domenica 12 febbraio 2012

Scuola italiana: buttiamo il bambino con l'acqua sporca?

E. Munch, Melancolia, 1894

Esco or ora da una discussione a dir poco surreale con un parente, che nelle vesti di genitore ha intavolato una filippica contro la scuola statale.
Premetto che vedo e conosco i difetti delle scuole italiane di oggi.
Ma poi, tra il bianco e il nero vedo anche tanto grigio, sfumature di persone che lottano contro tutti e contro tutto per fare al meglio il loro lavoro, di gente che si trova davanti classi difficili e cerca di arrabbattarsi in tutti i modi, insegnanti di scuole sperdute la cui fatica non verrà mai riconosciuta e che prenderà a fine mese lo stesso stipendio del collega nullafacente.

Il mio interlocutore sosteneva che la scuola privata dove manda i suoi figli è il non plus ultra della qualità. 
Nella scuola statale invece - nell'ordine -
1) le docenti si fanno toccare il c. dagli alunni e il filmato è su you tube
2) gli alunni fumano spinelli
3) strappano via i crocifissi dalle aule
4) gli insegnanti sono quasi tutti incompetenti
Ho osato dire che non era proprio così, che anche nelle scuole private sono avvenuti episodi di cronaca nera, che la scuola privata accoglie comunque un'utenza selezionata e in ogni caso poco numerosa mentre la scuola statale è in genere organizzata su una scala dimensionale maggiore dunque è possibile che nella massa ci sia anche il collega meno capace.

Il colloquio ha avuto più o meno questo svolgimento, mai una volta che sia venuto in mente a questa persona (che tra l'altro mi conosce abbastanza bene) di chiedermi quale fosse la mia esperienza sul campo...

Ebbene, questo è il risultato del tam tam mediatico contro la classe docente.
Non mi dilungo più di tanto sul corrispettivo della deresponsabilizzazione dei genitori: la scuola ha la colpa di tutto, poverini i genitori che ti consegnano un figlio sano di mente e lo riprendono completamente fuori di testa.

Non ho i paraocchi, chi legge questo blog sa quanto sia critica nei confronti di alcune caratteristiche della scuola italiana, ma il disfattismo, le generalizzazioni, le crociate sono inadeguate alla crisi in cui versiamo.

Occorre rimboccarsi le maniche, riuscire a scorgere il positivo, farlo crescere, dargli spazio, incoraggiarlo.
Che ne dite?


UPDATE: alla fine di questa variegata riflessione, posso dire che i punti principali su cui mettere l'accento sono:
-non generalizzare; a educare è la persona, non l'istituzione
-i genitori non possono addossare tutte le responsabilità del negativo alla scuola o al singolo docente in nome di tutta una scuola
-al di là dell'opera di scuole private che sono di qualità, occorre che la scuola pubblica sia tutta di qualità per garantire un alto capitale sociale.

33 commenti:

  1. Ciao Palmy, davvero un tema difficile quanto coinvolgente... sul mio blog abbiamo fatto una piccola discussione 'complementare' partendo dai problemi della scuola privata raccontata da Woody Allen, se ti interessa è qui: http://www.babytalk.it/wordpress/?p=2041

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  2. A caldo: le mie sorelle ed io abbiamo frequentato scuole private "prestigiose" (e le più piccole nemmeno troppo tempo fa).
    Per i miei figli ho scelto la scuola pubblica.
    Nella scuola privata ho avute insegnanti brave e non. Soprattutto, ho avuto maestre e professoresse molto giovani, preparate, ma senza esperienza. E questo, a parer mio, pesa. Ci sono lati positivi (per esempio più attrezzature), ma anche lati negativi (per esempio, per me ha pesato un ambiente troppo ovattato e protettivo: una volta approdata al liceo ne ho pagato lo scotto).
    Nella scuola pubblica dei miei figli ho trovato maestre bravissime e di rara umanità, non la cambierei per nulla al mondo. Della scuola pubblica mi piace anche l'eterogeneità delle classi, in tutti i sensi, cosa difficile da trovare nella scuola privata. (Almeno nella mia). E poi c'è un'altra cosa che mi piace della scuola pubblica: è di tutti! E tutti possiamo adoperarci per migliorarla. Come stiamo cercando di fare le mie amiche mamme ed io, in collaborazione con le insegnanti. Scusa, smetto, ma ne avrei ancora....

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  3. Io ti conosco da poco e sono ancora in arretrato con la lettura dei tuoi post, quindi sii paziente, non so cosa esattamente hai già scritto sul tema.

    Il tema mi interressama devo dire di non avere una opinione personale sulla cosa: ho frequentato ottime scuole pubbliche ma in una piccola città e oramai diversi anni fa. A Milano, dove vivo ora, la situazione è diversa, ne ho sentite di tutti i colori: ma dovrò presto approfondire per la scelta delle scuole di mio fioglio.

    Quindi, senza entrare nel merito della questione, posso solo dirti che il tuo parente forse meritava da parte tua risposte più foerti e dirette:alla fine quella con tanta esperienza sul campo sei tu :-)

    Un caro saluto,
    Grazia

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  4. @ jessica: il post effettivamente l'avevo letto e commentato ma non avevo letto tutti gli altri commenti, compresa la tua sintesi finale che approvo. Mi permetto di riportarne un brano per portarlo all'attenzione di quanti leggeranno questi commenti:
    "Ho immaginato una famiglia che fa studiare il figlio alla migliore scuola di medicina del mondo, facendolo diventare il chirurgo migliore del mondo. Ma se questo ragazzo, in vacanza, ha un incidente.. come genitori non vorremmo che lo soccorresso, non solo i medici, ma i barellieri più affidabili e preparati? Non vorremmo che potesse trovare, ovunque fosse, il soccorso pronto, professionale ed efficace di persone abili, preparate e motivate?
    Questo discorso non toglie niente alle scuole private, che possono anzi sentire uno stimolo in più ad essere sempre un passo avanti (bilinguismo, orario prolungato, sabato libero etc etc) e indicare la strada per un miglioramento sempre possibile. Ma penso che tutti i genitori proprio perchè vogliono il meglio per i propri figli, dovrebbero in realtà volere il meglio per i figli di tutti!"

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  5. @ 6 cuori: anche io fino alle medie sono andata alla scuola privata e anche io ho riscontrato l'ambiente ovattato e socialmente omogeneo... infatti io non sono contro la scelta della scuola privata, sono contro la demonizzazione della scuola pubblica!

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  6. @ grazia: non era molto disponibile ad ascoltarmi, comunque. Ho dato le risposte che ritenevo opportune, ecco tutto. Ma la questione è la generalizzazione, il giudizio sulla scuola dato attraverso le cronache giornalistiche e l'attribuzione alla scuola di tutte le colpe educative della nostra società.

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  7. Cara Palmy, ho sperimentato a mie spese che non c'è niente di peggio delle discussioni fra parenti: il più spesso delle volte si riducono al tentativo di sopraffare l'altro nelle dinamiche familiari, niente di più. Fatta questa doverosa premessa, ovviamente hai ragione da vendere, tutti i tuoi argomenti mi sembrano ampiamente condivisibili. Il fatto che ci siano scuole private o alternative alla pubblica, secondo me deve solo corrispondere ad una maggiore possibilità di scelta, tipica delle società democratiche, e non al disprezzo della scuola pubblica. Ugualmente va considerato ogni altro servizio pubblico che un paese moderno e civile deve poter offrire. Quanto agli esempi portati dal tuo interlocutore, è evidente che si tratta di enormi e banali luoghi comuni. Ok, mia cara?

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  8. @ tatagioiosa: grazie, avevo proprio bisogno di un incoraggiamento!

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  9. Trovo assurde le discussioni di questo tipo su scuola pubblica o privata, generalizzare in questo modo non porta da nessuna parte. Non arrabbiarti troppo, tu hai tantissime idee da realizzare, come ci dimostri anche in questo blog, che vanno in direzione di un miglioramento nell'insegnamento, per tutti quelli che sanno apprezzare e valorizzare.
    E cosí é anche su molti altri argomenti, io con certe persone su certe cose evito di discutere, ci sono cose migliori da fare con l'energia e il tempo a disposizione...
    Ciao e buon inizio settimana!

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  10. @ sybille: anche io fino a questo pomeriggio avevo deciso e riuscivo perfettamente a non imbarcarmi in queste discussioni... ma oggi è stato più forte di me! Come sono pentita!

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  11. Occorre rimboccarsi le maniche, riuscire a scorgere il positivo, farlo crescere, dargli spazio, incoraggiarlo.
    Che ne dite?


    Dico che quanto solleciti è l'unica direttrice percorribile!

    Purtroppo l'onda mediatica ha una grande responsabilità nella genesi di una percezione negativa della scuola pubblica da parte dell'utenza. Ci sono, però, anche altre responsbilità in gioco unitamente alla scarsa voglia di analizzare più a fondo il problema.

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  12. @ annarita: hai ragione, ci sono tante responsabilità in gioco, non ultima quella di ogni docente in cattedra. Ma non è facile lavorare in questo clima e lo scoramento è dietro l'angolo in chi è motivato, figuriamoci in chi non lo è...

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  13. Mi avvicino al pensiero di 6 cuori che è un po' anche il mio.
    La mia esperienza di docente è arrivata al sedicesimo anno. Di questi 16 anni la metà li ho trascorsi in una scuola prima privata, poi divenuta nel 2000 paritaria. Conosco, quindi, benissimo quella realtà che spesso è paragonabile a quella della scuola pubblica se non fosse che lì, di solito, i docenti ricevono una busta paga che, nel concreto, non corrisponde proprio alla realtà! Inoltre, come diceva anche l'amica 6 cuori, spesso nelle scuola private bisogna fare i conti con insegnanti preparate ma senza esperienza (anch'io ho fatto gavetta lì....con coscienza, certo). Otto anni fa son passata alla scuola pubblica nella quale credo fermamente. Sono anch'io d'accordo con chi, come te, afferma che la scuola statale ha milleuno limiti....ma questo non basta a screditarne la classe docente. Sì, è vero, troppo spesso ci capita di incontrare colleghi poco attenti, poco preparati, poco appassionati. E allora? Non succede così anche in altri settori, forse? Generalizzare e demonizzare non serve a nulla. L'unica cosa che conta, a mio avviso, è continuare a credere nella scuola come istituzione, che sia pubblica o privata, e lavorare sodo e con tenacia per poterla migliorare. Ti abbraccio forte! P.S: posso essere un po' monella? Antipatici quei parenti!:)

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  14. Io ho frequentato la scuola pubblica ma davvero tanti anni fa. Ho incontrato insegnanti bravi e altri meno. Mio figlio ha 4 anni e quindi non posso portare la mia esperienza ma concordo con Sybille: che senso ha generalizzare così? Io ad esempio non sono soddisfatta al 100% della scuola infanzia privata che sta frequentando mio figlio. La maggior parte degli iscritti ha genitori che possono permettersi la retta molto alta, auto costose, vestiti firmati... Difficile, come scrive 6cuorieunacasetta, che i genitori possano portare il proprio contributo personale. C'è poco arricchimento... Mi spiace che tu abbia incontrato un genitore così "poco intelligente": non si può fare di tutta l'erba un fascio...

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  15. @ luly: hai detto in modo molto chiaro quello che io volevo dire, forse in preda a un po' di nervosismo non l'ho saputo dire con altrettanta chiarezza, grazie!

    @ pollon: la cosa peggiore è stata vedere che anche una persona così vicina la pensa esattamente come i giornali in cerca di scoop!

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  16. Esatto, si tratta proprio di notizie che puoi leggere su un giornalaccio...

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  17. Trovo sempre inutile e ridicolo generalizzare soprattutto se influenzati dai media.Per mia esperienza fino all'anno scorso non mi sono mai lamentata per le insegnanti di mio figlio,anzi visto che ha bisogno del sostegno posso dire di aver avuto sempre vicino persone competenti e di cuore,ma quest'anno le cose sono cambiate ovvero è cambiata la dirigente scolastica che da settembre a ora ha fatto passare l'inferno a me e a mio figlio,vi assicuro che è una persona orribile ma con questo non ci penso neppure a generalizzare che la scuola pubblica fa schifo,che quella privata è meglio o che le insegnanti sono incompetenti perché non credo che sia cosi.Capita spesso di imbattersi in persone ottuse e come ti è stato ben consigliato meglio non confondercisi.Un grande abbraccio.

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  18. Generalizzare è semplice...approfondire le difficoltà reali che vi sono in una scuola statale ed in una pvt... è più difficile.
    Io insegno in una scuola statale, nella mia classe ( una prima) ho voluto accogliere bimbi che hanno anche vissuti non semplici... reputo che hanno bisogno di maggiori attenzioni...
    Penso infatti che non sia salutare crescere ovattati... le diverse realtà è bene che si conoscano da subito... si cresce meglio, si apprezza ciò che si ha e si guarda al prossimo con un bagaglio superiore di emozioni e valori che purtroppo in questo mondo che, gira un pò all'incontrario, sono desueti!
    Poi naturalmente esperienza, sensibilità, impegno e quant'altro dei docenti... risulta determinante...
    "Ogni mondo è paese"... si dice così... ed io credo che il buon docente come un docente poco affidabile si trovi in entrambe le istituzioni...
    Ieri nella mia paginetta di face ( che uso poco a dire il vero... e soltanto perchè ho alcuni contatti di parenti ed ex alunni) ho condiviso un link di una foto...
    "La gente vede, sente e parla... purtroppo però... vede male, sente poco e parla troppo..."
    Tu sta serena ... quando si svolge il proprio lavoro con impegno e serietà... nulla deve sfiorarci!
    Ti auguro una buona settimana!
    Fata scalza

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  19. Edoardo ha frequentato per un anno e mezzo una scuola materna privata ma poi ho deciso per il pubblico perché in realtà non ho visto grandi vantaggi in privato e sicuramente non proporzionali alla retta pagata. La mia paura era anche che lasciandolo in un ambiente così ovattato e protetto prima o poi si sarebbe dovuto scontrare con la realtà e ne avrebbe sofferto. Sono stata molto criticata da insegnanti, preside e altri genitori perché nonostante la disabilità di mio figlio lo mandavo allo sbaraglio in una scuola pubblica. Ho passato un periodo difficile, in preda a dubbi e insicurezze, ora sono serena e soddisfattissima. Mio figlio si trova benissimo e ti dirò di più, è stato molto più vittima di commenti crudeli e derisione alla materna (dove si supponeva che avessero un occhio di riguardo) che quest'anno, grazie al meraviglioso lavoro svolto dalle maestre. Non ho mai visto una classe così compatta e unita. Ho inoltre potuto constatare che sta lavorando meglio dei suoi ex compagni e che quest'ultimi hanno grossi problemi di classismo. Insomma W la scuola pubblica!!!

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  20. @ mamma e mimma: hai ragione, il Dirigente può fare molto sia in bene che in male... soprattutto nel trattare casi come alunni con bisogni speciali!

    @ fata scalza: grazie del tuo commento e benvenuta! Sì, in effetti, mi sono fatta condizionare da una discussione poco edificante che non può intaccare l'entusiasmo per il mio lavoro!

    @ sunshine: ecco, proprio quest'idea di mandare allo sbaraglio nella scuola pubblica la trovo insopportabile, come se nella scuola pubblica non si avesse a che fare con persone ma con istituzioni asettiche e sorde a qualsiasi bisogno...

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  21. Davvero, l'argomento mi sembra amplissimo...
    Ho insegnato in diverse scuole private (i miei primi
    9 anni di insegnamento). Sono stata una giovane prof entuasiasta e inesperta (cercavo di sopperire con tantissimo studio... che strappavo alle ore destinate alla mitica SSIS! E poi, a poco a poco, con il confronto coi colleghi che accettavano di entrare in rapporto con me). Ora sono nella mia seconda scuola statale. Nella prima ho trovato tantissimo spazio per il confronto tra docenti, alunni volenterosi e di livelli variatissimi, un preside indescrivibile (in negativo, purtroppo...) e personale ATA eccezionale (in positivo). Nella mia attuale scuola, tanti rapporti da costruire, una lontananza tra colleghi che si tocca con mano (colpevoli anche le tre sedi che costringono tutto il corpo docenti a girare come trottole, e un preside spesso latitante).
    Però ho deciso di lasciare le private perché io sono cresciuta in un Liceo Statale, e tutto quel che ho potuto/saputo dare nelle scuole private, volevo che fosse anche per gli alunni come la "me" di allora, che tanto ha trovato nello Stato... (tanto buono, come parecchio menefreghismo. Ma un alunno minimamente intelligente ha occhi per distinguere, e per non farsi un alibi delle irresponsabilità altrui...).

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  22. ps: spero tu abbia capito, nel tuo dialogo con Speker Muto di ieri, che ero d'accordo con te...

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  23. Palmy, la scuola ha molti problemi, ma le famiglie che ci sono a casa spesso delegano e poi lavorano contro. Io sto cominciando ad entrare un po' alla volta nella nuova esperienza alla scuola primaria e le difficoltà, in questo senso, sono tantissime.

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  24. Per lavoro (essendo pedagogista) ho lavorato con il pubblico e il privato e la mia esperienza personale (scuole materne, elementari e medie) è stata che la differenza la fanno gli insegnanti.
    Tra l'altro ora che sono a Zurigo mi rendo conto ancora di piu' del valore della scuola italiana (senza negarne i problemi). Questo non vuol dire che non sia contenta della scuola svizzera (anzi), ma mi salta all'occhio come in Italia spesso guardiamo solo il lato negativo delle cose e non valorizziamo tutto quello che c'è di positivo. Questo non vuol dire minimizzare o non vedere i problemi, ma vuol dire non vedere solo quelli!
    Lo sapevate che qui a Zurigo è da pochissimo che esistono le rappresentanze dei genitori a scuola? E' un'esperienza agli albori.Quando l'ho saputo sono rimasta allibita!
    In pratica vuol dire che i genitori e le famiglie non avevano voce in capitolo in ambito scolastico.
    Come usare al meglio questo diritto/dovere sarebbe un discorso lungo e delicato :-D

    Grazie per questo post

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  25. @ monica: ho capito che eri d'accordo con me, grazie! Comunque, quello che dici è espresso anche dal commento di Jessica che ho riportato nella mia risposta, qualche commento più sopra... l'ideale è che l'istruzione sia di qualità per tutti, per poter vivere tranquillamente in una società in cui ognuno sa fare quello per cui ha studiato...

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  26. @ voglio una mela blu: hai ragione, il delegare è... deleterio!

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  27. Ciao, Palmy. Conosco benissimo lo scoramento di cui parli perché sono una docente anch'io che lotta da anni in trincea, e quasi sempre da sola, contro tutto e tutti, quando c'è da farlo.

    Citando le altre responsabilità in gioco oltre a quelle mediatiche, non mi riferivo alle responsabilità di alcune tipologie di docenti, che pure ci sono, bensì, in particolare, ad un variegato ventaglio di responsabilità di tipo politico, che remano contro la scuola pubblica da anni...

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  28. Dico due cose. La prima è che lui ha torto, ma - come appunto hai scritto anche in altri post - chi nega che la scuola italiana stia messa molto male (anche perché appunto se pubblica anche un solo nullafacente è un furto allo stato, cioè a me), se non alla canna del gas, ha torto pure lui.
    La seconda è sul crocifisso: rassicura il tuo interlocutore: nessun alunno, nella mia scuola, li tolgo io.

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  29. Ciao, Palmy. Concordo con te che non si possano fare generalizzazioni. Ognitanto io e mio marito ci chiediamo se sia tutto solo nelle mani delle insegnanti, altrimenti saremmo stati bocciati anche noi insieme ai nostri compagni del liceo, o saremmo diventati tutti ingegneri informatici. Ho spesso l'impressione che chi iscriva i figli al privato stia comprando un capo di marca da cui si aspetta certe qualità e garanzie.
    Io comunque sono per la scuola pubblica e nonostante abbia delle strane maestre per mio figlio, ho avuto uno spendido colloquio con loro durato 45 minuti (ero l'ultima!) in cui tutte e tre abbiamo capito qualcosa di noi e del bambino.

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  30. Ciao, io non ho ancora affrontato la scuola pubblica con mio figlio, ma è un argomento che mi sta a cuore perché ci lavora la mia mamma.
    Secondo me bisogna rafforzare l'alleanza educativa tra insegnanti e genitori, altrimenti diventa un continuo rimbalzo di responsabilità!

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  31. Ciao Palmy, purtroppo è capitato anche a me di imbattermi in discussioni simili con genitori che attribuivano tutte le colpe del comportamento dei figli alla scuola e al corpo docente. Una madre ci ha strappato in faccia la pagella del figlio. Tralascio altri episodi peggiori. Ogni volta sento parlare di insegnanti sfaticati, insegnanti che rubano lo stipendio. Queste generalizzazioni mi feriscono, non solo per me che ho comunque un'esperienza limitata e temporaneamente fuori dall'ambiente, ma per tutti i colleghi che ho visto impegnarsi e dare tutto quello che potevano. Non voglio generalizzare neppure sul fronte genitori. Ce ne sono anche di disponibili, pronti a collaborare, a vedere quello che si può fare insieme. Si parla tanto di collaborazione scuola-famiglia, di rete, ecc., poi però accadono episodi come quello di cui parli tu, purtroppo sempre più frequenti, e allora penso che dovremmo tutti essere più collaborativi, rimboccarci le maniche come dici tu, costruire insieme quello che si può fare con le poche risorse disponibili e dare valore a questa collaborazione. ma forse sto sognando troppo...

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  32. @ tutti: vi ringrazio ognuno per il suo contributo... 'povna, caffenero, robin, tamara: ognuno di voi ha espresso il proprio punto di vista.
    In effetti, alla fine di questa variegata riflessione, posso dire che i punti principali su cui mettere l'accento sono:
    -non generalizzare; a educare è la persona, non l'istituzione
    -i genitori non possono addossare tutte le responsabilità del negativo alla scuola o al singolo docente in nome di tutta una scuola
    -al di là dell'opera di scuole private che sono di qualità, occorre che la scuola pubblica sia tutta di qualità per garantire un alto capitale sociale.

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