mercoledì 3 febbraio 2010

La mostra di Hopper a Milano


Conoscete la mia passione per Hopper, ne ho parlato innumerevoli volte. Così, trovandomi a Milano negli ultimi giorni di permanenza della mostra (che da metà febbraio sarà a Roma fino a giugno), sono andata. Devo dire che molti dei quadri più famosi non sono presenti, ma l'allestimento è comunque interessante, per diversi motivi:
-per il filmato che racconta attraverso i dipinti e le immagini dei luoghi della vita, il percorso personale e artistico del pittore
-per l'accento posto sul rapporto con la moglie Niveson: la donna, anch'ella artista, nel campo della decorazione, annotava tutti i particolari dell'esecuzione di ogni quadro del marito, vale a dire l'ora del giorno, il luogo esatto, i tempi, i colori e il materiale usato, perfino il negozio in cui si serviva
-per l'accostamento tra il quadro finito e gli studi a matita, gli acquerelli di preparazione, i taccuini di appunti



-per l'aspetto didattico: ai bambini viene dato un libricino e una matita, copia esatta del tipo di matita usata dal pittore per i suoi schizzi. Nel libricino (di cui nelle immagini potete vedere alcune pagine) vi sono diverse attività che il piccolo spettatore può fare: cercare i quadri in cui si inquadra una finestra, disegnare i baffi su una foto di Hopper a Parigi, immaginare il retroscena di un'acquaforte dall'atmosfera misteriosa, completare il soggetto "tagliato" di un famoso quadro di Hopper
-per la possibilità di immergersi nel quadro facendosi fotografare dentro una scenografia che riproduce esattamente il soggetto di un famoso dipinto

Non ultima la frase che apre la mostra: If you could say it in words, ther'd no reason to paint (Se potessi esprimerlo con le parole, non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo). Davvero, un artista non può scegliere di esprimersi in un modo o nell'altro come se la forma fosse indifferente o separata dalla sostanza di ciò che vuole dire: la forma scaturisce dalla sostanza e si presenta alla percezione dell'artista come una necessità non traducibile in altri codici linguistici.

5 commenti:

  1. Buon giorno Palmy. Che bello! Beata te che ti sei gustata una simile meraviglia. E beato anche Hopper ad aver avuto al suo fianco una impareggiabile moglie che gli stava accanto e lo sosteneva nella sua creatività. Non é da tutti. Poi é stata una trovata geniale quella del libriccino per i piccoli visitatori. L'avrei prso anche io e mi sarei divertita come quando erano piccoli i miei bambini a costruire, aggiungere i puzzle, e disegnare baffetti inesistenti o capelli lunghi, o gonne....bé Bel post come sempre Palmy
    un abbraccio
    Lilly

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  2. Wow, dev'essere davvero una bella mostra...

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  3. @ lily: infatti anche a me ha colpito la dedizione di questa donna...
    @ sybille: sì, è proprio bella

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  4. Questa notizia è da segnare nell'agenda, mi piacerebbe poter fare un "salto" almeno a Roma per visitare questo Grande! A presto, complimenti sei sempre un vulcano di notizie imperdibili!!!
    Un bacione grande!

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  5. @ Miriam: vacci, non te ne pentirai... sei troppo generosa con me! Ma ogni tanto un complimento fa bene all'anima e quindi me lo prendo con tutto il cuore!!!!

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