mercoledì 25 luglio 2012

Parole in viaggio: intervista con Liliana Monticone



Oggi siamo alla puntata numero sette della rubrica Parole in viaggio: stiamo conoscendo meglio alcune amiche che condividono la passione per i viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggioQui le altre interviste.

Oggi è la volta di Liliana Monticone, che per presentarsi ha scelto un taglio molto preciso e dettagliato: "nata il 22 Giugno del 1973, abito in campagna, alle porte di Alessandria. Sono impegnatissima da più di vent’anni con mio marito Roberto. La mia famiglia è la cosa più importante. Valeria, 11 anni, è la ragione e il senso della nostra vita. Il mio motto: Felice sempre, soddisfatta mai! Assunta col contratto di “schiavo” (!)  gestisco la sezione ufficio della Ditta di mio marito che si occupa di Impianti Frigoriferi Industriali. A “tempo perso”, anche se dovrebbe essere la mia attività principale, mi occupo di e-commerce: import/export e vendita di prodotti di nicchia e drop ship. Adoro surfare per il web a caccia di prodotti particolari e di nicchia, innovativi ed originali, per spuntare il miglior prezzo a fronte di un’altissima qualità". Interessante! Ma allora via con le domande!


"Amo viaggiare": così si intitola un post del tuo blog. Cosa vuol dire per te viaggiare?

Viaggiare è per me, innanzitutto, un tempo meraviglioso speso, dedicato, e passato interamente con la mia famiglia.
È poi tanto altro: libertà, scoperta, crescita, integrazione, analisi di punti di vista diversi, ma soprattutto, oggi più che mai, con una figlia pre-adolescente, è educazione.
Viaggio da viaggiatore e non da turista e sono lontana anni luce dai genitori che lasciano a casa i figli per un po’ di tranquillità o per godersi la vita. La vita si può godere solo con la famiglia al completo, almeno in questa fase della vita in cui (ancora per troppo poco!) nostra figlia viaggia con noi.
Il viaggio è movimento, curiosità, andare, incontrare, conoscere, assaporare la vita e la realtà del posto, la gente, le abitudini… e questo posso farlo solo fuori dai circuiti usuali di viaggi preconfezionati da altri.

Nello stesso post specifichi che per te il viaggio può essere parte di un più ampio processo educativo... interessantissimo! Puoi spiegarcelo?

Solo ai genitori vanno oneri e onori nel saper trasmettere il piacere del viaggio. Nel far toccare con mano una discussione che si trasforma in dialogo profondo, durante un lungo viaggio in auto che altrimenti risulterebbe noioso. Nell’educare attraverso il contatto con la diversità ad un’apertura mentale che mille anni di scuola non possono dare, ma che tanto utile si rivelerà nella vita. Nell’allenare il cervello ad un approccio originale e alternativo di fronte a qualsiasi ostacolo per superarlo.
Ogni viaggio è sapere di più, vedere di più, conoscere di più. È stupore, è adrenalina, è prova, è sfida, è mettersi in gioco, è relax. È soprattutto il piacere di condividere le esperienze in famiglia.
È l’ascolto del punto di vista di un bambino che fa cogliere particolari che noi adulti non sappiamo più vedere perché, come diceva il Piccolo Principe, “tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano”.
È sperimentare nuove strade attraverso passioni collaudate e passioni sempre nuove. E fondamentalmente e cosa più importante: è gusto per la vita attraverso la scoperta di questo nostro meraviglioso pianeta!



Hai appunto una figlia non più piccola. Nel mondo delle mamme del web è una rarità, visto che la maggior parte hanno figli in tenera età: potresti dirci se hai riscontrato più o meno difficoltà? Quali sono le dritte per coinvolgere i ragazzi nei viaggi di famiglia?

Quando Valeria era piccola, io e mio marito facevamo a gara per stare con lei e occuparci di lei. Le nostre difficoltà erano esclusivamente nella mole infinita di accessori che un bimbo porta con sé quando viaggia. Nel nostro caso abbiamo capito che è una prerogativa molto italiana l’aver bisogno di un container al seguito e abbiamo in fretta imparato a farne a meno, osservando in aeroporto mamme che normalmente viaggiano sole con tre bimbi al seguito (e trovatele italiane, se ci riuscite!).
Carrozzina abbandonata prestissimo in favore di un passeggino per ridurre lo spazio e passeggino abbandonato a meno di due anni in favore del marsupio, che era presente solo ed esclusivamente quando il camminare era evidentemente superiore alle sue capacità (tipo giornate di terkking in montagna). So che una moltitudine di genitori, leggendo, penserà che è impossibile “rinunciare al passeggino a meno di due anni”. Me lo sento ripetere spesso. Però provate a notare quante mamme intorno a voi vanno ancora in giro con bimbi (anche di 5 anni!) nel passeggino e contemporaneamente, stremate e stravolte, si lamentano che è stata una notte terribile perché il pargolo non dorme mai. Ma il collegamento logico che un bimbo dorme solo se è stanco, e non se noi lo vogliamo, pare più difficile di un’equazione parametrica!
Crescendo se devo parlare delle mie difficoltà a viaggiare con nostra figlia, ad essere sincera non ne vedo proprio! Forse solo il costo delle varie riduzioni che ormai è praticamente nullo!
Adesso lei è più grande, più autonoma e abituata a viaggiare e con lei è tutto più interessante e coinvolgente perché coglie aspetti del viaggio, parla con la gente, vuole esprimere la sua opinione su tutto e, ovviamente, pretende che sia presa in considerazione e non si accontenta certo di un semplice sì o no. Spesso il suo controbattere è estenuante… ma è il prezzo da pagare per aver sviluppato in lei autonomia di pensiero e – forse un po’ troppo – senso di libertà.
Quando ascolto i problemi di viaggio che normalmente si riscontrano con i figli suoi coetanei, credo che abbiano sempre gli stessi fili conduttori, che sono poi l’evoluzione del passeggino a 5 anni: l’ozio, la noia e la mancanza di interesse e di gusto per la vita.
Possono sembrare banalità, ma non lo sono affatto. Un ragazzo stimolato in famiglia, a scuola, nella vita quotidiana sarà sempre un ragazzo che troverà qualcosa di interessante e coinvolgente in qualsiasi attività, in qualsiasi viaggio e in qualsiasi luogo del mondo. Un ragazzo perennemente apatico e annoiato si ritroverà in viaggio nei posti più belli del mondo a chiedere quanto manca al rientro in albergo!

Tra i tuoi viaggi, tutti fantastici, raccontaci quello che ti sembra più interessante per questo aspetto...

Ogni viaggio trasforma e fa crescere, nessuno escluso. Può essere educativa anche una fila infinita al check-in di uno sperduto e soffocante aeroporto straniero senza aria condizionata, dove magari non spiccicano una parola di inglese e nel quale dico a Valeria: supponi di essere da sola. Qui c’è il tuo biglietto e qui c’è il tuo passaporto. Vediamo se riesci a tornare a casa! Quale miglior scuola se il genitore riuscirà davvero ad avere la forza e la costanza di non intervenire? Vi stupirete di quali escamotage sarà capace vostro figlio per dimostrare di essere in grado di farcela!
Anche se ogni libertà e autonomia ha poi un prezzo da pagare. Dopo essersi arrangiata a salire e a scendere, arrivati all’aeroporto di Copenaghen – aveva 7 anni – sparisce! A mio marito (che dei due è quello più protettivo ed iperapprensivo, forse per necessità di compensazione!) si ferma il cuore quando uscendo dal bagno non la vede più. Io, pur con la stessa preoccupazione, sorrido. Camminiamo velocemente per oltre 20 minuti tra i meandri dell’aeroporto per raggiungere finalmente il nastro del ritiro bagagli. Lei era lì in prima fila, valigia recuperata e, mentre studiava il video per il prossimo imbarco, ci accoglie con un sorriso smagliante e la sua aria da Gian Burrasca: “Avete visto che IO ormai sono capace ad arrangiarmi?”
Detto questo, a meno di tre anni le avevamo insegnato a memoria il suo mantra in italiano e in inglese: decantava le sue generalità, informava di essersi persa a personale in divisa e recitava a memoria i nostri due numeri cellulari più un terzo a casa per poter chiedere aiuto in caso di emergenza, con tanto di prefisso internazionale!
A parte gli episodi simpatici, credo che i viaggi più educativi e toccanti siano quelli a contatto con la povertà dei bambini che non possono lasciare indifferenti. Contatti che da un lato rattristano e mettono necessariamente in gioco la nostra ricchezza e il nostro modo di vivere e dall’altro donano molto. A lei permettono di contestualizzare tutti i problemi di ultimo cellulare o di scarpe firmate dei suoi coetanei, di farle toccare con mano – anche se non lo ammetterà mai - che andare a scuola e studiare non è una fatica ma un privilegio riservato ad un’esigua parte della popolazione mondiale e che pertanto diventa dovere morale. O le permettono di stupirsi incredula davanti alla constatazione che ritirare il passaporto dopo aver consegnato la domanda e poter viaggiare liberamente ovunque, non è una cosa naturale e scontata in tutto il mondo.
Quanto migliorerebbe la vita di ognuno se acquisissimo tutti la consapevolezza di essere nati dalla parte giusta e fortunata del mondo!


Ti sei occupata anche di idee low cost: cosa consigli a una famiglia che non ha molte possibilità economiche per viaggiare?

Innanzitutto di non disperare. A dispetto di quel che può apparire da una rapida occhiata ai miei profili web, al mio blog e alle mie foto… purtroppo non abbiamo grandi disponibilità come la maggior parte delle famiglie.
Detto questo Vi assicuro che con un po’ di pratica, e un po’ di tempo speso nel web, si possono fare viaggi da sogno con cifre abbordabili. Chiaramente non zero (purtroppo!), ma posso assicurare che nei miei viaggi spendo sempre e sistematicamente meno di tanti miei amici che magari fanno vacanze in campeggio dietro casa. La parola d’ordine, nei viaggi come nella vita è “flessibilità” e la regola principale è sempre quella di non andare in un posto quando tutti ci vanno, ma di andare nel periodo più fuori stagione possibile. E poi leggere, leggere e leggere i blog di viaggi. Lì si trovano le idee più originali per risparmiare!
Un famoso motto, rubato a un mondo che non ha nulla a che fare coi viaggi, recita: “improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo”. E’ il suggerimento perfetto. L’ultimo viaggio che ho fatto alle Isole Faroe non si può certo definire economico, ma basta leggere qui cosa è accaduto al porto (o cosa abbiamo contribuito a far accadere?), in una giornata che doveva essere normale, per rendersi conto di cosa intendo. Il costo della giornata è stato zero e nessuna visita guidata e organizzata avrebbe potuto regalarci, neanche pagando, un’esperienza di questo tenore.

E l'esperienza della condivisione sul web cosa aggiunge alla tua passione per i viaggi?

Aggiunge un mondo che, ad essere sincera, quando ho aperto il blog non immaginavo minimamente. Innanzitutto si passa da fruitori di contenuti a produttori di contenuti in pieno spirito di condivisione delle esperienze che è la vera essenza del web.
Si conoscono virtualmente tanti viaggiatori veri e persone con gli stessi interessi e lo stesso modo di concepire il viaggio. E non c’è niente di più bello che non sentirsi dire continuamente che è impossibile viaggiare senza prenotare prima, che siamo dei genitori irresponsabili perché portiamo una bambina in certi posti e starebbe meglio a casa, o che possiamo farlo perché siamo miliardari. Sul web i viaggiatori come noi chiedono il sapore di una particolare meta o l’atteggiamento di una certa popolazione, perchè la differenza tra turista e viaggiatore è prima di tutto mentale.
E a volte capita che queste persone si riesca anche a conoscerle dal vivo. E questo è il valore aggiunto esponenziale. Si può restare turista dopo aver girato il mondo perché non ci si è fatti toccare dal mondo e si può essere viaggiatori muovendosi pochissimo da casa. E questi incontri lo permettono.
La condivisione delle foto poi è un altro aspetto che riveste la stessa importanza. Credo che in mille luoghi del mondo, soprattutto i più estremi, le foto siano in grado di trasmettere tutte quelle sensazioni precluse alle parole. Starei giorni e giorni a guardare le foto dei viaggi di tutti, a scrutare i volti della gente, i colori dei luoghi e tutto ciò che una bella foto aggiunge ad un bel viaggio.

E ora tocca a voi! Fate pure le vostre domande, considerazioni e riflessioni...

25 commenti:

  1. Già solo leggendo questa intervista è un arricchimento. Sentire che i genitori possano trasmettere una passione così forte, non può che aiutare i figli a crescere, in tutti i sensi. Però, cara Liliana se fosse capitato a me l'episodio all'aeroporto non avrei reagito come te, avrei perso subito la testa disperata. :)
    Condivido anche le tue impressioni sul mondo dell'web. Un saluto a te e a Tiziana.

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    1. Coraggiosa la nostra Liliana, vero? E ricchissima di spunti quest'intervista...

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    2. Coraggiosa E/O super-stra-extra-incosciente! ;)

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  2. Nessuna domanda... Ma da oggi mi sento meno sola!!! Cara Liliana, ho un figlio di 12 e una figlia di 10 anni e LA PENSO COME TE SU TUTTA LA LINEA! Qui le donne hanno almeno tre figli, tutti in fila. Uno piccolo nel passeggino e gli altri dietro a piedi. Non si scoraggiano e vanno ovunque. Ed è vero: mi fermo ad osservarle ancora dopo un anno perché sono scene di vita che non si vedono in Italia. Anche al ristorante (certo gioca a favore che qui i ristoranti sono molto children friendly a differenza dell'Italia) queste mamme non assillano i figli con urla deltipo "stai fermo, stai zitto, accidenti ti sei sporcato, sei proprio una peste" e così via. I figli qui sono molto più autonomi perché i genitori lasciano loro lo spazio. E poi in viaggio... Mi sono ritrovata a fare i tuoi stessi ragionamenti con i miei figli in viaggio. Peccato questo oceano che ci divide perché vorrei venire a conoscerti di persona!

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    1. Hai posto l'accento su un modo di essere mamme che è molto "easy"... e su cui noi italiane abbiamo solo da imparare, certo poi noi abbiamo altri pregi, come la cultura di un'alimentazione sana, cosa che scarseggia fuori dall'Italia. la mia amica sposata a un militare americano mi racconta che rimpiange tanto la genuinità dei prodotti italiani...

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    2. Concordo sull'autonomia come sull'essere mamme "easy". Certo le cose non sono tutte rose e fiori, ma personalmente sono molto convinta che alla lunga paghi. Anche se i nostri figli non avranno sempre la maglietta perfettamente stirata (perchè hanno provato a stirarsela!) o lo zaino di scuola perfetto perchè hanno provato a foderarsi i libri da soli!
      Grazie a tutte per i vostri commenti!

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  3. Da mamma vagabonda, non posso che condividere tutto ciò che hai detto, Liliana. Un grazie di cuore per questa testimonianza. E grazie anche a Tiziana per aver fatto nascere questa bellissima intervista. Bisogna che il mondo, virtuale e non, venga preso d'assalto da testimonianze simili. Mamme e papà, non abbiate paura di viaggiare. Fate come Liliana e family!! Un abbraccio anche a Valeria!!

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    1. E fra poco tocca a te!

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    2. Grazie Valentina! Sono convinta anch'io che sia ora di prendere d'assalto il mondo! :)))
      Viaggiare è davvero la cosa più bella e arricchente!

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  4. Tiziana, grazie! Sei gentilissima come sempre!

    Ti assicuro comunque che all'aeroporto era disperata come mio marito e come qualsiasi genitore in una situazione del genere. Fortunatamente conoscevo molto bene "la mia polletta" e ho immaginato cosa le passasse per la testa (e soprattutto ci ho preso!).
    Allo stesso modo, con il suo mantra a memoria, ero certa di avere comunque ancora una via di fuga prima della disperazione.
    Credo che la capacità di dare spazio a un figlio, con tutti i rischi e le preoccupazioni che questo comporta, sia davvero il regalo più grande che si possa fare per la crescita.
    Come diceva quel tale "non dobbiamo preparare la strada ai nostri figli, ma preparare i nostri figli ad affrontare qualsiasi strada la vita gli presenterà!".

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  5. che bella intervista, mi piace quando una mamma organizza i viaggi senza problemi, ho letto con interesse l'intervista alla ricerca di tanti spunti per i viaggi e devo dire che anche io la penso nello stesso modo per passeggini e altre situazioni...a volte la gente si comporta seguendo certi schemi di viaggio ma adattarsi non significa fare peggio anzi è un modo anche x aiutare i bimbi a crescere. seguirò anche questo blog. grazie anche alla proffa per questa intervista.

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    1. E' proprio vero. la Proffa è veramente super con le sue interviste, non solo con la mia!
      Sull'aiutare i figli a crescere... quoto al mille per mille! L'importante è che non me lo si chieda mentre attraverso in corsa l'aeroporto di Copenaghen! :D
      Vi assicuro che ogni volta che atterro lì, le mie raccomandazioni a Valeria raddoppiano!!! :D

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  6. Grazie a te per questo bel commento!!! Su Fb ho creato un gruppo per appassionati di libri e lettura, l'hai visto?

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  7. Care Liliana e Tiziana, spero non me ne abbiate a male se ho fatto un copia e incolla di certi pezzi, ma il mio commento completo l'ho lasciato qui:
    http://viaggiebaci.wordpress.com/2012/07/25/vi-invito-a-leggere-e-meditare-cari-genitori/
    C'è poco altro da aggiungere, se non il fatto che sono contenta di conoscere questa vera viaggiatrice di persona, perchè quattro chiacchere con lei ti rivoluzionano la giornata

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    1. Monica! Che emozione! Grazie infinite! Altro che averne a male. E' un vero onore! E quando il feeling c'è... è vero che si riconosce a pelle!
      Sul tuo "rivoluzionano la giornata" il commento immediato di mio marito ora, mentre sta ascoltando il commento, è stato lapidario "Rivoluzionare sicuro e sempre! Il problema è la pazzia più grossa che viene dopo!". :D

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  8. Pelle d'oca, in positivo e in negativo!
    Positivo perchè anche io mi sento un pò meno sola, negativo perchè mi rendo sempre più conto di quanto ci sia da fare sul tema in Italia e di quanto poco mi senta a mio agio qui e con tante persone che mi circondano!! Meno male che ho un Rospo, come il signor Monticone + apprensivo e ansioso di me, ma che mi segue e sostiene il mio pensiero e le mie idee!!! Ma volendo vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, dico, forza, ne abbiamo di strada da fare per tirare su il nostro bel paese!!!
    Grazie a entrambe, sarà un onore essere nella tua rubrica Tiziana!!!

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    1. Grazie infinite per tutti i vostri commenti! E' bello sapere di essere in buona compagnia, cosa che capita rarissimamente nei ristretti giri di amicizie quotidiane.
      Quando ho pensato a certi passaggi temevo, come nella vita reale, di essere bannata e additata come "la solita madre incosciente e povera bimba".
      Che bello sapere che non è così e che siamo tanti! E che dai viaggi sappiamo davvero cogliere l'essenza di ogni luogo!

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  9. Non so se posso farlo, ma io chiedo ufficialmente che quest'intervista sia inserita nell'iniziativa "Impariamo Viaggiando"!!!!

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    1. Grazie per la nomina alla candidatura!!! ;)

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  10. Bellissima intervista, fonte di ispirazione per i prossimi viaggi! io ho sempre amato viaggiare e con mio marito abbiamo cercato di farlo spesso, partendo e lasciandoci guidare dall'ispirazione del momento, senza prenotazioni, senza tappe forzate. Ora, con una bimba di tre anni, pensavo che viaggiare così non fosse possibile ma questa intervista mi ha suggerito nuovi modi per tornare a viaggiare liberi e consapevoli. grazie!

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    1. Grazie a te! Ti assicuro che è possibilissimo farlo anche con un bimbo anche perchè... ma sarà mica MAI capitato di non trovare proprio uno straccio di posto per dormire??? E soprattutto è sempre la cosa più bella, perchè ci si ferma dove piace e si prosegue dove piace meno!
      Buon viaggi futuri e goditi tutta l'età di tua figlia! Crescerà sempre troppo in fretta!!! :)

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  11. Come sono contenta di leggere questa intervista. Davvero grazie. Sono Elisa, ho 35 anni, adoro viaggiare e insieme a mio marito cerchiamo di trasmettere la nostra voglia di viaggiare a tutti coloro che hanno voglia di leggerla nel blog miprendoemiportovia. Sposati da un anno siamo al punto di svolta, ci piacerebbe allargare la famiglia ma io lo confesso, sono terrorizzata all'idea di rinunciare a viaggiare. Oddio pensando alle mie amiche una porzione veramente ridotta va più in là della Riviera Romagnola con la prole. E io non voglio fare questa fine. Scusate non voglio offendere nessuno ma per me viaggiare è un'latra cosa e avere un bambino per come le persone intorno a me vedono la cosa è l'esatta equazione matematica che porta alla fine dei viaggi. Perchè è troppo piccolo, perchè intralcerebbe i suoi ritmi naturali, perchè è un casino. Poi leggo queste interviste e mi dico: beh allora forse ce la si può fare. Meno male che esiste il web che ti allarga gli orizzonti, che ti fa conoscere donne come voi, famiglie come voi che vanno al di là del "si fa tutti così", grazie a Viaggi e baci che mi ha fatto conoscere questa community e che mi permette di dire, di dirmi che le cose si possono fare anche diversamente.
    Elisa

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  12. Elisa! Dammi retta: non guardare chi non viaggia. Guarda chi lo fa!

    E magari chi, come me, sta già facendo il conto alla rovescia al contrario e pensa alla velocità con cui sono passati questi anni e a quanti pochi me ne restano per viaggiare ancora con la mia "bimba"!!!

    Perchè è, e resta, la cosa più bella del mondo!

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