lunedì 26 novembre 2012

Educare con il cinema: Vento di primavera

Tempo fa vi ho presentato il libro Finché le stelle saranno in cielo e la 'povna mi aveva suggerito di guardare il film Vento di primavera (2010, di Rose Bosch). Il bello di un blog è confrontarsi, ricevere, arricchirsi: così per una delle nostre serate casalinghe abbiamo scelto questo film. 
Non certo facile.
All'inizio la classica frase "nessuno degli eventi narrati è reale" è letteralmente capovolta: "tutti gli eventi narrati in questo film, anche i più estremi, sono reali", una chiave di lettura che ti dà la misura delle atrocità subite nel luglio 1942 dai 14000 ebrei parigini rastrellati  nella notte del 16 luglio per esser mandati nei campi di sterminio. Uomini, donne e bambini offerti dal governo collaborazionista di Pètain e assembrati senza acqua né viveri nel Velodromo d'Inverno per giorni interi, in condizioni igienico-sanitarie disastrose, poi dirottate in un campo francese e infine mandate allo sterminio in Polonia. Uomini, anche ex combattenti, donne, bambini, anziani.
Dovevano essere molti di più: ma 10000 furono nascosti e salvati da coraggiosi parigini. Il libro che citavo è proprio la storia di una sopravvissuta. Dei 14000 mandati a morire sono tornanti solo 25 adulti. L'appuntamento era all'Hotel Lutetia: migliaia di foto esposte a ricordare i morti, centinaia di sopravvissuti a cercare notizie dei parenti e degli amici. Centinaia di enfants chachés, bambini rimasti orfani.
Il film ci ha suscitato copiose lacrime di commozione, a Laura in particolare: la vicenda infatti segue le storie di alcuni ragazzini, gli Weismann e gli Zygler, oltre che di un medico ebreo e di Annette, coraggiosa infermiera francese.
Magistrali le scene del ballo improvvisato nel campo transitorio, quando la radio comincia a trasmettere una canzone francese, e quella di Nono, bambino rimasto orfano proprio al Velodromo che, ignaro della sorte della madre, si precipita sul camion che lo doveva portare al convoglio per Auschwitz, pensando di andare a raggiungerla.

Un film, una storia: quella dell'Hotel Lutetia, dapprima quartier generale del controspionaggio nazista, poi scelto per accogliere i deportati e infine da poco venduto a un gruppo di israeliani.

Un film, due libri: Sopravvivere e vivere, scritto da Denise Epstein, figlia di Irène Némirovski. Della scrittrice a Parigi la giovanissima Denise riportò solo una valigia, contenente il manoscritto di Suite francese, sua ultima opera.

4 commenti:

  1. Un film che suscita un profondo dolore e grande commozione.

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  2. Sono contenta che ti sia piaciuto!

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  3. Ecco, finito di leggere Suite francese di certo lo cercherò e lo guarderò.
    Possibilmente da sola, che solo a leggerti ora ho gli occhi lucidi.

    Grazie e buon 2013!
    Grazia

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