lunedì 24 ottobre 2011

Insegnare a scrivere - Teaching writing


Il libro lo trovate qui. Ma è in vendita anche su ibs, qui.

Oggi vi voglio presentare un libro. E un'idea. L'autore, mio amico fraterno, parte dal presupposto che non solo si può ma si deve insegnare a scrivere: non si tratta infatti di una dote innata e immodificabile. Anzi, un buon insegnante deve cercare di incidere sulle competenze di scrittura e deve farlo in modo sistematico. Come? Le vie sono tante, ma una di queste è particolarmente efficace, come risulta dalla sperimentazione portata avanti dal prof. Menza con le sue classi di biennio e in un corso rivolto a ragazzi di scuola media.
La via proposta nel libro è la correzione classificatoria.
Tutti noi ricordiamo i temi segnati di rosso e corretti dai nostri insegnanti: la maggior parte di loro usa la cosiddetta correzione risolutiva, cioè segnare e correggere l'errore, sostituendo la parola/ le parole/ la frase sbagliata con la giusta forma. 
Questo però non è l'unico modo di correggere. Si può anche solo segnare l'errore e chiedere all'alunno di correggere accanto o in un altro spazio (rilevazione dell'errore). Io ho sempre fatto così: faccio ricopiare la frase o la parola contenente l'errore. che io mi sono limitata a rilevare, e poi faccio scrivere accanto la versione corretta. Ciò comporta da parte mia una doppia correzione, ma ho sempre notato un miglioramento almeno degli errori più madornali e dunque mi sono sottoposta volentieri all'iniziale fatica.
Salvo Menza propone di usare una correzione classificatoria. Sulla base di un siglario che scheda gli errori più comuni, da leggere e condividere con gli alunni, si segnano gli errori classificandoli, dando loro un nome. Ad esempio l'errore di porre una virgola tra soggetto e verbo verrà chiamato VIRG S-V e l'insegnante apporrà questa sigla accanto all'errore. Sarà poi il ragazzo a correggerlo sulla base del siglario (in cui alla voce VIRG ci sarà scritto: virgola tra soggetto e predicato).
Il siglario proposto dall'autore è completo e pensato per ragazzi già grandi, oltre che essere basato su alcuni prerequisiti di grammatica generativa. Vi consiglio di leggerlo o scaricarlo qui. Se ne volete una versione semplificata, potete leggere questa mia pagina di qualche tempo fa (vademecum per l'autocorrezione). 
A proposito, l'attività di autocorreggersi sulla base di un modello ben definito è montessoriana...
Un'ultima considerazione: il libro si chiude con l'esposizione dei risultati ottenuti. In forma di grafico si nota un visibile miglioramento e una sensibile diminuzione degli errori negli elaborati degli alunni.

E voi? Che approccio avete alla scrittura? Come vi correggevano i temi? Se insegnate, come fate a potenziare questa competenza nei vostri alunni?

7 commenti:

  1. devo leggerlo subito questo libro!!!
    La mia esperienza è stata quella di molto esercizio e pochi suggerimenti: come dire che si impare a scrivere sul campo!!!
    Buona settimana

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  2. @ Luigi: come dicevo, si tratta di un volume tecnico, basato su studi linguistico, ma estremamente adattabile ai diversi contesti. Hai ragione, comunque, in questo campo gli insegnanti sono lasciati a se stessi!

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  3. Grazie per la recensione! Vorrei però aggiungere che nel libro a ciascuna sigla, che rappresenta ciascuna (micro)tipologia di errore, è associata una descrizione fatta in modo tale da fornire allo studente sia una strategia per riconoscere quanto più facilmente tale tipologia d’errore (cioè percepire e classificare l’errore in un testo qualunque), sia una strategia generale sempre valida per correggere lo stesso errore ogniqualvolta esso venga individuato e riconosciuto.

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  4. @ camelprofy: grazie della precisazione...

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  5. Mi correggevano senza pietà forma e sostanza (e al liceo anche arbitrariamente, devo dire).
    La maestra di mio figlio (quarta primaria) fa una bella cosa: disegna un cerchietto a margine della riga dove c'è l'errore e il bambino deve trovarlo e correggerlo.
    Grazie per il libro. Buona serata!

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  6. Uh, è una delle competenze cui tengo di più! Quest'anno dedico un'ora a settimana su quattro ad un laboratorio di scrittura e lettura; abbiamo iniziato da punteggiatura, ortografia, varietà linguistiche, coesione e coerenza... una sorta di "vaccino" :-)! Come verifica di percorso i ragazzi devono "ristrutturare" un testo non coeso, incoerente e scorretto... poi inizieremo a leggere il gabbiano J. Livingston... e ad accoglierne gli spunti per scrivere, scrivere, scrivere!

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  7. Molto interessante. Sono d'accordo, comunque: a scrivere si insegna e si impara, non pensavo che qualcuno credesse che se ne può fare a meno. Insieme all'esercizio della scrittura, è utile leggere, testi italiani soprattutto, perché non sono stato tradotti e aiutano a prendere confidenza con la lingua. Anche parlare al ragazzo (e al bambino) in un buon italiano non guasta. Ciao!

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