martedì 29 gennaio 2013

Perché si tende a imparare a memoria


Un apprendimento, spiega David Ausubel, può essere di tipi: significativo e meccanico.  Una cosa è imparare a memoria l'elenco del telefono, altra è capire come funziona la fotosintesi clorofilliana. Nelle classi è esperienza comune per gli insegnanti quella di rendersi conto che l'allievo ripete (appunto!) l'argomento tutto sommato bene e speditamente, ma in modo meccanico. Hai quella tipica sensazione di volere interrompere l'esposizione, ma a volte eviti di farlo per non incrinarne la fragile impalcatura. Anche un materiale significativo, quindi, può essere oggetto di memorizzazione arbitraria e quindi diventare meccanico. 
Quando e perché accade questo?
Ci sono diverse spiegazioni, su cui è utile riflettere per guidare chi apprende a superare le difficoltà:
-purtroppo le risposte corrette ma creative e personali spesso non sono incoraggiate nella prassi scolastica
-la memorizzazione è la risposta più immediata all'ansia da fallimento e al panico da interrogazione
-essa maschera la mancata piena comprensione dell'oggetto: chi apprende preferisce passare avanti e imparare mnemonicamente piuttosto che fermarsi e scavare nella mancata acquisizione del concetto.
Un compito logicamente significativo (cioè strutturato per favorire il pensiero creativo e non la memorizzazione), un'attenzione al bagaglio conoscitivo degli allievi sono le cure di base per la difficoltà. 
Troppo spesso le materie scolastiche, in sé significative, sono presentate agli allievi in modo tale che possono apprenderle solo meccanicamente, come ho avuto già occasione di dire qui, per la matematica, e qui, per le scienze.
Raccontatemi la vostra esperienza di  ex-alunni, di genitori, di insegnanti su questo, sarebbe molto interessante!

22 commenti:

  1. Io ho una memoria molto fotografica...ma ho sempre amato capire e far mio quello che studiavo/studio. Ho avuto la fortuna di incontrare al liceo un prof. di letteratura italiana che, interrogandomi su Leopardi (ad esempio), mi poneva domande del tipo:"Che cosa direbbe Leopardi vedendo un bel quadro con le pecore, un pastorello e la natura?" ed era molto interessato alla mia risposta.
    Ma non poneva questo tipo di domande a tutti:-)
    Buona serata,
    a presto!
    :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissima domanda questa su Leopardi! Grande questo prof!

      Elimina
    2. Si, lo era. Ne ho un ricordo bellissimo.

      Elimina
  2. Mi è piaciuto questo post. E mi sono permessa di condividerlo sulla mia pagina fb. Credo che la paura di sbagliare spesso nasconda la paura di mostrarsi per ciò che si è. Molti hanno paura di valere poco e di non essere capaci e mettono in atto strategie per controllare possibili errori o falle, con il bisogno di tenere tutto sotto controllo.
    A volte si investono tante energie e la propria autostima non migliora.
    Forse bisognerebbe rischiare di più e vivere in modo più autentico.
    Trasmettere tutto questo agli allievi immagino sia complesso.
    Un saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio di questo tuo contributo e grazie per la condivisione!

      Elimina
    2. bellissima considerazione

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Proprio dieci giorni fa ho partecipato alla presentazione di un libro ( Libertà e Amore della dott.sa Elena Balsamo ) che parla del metodo Montessoriano e mentre ascoltavo mi rendevo conto di quanta paura io abbia della scuola!!
    Mio figlio ha quattro anni, frequenta la scuola dell' infanzia e nonostante le insegnanti siano in gamba ho già tanti dubbi sul sistema "scuola" e ancora mi chiedo come mai alcune opportunità siano riservate a pochi, ai figli di genitori che possono permettersi rette allucinanti!!
    In prima persona poi, mi rendo conto, che di ciò che ho studiato al Liceo ( mi sono diplomata nel 1999 ) non ricordo pressochè nulla e credo che il motivo sia proprio perchè studiavo e ripetevo a memoria, come dico io " a macchinetta" e spesso senza capire il concetto dell' argomento, senza appassionarmi all' argomento, senza che qualcuno mi trasmettesse l' amore per la materia o almeno ci provasse!
    Qualche professore addirittura permetteva che leggessimo dal testo esponendo la lezione come fa un giornalista al telegiornale con fogli alla mano!!!
    Poi mi chiedo come mai io ricordi così poco dopo tutte quelle ore di studio!!
    Sono l' unica ad aver avuto questa esperienza? Sono l' unica a "sognare" una scuola diversa per i propri figli? magari Montessoriana?
    Grazie per l' opportunità di confronto!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tuo contributo è davvero prezioso, e credo che se avessi avuto vicino qualcuno che già allora ti avesse fatto notare questo problema sarebbe stato molto meglio: per questo ho voluto scrivere questo post, per tentare di aiutare genitori ed educatori che hanno a che fare con studenti impauriti affinché possano aiutarli a sbloccare le loro capacità, che ne dici?

      Elimina
    2. E' utilissimo quello che stai facendo perchè sono con la conoscenza e la consapevolezza si possono cambiare le cose! Se io ai tempi della scuola avessi avuto qualcuno interessato al mio percorso, a questo momento così importante nella vita di ognuno! Se solo qualcuno mi avesse aiutato a scoprire i miei talenti, magari incoraggiandomi, indirizzandomi ma non è stato così; ma tutto torna utile per cui farò tesoro della mia esperienza per far sì che a mio figlio si aprano nuovi orizzonti!
      Grazie davvero per questo scambio di idee!!!

      Elimina
  5. mi trovo molto con le parole di michela. Siamo portati memorizzare quando non c'è coinvolgimento. si può imparare una tabellina, una regola ma non si può imparare a memoria un' idea, un insegnamento o filosofia di pensiero. molto dipende dall insegnante da quanta passione metti nel trasmettere il suo sapere. Quello che si impara a memoria rimani con noi molto poco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. a volte è l'insegnante stessa a preferire un esposizione alla lettera e questo ci dà la sicurezza di avere buoni risultati imparando a memoria

      Elimina
  6. Mi hai dato molto materiale su cui riflettere. Ci tornerò!
    Grazie

    RispondiElimina
  7. io posso solo dirti che mi dicevano che io non sapevo memorizzare perché in realtà non capivo=non ero abbastanza intelligente... aumentando la mia confusione e incapacità... dalla terza alla quinta elementare... un travaglio, le medie pure, i primi due anni di superiori così così... poi la risalita e all'università il riscatto! Il segreto? I latori del sapere... siam sempre lì...

    E proprio domenica in macchina, mia figlia che non ha ancora studiato le tabelline... ma risponde... perché conta. Come conti? Le ho chiesto, bisognerebbe saperle a memoria... il marito: e no! bisogna sapere perché 7 per 7 fa 49... altrimenti come lo ricordi? Ecco appunto, io le ho imparate con il metodo meccanico, senza ragionamento, mio marito le ha imparate con metodo...

    RispondiElimina
  8. Si preferisce imparare a memoria (chi ne ha) perchè è più facile che capire. E si sceglie sempre la strada meno faticosa, se appena si può. E la gente non vuole pensare, perchè costa fatica.
    Gli insegnanti dovrebbero far capire e pretendere la comprensione prima che il ricordo.
    Attenti però: un conto è capire la seconda legge della termodinamica, altro sono le tabelline o i prodotti notevoli. E' senz'altro meglio la memoria, per le cose "banali" e, e riservare l'intelligenza per le cose "profonde"

    Anonimo SQ

    PS Sto facendo e ami, appunto...

    RispondiElimina
  9. Ciao Palmy, questo post é proprio bello e importante...
    Ricordo di aver sempre mantenuto le distanze dalla geografia: c'erano sempre da imparare a memoria nomi e parole... per me era tutto cosí astratto e noioso (anche colpa del libro che si usava a scuola, terribile). Poi in seconda superiore un prof molto in gamba, ci raccontava i suoi viaggi (in tutto il mondo) attraverso l'uso di una grande mappa, all'improvviso quei segni e colori si trasformavano, grazie ai suoi racconti entusiasti, in vere immagini: incontro con i beduini, la fatica nei pressi dell'Himalaya, la sua gaffe linguistica in Spagna... Quando ci interrogava, chiedeva sempre di farlo proprio come lui raccontava: davanti ad una grande mappa, per rispondere alle sue domande raccontando e leggendo. Peccato averlo avuto solo un anno, ma comunque é stato di grande impatto!

    RispondiElimina
  10. P.S. Ho appena letto un post che parla anche di questo argomento: http://www.controscuola.it/insegnare-o-imparare/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+controscuola+%28controscuola%29 Leggendolo mi é venuto da ridere perché mi ricorda proprio mia nipote quando viene a chiedermi di aiutarla a studiare, risponde proprio così come descritto in quel post: no non lo dobbiamo sapere... non é importante... ;))

    RispondiElimina
  11. concordo con Anonimo SQ: mi pare abbastanza inutile spendere ore ed ore a spiegare il meccanismo di certe operazioni apparentemente semplici (ortografia, tabelline,verbi...) a bambini delle elementari, quando per loro è molto più semplice e meno faticosi memorizzare ed automatizzare un procedimento.

    e, ad un livello più alto, non separerei i due lati della medaglia: raramente un apprendimento può essere significativo e avviare verso la rielaborazione critica e personale, se manca, dopo la comprensione, il momento della memorizzazione/sedimentazione. lo vedevo a scuola, sia medie che superiori, e anche ora, facendo esami in Università: senza memorizzazione vera e approfondita dei concetti, i discorsi restano sempre vaghi e superficiali,,benché corretti.

    RispondiElimina
  12. Insegno. Penso che memorizzare sia importante ed il primo passo nello studio ma non l'unico e l'ultimo! Insegnare con esperienze che spiegano passo passo i significati...questo è il mio tentativo! E amo l'insegnamento montessoriano! Grazie per gli spunti!

    RispondiElimina
  13. Una mia parente ha una figlia con un problema di ordine emotivo,ragazza intelligente,studiossima ma emotiva.Questa difficolta' caratteriale lo porta a studiare memonicamente,senza infatti conseguire grossi risultati scolastici,..Parlare coin certi insegnanti e' tempo perso. A volte e tristemente mi chiedo dove siano questi maestri.........Socrate se fosse vivo morirebbe di crepacuore!

    RispondiElimina

Lascia una traccia...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...