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domenica 12 ottobre 2014

Istantanee da Napoli



Ho avuto l'occasione per lavoro di trovarmi a Napoli per tre giorni e così tra la cerimonia finale del settennio del Piano Operativo Nazionale 2007-13 e gli eventi di Tre giorni per la scuola ho fatto delle belle passeggiate alla riscoperta di una città che avevo già visitato qualche anno fa, riportando a casa una piacevole sorpresa.

Perché Napoli racchiude mille volti diversi: è una città di mare e di panoramiche colline, è maestosa come una capitale ma se giri la testa scorgi vicoli impenetrabili dalla luce, è ricca di storia e di carattere, le persone sono aperte e immediatamente simpatiche, ha una triste fama di città pericolosa ma le gioiellerie non sono blindate, tutto ti parla di bellezza ma anche di sperpero, di arte ma anche di incuria. 



In certi angoli sembra Roma, in altri viali Milano, in certi scorci Barcellona e in altri ancora una qualsiasi periferia degradata. Se non l'avete mai visitata, ve la consiglio vivamente. Conto già di ritornarci al più presto.

Napoli è anche (o soprattutto) un'esperienza del gusto e dello sguardo. I dolci fenomenali, i colori, i cornetti in tutte le salse, i ciondoli tradizionali, le statuine e i presepi più pittoreschi...


... la pizza! Non c'è pizza più emozionante di quella gustata su spartani tavoli di marmo da Michele sulla Forcella. Solo due tipi: margherita (con variante doppia mozzarella, la pizza in primo piano... la mia!) e marinara. Poca scelta anche alle bevande, ma con una fila di almeno mezzora e 7 € al massimo esci ampiamente soddisfatto:




lunedì 29 ottobre 2012

Le pietre dei miei viaggi

La ricerca del passato è una delle costanti dei miei viaggi: conservo dentro di me la netta impressione che ho ricevuto entrando tra le rovine di un'abbazia irlandese, poggiando il palmo su una colonna greca o alzando lo sguardo su una volta di una catacomba protocristiana. 
Aver respirato il passato è una ricchezza che nessuno potrà mai togliermi e che non si può percepire sfogliando un libro o cercando immagini su google. 
Immaginare le vite che sono passate accanto a quella colonna, dentro quelle mura possenti è come spazzare via millenni di distanza e poter entrare in contatto con eventi ormai perduti. 
Questa sensazione, come di un repentino viaggio nel tempo, è stata particolarmente forte per me in Francia del sud, all'ombra del Pont du Gard:


Pochi centimetri di dislivello sono bastati ai Romani per trasportare acqua per chilometri e chilometri. Le pietre ordinate e incastonate a formare splendidi archi incorniciano il cielo: l'esperienza è completata dal bagno ristoratore nelle acque del fiume Gard.
In Irlanda ho incontrato pietre meno maestose, ma non per questo meno emozionanti,  quelle del Gallarus Oratory:


Una primitiva cappella a forma di barca capovolta, con la porta e una finestra rivolta a oriente: si tratta di un antichissimo oratorio databile tra il VI e il IX secolo ed è la più antica chiesa cristiana d'Irlanda.

E come simbolo della ricchezza e della decadenza del nostro paese scelgo Pompei:


Con le sorprendenti strade lastricate, simbolo dell'attività civilizzatrice e delle capacità architettoniche dei Romani; con gli affreschi e le decorazioni di incredibile modernità. 
Un pezzo tra i più preziosi del tesoro artistico che l'Italia possiede.
Ma non c'è povertà maggiore di quella di un paese che non solo non cura ma neanche rispetta le pietre che una storia gloriosa ha voluto regalargli con tanta generosità e profusione. L'Italia non le valorizza come fondamenta di una civiltà e di una cultura, relegandole all'interesse di pochi appassionati e di turisti frettolosi. Mentre è nella Valle dei Templi che tutti i nostri studenti dovrebbero imparare la storia greca, è a Pompei e tra gli scavi di Roma antica che dovrebbero assaporare i primi rudimenti di latino ed è a Palermo che dovrebbero incontrare il mondo arabo. Il cristianesimo potrebbe essere  di nuovo percepito nella sua carica rivoluzionaria entrando nell'arena del Colosseo o nel buio delle catacombe.
E invece lo sperpero continua.

Con questo post partecipo all'iniziativa Il senso dei miei viaggi di Monica Viaggi e Baci.

lunedì 1 ottobre 2012

Il sapore dei miei viaggi

Partecipo con particolare gioia alla versione culinaria de Il senso dei miei viaggi di Monica.

Il perché è presto detto: sono solita fotografare i piatti e i ristoranti, le colazioni e i caffè che gusto in viaggio, per ricordare al ritorno non solo i monumenti e i panorami rintracciabili da chiunque  anche con una sommaria ricerca su google, ma per immortalare i miei momenti, le mie impressioni, le mie ambientazioni. Con la luce di una mattina o la foschia di una serata, con il calore di un'atmosfera e la sensazione cromatica di una pietanza, che posso aver colto solo io che ero là in quel momento. Per cui ho uno scrigno di mille di queste impressioni in cui è stato difficile scegliere. 
Te lo aspettavi, Monica?

Ho optato per i sapori dell'ultimo viaggio, a Praga:

Situato nella zona meridionale di Mala Strana, la trattoria tradizionale U Sveiku richiama il personaggio del buon vecchio soldato e serve piatti abbondanti e per niente costosi. Qui siamo tornati due volte per gustare la tipica zuppa all'aglio e i piatti di carne.

Ho scelto poi un luogo tutto italiano e vicino all'autostrada, molto comodo per chi va su e giù per l'Italia:

Un ristorante governato e impreziosito da Toni, cuoco sopraffino che, con gli ingredienti freschi della sua cucina di mare e terra, è capace di renderti piacevole il percorso autostradale che dal sud della nostra penisola conduce oltre la famigerata Salerno-Reggio Calabria.

E poi, come spesso mi capita, sono tornata a una terra che cito spesso e che mi è rimasta nel cuore, l'Islanda: 

Il Perlan è situato in un edificio a torri che sovrasta la capitale islandese: qui la funzione di contenere le risorse idriche naturalmente calde negli immensi serbatoi torreggianti è stata resa anche bella da ammirare: la luce delle vetrate e la riproduzione stilizzata del geyser rendono indimenticabile l'esperienza del mangiare qui. Il cibo da prendere al buffet è accompagnato dalle tipiche pagnotte islandesi e dall'immancabile burro leggermente salato. Ci si può servire anche più di una volta senza alcun sovrapprezzo. Un modo diverso di vivere, non solo di mangiare quindi.

Ringrazio come sempre Monica che mi dà l'occasione di rievocare i viaggi fatti sotto diverse angolazioni e ricordo a tutti che c'è tempo per partecipare fino al 5 ottobre.

mercoledì 2 dicembre 2009

Reportage dalla Campania


Come vi dicevo qualche tempo fa, ho partecipato ad un viaggio in Campania offerto da un'agenzia specializzata in gite scolastiche. Vi avevo promesso un resoconto: ecco qualche spunto. La prima tappa è stata la Città della Scienza di Bagnoli, irrinunciabile per i nostri alunni e anche per noi... con uno splendido planetario e diversi spazi interattivi che rendono accattivante il mondo delle scoperte scientifiche. Qui accanto l'angolo riservato ai poliedri. C'è anche una sezione Hands on! dedicata ai più piccoli.

Non ultimo, il fattore ambientazione: l'edificio, ricavato da un'antica fabbrica, è su uno spettacolare tratto di costa, godibile attraverso le ampie vetrate.

Nella stessa giornata, dopo pranzo si può tranquillamente fare una capatina a Pozzuoli alle Solfatare, che offrono un'esperienza diretta dei fenomeni vulcanici. L'acqua che bolle, i colori che lo zolfo strappa alla pietra, l'odore acre e a tratti fastidioso, il vapore ad alta pressione, le rocce calde sono tutti particolari emozionanti per i ragazzi. Fare un giro di Napoli poi è d'obbligo, anche perché le Solfatare chiudono alle 16,30 e rimane buona parte del pomeriggio per gustare la città partenopea. Tra l'altro abbiamo potuto percorrere la famosa via dei Presepi, San Gregorio Armeno, e abbiamo assaggiato il babà.


Come potete giudicare dalle foto, non si può resistere!
Il secondo giorno si può dedicare ad una passeggiata nel tempo, per le strade di Pompei. Un tuffo nel passato che nessun film hollywoodiano potrà eguagliare... Di pomeriggio ci sarà spazio per una gita fuori porta, a Sorrento, dove ho fatto incetta di limoncello.
Il terzo giorno è stato impiegato per la Reggia di Caserta: tra le foto scattate, ho scelto quella del magnifico pavimento decorato con intarsi di marmo a forma di labirinto, dalle molteplici implicazioni simboliche.


Da ultimo vi lascio con uno splendido tramonto sulla strada per Sorrento...
Devo confessarvi che molti mi avevano parlato positivamente della Campania e in particolare di Napoli, ma in me le immagini del telegiornale e la cattiva presentazione mediatica avevano avuto la meglio; ecco perché la sorpresa è stata ancora più grande, la sorpresa di una città viva, con un forte senso della comunità che entra nel cuore, di una regione dagli splendidi scorci di paesaggio, dalla storia millenaria che le contraddizioni del presente non possono sopprimere.


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