lunedì 14 febbraio 2011

Guest post: la prof di matematica

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Da oggi qui si fa orario di ricevimento... è mia intenzione infatti ospitare con una certa frequenza le voci di amiche che esprimeranno il loro punto di vista sulle tematiche di cui si occupa il blog. Inauguro questa nuova rubrica con l'intervista a una mia carissima collega (ma per le risate che ci facciamo mi verrebbe da dire "compagna di scuola") che rappresenta ai miei occhi l'altra metà del cielo, quella dei prof di matematica... In un precedente post, ne avevo già parlato, è Collegamica.

Le ho posto alcune domande che penso possano essere utili a tutti, ma come in ogni guest post... se avete altre domande potete porgerle nei commenti e la nostra ospite vi risponderà.

1) Insegni matematica alla scuola secondaria: quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i ragazzi nell'affrontare questa disciplina?

Spero di non iniziare con una banalità affermando che la matematica più di ogni altra materia soffre di suscitare emozioni forti, di non ammettere mezze misure: o la si ama o la si odia. In entrambi i casi è un bel guaio. Che mettano addosso una corazza impenetrabile o che la idealizzino, raramente i ragazzi hanno un rapporto sereno con la disciplina. Penso dipenda dal fatto che non capiscono bene quale sia la natura di questa “cosa” che occupa gran parte della loro vita scolastica e che di tanto in tanto tira fuori delle formule magiche. Noi insegnanti non siamo disposti a svelare i segreti più reconditi che stanno dietro queste ricette: forse non sono chiari fino in fondo neanche a noi?




2) Da cosa dipende secondo te la riuscita degli allievi in matematica? Quali fattori possono favorirla o impedirla? Esistono persone "negate" per questa materia così affascinante?

La riuscita (il voto per i ragazzi) dipende da come ciascun alunno riesce a mettere nel pentolone gli ingredienti e tirare fuori la pozione magica.

E’ importante mettersi d’accordo sul concetto di riuscita: da anni sono impegnata in un braccio di ferro con i miei alunni. Per loro, a tutte le latitudini e in tutti gli ecosistemi, la riuscita è ottenere il numeretto che nel libro è scritto al posto di “risultato”. Per me è il processo che li ha portati a ragionare su una situazione, concreta o astrusa, e a mettere in moto la materia grigia per ottenere una qualunque forma di ragionamento. Fino a qualche anno fa

accettavo un procedimento sbagliato come “una piccola noia risolvibile”. Adesso ho cambiato radicalmente punto di vista; con l’esperienza sto imparando a “decifrare” sempre meglio gli errori. Capire perché hanno commesso quel determinato errore e discuterne insieme è il più potente dei manuali per arrivare alla procedura corretta!

Sono poche le persone che affrontano la matematica con la giusta consapevolezza delle proprie capacità (ammetto che anche per me è un percorso in salita) e allora dobbiamo fare iniezioni di fiducia. Come? Invece di imporre loro il processo di studio come un videogioco ad ostacoli del tipo “chiusa una porta se ne apre un’altra”, sveliamo i trucchi che permettono il passaggio da un livello a quello successivo.

Persone “negate”? La discalculia, secondo dati abbastanza recenti, colpisce circa il 2% della popolazione mondiale. A molti insegnanti è venuto spesso il sospetto di averli tutti concentrati nella propria classe per uno strano gioco del destino e della statistica. Quando ci rassegniamo al fatto che ciò è matematicamente impossibile, andiamo a smontare un altro preconcetto. “La vostra predisposizione per il linguaggio è esattamente ciò che vi serve per fare della matematica. […] il pensiero matematico non è altro che un modo specializzato di usare la nostra predisposizione per il linguaggio” sono le parole di K. Devlin, direttore esecutivo del “Centro per gli studi sul linguaggio e sull'informazione della Stanford University” e docente di matematica alla medesima università. Un KO tecnico per chi vuole ancora mettere un muro tra la “cultura umanistica” e quella “scientifica”.

Ancora una precisazione: anche chi soffre di discalculia è in grado di fare matematica, il calcolo è solo una parte (non chiedetemi esattamente quanto) di questa disciplina, tutto il resto sono cellule grigie che si muovono.


3) Di quali accorgimenti didattici hai riscontrato l'utilità per il recupero o il potenziamento delle competenze in matematica?

Praticamente tutti.

Così come non esiste una ricetta per fare la matematica, con più forza non esiste una ricetta per fare didattica della matematica. Mi capita di insegnare su classi parallele: una mattina faccio una meravigliosa lezione sui numeri primi; esco dalla classe ed entro nell’altra, propongo la stessa identica lezione e ottengo un fiasco totale!

Non si può prescindere dalla situazione, occorre conoscere l’insieme delle persone che hai davanti, studiarne i punti forti e quelli deboli e mirare al centro del bersaglio. Ma l’abilità che più di ogni altra aiuta è la capacità (la voglia!?!?) di leggere la reazione del momento, coglierla al volo e trasformarla in una situazione didattica significativa.

Poi condiamo il tutto con le tecniche di cooperative learning e peer education e il gioco è fatto!


4) So che credi in una didattica hands on e prossimamente ci racconterai più dettagliatamente la tua esperienza: come ne hai scoperto l'efficacia? Attraverso quali percorsi?

Il mio primo incarico annuale è stato su un corso lavoratori, in uno sperduto paesino dell’entroterra siciliano. Sono arrivata del tutto priva di esperienza d’insegnamento di qualsiasi tipo. Tutti mi tranquillizzavano: basta che i corsisti, persone adulte, frequentino per almeno 150 ore e poi “gli diamo la terza media”. Ho avuto la fortuna di trovarmi in un team giovane e carico di entusiasmo, che ha avuto la voglia e la forza di ribaltare questo atteggiamento svilente della professionalità dei docenti e dell’impegno dei corsisti. Con le signore abbiamo iniziato a discutere di torte, di pizzi e di maglioni ai ferri. Con i signori, che arrivavano a scuola ancora sporchi di calce, abbiamo fatto i calcoli per impastare cemento, per rivestire i bagni di mattonelle e imbiancare pareti. Il compito d’esame ha trattato delle misure, delle proporzioni, del calcolo delle aree e dei volumi e di altro ancora.

Tutto il resto sta viaggiando come una valanga: speriamo non faccia troppi danni!


5) Questo blog è letto da molte mamme che sono impegnate in una forma di homeschooling part time o full time: quale ricetta suggerisci per supportare i figli nello studio della disciplina che insegni? Come insegnante e mamma di tre figli qual è la tua esperienza in tal senso?

Giocare, sfidare e sfidarsi. Il genitore, al pari dell’insegnate, non è il detentore di un sapere le cui regole si scopriranno solo da adulti. Affrontare insieme quesiti e indovinelli che si trovano ormai dappertutto, accettare di perdere qualche sfida con i propri ragazzi che, con la mente libera e serena, hanno l’intuito che noi abbiamo polverizzato tra un’equazione e una versione di latino.

Impariamo insieme a memoria la tabelline, è davvero importante. Poi leggiamole allo specchio, costruiamoci i quadrati sulle diagonali, trasformiamole in tutti i poligoni e i poliedri che ci vengono in mente e…chi più ne ha più ne metta.

Trovo questo blog una miniera d’oro in tal senso. Offre spunti originali e divertenti in termini di tecniche, permette di discutere, di confrontarci, di raccontarci le nostre esperienze; gli ingredienti ci sono tutti: buon lavoro, pardon, buon divertimento a tutti!

Ringrazio la nostra ospite di tutto quello che ci ha comunicato, offrendoci un punto di vista originale e generoso di dettagli (del resto, da lei non mi sarei aspettata di meno...). Rivolgo a voi che leggete la domanda: cosa ne pensate? Quali riflessioni, domande e dubbi ha suscitato in voi la lettura di quest'intervista? Non esitate a scrivere tutto nei vostri commenti, vi risponderà anche la nostra ospite...

15 commenti:

  1. Ho letto con piacere ed interesse. Non ho domande particolari, peró vorrei sottolineare le ultime frasi: "Questo blog é una miniera d'oro!"
    Grazie e buona settimana - ora torno in cucina a fare matematica, eh eh :) :) :)

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  2. Molto interessante, grazie mille!!!
    Mio figlio è in terza media, e devo ammettere che pur avendo incominciato la scuola elementare con grandi difficoltà per la matematica, alle medie, avendo trovato una professoressa, degna di lode, è riuscito a sbloccarsi e a fare passi da gigante, ma a me pare che l'interesse in generale per la materia, sua e dei suoi compagni, cada sempre quando non riescono a collegarla a qualcosa del loro vivere quotidiano, può essere?
    Ho notato, per esempio, che quando mio figlio ha seguito per un periodo un telefilm (ogni tanto anche la TV ha qualche risvolto positivo ;)) "numbers" dove il protagonista risolveva crimini attraverso algoritmi e calcoli matematici di probabilità e statistici, il suo interesse per la matematica ha avuto un'impennata.. sarà stato un caso?
    Una raggiante giornata a tutti
    StefiB

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  3. Come sai sono impegnata da un po' di tempo in un processo di "riappropriazione del linguaggio matematico" grazie al corso che ho seguito, ad alcuni laboratori e al tirocinio. Mi ritrovo in molte delle parole di questa insegnante, perché in fondo è quello che alcuni dei nostri docenti stanno cercando di trasmettere ad una nuova generazione di maestre. Sono stata la classica alunna che litigava un po' con la matematica (la vivevo con ansia); ho dovuto aspettare di conoscere un po' di Vygotsky e Vergnaud per iniziare a cambiare idea!

    Grazie davvero per questo intervento e per questa interessantissima rubrica!

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  4. Grazie per i bellissimi commenti! Non riesco a resistere alla tentazione di rispondere buttando lì un paio di titoli di libri "gioiellino" che le vostre parole mi hanno ricordato.
    Per Sybille, se non lo conosce già, ci sarebbe "La matematica in cucina" di Enrico Giusti: fa sentire molto meno cenerentole ai fornelli....
    A Stefi e al suo splendido figlio mi permetto di suggerire "Diamo i numeri - tre tappe nel mondo della matematica" di Anna Cerasoli. Potete leggerli anche in compagnia: vale la pena dare un'occhiata!
    Con piccole felicità credo che abbiamo molte idee ed esperienze da confrontare.
    Buona settimana a tutti :)

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  5. allora, complimenti per l'idea, che è splendida...
    e poi, impressione, fin dalla prima domanda, con quella matematica senza mezze misure: come è vero! e subito è arrivato il ricordo di me adolescente che l'amavo alla follia... in ogni caso, tormento e estasi...

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  6. Forse le chiavi di volta possono essere tre: gioco, ritmo e utilità. La matematica ha a che fare con il ritmo, con la musica, con il battito del cuore ecc.. Inoltre, come dimostra l'esperienza della prof fra gli adulti, se ne deve sperimentare l'utilità. E, per un ragazzino, quale migliore utilità del gioco, che a quell'età è ancora la sua attività preferita? Interessantissimo spunto, Palmy, complimenti.

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  7. @ Sybille: grazie a te posso dire di aver intrapreso il mio cammino di rivincita sulla matematica...

    @ stefi: il sapere contestualizzato, cioè il contrario di ciò che fa comunemente la scuola è invece quello che ci vuole per suscitare un interesse...

    @ piccole felicità: grazie, attendiamo il tuo contributo...

    @ povna: io invece credevo di essere negata...

    @ tatagioisa: gioco ritmo e utilità, uno slogan perfetto direi...

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  8. @ paola caruso: su ibs diamo i numeri non c'è... perchéééééé?

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  9. @palmy: "Diamo i numeri" è un cofanetto di tre volumi che, evidentemente, non stampano più (come tutte le cose carine...). Però ci sono i tre titoli separati: "I magnifici dieci"; "La sorpresa dei numeri" e "Mr Quadrato".
    Per i più piccoli, 6/10 anni, sono molto carini anche gli altri titoli della stessa autrice presenti su ibs.
    Sono curiosa di conoscere l'opinione di chi li conosce già o di chi li leggerà a breve.
    Numeri felici a tutti...

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  10. Grazie dei suggerimenti!
    StefiB

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  11. Oggi mi è capitato fra le mani "Insalate di matematica" di Robert Ghattas e mi farebbe piacere condividerlo. E' ricco di spunti per attività da proporre ai ragazzi. Quella che finora ha riscosso maggior successo fra i miei alunni è la manipolazione del mastro di Moebius, ma ce ne sono tante altre intriganti.
    Buon appetito a tutti... ;)

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  12. @ tutti: pi magna grecia è la stessa prof dell'intervista...
    oggi mia ha portato il primo dei tre volumi della Cerasoli... wow già ne ho letto un terzo, è molto simpatico!

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  13. Hai ragione! Lo avrei dovuto scrivere tempo fa... chiedo venia :-(

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  14. al solito sei un vulcano...non solo ne pensi di cose da proporre a tutte noi...ma le fai!!! piena di idee e di energia...ti apprezzo tanto..e sono contenta di trovarti anche su fbook...ciao palmy

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