avesse speranza. Non ha speranza - ha detto in modo lapidario. Proviene da un certo quartiere, abita in una certa via, la madre è quello che è, cosa volete di più da lei? 
Lo dico proprio chiaramente: questo tipo di insegnante- diffuso, diffusissimo - non merita alcuna celebrazione.



7 commenti:

  1. Azzardo un'altra ipotesi. Chi festeggerebbe mamme, papà e nonni ricordando loro le peggiori nefandezze, da violenze psicologiche e fisiche a stupri? Saluti.

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  2. Ho tre figlie che vanno dall'università alla scuola media. Ho incontrato (alcuni) insegnanti che hanno sbagliato lavoro; altri (la maggioranza) che si attestano sulla mediocrità e (poche) eccellenze. Però queste poche fanno dire che non tutto è perduto, che se a scuola ci sono persone così si può ancora sperare in una scuola migliore.
    Vanno aiutati, questi insegnanti valorosi; vanno valorizzati, supportati, spronati.
    Nel nostro sistema scolastico, invece, non vengono premiati, ma equiparati a coloro che conoscono male persino la materia che dovrebbero insegnare, figurarsi se possono capire cosa c'è dietro l'atteggiamento di uno studente difficile.

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    1. Confermi da genitore quanto ho tentato di dire, penso anche io che le proporzioni siano quelle da te ipotizzate...

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  3. Grazie per avermi fatto scoprire che esiste un giorno per festeggiare gli insegnanti. In realtà trovo sempre che sia più bella l'espressione "educatori" anche per persone che lavorano con fasce di età più avanzate delle scuole d'infanzia. Per me un vero "maestro" o "educatore" sa tirar fuori il meglio più che lasciare il segno. Sa innanzitutto capire e ascoltare il bambino e comprendere quando è in difficoltà e aiutarlo e spronarlo. Farlo appassionare. Purtroppo gli insegnanti non sono valorizzati anche economicamente per quello che fanno, prendersi cura e crescere i nostri figli. Hanno una responsabilità enorme ma non sempre sono tenuti con la dovuta riconoscenza. E' forse per quello che poi da alcuni il lavoro viene preso come un ripiego e non come una vocazione, quale dovrebbe essere. Per ora il mio figlio più grande che è in seconda ha avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose e anche l'ambiente è bello e stimolante. E nonostante tutto ha le sue difficoltà. Mi immagino come sia difficile partendo già in condizioni svantaggiate.

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    1. Credo che la disistima "popolare" gli insegnanti in parte l'hanno meritata...

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  4. Ho poco da aggiungere sia al tuo spunto, doverosamente provocatorio, sia ai commenti successivi. Grazie per il dibattito, interessante come sempre!

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    1. Grazie a te del tuo commento... so che ci sono insegnanti meritevoli e tanti ne conosco virtualmente non virtualmente... ma a volte basta un insegnante non all'altezza per rovinare un'intera sezione!

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