lunedì 5 novembre 2012

La vera riforma della scuola in Finlandia

La scuola che vorrei, di forte ispirazione montessoriana, assomiglia molto alla scuola finlandese, per cui ho letto con molto interesse la segnalazione di Rossella Grenci sul progetto di innovazione che la Finlandia sta attuando. Vale la pena anche di leggere per intero l'articolo segnalato. Si tratta di un progetto basato su quattro assi:





-InnoEdu, sull’analisi degli aspetti educativi e didattici, dell’uso delle nuove tecnologie e della loro integrazione nella didattica. La tecnologia è utilizzata in classe per creare, per giocare e per collaborare anche a distanza. Si insegna con diverse modalità: attraverso la narrazione, attraverso la gestione di lavori di gruppo, attraverso il movimento e l'incorporazione dei contenuti. Il sito di Marjaana Kangas, in inglese è ottimo per approfondire.


-InnoArch, sull'innovazione  e sullo studio degli ambienti di apprendimento;

-InnoPlay, sui processi di educazione e apprendimento attraverso il gioco, anche in chiave tecnologica

-InnoServe, per approfondire le tematiche legate ai servizi di sostegno all'istruzione
Il concetto di base è che l'apprendimento non può essere confinato all'aula né tantomeno all'edificio scolastico. Il suo spazio naturale è il distretto: si parla di neighborouhoods learning. 
Gli ambienti propizi all'apprendimento sono dunque suddivisi in indooroutdoor. Vi sono doversi fattori che sono emersi come facilitatori dell'apprendimento: angoli con sedute morbide, presenza di elementi naturali come piante, pareti trasparenti,  veri e propri inspiring spaces, ma anche ambienti specifici per l'apprendimento (learning spaces), spazi per lavoro di gruppo o individuale assemblabili in diverse modalità (clusters) e spazi comuni (common spaces) e spazi di incontro. 
Interessantissime le tipologie di spazio outdoor: 
-la "piazza", in italiano nel progetto, proprio per rimarcare l'ascendenza dalla didattica di Reggio, spazio di aggregazione e di scambio
-il roof garden, il giardino pensile
-la stoà, il porticato che dà su un chiostro interno a cielo aperto
-la series of atrium, con corti aperte su un lato
-il modello hearth, bridges and clusters, con un corpo centrale collegato da ponti con ambienti semi-indipendenti e specifici per i diversi usi scolastici

Trovo che una riforma che parta dall'ambiente ma che sia guidata da un'idea forte del processo di insegnamento-apprendimento sia molto rivoluzionaria. A volte ho sentito ripetere che il vero cambiamento non viene dalle strutture politiche, ma dalla persona e la storia oltre che l'esperienza lo conferma. Il vero cambiamento nasce dalla coscienza dall'io di ognuno che si mette in moto. Ma non sono altrettanto d'accordo con chi pensa che gli spazi, le strutture fisiche, gli ambienti siano da trascurare a beneficio di un cambiamento interiore: no, lo spazio che ci circonda è il prolungamento del nostro corpo e l'espressione più visibile della nostra interiorità. Pensiamo all'attenzione che mettiamo nella cura dei nostri ambienti domestici, alla gioia di entrare in uno spazio plasmato dal genio artistico, all'immagine architettonica delle nostre città. 
Lo spazio è estremamente significativo, in bene e in male e influisce sulla nostra vita in bene e in male. Esprime una concezione della vita e la influenza. Per questo credo che questo approccio della riforma finlandese sia innovativo e prezioso.


4 commenti:

  1. concordo su tutto! ho dei cari amici che vivono a Stoccolma e quando mi raccontano della scuola che frequenta la loro bimba mi sembra anni luce lontano da noi.-((

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  2. Fascinoso. La stoà vanta illustri precedenti, ma anche il modello heart, bridges and clusters mi affascina molto.
    Qui da noi parrebbe una gran cosa anche avere un po' di giardino per l'intervallo mensa e un equivalente della stoa per quando durante l'intervallo mensa piove o fa troppo caldo... e togliere allo studio questa dimensione claustrofobica sarebbe una vera rivoluzione, per i cittadini prima che per gli studenti. Voglio dire, si studia anche in gabbia, ma la scuola italiana esercita un senso di costrizione fisica molto forte, che forse spiega parecchio del rapporto malato della popolazione italiana con le istituzioni.

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  3. Mi chiedo perchè noi Italiani siamo così ottusi! Anche in Danimarca la scuola funziona in questa maniera

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  4. Davvero molto molto interessante.. Mi è capitato, durante una fiera sull'arredo svoltasi dalle mie parti, di partecipare ad un focus sull' importanza che riveste il colore negli ambienti dei bambini tenuto dalla designer Francesca Valan. Si è parlato anche di asili e scuole dove spesso questo aspetto e totalmente o quasi ignorato... Condivido nel gruppo Mamma la scuola.

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