lunedì 7 maggio 2012

Love of learning: i fattori dell'apprendimento

Abbiamo appena concluso la riflessione sulle competenze necessarie ai nostri figli per affrontare un futuro incerto (9 Mondays for 9 Skills). Che ne dite di seguirmi in un'altra avventura?
A ispirarmi sempre un interessante post del blogger Leo Babauta, What I've Learned About Learning, che ci spiega cosa ha imparato... sull'imparare. Come impariamo? Cosa facilita o ostacola l'apprendimento? Vorrei mantenere  sempre il lunedì e questa volta non ci sarà bisogno di inventare una nuova formula perché va benissimo Love of learning e il meccanismo di inserimento diretto dei links nell'apposito spazietto. Se vorrete, ma solo se vorrete, potete utilizzare anche il banner (sapete che mi piacciono).

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Bene, partiamo!
Afferma Babauta che le due fondamentali lezioni che egli, da homeschooler e da appassionato di apprendimento, ha imparato sono: quasi tutto cio che si impara non si impara a scuola e si impara veramente quando si sperimenta da soli.
La massima espressione di questo approccio è l'unschooling, che si basa non su un programma o una lista di cose da insegnare, ma sull'interesse che autonomamente scatta nel discente. Che poi è esattamente il modo in cui impara l'adulto. Quando ci interessa una cosa, qualsiasi cosa, cerchiamo degli esperti, dei libri, ci informiamo, raccogliamo dati, idee e... con facilità apprendiamo. 
A scuola questo processo che scaturisce dall'interesse non scatta spontaneamente e dunque ciò che ci viene insegnato ci appare noioso. Non perché gli insegnanti siano noiosi, ma perché la lezione non risponde a una mia reale domanda di conoscenza. 
A scuola in qualche modo apprendi perché devi farlo. La gioia della conoscenza inizia però quando a casa, su Internet, in biblioteca si accende la scintilla dell'interesse. E tenti di capire, di carpire un argomento, di risolvere un problema, di rispondere a una domanda, tenti, fallisci, ritenti e... impari.

"We learn more by looking for the answer to a questions and not finding it, than we do from learning the answer itself"... Impariamo di più quando cerchiamo la risposta a una domanda senza trovarla, piuttosto che quando lo facciamo imparando la risposta stessa. (Lloyd Alexander)

I migliori insegnanti lo sanno e riescono a ispirarci quella scintilla che ci mette in movimento, guidandoci verso un apprendimento attivo, quello che noi qui chiamiamo "studiare con le mani", hands on learning. Un interesse, quindi che si mette in azione.
Si dimentica ciò che ci si limita a leggere, mentre si ricorda ciò che abbiamo messo in azione, praticato, condiviso, sperimentato. Ho imparato a scrivere un blog - dice Leo - quando ho cominciato a farlo, non quando ho letto a proposito del fare blogging. Se le dita cominciano e muoversi - continua - e i piedi a danzare, cominci a imparare, non quando ti limiti ad ascoltare o a leggere.

Il buon insegnante in fondo guida l'allievo a riscoprire tutte quelle cose dell'argomento che hanno affascinato lui stesso. 
Ecco che qui emerge il terzo fattore dell'apprendimento, di cui Babauta parla solo indirettamente: il maestro che ha già fatto il percorso.  Non si tratta di fattori da disporre in ordine logico o cronologico. A volte c'è il mio interesse, che mi spinge verso un maestro. A volte c'è il maestro che suscita un interesse che non sapevo di avere. Altre volte entrambi allo stesso momento. E poi c'è un allievo che si mette in movimento, che parte per una nuova avventura.


Noi impariamo quando sperimentiamo attivamente... Ma possiamo partire per conto nostro,  senza dispendio di tempo e tentativi infruttuosi, se seguiamo qualcuno che ci indirizza sul percorso: il maestro, la tradizione, la conoscenza, l'esperienza su cui egli poggia e a cui ci introduce. Anche il libro che leggiamo è stato scritto da un maestro, da un esperto che ha studiato l'argomento prima di noi. Lo strumento che vorremmo imparare a suonare ha una sua tradizione, la danza ha delle regole in qualche modo già fissate... il creativo e l'innovatore poggiano comunque su un passato da cui divergono.

Proviamo a riflettere su questo?
Aspetto i vostri post o i vostri commenti!
Ricordatevi di linkare il post specifico, non tutto il blog!


13 commenti:

  1. Ciao Palmy, grazie per l'articolo e per il link al blog di Leo Babauta, contiene ottimi spunti su cui stavo incominciando a riordinare le mie idee. Proprio oggi ho pubblicato un articolo sul confronto tra insegnanti e allenatori. La prima cosa che mi sento di dire è che è vero si impara quando se ne ha il desiderio, la voglia, la curiosità e a volte anche la necessià. Purtroppo non potendo fare unschooling o homeschooling, mia figlia deve imparare quanto e quando qualcun'altro decide per lei. Ma che almeno sia lasciata libera di sperimentare, sbagliare e trovare la sua strada, invece che sottostare a definizioni, regole e formule predefinite.
    P.s. scusa ma in blogrol mi perdo ... ho messo un link al mio blog prima di trovare come mettere il commento ...

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  2. @ Elena: grazie della partecipazione, il link che hai messo è al blog e non al post specifico, lo correggo io appena possibile. Come, appena posso, verrò a leggere con attenzione...

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  3. ciao Palmy, mandami pure il programma del tuo viaggio via email (l'indirizzo che trovi sul blog), se posso ti aiuto volentieri :_)
    buona settimana!

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  4. Un saluto Palmy. Ricambio con piacere la visitina al tuo blog molto interessante, visto che parla anche di apprendimento per i ragazzi di oggi che sembrano molto disinteressati di tutto. Per quanto riguarda l'articolo che hai condiviso penso che effettivamente abbia ragione, visto che una discreta pratica è sempre meglio di un ottima teoria.

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  5. Tutto quello che scrivi è giustissimo e si basa su solide basi scientifiche: noi apprendiamo prevalentemente facendo, e questo lo sapeva bene già Confucio.
    PS: credo di aver fatto lo stesso errore anche io con il link :)
    Ciao e grazie per avermi invitato.

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  6. @ Ornyboy e Rossella: qual è il post che intendevate linkare? Avete messo il link del blog... dovete cliccare sul titolo del post e ricopiare l'url che compare sulla barra degli indirizzi! Questi li cancello... ma non posso correggerli se non capisco quale post avete pensato che c'entri con l'argomento...

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  7. Ciao, Palmy! Mi sono inserita anch'io, con un post appena pubblicato. Trovo che uno stimolo molto importante per l'apprendimento sia costituito dal contatto con la natura e dalla scintilla spontanea che nasce dalla libertà di sperimentare.

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  8. Due settimane fa ho iniziato con una delle mie classi problematiche un nuovo lavoro: riassumere tutto il programma di quest'anno evidenziandone le parole chiave e le connesioni tra i vari argomenti. Per riportare e fermare i concetti sto usando i minibook. Sembra piacere e i ragazzi lavorano concentrati e si aiutano. Sabato raccolgo i primi due lavori (se me li portano) e pubblicherò.

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  9. Concordo pienamente, Palmy! La curiosità è la molla di tutto ^_^ .. personalmente sono per natura molto curiosa ed ho sempre trovato interesse per (quasi) tutte le materie, sia al liceo che all'università.. ma quelle che non trovavo interessanti.. mamma mia, che fatica!
    D'altronde, se è correttamente attribuita ad Einstein la citazione "Non ho talenti straordinari. Sono solo straordinariamente curioso.", non è forse tutto qui, semplicemente, il segreto? Baci ^_^

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  10. ma che bel post, hai fatto bene a segnalarlo :)
    è proprio vero, è la curiosità la molla di tutto, bisognerebbe sempre ricordarlo quando ci arrabbiamo se i bambini non si entusiasmano, magari siamo noi a non presentare bene la cosa!

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  11. Gran post...io sono un po' fuori dal mondo scuola..all'infanzia siamo dei privilegiati....abbiamo giovani menti aperte a tutto...la curiosita e la gioia della scoperta (oserei dire) sono quotidiane..verissimo che siamo noi insegnanti a doverci porre in un dato modo...

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  12. Spero che questa volta abbia fatto bene...

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  13. @ mamma Elly: grazie della partecipazione!

    @ mammozza: anche io ho riproposto un altro librino, non ho saputo accontentarmi del cartellone, è più forte di me!

    @ Basilico e Mentuccia: bellissima la frase di Einstein!

    @ Laura e Sly: in effetti da insegnanti ocorre mettersi in discussione più di quanto siamo abituati a fare!

    @ Rossella: tutto ok, grazie!

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