giovedì 24 aprile 2014

#viaggionellarte: National Gallery, Trittico di Duccio di Buoninsegna

Un dipinto va osservato a lungo, ci suggerisce Philippe Daverio. E per farlo occorre conoscerlo da prima, occorre averlo già osservato e studiato. Altrimenti quando ce lo troveremo davanti nella sala di un museo, magari non ci accorgeremo dei particolari o forse neanche lo noteremo. Per la mia visita alla National Gallery parto quindi alla scoperta di alcuni highlights:

Duccio di Buoninsegna, Trittico della Madonna con Santi


Si tratta di un piccolo altare portatile a due ante (60x78), dipinto a tempera su tavola nei primissimi anni del 1300. Esso raffigura: san Domenico riconoscibile dall'abito bianco e nero, la Madonna con il Bambino e angeli, Sant'Agnese (ritenuta Sant'Aurea da alcuni), nella parte superiore Davide e profeti con dei cartigli srotolati in mano. 
Siamo nel periodo in cui la pittura supera l'eredità bizantina. Questa ha alcune caratteristiche peculiari: rappresentazione dell'eterno e immutabile, figura piana e non tridimensionale su fondo dorato (che rappresenta la divinità), non illuminata da fonte di luce naturale, ma come fosse illuminata di luce propria, con espressione ingenua del volto. La pittura di Cimabue e di Duccio vuole appunto distaccarsi da questo modello. Come avviene questo distacco? Ovviamente in modo graduale. Cimabue sceglie la via del chiaroscuro e della plasticità della figura, Duccio quello dell'accostamento di toni di colore. Il colore di Duccio è forte, prezioso. Non sfugga in particolare la preziosità del blu lapislazzuli del manto della Madonna accostata al velo bianco che incornicia il volto.

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