martedì 7 ottobre 2014

#sentinelleinpiedi

Si può non essere d'accordo con qualcosa? Si può ancora dirlo in Italia?

Ebbene, penso che sia accettabile il modello tedesco dell'«Eingetragene Lebenspartnerschaft», che non equipara a tutti gli effetti la convivenza tra persone dello stesso sesso al matrimonio, ma applica ai conviventi disposizioni analoghe a quelle contenute nel codice civile tedesco per la disciplina del matrimonio. La legge assicura per esempio pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo ed assistenziale, e conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza. Inoltre, in caso di morte di uno dei partner, al convivente sono attribuiti i diritti successori, come la pensione di reversibilità, il diritto a subentrare nell'affitto e l'obbligo di soddisfare i debiti contratti dalla coppia. La legge tedesca non riconosce ai conviventi il diritto di adozione congiunta.

Ma non sono d'accordo con molte delle rivendicazioni LGBT. Non sono d'accordo per esempio con le adozioni da parte di coppie gay né con l'educazione pro-gender nelle scuole.
E non mi piace un paese in cui manifestare questo silenziosamente suscita tante reazioni indignate (il sedicente intellettuale Saviano ha parlato di violenza culturale inaudita) o violente (e non mi accetto neanche che qualcuno di fronte alle aggressioni, queste sì inaudite, si sia preoccupato solo di far notare che fossero state una pubblicità per i manifestanti). Molti hanno già preso le distanze, mi pare davvero significativo lo stato qui di seguito:


22 commenti:

  1. ben detto Tiziana!!!
    Sottoscrivo in pieno

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  2. Confesso che, da eterosessuale femmina colta e borghese, cui natura, società e destino hanno conferito ogni privilegio e diritto, ho un forte imbarazzo a salire su qualsivoglia podio e dire, dall'alto dei miei indiscussi privilegi, quali e quanti diritti debbano avere altri individui in uno stato laico cui il caso ha conferito caratteri diversi dai miei. Anche e a maggior ragione, in ragione - mi si pedoni il bisticcio - del mio ruolo istituzionale e del mio mestiere.

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    1. Il mio problema non è diminuire i diritti di qualcuno, ma che questi diritti si chiamino matrimonio. Per questo appoggio il modello tedesco.

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    2. scusa Palmy, ma (posto che qui non si tratta di diminuire, quanto di riconoscere, che è ben diverso), se come dicevano gli antichi, "nomina sunt consequentia rerum", se due cose si chiamano diversamente (matrimonio e civil partnership/dico/pacs...), implicano diritti diversi (tanto è vero che i francesi avevano i pacs e ora hanno il matrimonio per tutti): e sulla base di cosa la persona A dovrebbe godere di diritti diversi dalla persona B relativamente alla propria vita di coppia? sula base dell'orifizio preferito durante l'atto sessuale? mi pare una base giuridicamente poco stabile...

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    3. Quindi la distinzione sessuale - maschile o femminile - che finora da che mondo è mondo ha regolato le basi giuridiche della famiglia e della società tutto ad un tratto è diventato solo questione di orifizi. Bà. E davvero non riesco a convincermi del fatto che due persone dello stesso sesso possano formare una famiglia. Formano una coppia, non un matrimonio, non una famiglia. poi possiamo anche dire per legge che sono una famiglia così come diciamo che fino alla 12a settimana l'embrione non è ancora un bimbo. Ma la scienza dice tutt'altro.

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    4. No, Palmy. La scienza, per definizione sperimentale, si guarderebbe bene, si guarda bene, dal fare affermazioni così categoriche. Ci sono diverse scuole, che ricercano. Punkt. (La legge, da che mondo e mondo, disciplina fattispecie per pace sociale, non si basa sulla scienza, questi sono elementi base di diritto). E' il tuo dio che dice tutt'altro. E, sinceramente, a me, e a milioni di altri che in quel dio non crediamo, come cittadini italiani, poco ne cale.

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    5. Non ho mai sentii il mio Dio parlare. Magari, lo avessi sentito... ne sarei stata onorata, ma non ho avuto il piacere di contatti personali con Lui. Dal vangelo sì, si evince un assoluto rispetto per la vita in tutte le sue forme senza se e senza ma. Vita dell'embrione, fin dal concepimento. Vita del vecchio, del sofferente, dell'handicappato, dell'abietto, del peccatore più schifoso. Non desidero sovvertire le leggi esistenti, ma non sono d'accordo con l'aborto. E il fatto che sia legale a certe condizioni in Italia o in altri paesi, non mi costringe ad accettarlo come giusto.

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  3. oltre a sottoscrivere in pieno quanto dice la 'povna, io sono assolutamente contraria al riconoscimento di serie A (il matrimonio, solo per gli etero) e di serie B (la convivenza civile, per tutti gli altri).
    la questione, a mio parere, è molto semplice: o il diritto al matrimonio e ad avere figli (che siano essi naturali, adottati o tramite FIV o qualunque altra tecnica) sono diritti "naturali" dell'individuo, e dunque è giusto che chiunque ne possa godere, oppure non lo sono, e sono "octroyés" da qualche autorità, che però a questo punto ha il diritto (e il dovere) di giudicare delle unioni e della riproduzione anche di tutti gli altri.

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    1. Dell'individuo? Credo che in natura non sia così. La riproduzione è una conseguenza dell'accoppiamento, almeno nella specie umana e in moltissime altre specie. Per cui finora anche l'adozione per la legge italiana, ma non solo, si permette alle famiglie e non ai singoli.

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    2. Inoltre non credo che avere dei figli sia uno dei diritti fondamentali dell'uomo

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    3. benissimo, se avere figli non è un diritto dell'individuo, stabiliamo in base a quali requisiti si possono avere dei figli e sottoponiamoci tutti (e sottolineo tutti) ad un bell'esamino per avere la necessaria licenza, così come la patente.
      mi stupisce davero che l'elemento "accoppiamento" sia più importante della crescita ed educazione dei figli, tanto da diventare discriminante. anzi, LA discriminante.

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    4. Non è un diritto, non è qualcosa che si può pretendere a tutti i costi. es. con la Fivet si impiantano più embrioni di quelli che poi proseguono il loro percorso. Questo per me è inconcepibile in quanto si sta manipolando la vita. La vita di un altro. Occorre avere dei limiti. Se non ce ne sono, si procede verso un abisso che non voglio neanche immaginare.E già qualche segnale trapela: si parla di legalizzare l'incesto, o si assiste alla coppia di lesbiche bianche che per un errore della clinica ha avuto un bambino di colore e vuole fare causa alla clinica. Dove si arriva se l'uomo entra a piede teso nelle dinamiche misteriose della creazione della vita????

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  4. tra l'altro, vorrei capire bene che cosa sia l'educazione pro-gender a scuola: i gender studies sono cosa seria, all'estero ci sono corsi universitari e dottorati, in queste discipline.
    se si intende per pro-gender il far capire, quando opportuno e necessario, che non esistono solo bianco e nero, beh, mi pare il minimo, ma proprio per correttezza professionale. o vogliamo continuare a raccontare in classe la storiella che Achille e Patoclo erano grandi amici?

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  5. rispondo in tutt'uno - questo meccanismo della risposta al singolo commento non mi piace, perché spezza il continuum del discorso.
    cara palmy, mi spiace, ma le "dinamiche misteriose della creazione della vita", non sono altro che uno spermatozoo (entrato nell'orifizio giusto, ça va sans dire) e un ovulo e moltpilicazione cellulare. e su queste dinamiche l'uomo, come ha potuto, è sempre entrato a gamba tesa: dai decotti di asparago per evitare il concepimento ai giovani maschi virili (di solito i cognati, lo dicono le ricerche sulle malattie genetiche) infilati nel letto di donne ritenute fino a quel momento sterili, alle mogli degli inuit "offerte" al visitatore straniero per favorire il ricambio genetico in una comunità fortemente endogamica. non parliamo poi dei bambini asiatici o di colore adottati dalle coppie bianche...
    sulla questione di ciò che si può chiamare famiglia (posto che sia legittimo che tu ti erga a giudice delle famiglie altrui), come ben sai, il concetto è assolutamente storico e culturale e non naturale: un antico romano oggi direbbe "non capisco proprio come i padri non possano considerare di loro proprietà mogli e figli e non avere su di essi vitaenecisque ius. questa non è una famiglia! e poi perché adottano dei piccoli rompipalle frignanti ancora tutti da crescere e non giovani adulti promettenti da avviare alla carriera politica?".
    se il concetto di famiglia "giusta e naturale" è solo quello di "famiglia feconda", allora la mia (nella quale non sono previsti figli) o quella dei miei amici S. e A., che non possono averne,sono meno famiglie, meno matrimoni di quelli di chi di figli ne ha uno, due o dieci? ma chi lo dice? tu? il vangelo? il papa? cl? beh, la vostra è un'opinione come tante, ma non fa giurisprudenza, hélas.
    perché, prima che maschio o femmina, padri e madri, gay ed etero, siamo persone, ed è sul nostro essere persone, esseri umani e cittadini di uno stato che si misurano le leggi, anche nel dettato costituzionale (senza distinzione di sesso, razza, opinioni...).
    mi spiace davvero, ma il tuo discorso trasuda, anche nel lessico, pregiudizio veterocattolico da tutti pori, non ha la benché minima base di tipo giuridico e razionale, l'unica su cui possa basarsi la civile convivenza e regolazione di diritti e doveri in uno stato laico e aconfessionale - e forse dimentichi il principio evangelico di uguaglianza fra gli uomini e quello che stabilisce che le cose del mondo devono essere regolati dalla legge di Cesare e non da quella divina.
    fate prima ad ammettere, molto sinceramente che, per voi, i gay sono "meno uguali degli altri" ed per questo che è giusto che abbiano minori diritti degli eterosessuali. almeno, sarebbe più onesto.
    grazie al cielo, le cose cambiano (in meglio) velocemente, e la necessità di estendere pari diritti a tutti è ormai ben chiara a moltissime persone (http://www.huffingtonpost.it/2013/01/07/nozze-gay-il-54-degli-italiani-favorevole_n_2424464.html)
    quindi, sai che c'è?
    #restatepureinpiedi

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  6. Non capisco perché queste accuse personali. Io con linguaggio veterocattolico, io che ce l'avrei con i gay (non lo puoi dire, mi dispiace, non sai se ho amici o parenti gay, non sai in che rapporti sono con loro). Ho solo detto che non si può chiamare matrimonio ciò che non lo è. Sarà la mia opinione, ma come tale va rispettata, non è peggio o meglio della tua che pure è un'opinione. Inoltre io non resto in piedi proprio da nessuna parte, visto che non sono una sentinella. Ritengo di non dover ammettere quello che mi consigli semplicemente perché non ho mai dato alcun segnale di omofobia. Non do lezioni sulla correttezza politica delle opinioni altrui e non accetto lezioni sulla correttezza evangelica delle mie affermazioni. O meglio, le accetto ma dal papa e dai vescovi. Sono abbastanza ferrata in materia, quindi grazie, ma so cosa dico.

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  7. non ho mai detto che tu ce l'abbia con i gay, né che tu sia omofoba, ma solo che tu (così come tanti altri) li consideri comunque (tanto o poco) "diversi" (il che è differente da essere omofobi come forma di violenza esplicita, verbale o fisica; il che non c'entra nulla con l'avere amici o parenti gay). altrimenti non si spiegherebbe perché dovrebbero avere diritti diversi dai tuoi e dai miei: perché il diritto al matrimonio di Luigi dovrebbe cambiare a seconda che il futuro coniuge si chiami Maria o Mario? "entia non sunt multiplicanda sine necessitate": me lo spieghi dove sarebbe la necessità di creare un istituto di tipo coniugale diverso apposta per loro? perché io proprio non la vedo...

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  8. Sì, ok. Intanto lo dice la Costituzione. Riporto un sunto di una sentenza della Corte costituzionale: articoli 3 e 29 della Costituzione; l'art. 29 "si riferisce alla nozione di matrimonio definita dal codice civile come unione tra persone di sesso diverso, e questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica"; in ordine all´art. 3 Cost., le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio. Poi perché storicamente, come fai notare tu, si è arrivati ad una concezione di famiglia abbastanza evoluta, diversa da quella romana o tribale. Inoltre perché c'è oggettivamente una differenza, in ordine alla filiazione, che comunque a quanto ne so non è neanche in discussione in Italia. Il bambino "acquistato" con pratiche più o meno invasive perde il diritto di conoscere le sue origini biologiche. Per esperienza posso dirti che è di fondamentale importanza conoscerle. Sia dal punto di vista pratico (es. anamnesi clinica), sia psicologico, sia spirituale. C'è o no il diritto di un individuo a sapere da dove si proviene? Potrebbe essere considerato anche questo diritto minimale? Io mi pongo questo problema.

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  9. Io sono una sentinella. Sono stata un'ora sotto gli insulti, il disprezzo e la violenza di chi invoca la tolleranza solo quando è conforme a un pensiero unico. Trovate, se volete, il mio resoconto qui: http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-io-sentinella-aggredita-da-squadristi-gay-10541.htm#.VDTm89MazCQ
    Prima di tutto vorrei che fosse chiaro per quale motivo sono scese in piazza pacificamente molte persone non abituate a farlo. Nell'estate 2013 erano state programmate anche sedute parlamentari notturne -solitamente riservate a casi di vera urgenza- per l'approvazione del disegno di legge detto "Scalfarotto", dal nome del suo principale relatore. Tale disegno di legge prevedeva l'introduzione del reato di omofobia, stabilendo delle sanzioni senza dare una definizione preventiva del termine omofobia, lasciandolo dunque alla libera interpretazione dei singoli tribunali. Molte persone, allora come oggi, hanno ritenuto che non fosse necessario introdurre un reato di opinione nel nostro ordinamento, posto che la violenza è già punita, anche con l'aggravante dei motivi abietti, nel caso si tratti di un omosessuale o di altra categoria di persone prese di mira in quanto tali. Ritenevamo in molti che quando si categorizzano le vittime si corra il serio rischio di renderne alcune più vittime di altre, così come ci si espone a rischi di strumentalizzazione di vario tipo. Per fare alcuni esempi: potrebbe essere un reato citate alcuni passi di Dante, della Bibbia, del Catechismo della Chiesa Cattolica... nei paesi del nord Europa ci sono stati casi di predicatori (protestanti) incriminati per dei sermoni fatti in chiesa. Siamo sicuri di voler arrivare a questo? Quindi assolutamente no alla violenza, alla discriminazione e a ogni gesto di ostilità nei confronti degli omosessuali, però allo stesso tempo bisogna riconoscere che la nostra Costituzione, la storia del nostro paese e una sua componente religiosa importante (anche se non più maggioritaria) convergono nel ritenere che il matrimonio sia un'istituzione che ha diritto a tutele specifiche proprio in virtù della difesa dei figli che possono essere generati al suo interno. A me interessa in particolare la difesa dei bambini. Si può dire che due adulti abbiano diritto ad avere rapporti affettivi e sessuali senza chiedere il permesso a nessuno, ma per me rimane la questione della tutela dei più deboli. E i più deboli sono i bambini, per i quali sono convinta che la soluzione migliore (non quella perfetta, senza macchia, senza problemi, semplicemente la migliore) sia di avere una mamma e un papà. Per questo sono contraria al matrimonio omosessuale, il quale porterebbe alle adozioni omosessuali e alla pratica, ancora più raccapricciante, dell'utero in affitto: cioè dello sfruttamento riproduttivo delle donne più povere del pianeta per i desideri di ricchi committenti. Sono contraria per ragioni non religiose, ma laiche e di ragione. E prima di tutto voglio che questa mia opinione rimanga una di quelle che si possono mettere in campo, senza rischiare la galera (come di fatto succede in altri paesi europei dove le leggi sull'omofobia sono state approvate). Dall'estate 2013 l'unica cosa che ha impedito appunto l'approvazione della legge Scalfarotto sono state le Sentinelle in Piedi. Lo hanno fatto pacificamente e rispettosamente al punto tale che molti omosessuali si sono uniti a loro, così come ci sono cattolici, non credenti, musulmani... Posso accettare che non si sia d'accordo con me su questi argomenti, ma non voglio accettare che il normale dibattito democratico sul punto venga imbavagliato da una legge che mette fuori gioco una delle varie opinioni sul tavolo.

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    1. Ti ringrazio della tua testimonianza in diretta e delle spiegazioni dettagliate che meglio di me hai saputo dare. Nel dire che non sono una sentinella non ho inteso prendere le distanze ma chiarire che il "voi" con il quale troppo spesso ormai ci si appella è una realtà molto variegata, fatta di sentinelle, di non sentinelle, di cattolici e di non cattolici, di gente coraggiosa e di gente meno coraggiosa ;-)

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  10. No, non lo dice la Costituzione, lo dice un parere della corte Costituzionale, che è ben diverso: non è dettato costituzionale, bensì sua interpretazione.
    Negli Artt.29, 30 e 31 (quelli che regolano il diritto-base di famiglia) della Costituzione si parla di "coniugi" e "genitori", non di "marito e moglie" né tantomeno di "madre e padre"; tanto è vero che esiste, toh, un gruppo di giuristi, che si chiama proprio articolo29, e che si occupa di diritti delle coppie LGBT (ecco qui un'analisi delle leggi costituzionali ed europee: http://www.articolo29.it/2012/tutela-delle-coppie-reati-dodio-matrimonio-e-costituzione-2/).
    è il codice civile che distingue tra i due sessi, ma sarebbe sufficiente una modifica dell'Art.143 del codice civile (chè è giuridicamente subordinato alla Costituzione) in cui si parla di "marito e moglie" anziché di coniugi" e il gioco è fatto.
    Sulle origini biologiche, posso concordare sull'utilità in caso di problemi di salute (ma quanti bambini non sono, come ti dicevo, figli del marito della propria madre?), sul piano psicologico e spirituale, boh, ritengo ci siano aspetti più importanti - conosco e ha avuto come alunni bambini adottati - e comunque, anche qui, il mio o il tuo parere contano poco, a livello giurisprudenziale; contano, piùttosto, i numerosi studi psicologici che attestano come i bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali non abbiano certo più problemi, difficoltà o disturbi di quelli cresciuti in famiglie eterogenitoriali.

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  11. ri-posto un commento che evidentemente blogger si è mangiato e lo integro.

    @palmy: tu stai citando la Corte Costituzionale, non la Costituzione: l'art.29 (e i seguenti che disciplinano le basi del diritto di famiglia) parla di matrimonio senza fare riferimento al sesso dei coniugi, tanto è vero che proprio articolo29 si chiama un'associazione di giuristi che si occupa dei diritti delle famiglie arcobaleno (ecco un loro articolo proprio sulla questione: http://www.articolo29.it/2012/tutela-delle-coppie-reati-dodio-matrimonio-e-costituzione-2/).
    è invece l'art. 143 del codice civile (e i suoi bis e ter, che riguardano l'attribuzione del cognome del marito alla moglie) che parla di "marito" e "moglie" (gli altri 3 articoli del codice civile, quelli sull'assietnza morale e materiale, sul domicilio coniugale e l'allevamento dei figli, invece usano solo il termine "coniugi"): siccome il codice civile è subordinato alla Costituzione e quello della consulta è in questo caso un semplice parere, e non una sentenza (visto che le sentenze si esercitano su leggi già in atto o proposte di legge - la consulta ha semplicemente detto che la Costituzione non obbliga a legiferare in tal senso, non che non lo permetta), da un certo punto di vista è sufficiente una semplice modifica lessicale.

    @perfectioconsversationis: posto che rifiuto l'uso della violenza, e quindi lungi da me il giustificare chi ha contromanifestato in modo non pacifico (ci sono state anche molte contromanifestazioni più che pacifiche), devo dirti che, in tutti i filmati che ho visto (e ne ho visti credo una decina, da città diverse), le interviste alle sentinelle erano piuttosto spaventose e, quelle sì, violente: posto che nessuno sapeva che si manifastava per il ddl Scalfarotto (che tra la'ltro, evidentemente, non è stato letto, visto che non riguarda i reati d'opinione ma solo le forme di discriminazione e violenza, in quento estende la legge mancino-Reale http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0003090.pdf), ma erano convinti si manifestasse contro i matrimoni gay, ho sentito (tanta) gente che usava termini come "frocio" e "finocchio", che definiva i gay "malati" (quando l'OMS ha tolto l'omosessualità dall'elenco dei disturbi psichiatrici da 30 anni), "schifosi", "peervertiti", e paragonava i matrimoni gay a matrimoni tra uomini e maiali. credo non sia necessario commentare.

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  12. riguardo ai bambini, sinceramente, faccio fatica a capire: posto che i meccanismi delle adozioni andrebbero profondamente rivisti (conosco più coppie che hanno iniziato o terminato quel percorso, ed è semplicemnte folle), voi ritenete che un bambino stia potenzialmente meglio in un istituto piuttosto che con un genitore single o una coppia omogenitoriale? ci sono ormai fior di studi che attestano come i bimbi cresciuti in famiglie omogenitoriali siano felici ed equilibrati quanto gli altri.
    la questione dell'utero in affitto come "sfruttamento riproduttivo delle donne più povere del pianeta per i desideri di ricchi committenti" mi fa un po' ridere: posto che già ora il meccanismo delle adozioni internazionali funziona spesso così, e basta farsi un giretto in qualche paese del sahel o del sud est asiatico perché le donne ti offrano i propri figli per poche decine di dollari (e sorvolo sull'aberrazione del turismo sessuale), mi parrebbe alquanto strano che i "ricchi committenti occidentali" vadano a prendersi una madre surrogata, non vaccinata e spesso malnutrita, in Etiopia o in Sri Lanka piuttosto che una giovane donna occidentale, in salute, controllata dai servizi sanitari, ben nutrita e magari sportiva e salutista 8così come ora non mi pare che la donazione di sperma possa essere inserita tra gli atti di sfruttamento che l'occidente perpetra ai danni del sud del mondo). se poi vogliamo discutere del diritto delle donne all'autodeterminazione, fino alla scelta di affittare una parte del proprio corpo, penso che siamo su un altro piano (ed infatti la maternità surrogata non è prerogativa delle coppie omosessuali ma anche di coppie eterosessuali con problemi di fertilità femminile - penso alle donne isterectomizzate).

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