lunedì 15 ottobre 2012

Di blog in blog: pensieri e colori d'autunno

La staffetta continua. È un'iniziativa nata da un gruppo di bloggers che si passano la palla di un argomento scelto di mese in mese. 



Chi volesse unirsi all'iniziativa o saperne di più può andare su questa pagina.
I precedenti appuntamenti li trovate qui.

Oggi l'argomento è in tema con la stagione: pensieri e colori d'autunno

Comincio con i colori, che sono quelli di una mattinata passata a raccogliere castagne sull'Etna, nel terreno dei miei nonni. Dovete sapere che in questo terreno c'è un abete piantato quando è nata la mia ultima sorella che oggi ha 27 anni, un albero di Natale che i miei portarono in montagna per farlo acclimatare là. La foto è di mio marito.



E proseguo con i pensieri... per chi come me lavora a scuola, l'autunno segna l'inizio di un nuovo anno scolastico. Le facce nuove degli alunni e le fisionomie in crescita dei volti già noti, li trovi più alti, le espressioni più affilate e furbe. L'età della scuola media, in particolare, è paragonabile allo scatto di crescita del primo anno di vita: in quel lasso di tempo da neonati diventano bambini, tra gli 11 e i 13 anni da bambini diventano ragazzi. Un nuovo inizio ogni anno. Una stagione fatta di piccole felicità
Un inizio: qualcosa di nuovo che si introduce, scalzando il vecchio. Si sente il bisogno di assestarsi nelle nuove abitudini, con una certa fatica si ritorna alla routine lavorativa. 
E chi ha a che fare con i ragazzi si rimette in gioco:
davanti alla classe non si può barare. Viene fuori tutto: la noia, la stanchezza, la sorpresa, la gioia. Meglio non tentare neanche di fingere. Non so come, ma se provengo da una nottataccia o da un recente dispiacere, ancor prima che io sia seduta alla cattedra, c'è sempre uno che dice -Prof, ma oggi sta male?. 
È inutile, lo sanno. E così ho imparato che la fatica non va negata, semmai guardata in faccia e sistemata come pietra miliare del cammino. E poi, la fatica tipica del ritorno al lavoro non è poi così cattiva: si è stanchi, certo, ma contenti, di aver fatto e di aver costruito.
E voi, avvertite la differenza tra una fatica costruttiva e una che lascia solo l'amaro in bocca?


Mentre ci pensate, potete anche fare un giro tra i blog degli altri partecipanti:


Alessia scrap & craft - http://www.4blog.info/school
Design Therapy - http://www.designtherapy.it
MOnica e lo scrapbooking
Diario magica avventura - http://lamiadolcebambina.blogspot.it/
Due Mori Travel Blog: www.duemoritravelblog.com
Nenè, l'architetto in salopette http://nenelarchitettoinsalopette.blogspot.it/
Bodò. Mamme con il jolly. http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/


20 commenti:

  1. E' vero, l'autunno può essere anche una stagione "nuova", di inizio!
    Bel post.
    E grazie per avermi fatto conoscere questa bellissima "catena" di blog.
    Elli

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    1. Grazie a te della tua visita e del tuo commento!

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  2. La fatica del lavoro ben fatto da soddisfazione e non pesa poi così tanto, hai ragione! Mi hai fatto venire nostalgia della scuola...

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    1. Il lavoro ben fatto.. hai detto bene!

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    2. Esatto!! Quella che a volte a noi, popolo italiano, manca! Troppo facile lamentarsi sempre delle cose che non funzionano, senza voler fare la fatic di rimetterle a posto!! Condivido la voglia di Marilù di tornare a scuola...ma con la testa di adesso!
      A presto proffa!!

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  3. L'autunno è sicuramente la vera stagione dell'inizio, del punto sulle situazioni e dei cambiamenti. Bel post

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  4. E' vero, l'autunno rappresenta l'inizio della seconda parte dell'anno, quella "oscura" fatta di raccoglimento introspezione.

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    1. E per gli insegnanti coincide con una sorta di Capodanno!

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  5. Altro che se avverto la differenza!

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  6. Certo che la distinguo una fatica costruttiva da una che lascia solo amarezza!
    Mi piace leggere le tue riflessioni d'autunno sulla scuola, mi rinfranca e mi fa sperare che anche a noi (a mia figlia, e a noi come famiglia) toccheranno in sorte almeno un po' di prof di cuore nel suo percorso scolastico.
    Ciao!

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  7. Le fatiche che lasciano amarezza sono come una malattia, ti lasciano spossata, ma ti rendono anche più forte per voltare pagina e affrontare con rinnovata forza quelle che invece possono riservarti soddisfazioni.. Mi è piaciuto molto questo post perchè anche la mia mamma è stata insegnante proprio di scuola media e ritrovo tante sue parole nelle sensazioni che descrivi. Ora lo condivido anche nel gruppo Mamma la scuola :)

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  8. E' un nuovo inizio per voi insegnanti e per noi famiglie. Come ogni partenza comporta fatica ma raccoglieremo i suoi frutti alla fine del percorso, il tanto agognato giugno!:-) buon autunno e bella la storia dell'albero che avete piantato sull'Etna!

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  9. Già, l'autunno è un pò come un capodanno... si tirano le somme, si fanno buoni propositi...
    I ragazzi sono spugne, anche per gli stati d'animo.. è per quello che è un periodo così delicato della vita.
    Anche io sono in graduatoria per l'insegnamento sai? Ma non so perchè i ragazzi delle medie mi spaventano di più di quelli delle superiori... forse perchè alle medie dovrei insegnare matematica :P

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  10. Penso sia anche questione di carattere, io nopn riesco proprio a nascondere quando qualcosa non va e quelli che mi conoscono se ne accorgono!

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  11. Se penso alla scuola devo tornare indietro (e parecchio) con gli anni. il dispiacere di riprendere la vita dietro al banco non era causato dall'idea di rimettersi "al lavoro" inteso come fatica, ma dal dovere abbandonare il cortile e le giornate all'insegna della libertà. E ad ogni inizio d'anno scolastico ti scoprivi piacevolemnte "più grande". mi hai fatto tornare in mente bei ricordi. ciao Paola

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  12. mi piace molto quello che hai scritto! e sì, anch'io trovo soddisfazione in una fatica costruttiva.

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