giovedì 17 marzo 2011

Il mio omaggio a Italia 150


Il mio personale omaggio ai 150 anni dell'unificazione d'Italia sarà un po' fuori dal coro. Si dà il caso che abbia fatto la tesi di laurea sulla misteriosa vicenda di Ippolito Nievo, giovane scrittore veneto partito tra i Mille al seguito di Garibaldi e rimasto vittima di un sabotaggio che provocò il naufragio della nave su cui viaggiava.
Ma andiamo per ordine: Ippolito è un idealista, uno che non si accontenta del suo ruolo di intellettuale, ma che vuole immergersi nel flusso della storia, così decide di partire con i garibaldini e, una volta in Sicilia, mette a disposizione del governo provvisorio le sue risrse di uomo di cultura, assumendosi il compito di intendente di finanza, tiene cioè la cassa e i conti.
E questo determina la sua rovina: comincia a rendersi conto di alcune magagne e ingiustizie, di sfasature in senso antidemocratico, di sprechi e scelte sbagliate e soprattutto contro i contadini e i più poveri. Viene richiamato in continente e così decide di partire con tutte le sue carte, ma non arriverà mai a destinazione.
Senza alcuna ragione evidente il vapore Ercole su cui viaggiava affonda e i documenti del'inchiesta sull'evento vengono prontamente occultati. Ippolito muore ad appena 30 anni in in circostanze misteriose. Si tratta del primo dei misteri che hanno costellato la nostra storia recente.
La vicenda ha ispirato due libri, diversi ma complementari: Il prato in fondo al mare di Stanislao Nievo e Come un sogno incredibile di Lucio Zinna, entrambi danno voce all'ipotesi del complotto. Nievo era un personaggio scomodo per le sue denunce della mancata rivoluzione risorgimentale: valorizzare le risorse locali, incrementare l'economia e la sicurezza, lanciare il lavoro dovevano essere priorità e invece lasciarono il posto a militarizzazione, colonizzazione e sfruttamento.
Lo so, sono parole dure, ma occorre che agli studenti di oggi, soprattutto al sud si spieghino le vicende storiche che hanno portato all'arretratezza di oggi. Il Risorgimento, come tutti i fenomeni storici, ha avuto luci e ombre e ombre che nel Meridione si allungano cupe fino a noi. Lasciatemi per una volta insorgere contro la retorica, anche dell'osannato Benigni, che stimo al mille per mille quando parla di Dante, ma non quando dà affrettati giudizi su quella che è stata una fase storica molto travagliata. Insegniamo ai nostri ragazzi anche il rovescio della medaglia, smettiamola con le facili celebrazioni e ritroviamo una dimensione critica della storia. Soprattutto approfondiamo...
Di seguito alcuni suggerimenti per un pensiero divergente, per integrare - non per negare -il valore dell'identità nazionale:
-Ippolito Nievo informa
-Stanislao Nievo
-Museo del Brigantaggio di Latina
-il brigantaggio difetto di fabbrica dell'Italia unita
-Orgoglio sud

15 commenti:

  1. Grazie Palmy, che interessante, non ne sapevo nulla. Quante cose da scoprire...

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  2. Post molto profondo (come al solito).
    Mi ha riportato ai tempi del liceo (poco meno di 15o anni fa) quando giovani, intraprendenti e intransigenti facevamo a pezzetti la Questione Meridionale. Oggi io festeggerò e porterò i miei figli in giro a respirare l'aria della festa; poi non perderò mai occasione di leggere il presente e il passato usando tulle le sfumature dell'arcobaleno. Il bianco e il nero sono per chi ignora e per chi vuole ignoranti da manipolare.
    Vivo in Sicilia per scelta. Non è stato facile scegliere e non è facile, in questa realtà, educare dei ragazzi ad essere cittadini del mondo.
    L'isola felice creata dalle persone che seguono questo blog è una leva importante per ...sollevare il mondo...

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  3. Bellissimo post.
    Io ho letto, a suo tempo, un grande romanzo di Mino Milani ("Romanzo militare") e ieri ho iniziato "I sentieri del cielo" di Luigi Guarnieri".
    Consiglio :-)

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  4. Mi hai fatto ricordare di quando a scuola mi parlarono di Nievo. Ne parlo oggi ai bambini. Buona giornata!

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  5. ancora mille grazie per i tuoi suggerimenti. Per ora servono a me più che al mio bimbo. Però mi servono davvero!:-(

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  6. Come te anch'io decido di stare fuori dal coro....Mille auguri alla nostra vecchia e talvolta maltrattata Italia!!!
    Un abbraccio sempre sincero a te mia cara!

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  7. Post interessantissimo, Palmy.. Non conoscevo questo aspetto della vita di Nievo, mi viene da dire che come popolo siamo "usciti male" proprio dallo stampo, magagne e mangia-mangia fin dall'inizio.. lo scandalo della Banca di Roma che coinvolse il primo governo post-unitario, e a quanto pare anche nell'Italia unita in fieri non erano mancati i lati oscuri... Forse dovremmo partire da questo aspetto, non lagnarci nè vergognarci ma una volta per tutte rimboccarci le maniche e cambiare quella brutta mentalità che finora ha resistito ai cambi di governo...
    Grazie per aver fatto mettere in moto le rotelline del mio cervello!

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  8. Cara Palmy, dai miei post avrai capito che su questo argomento abbiamo una sensibilità diversa. Perciò volevo dirti solo un paio di cose. La prima è che fino ad oggi si è cercato (soprattutto nelle scuole) di demolire il Risorgimento e la figura di Garibaldi in tutti i modi. Quindi siamo bel lontani da qualunque esaltazione di quel periodo. Sarebbe troppo lungo spiegare l'idea che mi sono fatta dei motivi di un simile atteggiamento. La seconda è una domanda: davvero qualcuno pensa che il Meridione starebbe meglio senza la storia degli ultimi 150 anni? Forse i problemi sono un po' più complessi. Uno di questi si chiama criminalità organizzata. Non è un particolare, è una vera forma di schiavitù per il Sud Italia, che adoro, essendo anche meridionale per parte di padre. Ti saluto con la stima di sempre.

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  9. @ tatagioisa: ho solo raccontato un fatto - non un'opinione - della storia del nostro Risorgimento. Non è a causa della criminalità organizzata se per andare da Catania a Trapani in treno ci si stanno 12 ore, e se ancora in alcune zone delle nostre città ci sono persone che parlano solo in dialetto, e se siamo nell'Obiettivo Convergenza dell'Unione Europea.
    Nievo diceva che al Sud ci vogliono lavoro e infrastrutture,quello che non capisco è perché parole dette 150 anni fa siano ancora attuali.
    Vista da qua, l'unificazione italiana ancora si deve completare... ma è proprio questo che volevo dire, che si faccia questa bendetta unità...non solo sventolando bandiere e cantando inni!!!

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  10. Credo anch'io ci siano tanti punti oscuri nel passato e molti aspetti di cui vergognarci. Anch'io sono convinta che il passato debba essere letto con criticità storica. Di una cosa sono però certa: il presente non è il totale risultato del passato. Giusto recriminare, pagare i debiti e trovare la verità ma il presente ha dentro una possibilità nuova per tutti, non può essere giustificato totalmente da ciò che è stato. Lo dico alle mie figlie (adottate): il vostro passato non vi determina!

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  11. Anche io ho fatto un post un po' particolare per questo giorno, anche se credo che identità e celebrazione siano due momenti/valori diversi e complementari. L'identità si costruisce nella differenza, spiegando che quell'Italia che è ancora bambina è stata fatta con le luci e le ombre, come quella di Nievo che ricordi, oppure le vicende dei tanti mazziniani. (Chissà quanti sanno che pure la famosa frase: "Fatta l'Italia ora dobbiamo fare gli Italiani" - ben lungi dall'essere stata pronunciata da D'Azeglio o Cavour - è un esempio mirabile di invenzione della tradizione da parte di Ferdinando Martini!). La celebrazione è invece un momento che usa consapevolmente anche le corde della retorica di gruppo, del rito collettivo. Ed è in quel senso che secondo me Benigni ci sta, eccome se ci sta (e, da esperta tanto di Ottocento quanto di Dante, posso dire che su Dante il Roberto nazionale fa le stesse semplificazioni, inevitabili, che per il Risorgimento. Ma ben vengano! Peraltro - giacché Goffredo citava pure Dante, nel suo Canto degli Italiani - non sorprende che Benigni partendo dal mezzo del cammino di sua vita sia poi approdato lì!
    In ogni caso, auguri, Italia!

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  12. @ maria stella: hai ragione, grazie del tuo contributo...

    @ povna: su Benigni sono stata troppo dura, ha il merito di divulgare la nostra bistrattata cultura e da questo punto di vista è un grande! So che anche Dante diventa un po' approssimativo nelle sue orazioni, ma anche questo è utile...

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  13. bellissimo questo tuo omaggio...profondo.
    Buon Venerdì =)

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  14. Ciao Palmy, mi riferisco alla tua risposta al mio commento. Capisco la tua amarezza. Per consolarti, ti dico che da Roma a Viterbo (80 km.) in treno ci vogliono 2 ore. Voglio dire che lo Stato è quello che è un po' in tutto il Paese. E comunque anche per i treni, per l'ignoranza, per la questione meridionale, la criminalità organizzata c'entra, c'entra... Con la silente complicità di una parte dello Stato, si preferisce tenere questa parte d'Italia nell'arretratezza per farne la roccaforte del crimine. E pensare che è di una bellezza struggente. Comunque tutto questo ha anche i suoi vantaggi, anche se sembra un paradosso. Ad esempio, la vita e i rapporti umani sono rimasti molto più autentici, i tempi sono esasperanti ma a misura d'uomo, la speculazione edilizia ha fatto danni fino a un certo punto, oltre il quale non ci sono gli interessi che potrebbero esserci a Roma o Milano, le cui periferie sono ormai devastate. Solidarietà massima, quindi. Un abbraccio.

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  15. @ tatagioiosa: ho preso per un mese uno dei treni regionali che vanno e vengono da Roma ogni giorno e so cosa vuol dire restare in piedi per tutto il tragitto... so che un po' tutta l'Italia soffre della mancanza di infrastrutture, eppure poter consultare i libri direttamente dallo scaffale come ho potuto fare alla Sapienza è un'esperienza già di un altro pianeta rispetto a quella nostrana... sulla speculazione edilizia anche qui sai, ci sono carcasse di costruzioni nell'oasi del Simeto e non potrò mai dimenticare l'orrore che deturpa la splendida Scala dei Turchi vicino Agrigento...
    Ci accontentiamo veramente di poco noi italiani... quanto mi piacerebbe vivere per qualche anno all'estero!
    Comunque ti ringrazio perché mi hai dato l'opportunità di speigare meglio ciò che intendevo dire...
    da quello che scrivo si percepisce,penso, che il desiderio che mi anima è di guardare le cose belle...ma a volte soprattutto di fronte alla retorica superficiale mi sorge un po' di sano realismo ;D

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