venerdì 12 ottobre 2012

Via Katalin per i Venerdì del Libro

A volte per cominciare una lettura basta un cenno, un suggerimento tra una cosa e l'altra, un titolo che incuriosisce o che ci riporta a un ricordo piacevole. Il mio incontro estivo con l'Europa che è stata sovietica e un post di Viaggi e baci hanno preparato la conoscenza di Magda Szabò, scrittrice ungherese che, nata nel 1917 e morta nel 2007, ha attraversato tutta la travagliata storia del suo paese fra guerra, deportazioni e regime comunista. Il romanzo che vi propongo, Via Katalin, pubblicato nel 1969, ha vinto nel 2007 il premio di migliore romanzo europeo. 
Via Katalin è la via di Pest dove sono situati gli appartamenti contigui di tre famiglie, gli Elekes, i Birò e gli Held. I bambini delle tre famiglie giocano insieme e vivono spensieratamente la loro infanzia, ignari di quanto labili fossero quei momenti di felicità, come in un nido perduto e irrintracciabile nel presente. 
Il racconto va avanti e indietro lasciando un senso di perplessità nel lettore che all'inizio si sente trasportato in un mondo di cui non capisce le coordinate spazio-temporali. 
Ma se non si arrende, da un certo punto in poi può entrare finalmente in via Katalin e scoprire il connubio di amore e solidarietà che regnava in quegli appartamenti. Ma permane il senso di perdita che aleggia fin dalle prime pagine: il lettore sa che quella felicità è destinata a dissolversi, anzi è già finita.
La deportazione della famiglia Held, ebrea, la drammaticità degli avvenimenti che ne conseguirono, il clima di delazione e tradimento che caratterizzò il dopoguerra, l'invecchiare dei personaggi sono solo una conferma del senso di dissolvimento che impera fin da principio. 
Non si può tornare indietro e ciononostante si rimane per sempre intrappolati nella vita che abbiamo vissuto senza via di scampo. Chi è vivo lo sa: "Oggi so come fu quell'istante, ma allora non me ne resi conto, si capisce sempre troppo tardi che bisognerebbe dilatare il tempo finché possibile, finché si riesce". Ma lo sa anche chi è morto e non può fare a meno di ritornare ai luoghi dei ricordi: "Ma poco importa, anche le sensazioni e le reazioni, come gli eventi, non si possono né rivivere né cambiare".
E tutti inevitabilmente sono attratti verso il focolare di via Katalin e là tutto deve ritornare: "Andavamo incontro alla vita come due compagni di viaggio a bordo di una nave che dio solo sa dove il vento sospinge, che si abbracciano e si raccontano i loro miseri ricordi perché ricordano le stesse cose, conoscono la stessa terraferma (...) e hanno visto lo stesso cielo terso rifulgere d'azzurro quando non rimbombavano ancora i tuoni della tempesta".

Un libro tira l'altro: dopo aver letto Via Katalin ho voluto leggerne subito un altro della stessa autrice, La porta.  Gli ingredienti di quest'ultimo: un personaggio per niente simpatico e affabile, anzi crudo e duro nella sua realtà di miscuglio inestricabile di bene e male; l'ambientazione all'interno di un isolato anzi direi di un condominio come microcosmo di una società studiata nei dettagli, nei valori, nelle convinzioni stantie e negli slanci di puro amore, nelle tradizioni come i piatti dell'amicizia e nei tradimenti.

7 commenti:

  1. questo è in lista, La porta è bellissimo, La ballata di Iza dolorosissimo. Una grande autrice, la amo molto.

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  2. E' un libro che vorrei leggere ma rimando sempre la lettura, visti gli argomenti, a tempi migliori.

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  3. Come sempre un suggerimento interessante, grazie Palmy!

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  4. E' il secondo venerdì del libro che incontro e che propone questa autrice. Sono stregata e voglio leggerla anch'io!
    Grazie e un abbraccio!

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  5. Anche io quando trovo un autore che mi piace poi "devo" leggere tutto quello che ha scritto. Da come l'hai descritta me la segno, nell'attesa mi sono data a Kenzaburo Oe...poi ti saprò dire. Buon fine settimana.

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  6. E' vero, a volte tutto intorno ti spinge nella direzione di un determinato libro: interessante l'argomento e bello il percorso che hai fatto per arrivarci!

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  7. Come ti ho scritto l'altro giorno, devo trovare il coraggio di iniziare Magda Szabò, che mi aspetta da molto. Ma mi sa che quel momento sta arrivando a grandi falcate!

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