venerdì 14 settembre 2012

La luce sugli oceani per i venerdì del libro

La luce sugli oceani è il romanzo d'esordio di australiana M. L. Stedman (le iniziali nascondono il nome esteso che l'autrice australiana non ha voluto rivelare), presentato a Francoforte nel 2011 e diventato subito un caso editoriale.
Ho apprezzato questo romanzo per diversi motivi, riassumibili nella netta impressione di avere a che fare con vera letteratura, con un'opera in cui i diversi elementi si fondono e si sostengono a vicenda senza mai apparire superflui. 
L'ambientazione, per esempio: l'isola di Janus sperduta tra gli oceani e il suo faro non sono solo il luogo in cui la vicenda almeno nella sua prima parte si snoda, ma la necessaria condizione perché essa si snodi e accada nel modo in cui è accaduta e non in un altro. L'isolamento permette e facilita le decisioni e attutisce le conseguenze delle azioni dei personaggi. 
I personaggi sono descritti e approfonditi nelle intime motivazioni e nelle diverse sfaccettature: non c'è il buono e il cattivo, si propende per l'uno o per l'altro comprendendolo e giustificandolo senza giudicarlo. Oppure in certi momenti lo si giudica ma lo si compatisce: la vita è difficile e quasi mai il bianco e il nero sono così netti.
La vicenda mi ha ricordato Antigone, il personaggio della tragedia greca che pur di dare degna sepoltura al fratello sfida la legge della città: è giusto contravvenire alla legge per soddisfare un bisogno primario e sacro?
Una donna che troppe volte è stata umiliata nel suo desiderio di essere madre e che di fatto salva dal sicuro naufragio una bambina. Ma quella bambina non le appartiene. Oppure sì? La maternità è un diritto? Il desiderio di procreare giustifica qualsiasi mezzo?
Un uomo che ha sofferto e che ama disperatamente la moglie e per amore è disponibile anche a rinnegare se stesso, ma non la verità. Si può giustificare tutto per amore?
C'è un punto che attraversa in diversi momenti tutti i personaggi ed è la vertigine della gratuità: un punto di confine in cui per amore, un amore finalmente puro anche se per pochi istanti, si è disposti a rinunciare a tutto per l'altro, mettendo il proprio tornaconto in secondo piano. Questa lama della gratuità attraversa Tom, Isabel, Hannah, Gwen, Ralph e Bluey, ma anche il poliziotto e i genitori dei protagonisti. 
La grande parola che mette tutto in pace è il perdono, innanzitutto di sé e del proprio passato.
Un libro questo che mette in gioco il lettore perché pone domande non scontate e lo interroga nella misura in cui fa reazione con i trascorsi della sua vita: credo che chi è madre lo legga in un modo, chi non lo è in un altro e chi lo è nonostante difficoltà e sofferenze incancellabili lo legga con un'altra visuale ancora, tendendo a immedesimarsi con l'uno o l'altro personaggio.

Un libro, un viaggio: l'Australia, terra di riconquistata libertà.

Un libro, una storia: la xenofobia post bellica nei confronti dei tedeschi, identificati con il male assoluto, a prescindere dalle responsabilità individuali.

8 commenti:

  1. Riesci sempre a stuzzicare la mia curiosità ;D!
    Grazie!

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  2. L'Australia ultimamente ci dà parecchie cose interessanti (penso alla Funder, in tutt'altro genere). Ci penserò sopra. Grazie!

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  3. quoto "la solita" sia per come lo hai descritto che per la bellissima copertina e la trama...

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  4. Mi coinvolgono molto le domande che estrai dal libro, come insegnante ad esempio mi è arrivata una volta la richiesta d'aiuto di una ragazzina... a chi appartengono i bambini? chi ne ha la responsabilità? E poi anche, mi chiedo sempre, come si fa a mettersi in pace con il proprio passato, se questo rischia di toccare il presente? Penso che questo libro lo devo proprio leggere, grazie :)

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  5. Questo libro mi aveva incuriosito e le domande che hai sollevato sono degne certo di una riflessione che non si può esaurire in un breve commento. A tal proposito mi viene in mente "Venuto al mondo", che ho finito da poco e che si incentra proprio sulla questione maternità. Non so se lo hai letto.
    Ah, dimenticavo: ho scritto sotto un tuo commento da Alessandra de "Il mio grande caos" a proposito di Iperborea. Come ti scrivevo lì, io ne ho letti alcuni, ma non mi hanno completamente soddisfatto e, dal momento che io ho un debole per i paesi del Nord, magari mi potresti dire quali libri hai letto tu, così provo a leggere quelli. ;) Grazie!!

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  6. Dimenticavo...mi piacciono molto il nuovo stile e i colori del blog! ;)

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  7. E' stato piacevolissimo leggere questa recensione, c'è del cuore. Tuttavia la trama per ora non mi ha incantato, magari più avanti.

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  8. Deve essere un bel libro e si sente che ti ha toccata. Lo tengo presente. ciao!

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