sabato 24 aprile 2010

24 aprile: 95 anni dal genocidio degli Armeni


Sono passati 95 anni dal genocidio degli Armeni ad opera della Turchia che, rinnegato un passato di tolleranza verso le minoranze presenti all'interno dell'impero, passò alla tattica dello sterminio di massa nei confronti del popolo armeno, di fede cristiana. Hitler prese spunto proprio dall'oblio in cui era caduto il massacro per giustificare la stessa tattica: "Chi si ricorda del genocidio degli Armeni?".

Per la storia del popolo armeno ci viene in soccorso wikipedia.
Per un'introduzione sul genocidio invece consiglio l'articolo Campi nel mondo, il genocidio degli Armeni di M. C. Nasi o il sito Armenian Genocide, in inglese.

Un aspetto molto importante riguarda, come dicevamo, il fatto che il genocidio fu presto dimenticato e ancora oggi negato dal governo turco. Non dimenticare il genocidio armeno racconta di come lo scrittore Orhan Pamuk è stato osteggiato per averne parlato.
A proposito di scrittori, un modo appassionante di addentrarsi nella storia degli uomini e non solo delle date è quello di leggere un libro. Sulla storia del popolo armeno ce ne sono diversi:
- La masseria delle allodole di Antonia Arslan
-I quaranta giorni del Mussa Dagh (sull'unico episodio di resistenza). Vi consiglio di guardare anche il sito Zatik, Associazione di Amicizia Italo- Armena, che si batte per il rconoscimento del genocidio e per preservare la memoria del popolo armeno e delle sue usanze.

La diaspora dei sopravvissuti ha portato molti armeni anche in Italia. Qui qualche notizia sulla comunità armena residente in territorio italiano.

Anche l'espressione artistica del popolo armeno merita la nostra attenzione. Pensiamo ai khatchkar, le caratteristiche croci di pietra decorate e bellissime. Qui un'esauriente spiegazione delle forme e delle decorazioni di queste croci, che possiamo apprezzare anche in questa galleria fotografica. Ma anche di queste testimonianze è stato fatto scempio, e non all'inizio del '900, ma nel 2002 per mano del governo dell'Azerbaigian! Anche questo passato sotto silenzio: se volete documentarvi leggete questi articoli, di cui uno proprio della scrittrice italo-armena Antonia Arslan. Leggiamo le sue parole:

"Gridano le migliaia di antichissime croci di pietra distrutte coi bulldozer nel Nakhicevan, e da ogni frammento si alza il lamento di una civiltà distrutta; e guardano atterriti gli armeni, dovunque la dura legge della diaspora li abbia disseminati, l'irriconoscibile spianata disseminata di irriconoscibili frantumi.

Al genocidio del sangue segue il genocidio della memoria".



Perché quest'omertà diffusa? Per ragioni politiche, per non inficiare il processo di integrazione della Turchia all'interno della Comunità Europea, che invece rimane un argomento molto controverso e discutibile.

2 commenti:

  1. Questo è uno di quei fatti di cui ci dimentichiamo davvero. Grazie per averne fatto memoria.
    P.S. Ho controllato: io leggo tutti i miei post, anche più vecchi, non so qual è che non riesci più a leggere. CIAO

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  2. @ maria stella: non era per un post ma per un commento. Comunque grazie della tua presenza costante!

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