giovedì 12 maggio 2011

Invalsi: ogni tanto si parla di scuola!

F. Zandomeneghi, Lettura interessante, 1912

Fosse solo per questo, che in Italia si parla di scuola come luogo di insegnamento-apprendimento (e non solo di precari e company, non me ne vogliano i precari), le prove Invalsi sono le benvenute...
Vorrei aggiungere qualche riflessione a quelle del post precedente, anche come reazione ai commenti e ai links che mia sono stati consigliati.
Oltre alle prove di matematica e italiano agli studenti vine consegnato un questionario sulle abitudini di studio e sul tipo di vita che si conduce. Sulle domande specifiche su quanti libri si posseggono, sulla presenza in casa di un posto tranquillo dove studiare o sul'unione tra i genitori, presumo che si vogliano incrociare questi dati con il rendimento scolastico e anche qui non trovo niente di assurdo: a me piacerebbe sapere se la separazione tra i genitori statisticamente incide sull'apprendimento di un figlio o se l'uso del dialetto come lingua normale di comunicazione in famiglia provoca delle conseguenze sul grado di competenza in italiano..
Le principali obiezioni poi, tra cui quelle -interessanti - di G. Israel, riguardano più che altro la matematica. Su questo mi piacerebbe avere il parere di qualche collega di materie scientifiche, in particolare mi chiedo se le domande proposte dall'Invalsi corrispondano ai programmi e alla metodologia sviluppati durante le lezioni quotidiane.
Posso senz'altro dire che per quanto riguarda l'italiano, o meglio literacy, le prove proposte (comprendenti due testi con alcune domande di comprensione del testo e alcune domande di grammatica) corrispondono perfettamente al normale modo di affrontare le lezioni di ogni giorno. Quotidianamente gli insegnanti di lettere propongono testi e guidano gli alunni nella comprensione dei diversi livelli compositivi, narratologici, morfosintattici...
Quindi ritengo un utile strumento la prova Invalsi così com'è.
Certo, concordo pienamente sulla preoccupazione per la quale non si può ridurre il tempo-scuola alla preparazione per i test Invalsi, ma non credo che questo possa succedere nell'elefantiaca, stantia e cara scuola italiana, dove forse qualche insegnante pensa ancora che l'azione del verbo ricade sul povero complemento oggetto e la rivoluzione francese ha portato solo magnifiche sorti e progressive, per non parlare di argomenti più recenti (!)... guai a insinuare un seppur minimo dubbio sulla santità dei partigiani.

8 commenti:

  1. Alle superiori ci sono state martedì. Ho fatto sorveglianza in una classe non mia (meglio) per la prova di italiano (io insegno chimica). Ho sbirciato i test perchè uno studente era assente: alcuni erano semplici altri molto meno, ma sono così anche le mie verifiche. I ragazzi non credo che le abbiano prese con la dovuta serietà forse per la mancanza di valutazione. Io non ci vedo nulla di male. L'unica cosa che non mi va molto giù e che fra poco agli stessi ragazzi somministremo i test per il raggiungimento delle competenze in uscita dal biennio superiore, maggio diventerà il mese dei test?

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  2. Ciascuno di noi ha la tendenza a fare del proprio -limitatissimo-osservatorio un punto di vista privilegiato. Io, dal mio, non ho mai sentito "santificare" i partigiani :-)
    Sulla corrispondenza dei test con i programmi basterebbe dire che il test è unico per tutti i tipi di scuola, mentre i programmi sono abbastanza differenziati. E infatti i test invalsi non sono pensati per verificare la conoscenza dei contenuti, quanto quella delle competenze.
    Per la metodologia non so se ti riferisci all'abitudine a fare test oppure a quella di estrapolare esempi e problemi da contesti diciamo di "vita comune". Nella mia esperienza (14 anni nella scuola superiore, in scuole diverse e con molti colleghi diversi) si fa un po' di tutto. E meno male, aggiungo. Quando saremo ridotti a fare solo test la scuola sarà molto più povera.

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  3. Forse alla scuola media no, ma alle superiori, perlomeno ai tecnici, le prove Invalsi si fanno in seconda e prendono in considerazione un programma che copre a stento 2/3 della prima - questo a proposito di quanto possano essere adatte. Io personalmente ho trovato le domande di una povertà assoluta, proprio conformi a quei libri tremendi che sono adottati nei 3/4 delle scuole italiane. Quanto alla grammatica, in una prova di un paio di anni fa tra le domande ce ne era una sulle parole polirematiche. In collegio io e la collega abbiamo sfidato gli altri 118 colleghi (lettere inclusa) a dire che cosa erano senza google. Ci sono riusciti in tre (non tutti di lettere, e di lettere sono una ventina).
    Quanto alla santità dei partigiani, quoto LGO... (e del resto statistica individuale per statistica, mi è capitato molto di più il contrario)

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  4. Scusatemi, volevo sapere una cosa: noi genitori possiamo sapere come sono andate le prove nella nostra scuola? Mio figlio l'ha fatta l'anno scorso (seconda della primaria) ma non ci hanno mai detto nulla in merito... Nel post precedente ho letto che Alchemilla ha saputo dei risultati.

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  5. Vorrei dividere il problema in due parti:
    il senso di rabbia e ribellione davanti a quello che personalmente giudico un attacco mirato alla scuola pubblica;
    la consapevolezza che il sistema finora autoreferente è stato il punto su cui attacccare maggiormente la qualità della scuola.
    Invito caldamente alla lettura dei quadri di riferimento delle prove INVALSI. Si trovano sul sito www.invalsi.it, aperti e raccomandati a tutti: esperti, docenti, genitori.
    Non lo sto dicendo io: quello che si richiede è esattamente il contrario dell'addestramento "meccanico" e dell'apprendimento mnemonico.
    Amara considerazione personale: troppo spesso noi insegnanti siamo più preoccupati di fare bella figura piuttosto che seguire un progetto di supporto nella crescita e nella maturazione di PERSONE.
    Allora forse quello che deve cambiare è proprio questo atteggiamento, altrimenti, che siano prove invalsi o altro, staremo sempre a rincorrere facciate lustre piuttosto che risultati importanti
    Buona lettura a tutti ;-)
    Paola

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  6. La classe di mio figlio piccolo sarà smembrata.
    Era una piccola classe di 17 bambini con degli insegnanti molto bravi con e i bambini a cuor.
    Non si sa niente che succede con gli insegnanti l'anno prossimo ne dove mi metteranno il figlio...Io mi trovo a scegliere tra cancro e tumore...
    Gli invalsi potete anche mangiare in questo momento per quanto mi riguarda!!!

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  7. Sono spariti dei commenti, per un problema di blogger... mi dispiace

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  8. Ho parlato delle prove INVALSI con le mie amiche mamme e ho sollevato un vespaio! Alcune dicono che le preparano delle persone non adeguate al compito... Altre dicono che gli insegnanti, pur di far bella figura, aiutano gli alunni durante le prove... (A mio figlio ho chiesto... Nessuno li ha aiutati nello svolgimento, per fortuna). Rimango favorevole.

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