martedì 15 aprile 2014

Il Museo Dalì

Chi è Dalì? Un pittore, un cineasta, uno scultore, uno scrittore, un folle, un genio? Forse
tutto questo e ancora di più. Uno di quegli uomini destinati a segnare il mondo e a lasciarlo diverso. Un visionario? Ecco cosa diceva: il surrealismo è distruttivo, ma distrugge solo ciò che considera catene che limitano la nostra visione. Un trasgressivo? Forse: l'unica differenza tra me e un uomo folle è che io non sono folle.
Nato nel 1904 a Figueres in Catalogna, studia a Madrid le tecniche artistiche, ma trova la sua strada artistica nell'incontro con Picasso, a Parigi nel 1926. Un altro incontro lo segna per sempre, quello con la sua musa ispiratrice e poi moglie, Gala.
Nella sua arte troviamo l'influenza di altri pittori, come Mirò e Velasquez, dal quale trasse l'ispirazione per i suoi caratteristici baffi (volete imitarli? Ecco come).
La tradizione della storia dell'arte precedente non sparisce in Dalì: il nitore e la limpidezza del disegno richiamano direttamente il Rinascimento italiano, ma nell'immagine si introduce un lamento destabilizzante, l'inconscio, il sogno, la fantasia che contrasta con  la realtà. Fino al delirio e all'illusionismo barocco. Gli oggetti acquistano un valore simbolico: pensiamo ai famosi orologi molli, che rappresentano la relatività del tempo, secondo le più recenti teorie di Einstein, e la labilità delle cose. Il tempo reale non esiste e sembra sciogliersi nella memoria e nella premonizione.
Le cose rappresentate quindi hanno un'apparenza naturalistica, anzi precisa nei dettagli, ma poi virano verso l'eccentrico e il surreale.


Anche il Teatro Museo di Dalì è stato voluto dall'artista come una celebrazione di una vita, di un'intera carriera artistica: l'esterno già colpisce con i colori, le decorazioni (panini, uova...). Ma la visita dell'interno è un vero e proprio passaggio in un sogno sognato da un altro: Io tento - diceva l'artista - di creare cose fantastiche, cose magiche. come in un sogno. Il mondo ha bisogno di più fantasia. La nostra civiltà è troppo meccanica. Noi possiamo rendere fantastico il reale e allora sarà più reale della reale esistenza.

Forse è questa la lezione più viva di Dalì: liberare l'immaginazione. Vedere le cose da un altro punto di vista, mettere in discussione la meccanica della routine e del già pensato.

Un catalogo completo delle opere di Dalì lo si può trovare nel sito Virtualdalì. Idee da realizzare con i bambini per coinvolgerli con l'opera di questo artista qui. Una board di Pinterest dedicata a idee didattiche su di lui.

4 commenti:

  1. Quanti bei ricordi, il museo Dalì è una bellissima follia.

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  2. una delle visite che mi è rimasta più impressa a Barcellona e dintorni...

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