giovedì 27 ottobre 2011

Questo non lo sopporto!



Raramente mi scandalizzo. Penso che un dato atteggiamento possa essere solo l'apparenza di un'esigenza, magari male espressa. O penso, nei casi meno comprensibili, che siamo uomini e che l'approssimazione fa parte del nostro essere. Non dico mai: "eppure questo qui va in chiesa!". Oppure: "si riempie la bocca di tante parole, ma poi nella pratica...". Non lo dico perché conosco l'umiliazione dell'incoerenza e finora non ho avuto la fortuna di incontrare persone sempre coerenti con ciò che affermano a parole.
Ma questa volta tutto lo scandalo e, lasciatemi dire, lo schifo, si sono impossessati di me.
Abbiamo a scuola un progetto in cui lavorano dei mediatori culturali per favorire l'integrazione tra alunni di diverse tradizioni e provenienze. La nostra è una scuola in cui non ci sono episodi di intolleranza tra gli alunni, ma spesso sono proprio gli stranieri a chiudersi o a trincerarsi dietro pregiudizi (anche tra loro stessi) quando sono in conflitto con qualcuno.
In classe ho un rumeno, un tunisino, due marocchine e un americano e tutto procede normalmente.
Nonostante ciò il mediatore culturale ha una grande valenza, per esempio nel facilitare gli scambi, nel portare alla luce conflitti latenti e nel... mediare.
Per inciso, i ragazzi sono entusiasti di questa figura di mediatore, si tratta di una persona davvero in gamba, amato tanto dagli italiani che dagli stranieri.

Sento a distanza una collega che racconta ridacchiando che aveva invitato il mediatore di cui sopra a uscire dalla "sua" classe, visto che era suonata la campana. La guardo allibita e dico: "scusa, ma perché?" E lei candidamente risponde che... non lo voleva in classe, così semplicemente. Del resto, continua, lei era stata gentile nel dirglielo (!).

Io non ho parole. e francamente, a parte il presente sfogo, non ho neanche voglia di trovarne.


9 commenti:

  1. Assurdo!!!
    Palmy io sono laureata in mediazione culturale e linguistica; mi sapresti dare delle dritte per lavorare in questo ambito? Ogni volta che chiedo informazioni mi guardano come un aliena; molti lo ritengono un ruolo inutile (come la tua collega), ma io credo che invece nella società odierna sia indispensabile. Se certi conflitti e pregiudizi si superano da bambini attraverso l'educazione e lo scambio amichevole, sono certa che diminuirebbero certi casi di razzismo reciproco.

    RispondiElimina
  2. Non ricordo in che regione abiti, ma credo che un po' dovunque esistano dei finanziamenti volti allo sviluppo della mediazione culturale nelle scuole, specie per quelle con alto tasso di stranieri. Potresti presentarti ai presidi di queste scuole, magari con un progetto fattibile di una trentina di ore e lavorare nelle classi. Oppure prendere informazioni presso gli assessorati competenti. Un'latra via è quella degli enti di formazione, che garantiscono l'obbligo formativo dopo i 16 anni, in genere hanno le mani in pasta in tutto questo settore. Spero di esserti stata utile, se hai altre domende potrei approfondire.

    RispondiElimina
  3. ...
    Ecco.
    Che fortuna avere il mediatore culturale nella tua scuola! Ho avuto modo di incontrarne in ospedale, lavorano bene e sono davvero utilissimi.

    RispondiElimina
  4. Io avrei bisogno di un mediatore culturale in casa... scherzo. Era solo per dire che persino nella convivenza con la persona con cui scegli di condividere l'esistenza e la prole presente e futura ci sono momenti in cui la difficoltà di interazione culturale emerge, figuriamoci in un contesto tanto complesso e già critico come può essere una scuola, il cui scopo è la formazione e la crescita di individui destinati a diventare membri della nostra società in rapido e continuo mutamento. Non capisco davvero la reazione della tua collega, che a parte non essere coerente, come tu dici, col suo ruolo di educatrice, non denota certo una spiccata intelligenza.

    RispondiElimina
  5. Nella scuola delle mie figlie ci sono pochissimi bimbi di altre nazioni, circa il 2%, ma fortunatamente hanno la possibilità di frequentare altre etnie grazie ai miei collaboratori e colleghi.
    Ogni anno prima di Natale si fa la cena dei collaboratori e ognuno prepara qualcosa di tipico della sua terra, ne esce un buffet ricchissimo, multientico e soprattutto ci da modo di conoscere usi e costumi dei nostri amici.
    Buon fine settimana

    RispondiElimina
  6. Terribile.
    Avete la fortuna di avere a disposizione questo supporto e c'è chi lo rifiuta.
    Mah...

    RispondiElimina
  7. Grazie delle info :)
    io ora abito a Pisa in Toscana :)provo a cercare qualcosa seguendo le dritte che mi hai scritto :)

    RispondiElimina

Lascia una traccia...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...