martedì 17 aprile 2012

Your life is not a reality show

Passare del tempo con i ragazzini di oggi suscita inevitabilmente l'impressione che il loro modo di affrontare i rapporti, i conflitti e i problemi sia mutuato dallo stile del reality o della sitcom. I rapporti si annodano e si risolvono via sms o via facebook. Gli inevitabili conflitti sono amplificati, discussi sguaiatamente e superficialmente. Si pretende di risolvere i problemi in una mezzora. Si dà per buona la voce su un fatto senza verificare il fatto e, una volta innescata la discussione che diventa di gruppo, è difficile riportare i ragazzi alla realtà.  Confusione e dicerie la fanno da padrone, prevalendo sui fatti e sul buonsenso. Si può anche cadere nella trappola e farsi invischiare da questa dinamica, mentre è utile starne fuori, costringendo i fanciulli a ragionare.





Per cambiare il sistema, quindi, non basta deplorarlo o inveire contro, ma occorre introdurre una novità buona: un richiamo alla ragione per cui si sta insieme, che non è misurarsi vicendevolmente né fare una gara, né tantomeno scadere in beghe o gelosie, ma lavorare insieme, crescere, imparare.
Le discussioni infinite e sterili si concludono velocemente quando chiedo con voce decisa: "Cosa ci stiamo a fare qui?", "Siamo qui per imparare, per diventare grandi, per camminare insieme!". Tutto il resto è Grande Fratello.

10 commenti:

  1. Ho letto questo e gli ultimi post e li ho trovati tutti molto molto interessanti :)
    Mi piace il modo in cui affronti l'approccio educativo e la tua sensibilità in questo ambito.
    Molte persone dovrebbero leggerti..sopratutto molti insegnanti e genitori :)E' tutto davvero utile per capire come affrontare il tema educativo nella società moderna :)

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  2. Condivido la tua analisi e mi fa pensare che ciò che tu scrivi, riferito, credo, a ragazzi un pochino più grandi, possa adattarsi anche a certe situazioni raccontate da mia figlia che fa le elementari...Specie il passaggio "stare insieme non è misurarsi vicendevolmente nè fare una gara..." Forse è la società nel suo complesso che sta subendo gli effetti negativi della tendenza a considerare di più l'apparire che l'essere..

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  3. Grazie, Palmy; soprattutto perché - appunto - non inveisci soltanto, ma proponi una verità sempluice e molto concreta (si cresce solo insieme!).

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  4. @ Rose Mel: ti ringrazio delle tue parole, me le ripeterò quando certe volte mi sembrerà di essere inutile (perché capita anche questo!)

    @ Cristina: penso che la soglia d'età a cui ci si sensibilizza al consumo e all'apparire si sia notevolmente abbassata...

    @ grazie Monica, la tentazione del fermarsi al predicozzo è dietro l'angolo ma non serve a nulla...

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  5. Cerco i modi e le parole per affrontare questo nuovo atteggiamento generazionale, nel quale si é persa di vista la realtà : tutto é teatrale, spettacolare, plateale: altrimenti non é nulla. Ma mi viene solo un tono da predicozzo come dici tu e non serve. Serve invece partire e cercare una strada per questa generazione che abbia una meta.

    Sono stata chiara??

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  6. Tu lavori con ragazzini, io con persone adulte: ma devo purtroppo dirti che gli ateggiamenti da sit com e da grande fratello, purtroppo, capita anche a me di viverle. Non quotidianamente, ma capita.
    Molte volte si tratta di persone attono ai trent'anni, una etàche già un decennio fa veniva indicata come ultima frontiera adolescenziale.
    Speriamo di arginarla, questafrontiera, di non permetterle di sfondare ulteriorimente.
    Un caro saluto e grazie per i tuoi spunti interessanti.
    Grazia

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  7. Cara Palmy, da due giorni mi frulla in testa questo tuo post. Che mi è parso -da subito- agghiacciante. Per quanto è vero, nella sua triste e squallida corrispondenza a ciò che vediamo tutti intorno a noi, ogni giorno. Ci penso con preoccupazione per ciò che potrebbero diventare i miei figli, e mi sforzo di pensare che sia possibile evitarlo, aiutandoli a conoscere la strada del buon senso e della misura. Ma è davvero difficile...

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  8. @ corie: tutto è teatrale... già, hai focalizzato il problema. Andare oltre la predica e il naturale disappunto è difficile...

    @ Grazia: ancora più triste quando a comportarsi così sono gli adulti... i figli spesso sono supportati dai genitori in queso atteggiamento: sempre più spesso le mamme che vengono a lamentarsi di qualche episodio successo nelle classi vorrebbero il "confronto" con il resto della classe o con il compagno "incriminato". Io me ne esco con la frase: no, signora, non siamo a Forum!

    @ mamma Elly: un clima sano in famiglia mi sembra un efficace antidoto, nessuno è immune e la fase adolescenziale delle discussioni infinite non risparmia nessuno ma credo che ce la possiamo fare!

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  9. Forum, bella idea...ma loro che fanno, insistono nuovamente?
    Perchè ho come la sensazione che sì, potrebbe essere...

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  10. @ Grazia: loro vorrebbero questi confronti, tipo tribunale americano tra i vari testi, loro stessi a volte parlano con i compagni del figlio... ma noi siamo abbastanza fermi, li liquidiamo e poi gestiamo noi la situazione...

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