lunedì 30 aprile 2012

ITIS Galileo

Lo scorso 25 aprile su La7 ho avuto il piacere di assistere a uno spettacolo teatrale in tv, come se ne vedono raramente. La performance si intitolava ITIS Galileo e la location dell'evento era già di per sè speciale: i laboratori sotterranei del Gran Sasso d'Italia, 1400 m sotto la roccia.

L'opera è un omaggio a:
-Galileo, "il primo precario della ricerca in Italia", descritto nelle sue asperità caratteriali (memorabile l'atteggiamento verso il giovane Keplero) e nella genialità dell'aver dato un metodo alla scienza
-Copernico, vero rivoluzionario, per aver tolto la Terra dal centro dell'universo, una posizione comoda e rassicurante, e averla classificata fra gli "erranti" (questo significa il termine pianeta)
-la scienza come desiderio di conoscere la realtà, anche a costo della carriera e della reputazione
-gli istituti tecnici che danno una formazione utile e spesso bistrattata (anche se negli ultimi anni forse anche "grazie" alla crisi, si è registrata un'inversione di tendenza)

La web magazine di Pearson Imparare sempre ha pubblicato un'intervista all'attore protagonista, Marco Paolini. Vi consiglio di leggerla tutta, ma eccovene alcuni spunti:

-Cosa significa imparare?

È qualcosa che va di pari passo con la mancanza di paura, quella che ti prende davanti alle cose che non conosci. Qualcosa che, personalmente, non ho mai smesso di rincorrere, soprattutto da quando ho iniziato a essere anche autore dei miei spettacoli. Ogni storia di cui mi sono occupato richiedeva una conoscenza di cui spesso mi mancavano le basi. Come narratore non potevo semplicemente mandare a memoria una parte ma dovevo, invece, avere la consapevolezza delle parole che usavo, e di ciò che raccontavo. È a quel punto che ho dovuto ricominciare a studiare. E a imparare.

Non mi sento mai nella condizione di chi fa una lezione, ma di chi prova a dire una cosa, con tanti dubbi sul fatto di avere davvero capito. E a volte in effetti è così: non ho capito. E allora, in corso d’opera, apporto le dovute correzioni. L’ignoranza mi accompagna non come un handicap, ma come una molla per reagire.

-E ai ragazzi di oggi cosa vuole dire?

In Italia non ci sono più astrofisici. Perché non conviene. Meglio occuparsi di nanotecnologie o di scienze più à la page. Ma ci sono delle cose apparentemente poco utili che hanno un’importanza fondamentale nell’equilibrio delle conoscenze. Se, con il mio lavoro, potessi incuriosire anche un solo ragazzo e orientarlo a quella scelta, pur sapendo di metterlo in una condizione difficile per il suo futuro, ecco, ne sarei orgoglioso. Non mi va che chi decide le carriere universitarie sia troppo realista. Non mi va la dittatura del realismo. Perché il realismo è pesante.
Serve immaginazione. Il futuro non è di chi si adegua alle previsioni, fatte da chi dice di sapere da che parte tira il vento. Credo invece che il vento sia fatto di persone che hanno avuto la forza di immaginare cose che gli altri non riuscivano a vedere. In tutto questo la scuola… Dovrebbe coltivare il pensiero sotteso a tutto questo: l’audacia. Quella di chi sa pensare con la propria testa. L’audacia di chi va controcorrente avendo il coraggio di investire tutto se stesso in questo pensiero. Questa è la lezione di Galileo.

17 commenti:

  1. Paolini è un grande.
    Un grande attore, un grande uomo, un grande pensatore oserei dire.
    L'ultima riflessione è strepitosa: "immaginare cose che gli altri non riescono a vedere".
    Non mi sento di approfondire in questo momento su quale sia il ruolo della scuola in tutto questo ( il momento per noi è delicato, c'è l'audacia di portare avanti una strada diversa, seppur dettata da difficoltà oggettive, ma questa audacia è spesso ignorata o a volte peggio ancora soffocata).
    Non abbiamo ancora visto questo spettacolo ma rimedieremo alla mancanza al più presto.
    Un abbraccio!

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  2. L'ho visto anch'io!
    Uno spettacolo splendido dove Paolini sa giocare su registri di recitazione differenti: profondità e leggerezza, dramma e ironia, coinvolgendo il pubblico in una narrazione VIVA.
    Ciao!

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  3. Molto vero. Quanto è irrealista chi non vede che nel mondo agiscono anche i nostri sogni, le nostre speranze, i nostri ideali...
    Adesso provo a cercare in rete se è rimasta traccia di questo spettacolo che hai appena presentato. Ciao e grazie!

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  4. @ catia: la scuola tende il più delle volte a perpetrare l'esistente, per esempio continuando a selezionare i più bravi per i licei... ma anche le famiglie in tal senso non incoraggiano la creatività...

    @ Annamaria: infatti, non mi sono staccata un attimo dallo schermo...

    @ Monica: e poi le cose cambiano e oggi fare previsioni è quasi impossibile...

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  5. che bella l'idea della scuola che coltiva l'audacia!
    io ho visto solo un pezzettino ma ho visto che lo rifanno e me lo guarderò tutto :)

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  6. @ Parola di Luara: vale veramente la pena!

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  7. Bellissimo spettacolo, e davvero significativa l'intervista, parole che fanno meditare. E che, ovviamente, condivido.

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  8. @ la 'povna: chissà perché lo immaginavo ;-)))

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  9. Anch'io ho visto lo spettacolo di Paolini. A tutti consiglierei di vederlo perchè parla di coraggio e di audacia. Consiglierei la visione anche ai nostri ragazzi adolescenti.

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  10. Lo adoro!E' stato bellissimo. E' davvero orribile che la rai, la tv pubblica, la tv con canone obbligatorio anche se non si ha il televisore, non permetta ad artisti del calibro di Paolini di avere uno spazio proprio. Comunque a parte le polemiche questa lezione sull'audacia del pensiero rivoluzionario la porterò sempre con me

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  11. @ Aldo: benvenuto, Aldo! Vengo a trovarti sul tuo blog... Hai ragione, è uno spettacolo che può essere proposto anche in classe...

    @ post family: hai ragione, paghiamo un canone che non vale ciò che ci propinano, eccetto qualche cosina...

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  12. Ciao Palmy, hai ragione, uno spettacolo che si vede raramente in TV: è quello che ci siamo detti io e mio marito. Fa stupore quando un programma Scientifico/Culturale di tale portata, entra da un canale che solitamente emette ben altro. Sono contenta di averti conosciuta, ho letto la tua intervista e devo dire che l'attenzione che metti in quello che fai, ti fa onore. Mi piace il tuo modo di approcciarti, sembri una persona concreta, che bada alla sostanza (quella buona). Passerò di nuovo se ti fa piacere, ho visto che tratti argomenti interessanti. Ciao, a presto Tiziana.

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  13. Superlativo lo spettacolo di Paolini, ma altrettanto importante questa intervista!
    Condivido appieno la diffidenza verso il troppo realismo e inneggio insieme a lui all'immaginazione...vera chiave di svolta per la progettazione a scuola...ma anche nella vita!
    GRAZIE!!!!

    Ti invito a passare per leggere il post-intervista a Miriam Paternoster che ti ha citata...
    Buone notizie d'oltremanica...segnali che ci fanno guardare oltre il contingente...con una buona dose di audacia e di immaginazione!

    Un abbraccio
    france

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  14. Che belle suggestioni mi hai regalato con questo tuo post che riesco a leggere solo oggi: non conosco lo spetacolo, ho visto Paolini recitare in altro, uno che di audacia ne ha sempre mostrata parecchia.

    Bellissimo il passaggio sul valore dell'immaginazione che, come puoi pensare, condivido in pieno.

    Sto cercando di capire se questo spettacolo è reperibile per vederlo, se hai informazioni in merito dimmi pure.

    Grazia

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  15. @ Tiziana Bergantin: grazie delle tue parole, torna quando vuoi e spesso, lo stesso farò io... lo sai, ci chiamiamo allo stesso modo!

    @ France: vengo a leggere...

    @ Grazia: so che faranno una replica... lo spero!

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  16. Spettacolo favoloso, sono rimasta inchiodata alla tv come non mi capitava da anni senza accorgermi del tempo che passava, mi ha lasciato poi con una gran voglia di saperne di più su Galileo.

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  17. Palmy, ottimo suggerimento per parlare di galileo in maniera inedita ai miei alunni di 4. Grazie!

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