mercoledì 17 febbraio 2010

Scuole in credito con lo Stato

Frequentando più assiduamente da quest'anno gli uffici di segreteria della mia scuola, posso constatare in prima persona l'ansia e la frustrazione che coglie un DSGA (Direttore dei Servizi Generali Amministrativi) quando riceve comunicazioni ministeriali circa le assegnazioni pecuniarie. In poche e poverissime (è il caso di dirlo) parole il Ministro comunica in più salse che non ci sono soldi.
Cominciamo:

Allo stato attuale non sono stati erogati gli avanzi del 2005, del 2006 e del 2007 cioè soldi già spesi e non già di testa propria ma sulla base delle disposizioni allora vigenti e comunque dovute per obblighi contrattuali. Cioè: io ho speso dei soldi che tu dovevi darmi, mi avevi scritto che me li avresti dati anche perché per legge devi darmeli... ma poi i giorni passano e non me li dai. Punto.

Le scuole non possono chiudere il Programma Annuale in modo definitivo perché ad oggi non ne conoscono i parametri esatti. Cioè: tu non mi dici quanto posso spendere però io nel frattempo devo spendere, per legge.

Il budget assegnato per la sostituzione del personale, cioè le supplenze, è sottodimensionato rispetto alle reali esigenze. Hai a disposizione 50 ma ti serve 150. Il Ministero precisa che se sfori non è detto che ti restituirà le somme eventualmente anticipate. E allora che si fa? Si risparmia sulle supplenze: si evita di chiamare, soprattutto i docenti di sostegno. Se a breve ci sono giorni di vacanza si aspetta di ritornare a scuola prima di convocare un supplente. Sulle assenze brevi si distribuiscono gli alunni nelle altre classi. E così via. Del resto le leggi sulle assenze per malattia o i congedi parentali esistono, non si può fare una colpa al lavoratore se usufruisce di una legge dello stato.
E nel malaugurato giorno in cui in una classe lasciata scoperta avverrà l'infortunio, chi si prenderà la responsabilità? Un Dirigente con le mani legate e il conto corrente in rosso?

Lo Stato diventa uno dei più temibili debitori per le stesse istituzioni scolastiche statali. Il credito vantato dalle scuole di stato nei confronti dello... stato (!) sta portando al collasso il sistema scolastico italiano.

5 commenti:

  1. È un disastro. Come se ne esce? Come? Cosa possiamo fare? Dímmi che peggio di cosí non puó essere. Perché significherebbe che la situazione puó solo migliorare. Vero?

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  2. @ sybille e laura: Una petizione, una valanga di lettere di protesta, un passaparola su internet... non so cos'altro!

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  3. Il quadro che hai descritto corrisponde , purtroppo alla realtà, che disastro!
    Conosco fin troppo bene questa realtà, molti miei "utenti" sono bambini in età pre e scolare, accolgo quotidianamente e con impotenza, le lamentele da parte di genitori riguardo alle ore di sostegno che sono carenti nelle scuole!
    Non si fa che sentir parlare di crisi e tagli...e come dici tu si finisce per "ammucchiare" una classe all'altra in attesa di un supplente...Ma ciò non avviene solo nella scuola...c'è da chiedersi se qualcuno risponderà di tutto ciò, anche se temo che sta diventando sempre di più, una lotta contro i mulini a vento...

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  4. @ miriam: lungi da me fare solo lamentazioni sterili. Lo Stato non può risolvere tutti i nostri problemi né d'altra parte soffocare la creatività di noi come individui e popolo. Ecco perché in fondo faccio questo blog e perchè umilmente nel mio lavoro quotidiano cerco di fare del mio meglio...

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