martedì 23 novembre 2010

Uno: diritto all'ozio

Partecipo all'iniziativa di Giorno per Giorno, che propone di riflettere insieme settimanalmente sul Manifesto dei diritti naturali dei bambini, a cominciare dal primo punto del decalogo:

Diritto all'ozio
a vivere momenti di tempo non programmati dagli adulti

L'inventore del manifesto è un Dirigente Scolastico, Gianfranco Zavalloni, che tra l'altro cura il sito Scuola creativa. Orti di pace e La pedagogia della lumaca sono "roba" sua. Insomma, un modello per chi crede ancora di poter incidere nella realtà con il proprio lavoro, silenzioso ma operativo.

Voglio partecipare con una riflessione. Credo che sia giusto, anzi sacrosanto lasciare ai nostri figli momenti di sana noia. Quegli spazi vuoti, tutti da riempire con la fantasia e con il... niente: da piccola mi vestivo con lunghe camicie da notte dismesse da mia mamma o gonnellone fuori moda e con un vecchio collant infilato in testa simulavo dei bellissimi capelli lunghi che non avevo... così diventavo un'altra! Oppure mettevo tutti i giocattoli in carovana su mezzi di fortuna (che so, su un carretto posizionavo barbie e altre bamboline, su un peluche agganciavo degli altri personaggi più piccoli...), che faceva il giro della casa passo passo con una piccola storia che si intrecciava tra i componenti del gruppo viaggiante...

E voi, che giochi riuscivate a costruire dal niente?




15 commenti:

  1. Quante casette con gli ombrelli, amici immaginari, macchinine di scatoloni, rifugi segreti e letture, letture, letture sono nate dalla mia noia :-)! Grazie Palmy!

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  2. @ piccolalory: sono i più bei ricordi dell'infanzia e mi dispiaccio per tutti quei bambini così impegnati da non avere neanche un minuto libero!

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  3. disegni, costruzioni e vestiti alle barbie assemblati con i pezzi di stoffa scartati da mia mamma, mezza sarta per passione...

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  4. è strano ma la noia è il primo passo verso la creatività...non credete?

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  5. Che bella la tua riflessione, Palmy!
    Mi vengono in mente tante cose, ad esempio un pezzo di corda per "pescare", per giocare a cavallo (mia cugina faceva il cavallo), per allenarsi come cowboy, per dondolarsi... Oppure scatole e scatoloni, quante cose abbiamo costruito, dall'astronave al Nautilus del Capitan Nemo... Oppure i tappi delle bottiglie, insieme agli altri ragazzi del cortile si faceva la raccolta per poi giocare a grandissime battaglie (oggi il cortile é pieno di macchine, una volta c'era posto da giocare!), io ero la piú furba e avevo chiesto al bar vicino di mettermi da parte i tappi... ;)
    Bei ricordi, ma mi fanno anche venire in mente quanto tempo é passato!!
    Ciao e buona giornata

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  6. Il mio tempo è sicuramente piu' lontano del tuo.. Non avevo la Barbie ma una sua "antenata" che si chiamava Jenny!! Giocare alle "signore" con le amichette,uscire con la fantasia con l'"automobile " fatta di sedie, salire e scendere scale di ipotetiche case,costruite con giornali e libri impilati alla meglio, col rischio di rompersi l'osso del collo ogni volta.... La mia infanzia felice... Grazie dello spazio che mi hai concesso, mi piace molto leggerti..

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  7. @ Stima di Danno: grazie per il commento; sì, anche io facevo questo gioco di vestire le bambole...

    @ Sybille: tu facevi giochi da maschiacccio!!!!!

    @ simplymamma: era proprio questo che volevo dire... grazie della tua sintesi!

    @ nonnalontana: grazie della visita e del commento; giocare alle signore...quanto ricordi!

    Grazie a tutti, per i ricordi che avete voluto condividere... quanta allegria e nostalgia insieme!

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  8. alla finestra, appannare il vetro con l'alito e disegnare...

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  9. :) Forse non é un caso che poi ho fatto due figli maschi, eh? ;)

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  10. Anche la mia mamma aveva la passione per il cucito e la nostra casa era ivasa da bottoni, passamaneria, nastri, stoffe. Era una goduria! Io mi improvvisavo proprietaria di una merceria e creavo un vero e proprio negozio. I miei clienti erano immaginari naturalmente ma mi divertivo da matti. Ora vedo Matilde nei momenti di ozio recuperare scatole di scarpe, cartoni (che io metto da parte per i nostri lavoretti) e dal nulla prende vita un appartamento con tanto di tv e wc per il suo peluche preferito, un orsetto spelacchiato che non riesco neanche a lavare perchè non lo molla mai.
    Spero che da adulta si ricorderà anche lei di questi momenti.....

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  11. @ mamma in verde: verooooo, non me lo ricordavo quasi più!

    @ catia: sì, quella dei bottoni era anche una mia passione, io li guardavo, li riordinavo, li rimettevo a posto e poi tutto ricominciava...

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  12. Io da piccola mi "vestivo" con gli abiti e le scarpe di mia madre oppure seguivo mia zia nell'orto e imparavo a zappettare o a raccogliere le uova nel pollaio o a trovare funghi e, sono oggi, le cose migliori che ricordi della mia infanzia; adesso uno dei miei obiettivi sarebbe il "fare il contadino" o almeno avvicinarmi in parte. Il mio figlio maggiore mal sopportava l'ozio, ancora adesso si deve impegnare per fare qualcosa, qualsiasi cosa; il mio secondo figlio, invece crea, cioè modellini di legno con avanzi oppure mi accompagna in giardino oppure vuole che io racconti delle storie, e qui, sono io che pecco dato che non ho mai avuto la pazienza e la capacità......però recupero sul colorare insieme!
    a presto!

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  13. @ Fasti Floreali: grazie del bellissimo e particolareggiato resoconto!

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  14. da piccola troppo poco spazio in casa...ma mi piaceva aiutare la nonna in cucina, correre nel corridoio appena lucidato (quello era uno spazio vuoto e ...lungo!) e poi giochi con la carta e letture...mi sfogavo d'estate, sulla spiaggia a costruire case, piste , a giocare al mercato (vendendo palle di alghe...)
    ciao palmy, come vedi ti seguo...ed ora lascio anche tracce! grazie di essere passata da me...

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  15. @ simoff: grazie del tuo contributo... anche una casa piccola può avere un corridoio lungo e vuoto in cui sognare e far correre la fantasia...

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