venerdì 17 febbraio 2012

Outdoors learning (per i venerdì del libro)

La lettura de L'ultimo bambino nei boschi mi ha spinto a riflettere sui vantaggi dell'insegnamento outdoors. 
Con quest'espressione mi riferisco alle gite di istruzione, che rappresentano un'occasione per immergersi in un argomento di studio, per "studiarlo con le mani" (ormai è il mio mantra): se volete potete guardare un esempio di storia e un esempio di geografia tratti dai miei viaggi.
Ma mi riferisco anche alle attività all'aria aperta, a contatto con la natura... (di cui avevo già parlato qui)
Per 5 diverse ragioni:
1) Perché l'ambiente visivo influisce profondamente sul benessere fisico e mentale
2)  Perché la natura ci fa capire quante cose sono più grandi di noi stessi
3)  Perché esplorare il mondo in prima persona è la più immediata fonte di conoscenza
4) Perché la natura nutre la creatività... (i "ricordi erbosi" -così li chiama l'autore- sono quelli in cui più facilmente siamo entrati in contatto con l'essenza delle cose)
5) Perché la natura educa l'attenzione globale

Liberare l'esperienza della natura significa porre le basi per lo sviluppo della personalità e di tutte le energie presenti e non ancora sprigionate.

Il piccolo Edison, racconta il libro, amava sperimentare a contatto con piante e animali. Una volta in una delle sue scorrerie tentò di covare le uova di un'oca con scarsi risultati. Vedendo i pantaloni sporchi e lo scoramento del bambino, la sorella gli disse: "Va tutto bene... Se nessuno facesse dei tentativi, per quanto impossibili possano sembrare, non impareremo nulla di nuovo. Tu devi quindi continuare a provare e forse, un giorno, troverai qualcosa che funziona veramente".


Tutti noi sicuramente ricordiamo uno di quei luoghi estatici in cui la natura ci ha condotto dritti all'essenza delle cose, sono quelli che l'autore chiama "ricordi erbosi": io ricordo le passeggiate sulla neve dell'Etna con i miei nonni... ci portavamo dei biscotti al cioccolato e li mangiavamo con la neve sopra! Ricordo la sensazione di silenzio e di scricchiolio di foglie secche nei boschi e le mille sfumature del verde delle foglioline mosse dal vento. Ricordo anche la prima volta che ho sentito il cuore sobbalzare di fronte alla Via Lattea e l'emozione di vedere lo Strokkur (Iceland) esplodere, tanto che la foto mi è venuta storta!



E voi, che esperienza avete del contatto con la natura? Quali sono i vostri "ricordi erbosi"?




Con questa recensione partecipo a I venerdì del libro...

16 commenti:

  1. Che bella l'espressione "ricordi erbosi"!
    Io ricordo centinaia (beh, quasi) di capanne costruite nei boschi con i ragazzi dei vicini di casa e poi a farci le "guerre" fra un gruppo e l'altro con ció che si trovava nella natura (ghiande, foglie,...); fragole e lamponi rubati di sera da un campo, il profumo della terra bagnata quando pioveva e con gli amici si stava fuori lo stesso, tutti sotto il portone di casa a giocare a carte o a chiacchierare e anche a raccogliere lumache per farle "correre": vinceva chi aveva la lumaca che per prima arrivava al traguardo. D'inverno le battaglie a palle di neve e i tentativi di pattinare sul ghiaccio del mini-laghetto dei vicini di casa. L'autunno con i funghi: e da bravi militanti ambientalisti non li raccoglievamo ma li nascondevamo sotto le foglie e li disegnavamo su una mappa segreta con tanto di simboli complicati... Di primavera la riscoperta dei fuori e degli animali, il salvataggio dei girini che nelle pozzanghere rischiavano di non arrivare alla fine del ciclo di metamorfosi... Un mucchio di ricordi, davvero! Grazie di questa occasione per poter ricordare.
    Ciao e buon finesettimana!

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  2. uh, volevo scrivere "fiori" non fuori.

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  3. Il tuo post è molto bello, mi fa rabbia però leggerlo in qunato quest'anno alla scuola di mio figlio il comune ha tagliato tutti i fondi per le gite per cui non si muoveranno da scuola, la gita all'aperto dovrebbe essere un obbligo nel calendario scolastico altro che eliminarle.

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  4. @ sybille: davvero un mucchio di ricordi erbosi... uno più bello e particolare dell'altro!

    @ kemate: più di una volta mi sono detta che se la scuola non dà io come genitore posso e devo supplire alle sue mancanze... quindi via a zonzo per il mondo!

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  5. concordo con sybille, mi ha colpito la dicitura ricordi erbosi... e rende l'idea, tant'è che mi è subito tornata alla mente la mia infanzia in campagna e mi mancano tanto le lucciole... sono scomparse, anche dalle campagne...

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  6. @ monica: già... le lucciole, credo di averle viste solo una volta nella mia vita di bambina abbastanza cittadina!

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  7. Che bella la foto del geyser (si scrive così?)! E' un'esperienza che avrei voluto fare, insieme alll'altra "esplosiva" dell'Etna. I miei ricordi di insegnamento en plein air riguardano Ostia antica, quando il supplente di latino del liceo ci portava lì facendoci gustare la vita dei Romani come nessun altro avrebbe più fatto.

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  8. @ tatagioiosa: bella l'immagine dela lezione a spasso nel tempo! L'Etna non è esplosiva così da vicino! Non si può arrivare al cratere per motivi di sicurezza. Il posto panoramico più vicino è a 700 m di altezza più giù... però lo spettacolo si può osservare per la sua imponenza anche da molto lontano! Considera che Catania è a un'ora e mezza di macchina dall'alta montagna e che il centro abitato più vicino è sui 900 m mentre il cratere è oltre i 3500... la misura varia ogni anno.

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  9. anche per me uscire dalle aule è essenziale. e cerco il più possibile di far seguire fatti a parole!

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  10. Assolutamente d'accordo sull'importanza dello sperimentare in prima persona. Credo che la prima fonte di insegnamento sia il viaggio vissuto con i 5 sensi.
    Vuoi sapere un mio ricordo? Savana, colori profumi e silenzi che solo li si possono percepire. Ero molto più giovane e avventurosa ma mi porto ancora negli occhi la casa dei masai e nel cuore quel'emozione.

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  11. Concordo con ciascuno dei cinque punti che hai elencato. Tra i miei ricordi di bambina più belli in assoluto in testa c'è senz'altro la domenica estiva e la gita che raggruppava tutta, ma proprio tutta la famiglia, zii cugini fratelli e sorelle, insomma, si partiva in quattro o cinque macchine (le famiglie con tre figli erano la regola allora!) stipate di cibarie fornetti da barbeque e set da pic nic, e ci si recava tutti lungo un fiume, costeggiato da un boschetto in cui trovare refrigerio dalla calura. Sono tra i ricordi più belli perchè la natura faceva da scenario alla felicità di trovarsi circondati dalle persone che più si amavano, si imparava attraverso i sentimenti che univano i bambini ai più grandi, quale modo migliore di questo? Grazie Palmy

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  12. Anche io concordo con tutti punti e mi piace tantissimo l'espressione "ricordi erbosi" :D
    Tra i ricordi più belli..bè..la mia infanzia in un paese di 1000 abitanti, in mezzo alla natura, a giocare sempre all'aria aperta, sopratutto nella casa dei miei nonni che si trova sopra ad una collina affianco ad un bosco e in mezzo a tanti a animali :) un ricordo inestimabile :)

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  13. E' bellissima questa cosa dei ricordi erbosi. Penso che ci scriverò un post (poi te lo linko, sarà la prossima settimana :) )
    Che belli i tuoi ricordi condivisi

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  14. @ Cì: sono curiosa... aspetto il tuo post!

    @ Dreamy: che bella deve essere stata la tua infanzia!

    @ Michela e Giorgia: grazie dei vostri ricordi!

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  15. che bello questo post... i miei, di ricordi, sono legati al giardino di mia nonna... e ci sono molto molto legata... a quei ricordi, a quel giardino, a mia nonna....

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  16. Eccomi! :) http://ilmondodici.blogspot.com/2012/02/ricordi-erbosi.html ciao!

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