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giovedì 8 dicembre 2016

Latte nero e Istanbul

"L'aria è cristallina e il cielo è blu, solcato da nuvole rosa che si spostano verso le colline più in là. Istanbul sembra pulita e ringiovanita, come una giovane sposa appena uscita dall'hammam". Con queste parole Elif Shafak, una delle mie scrittrici preferite, descrive la sua splendida città che ho avuto la fortuna di visitare nel 2015.


Una città dal passato millenario, paragonabile forse solo a Roma per ricchezza di monumenti e di storia.


Della Shafak ho letto quasi tutto e tra i sui romanzi questo è un po' sui generis: autobiografico e surreale, narra la complessità del diventare madri.
"Non ci sono coincidenze nell'universo, solo segni. Li vedi?", con questa frase che immaginerete sottolineata a matita, vi invito alla conoscenza delle sue opere.

lunedì 14 settembre 2015

Viaggio in Turchia: impressioni di Istanbul

Istanbul è davvero tutto e il contrario di tutto: è una città sul mare, ma è anche una città d'arte. È antica ed è moderna. Porta in sé le contraddizioni di una città orientale mescolata una metropoli di stampo europeo. Del resto, è risaputo, è posta tra Europa e Asia. Per me è stata una scoperta continua e vorrei rendervi partecipi delle mie impressioni.

Istanbul è sul Bosforo, anzi direi che lo avvolge come con un bambino recalcitrante: lo Stretto tra Mar di Marmara e Mar Nero è stato infatti dichiarato "acque internazionali" per evitare ala Turchia di essere coinvolta nella responsabilità sul passaggio di merci, armi, navi da guerra. Perché da qui passa veramente il mondo, aspettando i turni di sei ore dei sensi unici alternati:


Vedi il Bosforo da tutte le angolazioni e ognuna è diversa dall'altra, ti sembra sempre diverso anche tra uno scatto e l'altro, per la luce e per il continuo movimento delle navi. Osservi le due sponde di Istanbul divise e collegate dallo Stretto: per viaggiare dall'Europa all'Asia si passa nel Bosforo (tramite traghetti), sul Bosforo (i ponti sono tre e un altro è in costruzione) e sotto il Bosforo (con al nuovissima linea metro Marmaray). La crociera è un'altra bella avventura da vivere, tra moschee, palazzi e villaggi di pescatori non ti stanchi mai di guardare:


A Istanbul è suggestivo anche camminare sulla terraferma, però: ogni quartiere, ogni svolta, ogni salita e ogni discesa riservano una sorpresa ispirandoti l'inquadratura di una foto.


Il tratto di mare che divide la parte antica dalla parte moderna, il Corno d'Oro (foto sopra sulla sx), è un antico estuario ma in realtà è un fiordo visto che a prevalere è l'acqua salta del mare. 
Qualche indicazione pratica solo per una perlustrazione sommaria:
- la topografia di Istanbul, complicata a spiegarsi a parole, è visivamente semplice


Sotto: Mar di Marmara e Sultanahmet, parte antica. Poi il Corno d'oro che divide Sultanahmet da Beyoglu, la cosiddetta parte moderna, ricca anch'essa comunque di testimonianze storiche. Al di là del Bosforo sulla destra la sponda asiatica (Uskudar, Kadiloy...). Proseguendo verso l'alto sul Bosforo si arriva al mar Nero. La vista del Corno d'oro della foto è presa da Eyup, in alto alla fine del Corno. Tutto chiaro?

- cosa non perdere? I minareti di Santa Sofia contrapposti a quelli della Moschea Blu, le moschee più piccole e meno famose, l'atmosfera surreale della Cisterna Basilica, i parchi (del Topkapi e di Gulhane), i mercati (Grand Bazar, Bazar delle Spezie, il mercato di Uskudar, arata Bazar), il cibo da strada (pannocchie bollite e poi arrostite, le ciambelle di pane col sesamo, il panino con lo sgombro arrostito a Eminonu, il classico kebap -si dice così- da asporto e lo yogurt denso con il miele). E poi passeggiare: non ci si può perdere visto che certi monumenti sono visibili anche da lontano e aiutano a orientarsi.

venerdì 20 febbraio 2015

Rosso Istanbul per i venerdì del libro



Quando comincio a sognare un viaggio, vado alla ricerca di libri che mi trasportino attraverso le pagine nell'atmosfera del luogo che andrò a visitare. Qui la scelta è stata quasi scontata: in questo romanzo Istanbul è già nel titolo e in effetti tutto il romanzo di Ozpetek, famoso regista turco, è una dichiarazione d'amore a una città, Istanbul, che è "il blu e il rosso, che paiono fondersi solo in certi tramonti sul Bosforo":


(immagine da qui)
Un romanzo autobiografico, forse neanche un romanzo, sul ritorno alla città natale: "perché, ovunque io sia, Istanbul mi aspetta". 
E sulla città, da cui tutto sembra aver avuto origine: provengono da là i tulipani che oggi rappresentano l'emblema dell'Olanda e il caffè che è diventato simbolo di Vienna (in qualche modo anche il cornetto a forma di mezzaluna ricorda le scorribande turche in Europa).
Ma soprattutto sull'amore: "Vedi cuore mio - dice la madre del regista - non c'è niente di più importante dell'amore", che poi è l'unica cosa che resta di una vita.
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