venerdì 23 marzo 2012

Sull'errore

Cosa c'è di strano nello sbaglio?
Parto da questa semplice domanda perché quando commetto degli errori, dimentico qualcosa o causo involontariamente un guaio... mi stupisco, mi chiedo mille volte perché e come mai è potuto succedere... Eppure non c'è niente di più umano.
Penso che avrei potuto essere più attenta, ed è giusto.
Penso che se avessi fatto colì non sarebbe successo colà, e questo già è lavorare di fantasia... la storia non si fa con i se e con i ma e il passato - come diceva un filosofo - non lo può cambiare nemmeno Dio (in quanto Dio può agire sul presente ma non può fare in modo che ciò che è stato non sia accaduto).
Penso che non sono così brava come pensavo, e questo in fondo è un bene perché l'errore ci restituisce un'immagine più realistica di noi stessi. 
Giusto è del resto chiedersi cosa l'errore ci dica, ci indichi. In fondo, è quello che chiediamo agli alunni o ai figli: rendersi conto di aver sbagliato e riflettere sull'errore è il primo passo per correggersi. Ma quanto è difficile non farsi definire dallo sbaglio e rialzarsi in fretta senza rimuginare inutilmente...

8 commenti:

  1. la vecchia saggezza aiuta, sbagliando si impara!

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  2. Come hai ragione, Palmy! Anch'io, pur accettando ed ironizzando spesso sulla mia "pasticciosità" pratica, faccio molta fatica a digerire un mio errore, in tanti ambiti. Soprattutto nel campo diplomazia-rapporti interpersonali-cose da dire-non dire...ed in campo educativo, quando sbaglio mi faccio poi prendere da folli sensi di colpa e rimuginamenti, soprattutto notturni. Prendere la vita con più leggerezza e distacco aiuterebbe, non c'è dubbio!

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  3. Fortunatamente c'è chi perdona i nostri sbagli... e chi impara da essi che nessuno è perfetto, anche attraverso gli sbagli si insegna :-)

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  4. Sagge parole le tue. Purtroppo io troppo spesso mi lascio sovrastare dall'errore fino ad assimilarmi ad esso. Invece bisognerebbe cercare di insegnare a figli ed alunni proprio che commettere errori non ci fa essere persone sbagliate e che è da lì che bisogna ripartire per crescere e migliorare. Sembra scontato, eppure ce ne dimentichiamo spesso. Credo che su questo punto la scuola (e non solo) abbia ancora molto da fare...

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  5. Che bella e intensa riflessione!
    E dire che se riguardo indietro nel tempo rivedo la mia educazione sormontata dalla difficoltà di far fronte agli errori, la paura di non riuscire, e le insicurezze e i miei continui "non lo so fare".
    E anche da "adulta" ti ritrovi che certi fantasmi ancora fanno un pò paura, ma per fortuna sempre meno!Ma la vita c'insegna che bisogna alimentare con dolcezza l'arte di amarsi un pò di più e smetterla di giudicarci con severità e durezza!
    Un abbraccio e grazie per questo spunto...

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  6. C'è stato un lungo periodo della mia vita in cui mi sono lasciata fagocitare dai sensi di colpa per i miei errori: e anzichè imparare da essi, mi lasciavo nutrire da loro accrescendo la mia inadeguatezza e la mia instabilità.

    E' un periodo lontano, ma ricordarlo ancora oggi mi fa stare male: ho dovuto superare molte barriere psicologiche e imparare a conoscermi e ad accettarmi per imparare anche dai miei errori.

    Sicuramente il mio modo di reagire è insito in me, nel mio carattere, ma molto è dovuto anche al tipo di educazione scolastica che ho ricevuto: una educazione molto rigida in cui non c'è mai stato molto spazio per i propri errori.

    Credo che qualsiasi educatore debba saper dosare le proprie parole quando deve riprendere un alunno per evitare di creare situazioni in cui gli errori non sono fonte di miglioramento, ma solo qualcosa da evitare.

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  7. @ Parola di Laura: è vero. i vecchi proverbi non "sbagliano" mai!

    @ Mamma Elly: leggerezza che non è superficialità, ma dare il giusto peso alle cose...

    @ Tamara: hai ragione, la scuola deve proprio imparare molto su questo... ma io naturalmente non mi riferivo solo all'ambiente scolastico, quanto a delle esperienze personali...

    @ Miriam: le tue parole mi si attagliano molto... ma non ci si può fare definire dagli errori... sarebbe la tomba del proprio io. Come dici molto bene, occorre un amore per sé stessi. Ti ringrazio per il tuo contributo...

    @ To write down: io ovviamente non mi riferivo solo all'errore che si compie a scuola, ma ai tanti e vari errori della vita... ma il ragionamento in fondo è lo stesso: siamo umani e occorre accettare la fatica e l'umiliazione dell'approssimazione, sperando nel perdono altrui se abbiamo fatto del male a qualcun altro o riuscendo a perdonarsi se quello dell'altro non arriva o non può arrivare. Come dice Piccolalory, il Perdono - quello che ci sovrasta - arriva in ogni caso.

    @ Piccola Lory: ti ringrazio tantissimo di aver parlato di Perdono. Come dicevo a To write down, quello arriva in ogni caso. Tante volte noi siamo ancora più duri con noi stessi...

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