venerdì 2 novembre 2012

La caduta dei giganti per il venerdì del libro

Avevo già letto I pilastri della Terra e mi era piaciuto molto. Così sono tornata volentieri su Ken Follett con la sua nuova trilogia di cui ho letto finora il primo volume, La caduta dei giganti. La trilogia, intitolata The Century, narra la vicenda dell'intera Europa e di un intero secolo, il cosiddetto secolo lungo, il Novecento, attraverso l'intreccio delle vite di una famiglia aristocratica inglese (i Fitzherbert), una di minatori (gli Williams), con il padre sindacalista, due giovani orfani russi (i Peskov) e una nobile stirpe austriaca (i von Ulrich) con amici americani (i Deware). 


I giganti del titolo sono l'impero austroungarico e la Russia zarista e il prezzo da pagare per la ridefinizione dei confini interni dell'Europa è la Grande Guerra. 
La storia ufficiale viene vissuta attraverso le emozioni, le opinioni e le vicissitudini dei protagonisti e c'è molto su cui riflettere:
-la considerazione che l'escalation che porta a una guerra è spesso sostenuta da pochi in grado di influenzare l'opinione pubblica: alti ufficiali dell'esercito, ricchi nazionalisti, industriali interessati a una svolta produttiva, ideologi senza scrupoli
-la guerra è terribile per tutti, ma non allo stesso modo: vederla attraverso lo sguardo altero e ironico di uno stratega è una cosa, viverla nel corpo di un povero soldato russo, che non aveva mai sparato prima e che non sapeva neanche per cosa si stesse combattendo fino a qualche ora prima di essere imbarcato in un vagone diretto chissà dove è invece tutt'altro. Illuminante il rendersi conto delle difficoltà logistiche di un esercito come quello russo, spesso a corto di rifornimenti e di valide informazioni, disorganizzato e mandato allo sbaraglio
-la precarietà della vita al fronte: si moriva per mille motivi, anche futili
-le astuzie e i sotterfugi delle diplomazie: gli accordi sottobanco, i governi che cavalcano l'onda dell'opinione pubblica spesso manipolata con artifici
-il sempreverde pericolo che i grandi sconvolgimenti storici lascino sempre al loro posto i ricchi senza un reale miglioramento delle condizioni di classe e che la rivoluzione non coincida con il cambiamento dell'uomo
-l'umanità che va oltre il trovarsi su due fronti opposti: viene ricordato il commovente episodio della Tregua di Natale avvenuto sul fronte occidentale nel 1914

Un libro, una storia: la Tregua di Natale. Il giorno di Natale del 1914 gli schieramenti opposti di tedeschi e alleati spontaneamente cessarono il fuoco per scambiarsi auguri, whisky, cioccolata e per intonare dei canti natalizi. In certi tratti della terra di nessuno si imbastì anche una partita di pallone.

Un libro, un film: Joyeux Noël. Una verità dimenticata dalla storia (2005).

Un libro tira l'altro: Niente di nuovo sul fronte occidentale di E. M. Remarque, citato nel successivo volume, L'inverno del mondo.


Un libro, un'usanza: l'arte slava del tè nel samovar. La mia passione per il tè sfuso mi porta ad approfondire i diversi modi di preparare questa bevanda nelle diverse parti del mondo. Il samovar è il contenitore che il popolo russo (ma anche turco) usa per riscaldare l'acqua del tè. Un alloggiamento ospita anche la teiera con il tè concentrato che viene poi diluito con l'acqua riscaldata.

15 commenti:

  1. Questo è sicuramente nella mia lunga lista dei desideri! Nei Pilastri... e nel Mondo senza fine mi era piaciuta molto l'abilità di Follet di raccontare la "grande" storia attraverso l'esistenza dei "piccoli".

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    1. Questa trilogia mi è apparsa interessante anche più de I pilastri per l'ambientazione nel Novecento!

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  2. Libro: L'uomo nero e la bicicletta blu di Baldini
    Film: The blind side (anche questa è una storia vera)

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    1. Come mai ti ha fatto venire in mente il libro che consigli ( e che comunque metterò nella mia lista dei desideri): non è ambientato negli anni Sessanta? E anche il film perché?

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  3. Mi piace Follett... ho letto diversi suoi libri ma questo mi manca. In genere non amo libri storici ma con Follett mi sono ricreduta...

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  4. Bel post, con tutti i rinvii... Follet per i romanzi storici del '900 ha una marcia in più, secondo me. Me lo appunto per questa estate.

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  5. Non ho amato I pilastri della terra...ma mi hai incantata con la recensione di questo libro! :)

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    1. Prova, magari ti piace... ma lo stile è quello, non si scappa.

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  6. Venerdì scorso ho parlato da me di un libro di Follett, Il martello dell'Eden. Chissà se lo hai letto e se ti è piaciuto. A me è piaciuto meno di altri.
    Mi sono ripromessa da tempo di leggere I Pilastri della Terra e poi ho sentito anche tanto parlare de La caduta dei Giganti e della The Century Trilogy: pian piano credo che comincerò anche questo "cammino"!

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  7. Ma lo sai che non ho mai letto niente di Ken Follett?non se se potrebbe piacermi, ma la tua recensione mi ha incuriosita molto, potrei provare a buttarmi!:-)

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    1. C'è tutto in questo romanzo: guerra, avventura, storia, amore anche fisico...

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  8. Ciao Palmy, ho sentito parlare molto bene di questo libro, e non solo da te. Di Follett tra l'altro ho letto poco, magari con questo rimedio, ho pure voglia da un bel po' di cambiare genere di letture ;-) Aggiungo alla lista.

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  9. Ho letto i Pilastri quest'Estate e mi è piaciuto moltissimo... quindi prendo nota di questa tua recensione che motiva ulteriormente il mio desiderio di leggere altre opere di Ken Follett :)

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  10. Devo dire che anch'io Follet non l'ho mai considerato, credevo scrivesse tutt'altro, invece ora grazie al tuo consiglio approfondirò

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