lunedì 22 ottobre 2012

Lettera da un'insegnante che si sente bastonata

Caro governo, non ti limitare a portare a 24 le ore di insegnamento settimanali. Facci fare anche le pulizie della classe, e non ci dare mocho, secchiello e detersivo pavimenti. Ce lo portiamo da casa. 
Continua pure a parlare degli insegnanti come di una categoria da punire occasionalmente con il bastone. Non bastava la totale mancanza di consenso sociale, alimentato purtroppo anche da chi tra noi non svolge con coscienza e intelligenza la propria professione. 
Ma per uno che non è mai entrato in classe da insegnante è difficile capire la difficoltà e la delicatezza del nostro lavoro, quindi ti comprendo, caro governo.  Ti comprendo ma ti avverto: colpire in tutti i modi pensabili la scuola è un delitto imperdonabile. 
Per diverse ragioni: 
-disinvestire sull'istruzione è buttarsi la zappa sui piedi: è scientificamente dimostrato che le nazioni che operano questa scelta così poco lungimirante indietreggiano sulla via della crescita.
-maggiore istruzione corrisponde a maggiore benessere economico, a più salute, a meno delinquenza. Quindi investire sull'istruzione alla lunga fa risparmiare.
Quindi, governo, rifletti: anche se ti dà fastidio, con il nostro dispendioso lavoro contribuiamo a formare una società civile, prendendoci carico di educare e istruire intere generazioni.

18 commenti:

  1. sono d'accordo con te su tutta la linea.
    Il nostro governo sta facendo danni tremendi alla nostra Italia, a noi e alla società.

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    1. Purtroppo la considerazione sociale degli insegnanti è infima ma credetemi c'è tanta gente che desidera fare al meglio il proprio lavoro!

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  2. Sono un'educatrice e sono con Voi!

    Solidale con tutti quegli insegnanti motivati (nonostante tutto) e seri.

    Il Vostro lavoro è prezioso, quando un docente lavora seriamente aiuta l'alunno a scoprire sè stesso, i propri interessi, a sviluppare motivazione, ad appassionarsi, a viversi come portatore di possibilità.
    Nelle classi ci sono molti alunni: molti straneri, ragazzini con problematiche familiari, allievi con disabilità o difficoltà d'apprendimento. I docenti devono riuscire ad essere attenti ai bisogni di ciascuno: non è cosa facile.

    Troppo spesso il senso comune fa credere che insegnare sia una scelta comoda: non lo è affatto, ci sono in tutti gli ambienti le eccezioni. Insegnare è molto spesso una scelta appassionata e quando una classe o dei ragazzi sono seguiti da bravi docenti che si mettono in gioco, i risultati sono evidenti, ma questi professionisti devono essere messi nelle condizioni di potersi esprimere al meglio; dopo è troppo facile puntare il dito!

    Un saluto. Nadia

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    1. Ti ringrazio delle tue parole molto equilibrate!

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  3. grazie a tutti quelli insegnanti come voi, che sono tanti, e che comprendono e credono nell'importanza del loro lavoro... L'ho sempre detto, se ci fosse un insegnate presidente del consiglio saremmo un paese meraviglioso!

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    1. Ma non c'è stato finora neanche un ministro dell'istruzione che sia uno a venire dal mondo della scuola!

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  4. Grazie a tutti voi di esistere.
    Verdeacqua, la tua idea è fantastica! Perchè non ci abbiamo pensato prima???

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  5. Meno male che ci sono i ragazzi, che dopo di un'ora di spiegazione (la sesta del sabato) mi hanno detto sorridendomi: "prof ho capito!!".
    Se non fosse per loro alzarsi la mattina serebbe pesantissimo

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  6. Hai esposto perfettamente, e con garbo e classe, il problema. Complimenti!

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  7. Caro governo, sono una cittadina e sono arrabbiata. Perché capisco che la tua proposta - come molti insegnanti spesso dimenticano - è già nel loro contratto collettivo nazionale (che prevede appunto per chi lo vuole di salire a 24 ore e dunque dal punto di vista del diritto ha già accettato 20 anni fa quello che loro credono di non poter fare ora). Però ti rendo noto, da cittadina, che in quello stesso contratto c'è scritto "a pagamento in più", e che dunque, ex lege, a quello ti devi attenere. Per non parlare del divieto di reformatio in pejus per i dipendenti pubblici, che farà sì che la tua boutade venga respinta dalla Consulta non appena varata la legge di stabilità
    Proprio per questo, mentre gli insegnanti ci cascano con l'amo e l'esca, e continuano a girare intorno al problema, io, che sono cittadina e ho a cuore che il mio governo conosca le leggi del mio stato, con metà dei soldi di un giorno di sciopero lancerò una colletta per pagare un avvocato giuslavorista che ti ricordi le leggi. In questo modo poi non rischi di proporre questa cosa anche ad altre categorie del pubblico impiego, ché la Consulta ha altro da fare, rispetto a rimediare alle tue ignoranze.
    Così poi anche la pianti di dire cose illegittime e anche gli insegnanti possono trattenere il fiato per protestare su quella che sarà, dopo, la vera cosa che chiaramente vuoi fare passare dopo che le loro forze, per protestare per una cosa che non ha ragione di essere per diritto, si saranno schiantate.

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    1. E secondo te quel è la "vera" cosa?

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    2. Qualcosa di legittimo, innanzi tutto (tanto è vero che Profumo l'ha ritirata: http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=40669&action=view - ma sapevano dall'inizio che non la potevano tenere). Poi non so: potrebbe essere una proposta alla Sarkozy (24 ore massime a pagamento ma scelte dagli insegnanti non su base annua, ma su base di modifica di contratto, come premessa alla questione dei diversi livelli di insegnanti); potrebbe essere il silenzio assordante in cui sta passando il DDL Aprea. Potrebbe essere una contrattazione di ore pomeridiane da stornare dalla funzione docente. Non lo so. Quello che so è che questo è illegittimo e nella giurisprudenza del giuslavorismo italiano il 100% dei casi di tentativo di reformatio in pejus di impiego pubblico è stato bocciato perché, per l'appunto, illegittimo. E dunque se qualcosa è illegittima io, prima di combatterla urlando, la osto mostrando, con molta pacatezza, ma ostinatamente, la legge alla quale tutti dobbiamo sottometterci. Governo incluso.

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    3. Scusate, volevo lasciare un commento, ma il commento di la povna mi ha stordito... Cosa ha detto?
      Simona

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  8. appoggio e condivido tutto ciò che hai scritto.. non capisco se provo più tristezza o rabbia per la mancanza di considerazione verso la scuola e gli insegnanti.

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  9. che tristezza! Dove andremo se continuiamo su questa strada.

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