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domenica 9 novembre 2014

Avevo una maglietta #Berlin2014


Oggi, come tutti sanno cadono i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino.

Avevo una maglietta negli anni '80 che mio padre mi portò da uno dei suoi viaggi di lavoro a Berlino. Raffigurava la divisione in settori della città e il Check Point Charlie, il più noto dei passaggi di confine, punto in cui si lasciava il settore americano per passare dall'altra parte. Ero tra scuola media e scuola elementare e mi appassionavano già molto le vicende dell'Unione Sovietica, della dissidenza, di Solidarnosc: insomma, aver vissuto quegli avvenimenti seppure attraverso una maglietta e i racconti di mio padre, o attraverso le immagini televisive di Lech Walesa, è stato importante.



Se hai visto certe cose non puoi scambiare la libertà per il pensiero unico, né la pace con la repressione del dissenso. La libertà ha segnato un punto a suo favore in quei giorni di 25 anni fa. E oggi, cosa ne abbiamo fatto?

giovedì 26 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: quarto giorno

Oggi dedichiamo la giornata a Strasburgo! 

Notiamo subito l'organizzazione dei parcheggi, che permettono di lasciare l'auto e al prezzo di un biglietto giornaliero si arriva tramite puntualissimi bus al centro. Decidiamo di comprare gli Strasbourg pass per sfruttare al meglio sconti su ingressi e gratuità: partiamo dall'Orologio Astronomico della Cattedrale e dopo aver assistito allo scoccare del mezzogiorno ci rechiamo all'imbarcadero per fare un giro in battello... da non perdere! Si passa per una chiusa che conviene ritornare a guardare dall'alto.



Dopo aver mangiato dei panini passeggiamo per le vie del centro, ripassiamo dalla cattedrale e questa volta saliamo per l'equivalente di 14 piani a chiocciola che ci portano alla piattaforma sotto la guglia da cui godiamo di un magnifico panorama sui tetti della città. Scendiamo e ci rifocilliamo con un dolce indimenticabile da Bistrot e Chocolat. La cattedrale ci attrae come una calamita e questa volta entriamo dentro per ammirare le vetrate attraversate dalla luce pomeridiana.

Volete vedere le foto dei precedenti giorni di vacanza? Prego, guardate qui.

lunedì 23 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: terzo giorno

Un caro amico ha vissuto per un anno in Alsazia e ci aveva consigliato di visitare il Santuario di Mont Saint-Odile: oggi seguiamo il consiglio! Odile, o Ottilia in italiano, ha una storia molto particolare: nata cieca e per questo ripudiata dal padre, riacquistò la vista al momento del battesimo e divenne la prima badessa del monastero di Hohenburg. Protegge dalle malattie della vista e si festeggia il 12 dicembre come santa Lucia. Patrona dell'Alsazia, a lei è dedicato il luogo che andiamo a visitare, un luogo di pace e di preghiera:


In basso a destra potete osservare il panorama sull'Alsazia che si ammira dal punto più alto del santuario.
Nella stessa giornata percorriamo parte della route de vins, immergendoci nei vigneti:


Qui trovate il primo giorno e il secondo giorno della vacanza.

giovedì 19 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: secondo giorno

Scrivere questi post di viaggio mi sta permettendo di rivivere gli splendidi giorni trascorsi. La seconda giornata della nostra vacanza è cominciata con un'ottima colazione di cui ho riportato a casa un souvenir, un'irresistibile marmellata di frutti della Foresta Nera. Gli stessi frutti, more lamponi mirtilli fragole, ci venivano serviti appena colti!
Riattraversato il Reno, abbiamo visitato Comar, tipica cittadina alsaziana e così abbiamo visto per la prima volta le case a graticcio che ci accompagneranno lungo le diverse soste: 


I colori di Colmar sono incredibili e ogni casa ha una sua personalità. Dopo aver passeggiato per le sue vie e lungo i canali della Petit Venice, abbiamo ripreso l'auto per dirigerci più a sud sulla route de vins, a Eguisheim. E qui incontriamo in un'esplosione di sensazioni la cultura francese del vino. Vini da assaggiare, da gustare, da comprare senza spendere una cifra, da accompagnare a del buon cibo... come la tarte flambé, con i suoi sapori veraci il Riesling si sposa perfettamente!


Il bicchiere tipico dell'Alsazia in cui vengono serviti i rinomati bianchi e a calice piccolo e basso con lo stelo verde (li si intravede accanto alla tarte). Non abbiamo resistito a comprarne e portarcene a casa sei!
Di ritorno ci arrampichiamo a i Trois Chateaux, da cui si gode di uno splendido panorama sulla route des vins e sui vigneti a perdita d'occhio.
I nostri occhi si sono riempiti di colori e immagini a perdifiato. È ora di tornare alla base e di goderci un meritato riposo.

Qui il racconto del primo giorno.

mercoledì 11 settembre 2013

Foresta Nera e Alsazia: primo giorno

Si parte! 11 agosto, primo giorno. Prendiamo l'auto all'aeroporto di Linate e via attraverso la Svizzera in direzione Foresta Nera. Sosta non programmata al Lago dei quattro cantoni:


Poi, arrivati in albergo, facciamo un giro a piedi dei dintorni:






E dopo cena partiamo per un primo sguardo a Friburgo:


Alla prossima puntata!


lunedì 9 settembre 2013

Impariamo viaggiando: le chiuse




Il fiume Reno (Rhein in tedesco e Rhin in francese), con i suoi 1326 km, attraversa il cuore dell'Europa e, potremmo dire, ne sorveglia la storia da millenni. La sua presenza ci ha accompagnati nel nostro ultimo viaggio, segnando i quotidiani sconfinamenti tra Germania e Francia. Esso delimitava l'Impero romano e fin da quell'epoca era un'importante via di navigazione. Nasce in Svizzera, tocca Lichtenstein e Austria, segna il confine meridionale tra Francia e Germania per poi immettersi interamente in territorio tedesco e giungere al Mare del Nord attraverso i Paesi Bassi. 
Per permettere la navigazione sono state costruite delle imponenti chiuse che potrebbero essere definite "ascensori d'acqua": esse infatti isolano temporaneamente l'imbarcazione in un tratto chiuso del fiume per poi sollevare o abbassare il livello dell'acqua e livellarlo al tratto successivo. Lo abbiamo imparato leggendo i cartelloni illustrativi:



Ma anche per esperienza, navigando sul battello a Strasburgo:


mercoledì 7 agosto 2013

To Upper Rhin (Alsace and Schwartzwald)

L'anno scorso prima di partire per Praga vi ho confidato cosa mi aspettavo da quel viaggio. Quest'estate la nostra meta sarà quella zona sull'una e l'altra sponda del Reno, che dalla parte francese si chiama Alsazia e dalla parte tedesca si chiama Baden-Wurttenberg, in particolare la Foresta Nera (Schwartzwald). Una regione ricca di storia, di vini, di paesaggi e di paesi pittoreschi.
I fiumi sono una costante dei miei viaggi e anche quest'anno ne attraverseremo diversi, ne costeggeremo altri, probabilmente faremo anche qualche gita in battello per osservare le città da un'altra prospettiva. Del resto, ad ogni viaggio cresce in me il desiderio di immergermi nei paesaggi, di perdermi con lo sguardo e con la mente nelle onde disegnate dalle colline, nei contorni dei boschi e nella luce particolare del luogo.

Cosa mi aspetto allora da questo viaggio?

Angoli di città:


Un Medioevo insolito:



Esperienze culinarie:


Vini e villaggi:


E poi... tutti gli imprevisti e le sorprese che troverò... 

giovedì 2 maggio 2013

L'architettura dei miei viaggi

Quando ho letto il tema de Il senso dei miei viaggi di questo mese, non me ne voglia la creatrice dell'iniziativa... lì per lì ho pensato che era un tema che avevamo già affrontato, fotografando le pietre dei viaggi. Poi ho riflettuto, in quell'occasione il tema erano le rovine archeologiche, che sono pur sempre architettura ma da un punto di vista storico particolare. 
E continuando nel mio ragionamento mi sono chiesta, ma l'architettura cos'è? Dei miei studi di storia dell'arte ricordo ancora la sensazione di pienezza provata leggendo la descrizione di una chiesa barocca, come modificazione dello spazio interno ed esterno. Proprio lo spazio è il materiale di lavoro dell'architetto, prima ancora che il materiale e le forme. Di tutti gli aspetti dell'architettura quello su cui voglio soffermarmi è l'urbanistica, come costruzione di uno spazio tutto umano, un paesaggio cittadino che è espressione di un'idea della vita e della convivenza.
La passeggiata architettonica è una mia grande passione, camminando per le vie delle città e dei paesi che visito corro sempre il rischio di inciampare perché cammino con la faccia rivolta in su... eccovene un esempio praghese.
Vi porto quindi con me a passeggio per il Medioevo di Sansepolcro, prima tappa di un lungo percorso verso la Baviera:


Strade strette in cui fa piacere alzare lo sguardo, per osservare il cielo disegnato dalle sagome dei tetti spioventi, i tetti colti dalla finestra della camera e la perfezione di una facciata semplice nelle sue forme primordiali, cerchio e linea. Spazi angusti, eppure svettanti. Semplici e significativi.

Nello stesso viaggio siamo poi giunti a Monaco di Baviera e dall'alto del duomo abbiamo fatto spaziare lo sguardo in basso, attorno a noi, attraverso le sporgenze dell'edificio:




Altri tetti, altezze più vertiginose, spazi più ariosi. Spazi maestosi.

E poi vi porto dentro uno spazio che dall'esterno non si immagina, una distesa erbosa, un prato e una chiesa semplice, bianca e color mattone... e poi un interno fantasmagorico, rococò all'ennesima potenza, luogo di splendore e di ricchezza:




La Wieskirche, santuario bavarese, meta di pellegrinaggio e di preghiera. Spazio adorno e visionario, eppure armonico.

E voi, quali passeggiate architettoniche ricordate? Verso dove avete alzato lo sguardo al punto di inciampare?

giovedì 30 agosto 2012

Gli elementi dei miei viaggi

Acqua

Il tempo non è il ruscello dove vado a pesca. Vi bevo; ma mentre bevo ne scorgo il fondo sabbioso e vedo come sia poco profondo. La sua corrente scorre via, ma l'eternità resta. Vorrei bere profondamente e pescare nel cielo, il cui fondo è ciottoloso di stelle. 
H. D. Thoreau, Walden

foto di mio marito

L'acqua mi dà sempre una sensazione di benessere: abbandono e rilassamento se sono immersa in mare, pace se contemplo le acque placide di un lago, gioia per le piante che si dissetano se ascolto il rumore della pioggia. Ricordo tanti incontri con l'acqua durante i miei viaggi, ma ho voluto seguire la prima immagine che mi è affiorata alla mente: eravamo in Baviera e volevamo visitare il paese di Murnau, il cui paesaggio aveva attirato Kandinsky e gli altri artisti del movimento Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), ma poi ci siamo fermati - per caso - a contemplare il lago, lo Staffelsee, presso Seehausen e là abbiamo trascorso un'ora a passeggiare e fare fotografie dimentichi del tempo. A quel punto abbiamo cenato in riva al lago in un posticino placido e romantico.


Terra

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita e per vedere se non fossi capace d'imparare quanto aveva da insegnarmi e per non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto. 
H. D. Thoreau, Walden

Henry Thoreau decise di ritirarsi per due anni sulle sponde del lago Walden, per riscoprire l'intimo rapporto con la natura. Ma a volte basta distendersi, sentire la forza del terreno che sostiene il corpo, lo accoglie, lo sospinge; per avvertire l'energia della terra, la sua stabilità e la sua possenza. È uno di quelle rare occasioni in cui per fare esperienza non si deve fare, non c'è bisogno di agitarsi, basta stare. E se la distesa è lunare come nel Burren in County Doolin in Irlanda le ossa ricevono la sensazione semplice e scarna del sasso e non si perdono tra le distrazioni della morbidezza  e dei colori del prato.



Aria

A volte non potevo permettermi di sacrificare a nessun lavoro, sia mentale che materiale, il fiore del momento presente. Amo che vi sia un largo margine di respiro, nella mia vita. 
H. D. Thoreau, Walden

Non c'è cosa più ovvia e più essenziale del respiro. Coincide con la vita. E imparare a respirare, a nutrire la vita di aria buona non è cosa scontata. L'aria che sostiene le ali degli uccelli come per noi la terra, il vento che dissemina la vita, la brezza che ristora. Non è facile immortalare l'aria, ma per me è questa immagine di un gabbiano irlandese che esprime il senso di apertura e di gioia di vivere che desidero regalavi:

foto di mio marito

Questi sono gli elementi dei miei viaggi: riposare, stare, respirare. Verbi di quiete, non di movimento. Perché viaggiare è per me occasione di godere del presente che nell'affanno quotidiano spesso è difficile cogliere. Sentire il presente, immergersi dentro la sensazione del luogo e respirarlo.

(Iniziativa di Viaggi e Baci, The Family Company e I viaggi dei rospi. Avete avuto occasione di conoscerne le protagoniste nella serie di interviste di Parole in viaggio).

venerdì 18 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (2)


Tra le tappe del viaggio abbiamo toccato anche il primo campo di concentramento voluto da Hitler a Dachau. Colpisce il contrasto tra la bellezza del villaggio e la desolazione del campo di sterminio, ma anche la fredda eleganza delle residenze delle SS. Aleggia su questo luogo la presenza di coloro che vi sono passati. Migliaia di vite stroncate o irrimediabilmente segnate, come quella del sacerdote Karl Leisner, ordinato all'interno del campo e beatificato da Giovanni Paolo II. Recita così wikipedia:
"Quando Gabriel Piguet, vescovo francese, fu confinato nel campo di concentramento, il sogno di Karl Leisner divenne realtà. Il 17 dicembre 1944 fu ordinato prete a Dachau, con la necessaria autorizzazione del vescovo Von Galen, da cui dipendeva Leisner, con il quale ci fu uno scambio epistolare segreto: Von Galen richiedette una cerimonia di ordinazione regolare della quale doveva rimanere una prova certa. Il nuovo sacerdote celebrò la sua prima Messa il 26 dicembre 1944, festa di Santo Stefano, in una cappella gremita di fedeli, con le congratulazioni dell'intera comunità religiosa cristiana confinata nel campo, che comprendeva sia cattolici che protestanti".
Una storia che mi fa riflettere: non c'è nulla di esterno che possa sopprimere il cuore dell'uomo e la sua libertà.
Per un diario dettagliato del viaggio leggete qui.
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