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venerdì 8 agosto 2014

Riflessioni di mezza estate




"(I nuovi ricchi) erano cittadini alla Potëmkin, l’astuto favorito russo che aveva eretto villaggi di tela e cartone per dare a Caterina la Grande l’impressione che l’Ucraina fosse un paese fiorente. Secondo un giovane e controverso architetto di nome Adolf Loos, la Vienna della Ringstrasse era un’enorme città alla Potëmkin contemporanea, una grandiosa finzione in cui le facciate erano paramenti senza alcun rapporto con gli edifici, in cui il cemento voleva spacciarsi per pietra, una messinscena in cui il parvenu «s’illudeva che gli altri l’inganno non l’avrebbero scoperto». Nella sua crociata, Loos ottiene l’appoggio di Kraus, che parla di «incarognimento della vita pratica per mezzo dell’ornamento», un incarognimento che ha infettato con questa «confusione... catastrofica» anche il linguaggio. «Le frasi a effetto sono l’ornamento dello spirito». Edifici ornamentali disposti in maniera ornamentale, sfondo di una vita ornamentale: Vienna era diventata pacchiana". (De Waal, Un'eredità di avorio e d'ambra).



La descrizione di Vienna calza perfettamente con altre facciate ornamentali, come i discorsi e le azioni di facciata dei politici e dei governi. E nel nostro piccolo con le frasi fatte con cui rimpolpiamo senza successo il vuoto dei nostri discorsi. Eppure ogni tanto come un raggio di sole in un bosco fitto si sente la voce di un pazzo, di uno scemo, di un bambino che esclama che il re è nudo.

giovedì 30 gennaio 2014

Gli alberi e i fiori dei miei viaggi

Sono fuori tempo massimo. Questo è infatti il tema che Monica ha proposto per novembre 2013 per partecipare alla sua iniziativa Il senso dei miei viaggi. Ma siccome non si vince niente e il bello in questo caso è proprio partecipare, visto che è l'occasione per spulciare foto e ricordi di viaggio, io non mi tiro indietro e scelgo le tre foto richieste.

L'albero che ricordo meglio l'ho visto ad Halstatt, in Austria, in quella stupenda regione di laghi e di paesaggi che porta il nome di Salzkammergut:




Un tutt'uno con la casa…
Se penso ai fiori dei miei viaggi, la mente ritorna all'Irlanda, più che a quelli ben agghindati e "pettinati" delle regge francesi, senza nulla togliere ai giardini all'italiana che li caratterizzano. E in particolare la fuchsia che in Irlanda si incontra anche per strada:



Un  ultimo omaggio lo devo al viaggio di quest'estate, in Alsazia, non ai suoi  villes et villages fleuris (si tratta di un vero e proprio concorso tra cittadine e paesetti che si sfidano a suon di decorazioni floreali e vengono insignite con uno, due, tre o quattro fiori), ma ai suoi vigneti, frutto del lavoro paziente e meticoloso dei viticoltori che ne traggono un vino buonissimo:


Niente di classico, vero? Ma comunque ognuno di questi posti rappresenta per me una sensazione e un'emozione ed è a quelle che cerco di ritornare con la mente quando devo scegliere le immagini per Il senso dei miei viaggi. Alla prossima!

venerdì 15 giugno 2012

Di blog in blog: Austria & more

Siamo al secondo appuntamento della staffetta Di blog in blog (il primo qua), una splendida occasione per confrontarsi con gli altri, per scavare dentro sé stessi, esprimendo il proprio punto di vista e il proprio stile, e imparare dagli incontri che si fanno. L'argomento di oggi è la meta di viaggio che consiglieremmo per l'estate.
Spesso nella mia vita, il viaggio ha assunto le vesti di una sana ed efficace terapia... contro i momenti difficili, le paturnie e qualche evento che - se avessi potuto scegliere - non avrei voluto vivere. La preparazione del viaggio e la partenza sono state come una medicina per l'anima e per la mia famiglia. 
Le rotte dei miei viaggi si sono spesso incrociate con la terra che vi consiglio come meta per l'estate: l'Austria.

Perché l'Austria?

-perché la conosco bene: l'ho visitata più volte (estate 2007 - 2009 - dicembre 2011) e non mi ha mai delusa, né di inverno né d'estate

-perché è un connubio tra attrazioni naturalistiche e storiche




-perché non è costosa e,

giovedì 5 gennaio 2012

Holidays: Innsbruck!

L'Epifania tutte le feste porta via? E noi cerchiamo di fermarle!
Durante queste vacanze abbiamo passato tre giorni a Innsbruck... in particolare abbiamo camminato per le strade di questa splendida cittadina, antica capitale del Tirolo, che ho imparato ad amare fin da piccola ma che ho riscoperto grazie a Sybille. La storia di questa regione, così ricca e compressa tra diverse appartenenze nazionali; ma la ragion di stato non rende conto delle tante sfaccettature dell'identità tirolese e ladina di questa gente.







Passeggiando per Innsbruck ci siamo imbattuti in queste originali decorazioni natalizie, tutte sul tema delle fiabe:





Insomma, bastava alzare lo sguardo e... si poteva giocare a indovinare o a ricordare le fiabe rappresentate!
Un saluto"imbacuccato" da me e da L@... a proposito, il suo blog è momentaneamente sospeso per ragioni tecniche che stiamo risolvendo!




martedì 2 marzo 2010

Itinerario di viaggio in Austria


Prendendo spunto dai miei viaggi già archiviati nel taccuino degli appunti e tra gli album delle foto vi inoltro un itinerario già sperimentato per un tour dell'Austria. Chissà, potrebbe ispirarvi, potrebbe essere un punto di partenza per un vostro personale itinerario o potrebbe semplicemente essere un'occasione per fantasticare:

-Prima tappa (da dovunque si arrivi): Innsbruck (Maria Theresien Strasse e Herzog-Friedrich Strasse, Hofkirche e Museo d’arte tirolese.) Arrivo e pernottamento ad Hallein (in una splendida pensioncina provata già due volte, con un'incantevole piccola piscina sul prato e una squisita padrona di casa)
-Seconda tappa: Il centro di Salisburgo (Staatsbrucke, municipio, Alter Markt Residenz Platz, Getreidegasse, Dom S. Rupert, Franziskanerkirke, S. Peter, Stift Nonnberg, Pranzo con panino da Stiftsbackerei St Peter; visita alla fortezza di Hohensalzburg. La foto qui accanto è salisburghese...)
Visita a Hellbrunn. Cena (Stiegkeller, Festungsgasse 10)
-Terza tappa: Bad Durnberg miniera di Sale (9-17) e villaggio celtico (10-17). Pranzo con panino. I laghi del Salzkammergut: Mondsee (32’ 52 km), Sankt Gilgen (14’ 15 km) Sankt Wolfang (15’ 16 km), Bad Ischl (15’ 15 km; Kaiservilla), Hallstatt (21’ 21 km). Passeggiata e cena in uno dei paesini, io vi consiglio Hallstatt (il cimitero fiorito si trova là)


-Quarta tappa:Partenza per Vienna. Abbazia di Melk sul Danubio. Pranzo con panino. Deviazione per Mariazell (santuario mariano). Arrivo in pensione in periferia di Vienna (Mayerling)
Quinta tappa: Vienna (attorno allo Stephansdom (8,30-11,30) Graben Peterskirche Michaelekirche (Pasticceria Demel, Kohlmarkt 14) -Hofburg (9-17,30) con giro di Sissi Neue Burg Josefsplatz. Pranzo. Belvedere (10-18). Passeggiata tra lo Stephansdom e Stadtpark: Haus der Music Annagasse Himmelpfortgasse Ballgasse Franziskanerkirche Singerstrasse Grunangergasse Mozarthaus Jesuitenkirche Schonlanterngasse Griechenbeisl Fleischmarkt. Cena in un heuriger tradizionale.
-Sesta tappa: Schonbrunn (8,30-18). Pranzo con panino. Grinzing Passeggiata e cena in un heuriger tradizionale.
-Settima tappa: Partenza da Vienna e sosta a Graz, con passeggiata nel centro storico (Hauptplatz, sulla Herrengasse Stadtpfarrkirche, Kunsthaus, Sackstrasse, Sporgasse). Arrivo a Friesach (meraviglioso paese medievale con fossato ancora pieno). Passeggiata in centro.
-Ottava tappa: Visita alla cattedrale romanica di Gurk. Ritorno a casa.

domenica 31 gennaio 2010

Sulle tracce dei Celti


Fare un viaggio, spostandosi nello spazio, è in realtà l'occasione di tornare indietro nel tempo. Sostando e respirando tra le colonne di una cattedrale o tra le rovine di un castello o ancora tra i megaliti di un sito preistorico si coglie lo spirito del passato e della sua inestimabile eredità.
Fare un viaggio come ho detto qui qualche tempo fa è anche occasione di conoscenza, di approfondimento di un aspetto della realtà.
I Celti per esempio. Questo popolo dalle antichissime origini, probabilmente collegati alla migrazione dei popoli del mare avvenuta intorno al 4000 a. C. stanziatisi poi nella zona di Hallstatt, mi ha sempre affascinato.
Hallstatt, patrimonio dell'Unesco, si trova nel Salzkammergut in Austria (a destra una mia foto). Qui le catastrofi geologiche delle ere primordiali hanno racchiuso il mare imprigionando smisurate quantità di preziosissimo sale (hal in celtico). Le miniere della zona e Bad Durrnberg in particolare (anche di queste ho già parlato) testimoniano ancora il loro passato celtico.
Da qui i Proto-Celti si espansero nella Penisola Iberica, nelle Isole Britanniche, nell'odierna Francia, nella Penisola Balcanica. "Galli" era il nome con cui i Romani chiamavano i Celti. Ma erano Celti anche i Celtiberi (Spagna), i Pannoni (Penisola Balcanica), i Britanni. Mentre i Galli e i Celtiberi furono profondamente latinizzati, perdendo la propria identità, gli abitanti delle isole britanniche sono da considerarsi gli odierni eredi dei Celti, di cui conservano la lingua, nei due rami gaelico e britannico. In tutto il resto d'Europa Germani e Romani prevalsero, stringendo i Celti "come due immense macine da mulino" (Francisco Villar).
La re-celtizzazione della Gran Bretagna ad opera di gruppi provenienti dall'Irlanda, mai entrata nei domini di Roma, tutelò la presenza celtica, integrandola con elementi cristiani. La successiva anglicizzazione, ad opera di vichinghi e sassoni (di stirpe germanica), ha forgiato poi le attuali popolazioni delle isole britanniche.
Il viaggio della scorsa estate nella zona celtica dell'Austria ci ha portati ad immaginare un prossimo viaggio in Irlanda, come seguendo le orme di questo antico popolo dai capelli biondi e dagli occhi chiari.

mercoledì 16 settembre 2009

Viaggiare è conoscere (1)


Viaggio è svago, è contatto con la bellezza naturale e architettonica, ma è anche un itinerario di conoscenza. Capita che si veda un luogo o una targa o un dipinto che accenda la curiosità, il desiderio di approfondire la storia che vi sta dietro. Capita anche che la visita di una città richiami alla mente pagine di storia da rispolverare e che al ritorno si vada alla ricerca di nuovi particolari con cui arricchire la propria cultura.
La prima tappa del mio viaggio estivo è stata Sansepolcro, patria di Piero della Francesca, ma anche di Luca Pacioli, matematico inventore della partita doppia, studioso della sezione aurea e della geometria euclidea, collaboratore di Leonardo. In particolare girovagando sul web per documentarmi su questo genio rinascimentale mi sono imabattuta nel mistero del suo ritratto, famoso tra l'altro per la virtuosistica raffigurazione del rombicubottaedro riempito di acqua per metà.
La seconda scintilla di curiosità mi è balenata alla visita delle miniere di sale del Bad Durrnberg.Si tratta di un luogo dalla storia millenaria basti pensare alle sue origini che si devono ai cataclismi preistorici che formarono le Alpi racchiudendo al loro interno ciò che prima era terra sottomarina, creando così la mniera di sale imprigionato nella roccia, ma anche al fatto che furono sfruttate dai Celti, poi nel Medioevo e infine dagli Arcivescovi di Salisburgo (che appunto vuol dire "città del sale") che ne fecero una miniera di "oro bianco". L'aura del luogo è impressionante se si pensa che per costruire i cunicoli, le camere per l'acqua (utilizzata per sciogliere il sale e separarlo dala roccia), i laghi sotterranei e le discese per gli operai, sono state necessarie ore di instancabile e immane lavoro a testimonianza di quanto l'uomo sia sempre portato a superare se stesso, a gettare il cuore oltre l'ostacolo anche a prezzo di enormi fatiche. Fino al 1989 la miniera era ancora funzionante, poi è stata recuperata per renderla visitabile: si entra con un trenino da minatori dopo essersi “agghindati” con dei ridicoli tutoni necessari per il freddo (la temperatura sotto è di 10 gradi e l’areazione naturale è costante tanto che ci sono delle porte antivento) e per non rovinare i propri vestiti. Alcuni tratti del percorso si fanno a piedi e in piano ma le discese con dei rudimentali scivoli di legno (27 e 42 m di “caduta libera”) sono molto elettrizzanti. Si attraversa pure un lago di acqua salina con una chiatta di legno. In particolare vi è stato ritrovato un reperto preziosissimo, un uomo mummificato nel sale. L'idea del sale come
fil rouge per studiare la storia è davvero interessante...
Un altro squarcio sulla storia questa volta trita e ritrita della scoperta dell'America mi si è aperto alla vista di un quadro botanico esposto a Hellbrunn. Esso raffigura un girasole, come esempio di rarità vegetale importata dal principe Markus Sitticus per stupire i suoi ospiti. Il dipinto era datato all'inizio del 1600 il che non deve stupire in quanto se è vero che il continente americano fu scoperto nel 1492, le nuove specialità botaniche cominciarono ad affluire in Europa con il tempo. Il girasole, in particolare, approdò in Spagna nel 1510 e solo nel 1568 fiorì per la prima volta in Europa all'orto botanico di Padova.


martedì 29 luglio 2008

Cartoline dall'Austria bis

La più antica panetteria di Graz







Backerei Edegger Tax, Paulustor Gasse (angolo Hofgasse) Graz


La più antica panetteria di Graz possiede, come si nota, una vetrina di legno cesellato e intarsiato di rara bellezza. Tutto il centro storico di Graz è patrimonio dell'Unesco: la capitale della Stiria non delude i visitatori con il suo centro storico pedonale di stampo rinascimentale, con le facciate di diversi colori, tutte finemente decorate, gli angoli e i cortili nascosti che bisognerà andare a scovare passeggiando.


Friesach e le sue fortezze diroccate






Friesach, villaggio della Carinzia, presenta fossato e bastioni medievali perfettamente conservati: è inoltre dominato da fortezze semidiroccate raggiungibili dal centro del paese salendo 375 scalini.

Hemmaland: i luoghi di una donna coraggiosa


Cattedrale di Gurk

Hemma era una nobildonna vissuta nel Medioevo che perse il marito e i figli a causa delle discordie e dell'odio tra le fazioni che si opponevano nella Carinzia dell'epoca: dedicò quindi tutta la sua vita a pacificare la sua terra, costruendo a sue spese luoghi di pace, come la bellissima cattedrale romanica della foto.

Il diario del viaggio lo trovate qui.

Cartoline dall'Austria (agosto 2007)

Oggi inauguro una nuova rubrica del mio blog... sui ricordi di viaggio. E comincio con l'Austria. Il racconto del viaggio vero e proprio è su Turisti per caso. Qui vorrei proporvi alcune fotografie con una breve didascalia di accompagnamento (cartoline, appunto) per darvi qualche idea...


Prelibatezze salisburghesi: i Mozart Kugel

Café-Konditorei Furst, Brodgasse 13 Salzburg

Qui, nel 1890 furnon inventati i Mozart Kugel, noti in Italia come "palle di Mozart". Nella foto è illustrato il procedimento per farli.


Un romantico cimitero




Peters Friedhof, Salzburg
Piccolo cimitero di S. Pietro: a ridosso di un dirupo, incantevole e romantico giardino, in cui anche le sepolture sono fiorite. Circondato da portici seicenteschi, presenta anche delle belle cancellate in ferro battuto.

La perla del Salzkammergut

Hallstatt

Il Salzkammergut è una regione di laghi e montagne dove ogni lago ha il suo colore caratteristico. Con l'auto abbiamo percorso in un pomeriggio la statale che collega il Mondsee (verde chiaro) al Wolfgangsee (azzurro) fino all'Hallstatter See, che insieme al villaggio che si affaccia su di esso è stato dichiarato patrimonio Unesco. Il paese di Hallstatt è stretto tra le acque del lago, in cui si riflette facendo quasi un tutt'uno con esso, e le montagne strapiombanti. Le case più vicine all'acqua sono costruite su palafitte e le vie tortuose confluiscono tutte in una deliziosa piazzetta.

L'Heuriger di Ludwig

Mayer am Pfarrplatz, Pfarrpaltz 2 Wien 19

Aperto dalle 16 a mezzanotte, è una vecchia locanda di Heiligenstadt (villaggio in periferia di Vienna), dove un certo Ludwig von Beethoven compose qualche pezzo della Nona Sinfonia. Si tratta di un Heuriger, come si nota dal ramo di abete appeso davanti all'ingresso. L'Heuriger è un'osteria tradizionale che, per decreto imperiale, fin dal Settecento possiede l'autorizzazione a servire vino nuovo.


Un caffè viennese


Kaffeehaus Diglas, Wollzeile 10 Wien

C'è modo e modo anche per servire un caffè. Bastano un vassoietto, zollette di zucchero di diversi tipi su un piattino e un mini bricco d'argento per il latte per cambiare tutto.

La casa del basilisco



Basilikenhaus, Schonlaterngasse 7 Wien

Nella via della Bella Lanterna, che è caratterizzata da case medievali con facciate rifatte nel periodo barocco, si trova la casa del basilisco (del 1212), decorata con l'altorilievo del mitico rettile nato dall'uovo deposto da un gallo e covato da un rospo.
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