Visualizzazione post con etichetta impariamo viaggiando learn & travel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta impariamo viaggiando learn & travel. Mostra tutti i post

mercoledì 20 maggio 2015

Assaggi di #Expo2015

L'8 maggio sono stata all'Expo, per un assaggio (è il caso di dirlo) del mondo attraverso i padiglioni di ogni paese. Vorrei portarvi con me attraverso le immagini:


Alcuni padiglioni non li ho visti all'interno per motivi di tempo e di file, ma vederli dall'esterno è già bello: le architetture sono proprio l'espressione della più alta creatività.

Alcuni paesi scelgono di evidenziare i propri punti di forza, i colori della terra, le prerogative del proprio popolo, quasi come uno spot tridimensionale delle proprie bellezze:


Messico, Colombia, Spagna, Vietnam, Belgio per esempio scelgono questa modalità.

Altri preferiscono veicolare un messaggio forte, come Israele che vanta le sue conquiste nel settore dell'innovazione agricola attraverso un video esplicativo che segue la storia di una famiglia dalle origini dello Stato israeliano a oggi. O come la Thailandia che vuole farci conoscere l'amore per la terra della famiglia reale.
Tra questo il padiglione che più mi ha colpito è quello targato South Korea, che tramite l'avanzata tecnologia trasmette il messaggio dell'hansik, cioè del cibo sostenibile in armonia con il pianeta e con il benessere della persona:



Qual è il tuo cibo preferito? - ci si chiede all'ingresso del padiglione. Perché "sei ciò che mangi". Ingerendo il cibo fai una scelta, e se ti fai guidare dal principio dell'ansia sceglierai in armonia con le stagioni e la compatibilità degli ingredienti. 

Vi sono anche messaggi istantanei all'Expo: 


E installazioni che ti conducono nel contrasto a riflettere su passato e futuro, memoria e innovazione:


Insomma, so già che come dicevo all'inizio questo è stato solo un assaggio, ci tornerò per entrare nei padiglioni che non ho visitato e per rivedere quelli che ho apprezzato di più.

domenica 29 marzo 2015

Da Genova alla Costa Azzurra

Viaggiare è un'ottima occasione per imparare e più volte in questo blog ho cercato di dimostrarlo. Il viaggio di istruzione, a maggior ragione, lo è. L'anno scorso con i ragazzi delle terze della scuola di cui sono dirigente siamo andati a Barcellona, ma anche da insegnante mi piaceva accompagnare i ragazzi in gita (nel 2009 a Napoli, per esempio, o nel 2012 in Toscana). Quest'anno la nostra meta è stata doppia: la Liguria e la Costa Azzurra.

Il primo impatto è stato quello con l'Acquario di Genova:


Non so come la pensate su zoo e acquari, ma a me dopo la prima beatitudine nel guardare gli animali e nell'osservarli, viene un po' di magone. Ma proseguiamo.

A Monaco-Montecarlo abbiamo toccato con mano il lusso:


Ma abbiamo anche visitato una chicca, che vi consiglio assolutamente, il Giardino giapponese, vi ritroverete come in un'oasi di pace in mezzo ai palazzi:


Alla visita del Principato abbiamo dedicato la seconda giornata. Il terzo giorno, invece, ci siamo spostati a Nizza per poi visitare a Eze la fabbrica della Fragonard, celebre casa francese di profumieri. Di Nizza, che avevo già visto, vi lascio i colori del mercato di Cours Saleya:


L'ultimo giorno abbiamo avuto la piacevole sorpresa di scoprire la parte antica di Sanremo, il quartiere della Pigna: 


Spero di avervi fatto venire il desiderio di un viaggio in queste zone!

lunedì 19 gennaio 2015

Assaggi di Puglia

Quattro giorni non bastano per una città, figuriamoci per una regione. E una regione come la Puglia, ricca -come tante altre in Italia- di paesaggi, tradizioni e attrazioni. Ma per un primo assaggio tutto sommato vanno anche bene, e ti lasciano il desiderio di tornare.

Primo giorno, arrivo ad Altamura. Un paese animato nonostante il freddo da neve (che infatti si è presentata il secondo giorno di permanenza), un corso pieno di negozi, una bella cattedrale con un presepe antico, viuzze molto suggestive. Noi alloggiavamo al Claustro cioè un cortile circondato da palazzetti i cui locali, tutti collegati, appartenevano alla stessa famiglia da cui il cortile prende il nome.

I nostri itinerari ci hanno portato il primo giorno a Matera, città (non pugliese) antichissima che come un relitto sembra essersi arenato sulla montagna e di averne assorbito i segni del tempo e le tracce della millenaria storia fino a non permettere più di distinguere le pietre dalle costruzioni:




Il secondo giorno abbiamo visitato le Grotte di Castellana addentrandoci nel ventre della montagna: non si potevano scattare fotografie e conservo la memoria di un luogo quasi fuori dallo spazio, in un perfetto equilibrio di temperatura costante, senza aliti di vento e correnti d'aria. Peccato per la completa assenza di una rete di servizi turistici che ci siaspetterebeb da un sito così bello nonostante la nostra visita si sia svolta di domenica. Non uno shop specializzato, non un museo né un negozio di souvenir o bar interno. La nostra guida, ammirevole e bravissimo omone, ci confessa che tutto quello che sa lo ha imparato per la sua grande passione e che l'amministrazione inquadra le guide specializzate come lavoratori stagionali! In Europa attorno alle Grotte avrebbero costruito un intero regno!
Ci siamo spostati poi ad Alberobello, che di inverno assumono ancora di più l'aspetto di villaggio delle fate che possiedono anche nella bella stagione:



Fate o streghe... vista la simbologia ancestrale che domina gli spioventi!

Il terzo giorno quasi in completa solitudine (a causa del freddo) abbiamo visitato Ostuni assorta in una nebbia silenziosa:



Un'ultima notazione per l'incontro con la cucina pugliese: l'avevo già conosciuta in occasione della visita di Castel del Monte, ma il ricordo si era sbiadito. Piatti semplici, sapori  definiti e tradizionali, ma ottimi! Ci siamo affezionati in particolare al ristorante con volte di tufo Ai tre archi di Altamura, dove siamo più volte ritornati, ma voglio menzionare anche Il Fidelio di Alberobello posto in una bella villa con giardino. 

venerdì 7 novembre 2014

Perché devo andare in Polonia


Sono le prime righe di un mio tema di V elementare. Mi si chiedeva di scrivere di un fatto di cronaca che avesse suscitato il mio interesse e io rispondevo con "il fatto della Polonia", a cui  il governo russo toglieva la libertà. La passione per il paese dell'est non si limitava a seguirne le vicende politiche: pochi mesi dopo in un tema su un personaggio che mi avesse colpita, ho scelto di parlare di Giovanni Paolo II. Insomma, la mia era una fissazione.

La Polonia l'ho incontrata diverse altre volte nella mia vita: ho conservato un foulard del sindacato Solidarnosc e mi sono sempre interessata delle vicende del campo di sterminio di Auschwitz, a partire dalla storia per me sconvolgente di padre Massimiliano Kolbe, che diede la vita per salvare un altro prigioniero fino ai romanzi sull'Olocausto, che leggo in serie. Come questo.

Ecco perché il viaggio in Polonia in fondo lo sogno da quando ero bambina (nel febbraio 1982, data del tema, avevo appena 9 anni). Sicuramente andrò nei luoghi di Giovanni Paolo II, da Wadowice a Cracovia, così come andrò nei campi di sterminio di Oswiecym (vero nome polacco della cittadina tristemente famosa con il nome tedesco di Auschwitz-Birkenau). Ma ricercherò anche là le città sui fiumi che collegano i miei viaggi come un fil rouge (da Parigi a Londra, passando per Praga), le memorie storiche degli antichi popoli e delle nobili stirpi che fondarono la Polonia, le testimonianze della fede cristiana e delle vicende politiche che l'hanno caratterizzata.

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi dell'organizzazione del viaggio... e voi dove andrete nel 2015?

giovedì 11 settembre 2014

Esperienze londinesi

È arrivato forse il momento di tirare le somme. Dopo la prima panoramica e gli zoom su mercati, sulla Tate modern, sul Giappone (a Londra), sulle scoperte del British Museum,  vorrei ora dirvi le mie impressioni nell'incontro con la capitale inglese:

-gli inglesi sono più civili di noi. Sì, è così. In tutte le situazioni che lo richiedono fanno spontaneamente file che rendono l'attesa meno fastidiosa; assistono a concerti di musica classica con compostezza ma anche in modo assolutamente informale, in jeans e maglietta e partecipando con applausi e incitamenti allo spettacolo; ti chiedono di cosa hai bisogno se ti vendono armeggiare con una mappa; ti aiutano con le valigie se le stai trascinando in metro; ti dicono sorry anche se a urtarli sei stato tu...




-ci tengono tantissimo a valorizzare la memoria storica che li ha preceduti, ma anche figure sconosciute che hanno lasciato una traccia seppur piccola: a loro dedicheranno una targa, una panchina in un parco o in una piazza




-valorizzano anche quello che non è appartenente alla loro tradizione. Il Victoria & Albert Museum mi ha stupito per la congerie di oggetti, per il numero di reperti anche non preziosissimi (penso alla galleria del ferro battuto) e per la capacità di dare una degna cornice a tutto. Ho osservato, per esempio i tipici pozzi veneziani e altre testimonianze della nostra bella e scalcagnata Italia, che invece sperpera quello che ha.



-c'è vita. Sì, nel senso che se esce un timido spicchio di sole, sono tutti al parco. E se pioviggina, aprono l'ombrello ma restano sul prato. La mattina li vedi incamminarsi indaffarati con il bicchierone di caffè in mano, a tutte le ore li scorgi chiacchierare, lavorare al computer, sorseggiare una bevanda nei caffè, di sera ogni luogo si popola di gente che vuole stare insieme. E in ogni quartiere c'è molto da fare, molte cose da scegliere e di tutti i tipi. Ai miei occhi è grande la differenza con l'aria stantìa di decadenza che respiro dalle mie parti.

martedì 2 settembre 2014

Londra: incontri e scoperte

Londra è un'infinita sollecitazione per lo sguardo: gli occhi curiosi si posano su tipi strani, su animali vivi e non, persino su piedi interessanti!


Quando si visita un museo immenso come il British Museum, il rischio è quello di non guardare nulla, ma di fare un'indigestione di mille immagini senza trattenere alcuna emozione. Ma poi, basta soffermarsi. E vedi un particolare, un'espressione, uno sguardo proveniente dalla profondità dei secoli, che sembra volerti dire qualcosa. Forse un grido soffocato o un avvertimento accorato: non perdere il tuo tempo! Tutto finisce ingoiato dalla macchina tritatutto del tempo che scorre inesorabilmente. Non perdere il tuo tempo!

Anche la varietà degli incontri con gli animali ti lascia stupito: sei in una città enorme, densa di popolazione, folle e grattacieli e poi ti basta girare l'angolo e sei immerso nel verde di un parco meraviglioso. Là puoi incontrare anatre, pellicani, pavoni e persino scoiattoli che, abituati alla presenza umana, ti si arrampicano sulle gambe!



Ma Londra ti fa incontrare anche gatti egizi, statue di galli blu e cavalli bianchi e persino dinosauri!

giovedì 28 agosto 2014

Londra: percorsi alla Tate Modern

Entrare alla tate Modern è già un'esperienza surreale: sei in una centrale elettrica ristrutturata per accogliere esposizioni artistiche, permanenti (gratuite) e temporanee (a pagamento), e senti in sottofondo il rumore basso delle turbine ancora in funzione. La disposizione negli spazi delle opere ti costringe a riconsiderare i tuoi punti di vista: dell'arte e della bellezza.
Le tele e le installazioni sono raggruppare secondo un criterio tematico. Basta seguire il filo del discorso e ti ritroverai ad apprezzare l'arte più strana:


Forme essenziali, oggetti e materiali tra i più disparati, persino un motore glitterato e un bicchiere. Ma anche, perché no, una scarpa da ginnastica dimenticata tra cubi colorati.
Poi, può anche accadere che il filo del discorso ti porti a ripensare alla tua esperienza, alla maternità e alle gioie e dolori ad essa connaturati. Scorgi una piccola minuscola creatura nel grembo della madre e partecipi al pianto disperato di una donna che ha perso suo figlio, mirabilmente ritratta da Picasso:


Sito della Tate modern: a proposito, se andate a Londra prossimamente non perdetevi i Cuts-out di Matisse (ma solo fino al 7 settembre).

martedì 26 agosto 2014

Appena fuori Londra: Hampton Court Palace

Se nel vostro soggiorno a Londra avete del tempo per fare una breve gita fuori porta, non perdetevi Hampton Court Palace, la reggia voluta da Enrico VIII.
Farete un viaggio molto interessante nella vita quotidiana di questo castello, entrerete nelle cucine, negli indaffarati uffici che amministravano l'ambaradam di merci e pietanze che entravano e uscivano incessantemente, i più piccoli potranno indossare vesti in tema e saranno guidati in divertenti attività adatte a loro:


E poi, last but not least, uscirete a riposare e, se volete, a pranzare, negli splendidi giardini:



Difficile inquadrare il complesso personaggio di Enrico VIII, conosciuto per il divorzio dalla prima moglie Caterina e per il nuovo matrimonio con Anna Bolena, non concesso dal Papa e che pertanto diede inizio allo scisma anglicano. Questo antipapista anche dopo lo strappo dalla chiesa romana, continuò a partecipare ogni giorno alla S. Messa e volle sul suo stemma la frase Dieu est non droit, Dio è il mio diritto: sapeva bene che il suo scettro era inferiore a quello divino.
Difficile anche descrivere appieno la bellezza, la pace, la varietà dei giardini: curati da solerti giardinieri (li abbiamo visti all'opera), popolati da animali meravigliosi, offrono a chi vuole lo spazio immenso per un pic nic d'eccezione o per un riposino regale.

Sito di Hampton Court Palace (compreso nel London Pass, ma anche in un biglietto cumulativo con altri palazzi reali).

lunedì 14 luglio 2014

Itinerari di mezza giornata a Londra

Ottimizzare il tempo, quando si va in una grande città, è fondamentale. Del resto, è bello anche perdersi passeggiando. Per questo se non disdegno la metro (anzi! Spesso è l'unico mezzo che ti permette di trovarti a destinazione senza inutili scarpinate), una volta sul posto si deve avere il coraggio di camminare, anche a zonzo. Per questo mi piacciono molto i consigli sugli itinerari a piedi, che raccolgo qua e là sul web e sulle guide.

Per Londra, la mia prossima meta di vacanza, ho trovato questi (che ho arricchito con appunti personali):

-Southwark e South Bank: Southbank Centre, BFI sotto le arcate del ponte, di fronte il National Theatre, più avanti il Waterloo International Terminal, Gabriel's Wharf, OXO Tower, Blackfriars Bridge (nei pressi, su Fleet St. la chiesa di St. Bride), in 52 Hopton St. Fouders Arms Pub, Tate Modern, Millennium Bridge (St. Paul Cathedral) –The Shard -Sheakespeare's Globe Theatre-Vinopolis e dintorni (Golden Hinde, Southwark Cathedral), Duke st. e Tooley st., Hay's Lane fino a Hay's Gallery, HMS Belfast, City Hall - Southwark Bridge, in 21 Park St. Anchor Pub- Jubilee Gardens Queen's Walk verso Tower Bridge. Si può attraversare e recarsi a St. Katherine Docks (pub Dickens Inn e Anchor Tap)

-Kensington &Chelsea: da Kensington rd. entrare in Kensington Church Walk; da Cromwell rd. fino a Brompton rd. (87-135 Harrods, 211 Octavia Found. Charity shop), dirigendosi verso Sloane sq. osservare Caldogan Estate, Holy Trinity Church, percorrere Lower Sloan St. fino a Royal Hospital rd., ingresso nell'ospedale, poi Renelagh Gardens, Tite St., scendere verso il Tamigi per Cheyne Walk, prendere Old Church St, con la sua chiesa (corpo di Tommaso Moro), King's rd. Albert Bridge

-Passeggiata panoramica: Londra reale: Piccadilly st. (al 187 Hatchard Books) - St. James sq. (Saint James Church mercato 10-18; London Library al 14) Burlington Arcade- passare sotto Admiralty Arch, percorrere il Mall (R 153), St. James Sq., Duke of York St., Jermyn St., Saint James St., (in fondo Saint James Palace e Clarence House, al 3 Berry Broth. & Rudd cantine antiche, al 7 Pickering pl. cortile) Green Park - Buckingham Palace Gardens e per Saint James Park, Westminster Cathedral (9,30 -17,45 e nei we 18,45)- poi la Londra politica Houses of Parliament e Big Ben – Borghesi di Calais – Saint Margaret Church (9,30-15,30) attraversare Westminster Bridge.

-Visita della Westminster Abbey (9 i chiostri; 9,30-16,30, merc 19, sab fino alle 14,30, calcola 2 ore - audioguida) con i giardini (Garth, Little Cloisters e College Garden: per raggiungere quest'ultimo entrare nel Dean's Yard e nei Little Cloisters nei pressi di Great College st.)

-Covent Garden: The Strand (Savoy e Simpson's, al 79 Stamp center francobolli, al 216 Twinings e al 339 Stanley Gibbons negozio filatelia, al 441 Paperchase, al 460 The Royal Court of Justice); dirigersi per Victoria Enbankment a Charing Cr. (librerie: Koenig 80, 113 Foyles, Murder one)- Neal's Yard: Mercer st. fino alla piazzetta, poi imboccare Short Gardens fino al negozio Benefit, di fianco c'è la traversa (al 13 Homeslicepizza)- Monmouth st. (27 Monmouth coffee, 38 Fifi Wilson, 44 Tatty Devine bijoux) e Seven Dials- Neal st. (Food for tought o Maison Malinowski Brasserie, 15 The Tea House, 47 Endell st. The rock and sole plaice fish&chips)- su St. Martin's Lane Cecil Court via caratteristica - Covent Garden piazza (al 13 Paperchase; dentro il mercato coperto Shake Shack; dietro la chiesa di St. Paul bel giardino pacifico, Bedford st.)– su 10 James st. Nag's Head (fish e chips) - Shaftesbury ave (179 The Forbidden Planet) - Long Acre (12 Stanfords).

-Passeggiata zona shopping: Oxford st. (14-28 Primark escluso il sabato fino alle 22 M Tottenham Court, al 278 John Lewis, al 311 Uniqlo, 318 Miss Selfridge, al 334 Debenham, al 360 Forever 21, al 385 Boots, al 400 Selfridges reparto cosmetico più grande d'Europa) - da Well st. su Margaret st. si può visitare la bella chiesa di All Saints– Regent st. (su Great Marlborough Street Liberty; sulla traversa Great Castle st. al 36 Topshop e Hamley's, all'84 Uniqlo, al 151 Crabtree and Evelyn, al 158 Anthropologie)
Due deviazioni:
-traversa Princess st. si arriva alla graziosa Hannover Sq., poi Brook st. e South Molton St.; (all'82 di Cleveland St. Fish & Bone fish & chips)
-verso Carnaby st. (al 39 Monki) e da una traversa (Beak st., al 34 Year zero) il cortile Kingly Court.
Poi scendere verso Piccadilly Circus (160 afternoon tea 15-18 da The Wosley, anche solo cream tea con scones, 181 Fortnum & Mason; 203 Waterstone's libri e caffetteria con vista), Charing cross - Oxford St.; poi percorrere Piccadilly st. (187 Hatchard's, 203 Burlington Arcade) poi Old Bond St. (28 Royal Arcade) e New Bond St. (15 Statue; 35 Sotheby's), Green Park, London Ritz, Shepherd Market.
Camden Town: mercato delle pulci (we 10-18 M nera Camden Town), su Camden High St. Inverness st. market, Camden Markets (10-16), poi sul canale Camden Lock Market (10-16; sala da tè Yumchaa), Stables Market il più bello.

-Crociera per Little Venice (M Warwick Ave – con London waterbus 45 minuti da Camden) oppure passeggiata da King's Cross a Paddington Station (Little Venice)

-Hampstead M nera dalla stazione della metro Flash Walk oppure bus 214- New England sq. (Burgh House sala da tè); con il bus 21Kenwood house– Hampstead Heath (High Gardens e Pergola) e Primrose Hill.

-Notting Hill: M Tottenham Court rd. Rossa per Notting Hill Gate - Portobello rd. (13 Hummingbird Bakery cupcakes, 84 Chloe Alberry cianfrusaglie, 138 Gail's panetteria, il market ven e sab 8-18,30 – deviazione per Westbourne Grove, dove al 61 Traid Charity shop) girare a sx per Cambridge gdns. Scendere verso Blenheim cres. (1 Spice shop, 4 libreria Books for cooks; 13 Travel Bookshop quella del film), percorrere le vie parallele: Elgin cres. (11 Mr. Christian da asporto) Lansdowne rd., la Landbroke sq. Gdns. fino a Holland Park (giardini interni: Napoleon gdn, Kyoto gdn)

E voi, ne avete altri da suggerire?


mercoledì 9 luglio 2014

Consigli su Londra



Non ci sono ancora stata!
Però ho studiato, mi sono documentata e ho raccolto e assemblato diversi consigli, dritte e suggestioni che mi piace condividere con voi. Ogni correzione o ulteriore suggerimento è ben accetto.
La maggior parte dei consigli che si trovano sulle guide e sul web riguarda come risparmiare. Per cui da qui comincio:

-per i trasporti ho trovato molto utili questo confronto tra Oyster card e Travelcard e questo

-gran parte dei musei a Londra sono gratuiti (British Museum, Science Museum, Natural History Museum, Victoria & Albert Museum, Museum of London...), ma per le attrazioni a pagamento alcuni amici mi hanno consigliato il London pass, una tessera che permette di pagare in anticipo i biglietti di ingresso con un certo risparmio, ma sopratutto di saltare la fila (funzione Fast track entry)

-per mangiare: un'idea può essere di utilizzare i fast food (Kentucky Fried Chicken – Pizza Hut – Yo Sushi – Chopstix), ma anche i s
upermercati (in ordine decrescente di prezzo, Marks & Spencer – Tesco – Sainsbury's – Budgens), alcuni negozi o catene (Pret-a-manger; Boots; Gregg's; Wagamama; Paul)

-raccolta di ristoranti consigliati per il rapporto qualità-prezzo: 
Kaosarn St. John's Hill (M Clapham junction) per il Pad Thai (noodles + verdure e pollo), Massaman (curry delicato con carne) e Kuay Tiew Tom Yum (polpettine) no carta di credito
Santa Maria 5 St. Mary's rd. (M Ealing Broadway) pizza
Brixton Village Grill 44 Brixton Village, Coldharbour Lane (M Brixton) tutto alla griglia con due contorni a scelta
Bukowski Unit 10 Brixton Market (M Brixton) buonissimi hamburger
Misato 11 Wardour st. Soho (M Leicester sq.) giapponese con Katsu curry, Tempura Udon Soup
Mangal Ocakbasi 10 Arcola st. (M Dalston Kingsland) ristorante turco con carne alla brace
Sutton & Son's 90 Stoke Newington High st. (M Dalston Kingsland o Stoke Newington) fish & chip ottimo anche pesce alla griglia
The Green Papaya 191 Mare st. (M hackney Central o London Fields) ristorante vietnamita per I Bah tom frittelle di gamberie epatate dolci, le zuppe (Pho) e pancake ripieni
Piebury Corner 209 Halloway rd. (M Halloway road) per pie and mash vicino Arsenal Stadium
The Vincent Rooms 76 Vincent Sq a Westminster Kingsway College (M Plimco o Victoria)

-e al pub? si può senz'altro prendere il piatto unico (comprende anche contorno):
The Pineapple 51 Leverton st. a Kentish Town
Dean Swift 32 Lafone st. proprio dietro il Tower Bridge
The Faltering Fullback 10 Perth rd. a Finsbury park
Cittie of York 22 High Holborn (birra Old Brewery)
Ye Olde Cheshire Cheese 145 Fleet st.
Buckingham Arms Petty France Westminster a Victoria (birra Young London Gold)
con vista:
Queen of Hoxton 1 Curtain rd a Shoreditch
Dove 19 Mall Superior ad Hammersmith Bridge

-per godere di una magnifica vista senza un salasso economico: allo Shard prendere l'ascensore gratis fino al 30° piano (vi si trovano bar e ristoranti, magari si può consumare qualcosa al bar) / all'Oxo Tower c'è una terrazza gratuita all'8° piano / dalla collina di Primrose Hill si può vedere l'intera Londra da un prato/ anche Heron Tower su Liverpool st. al 38° piano ha un ristorante panoramico, il Sushisamba.

A presto, con itinerari e altri appunti!




venerdì 6 giugno 2014

Di viaggi di istruzione e di imparare viaggiando

Un invito a leggere una mia intervista sul blog MaPi Esplorazioni su un tema a me molto caro: il viaggio come occasione privilegiata di apprendimento. Ecco alcune delle domande che mi sono state rivolte:
-Che cosa significa per te viaggiare? Ti senti più turista o viaggiatrice? E per quale ragione?
-Tu affermi che per conoscere davvero qualcosa non basta sapere ma occorre fare un’esperienza diretta e che il viaggio diventa quindi un’occasione unica per immergersi nella storia di un popolo, di una cultura e di una città. Potresti farci degli esempi pratici basati sulla tua esperienza come insegnante e degli altri esempi basati sulla tua esperienza di mamma-viaggiatrice che ti hanno portato a trarre queste conclusioni?
-Tu paragoni la conoscenza ad un viaggio. Potresti spiegarci meglio questo concetto e il perché di questo paragone?
-Secondo te è auspicabile e possibile il binomio viaggi-scuola e per quali ragioni? Negli anni trascorsi dentro alla scuola hai incentivato questo binomio? Se sì, in quale modo? E come hanno reagito genitori e insegnanti alle tue proposte?
Se vi va di leggere le risposte, saltate qui.

giovedì 8 maggio 2014

#viaggionellarte: National Gallery, La battaglia di San Romano di Paolo Uccello

Alla National Gallery non posso assolutamente perdere questo, 


Paolo Uccello, La battaglia di San Romano



Il dipinto narra un evento storico in tre episodi, oggi divisi in diverse allocazioni: la battaglia del 1432 tra Fiorentini e Senesi. In particolare l'episodio presente alla National Gallery  rappresenta Nicolò di Tolentino alla testa dei Fiorentini. Questo quadro all'apparenza realistico nei suoi dettagli, è invece fiabesco: il pittore rappresenta più di quello che l'occhio riuscirebbe a distinguere, evoca una scena di battaglia senza nulla di violento, la maggior parte dei volti è coperta dall'armatura e dunque manca di drammaticità, i pochi volti scoperti sono inespressivi. Come Paolo Uccello ha ottenuto questo effetto? Inquadrando la scena in un rigido schema geometrico e utilizzando la prospettiva naturale con più punti di fuga, che separano il primo piano con figure dalle proporzioni irreali e il piano sullo sfondo.
L'intelaiatura geometrica è resa dalla lance cadute e intrecciate a terra a formare una griglia nella quale è inserito in scorcio un cavaliere riverso. A rimarcare l'elemento fiabesco figure di giovani sul campo nello sfondo, protetti dalle siepi fruttifere, che si esercitano alla balestra ignari dell'evento che si sta consumando. L'effetto finale è quello di un arazzo.
Il pittore utilizza diverse tecniche per questo quadro su legno: colore mescolato con tuorlo d'uovo e in alcune parti con olio di noce e di lino, l'oro e l'argento dei finimenti è vero ma opacizzato con il tempo.

lunedì 28 aprile 2014

La Sagrada Familia

Basterebbe la Sagrada Familia per venire a Barcellona. E ce ne sono di cose da vedere.
Ma la basilica di Gaudì vale da sola la spesa del viaggio. Noi eravamo un gruppo di 50 ragazzi di terza media e la visita è stata pensata apposta per loro, con tanto di guida dedicata e collegata con radioguida.
La chiesa è ancora in costruzione e verrà completata nell'anniversario della morte di Gaudì, il 1926. Già oggi però è visitabile all'interno, ormai completo e nonostante le gru che incessanti continuano a lavorare, l'impressione è di un capolavoro assoluto.
Un gotico perfezionato: è questo che l'architetto catalano voleva realizzare. E in effetti le altezze del gotico non sono qui bilanciate dai contrafforti esterni, come a Notre Dame per esempio, ma tenute in piedi da un sistema innovativo di colonne concepite come tronchi di un bosco che sostiene la volta tutta a moduli stellati.


Le colonne, agganciate alle fondamenta come avessero radici, seguono il movimento interno di torsione dei tronchi e i rami si dipartono a scaricare le forze.
La luce filtrata dalle vetrate comunica la sensazione di un paradiso in cui i colori danno gioia e serenità, facilitando la contemplazione:



Ogni particolare ha un significato: il Crocifisso per esempio è posto sotto un baldacchino da cui pendono grappoli d'uva e piccole lampade disegnate da Gaudì stesso e sormontate da spighe. Gesù è posto in modo originale come a voler spiccare un salto verso l'alto:




Anche la visita dell'esterno lascia strabiliati: la facciata est della Natività, costruita da Gaudì e attualmente restaurata dallo scultore giapponese Sotoo (a causa dei danni subiti durante la guerra civile), la facciata ovest della Passione, scolpita da Subirachs, che è da poco deceduto. L'est, la nascita, il sole, che si contrappone all'ovest, la morte. Ripresi all'interno dai colori caldi e freddi delle rispettive navate.
Immagini su cui lo sguardo si sofferma, per la pregnanza, per la forza con cui i singoli particolari sono realizzati nella pietra:



Ci sarebbero talmente tante cose da aggiungere: il quadrato magico posto vicino al gruppo scultorei del bacio di Giuda (lo vedete nell'ultima foto) in cui le somme dei numeri in qualsiasi modo si raggruppino danno sempre 33 (a righe verticali, orizzontali, in diagonale, a moduli di 4 quadrati...), l'età che Cristo aveva quando è morto; l'alfa e l'omega e la colonna spostata (a simboleggiare la caduta dell'impero romano); gli annali che costellano la facciata della Natività, i frutti che coloratissimi sormontano le guglie, ognuna delle quali è dedicata a un apostolo...

Una meraviglia per gli occhi e un'esperienza di speranza: perché è ancora in costruzione, perché fu concepita da Gaudì per essere visitata da moltitudini di popoli (ha voluto scolpire il Padre nostro in 50 lingue proprio con quest'idea e fu preso per visionario), perché il mondo odierno dà in essa l'impressione di poter ancora concepire la bellezza.

martedì 22 aprile 2014

Itinerario di viaggio Barcellona e Catalogna

Arrivando in Catalogna l'impressione è di un paesaggio mediterraneo, che mi ha subito ricordato Nizza e la Provenza, ma anche la mia Sicilia. Una Sicilia in cui il territorio è curato e valorizzato, una Sicilia non sprecona. Prendiamo le rotonde: in ognuna trovi un'aiuola e un'installazione o una scultura. 

Primo giorno: è stato in effetti un assaggio della Costa del Maresme e della Costa Brava, fino a Tossa del Mar.




Secondo giorno: è stato dominato dall'esperienza del Museo Dalì a Figueres. Non si è trattato di una visita, appunto, ma di un'esperienza, quasi un entrare nel sogno di un altro. Ecco qui le mie impressioni.
Nel pomeriggio Girona: una bella passeggiata ci ha condotti attraverso le vie del paese fino alla Cattedrale.



Terzo giorno: Barcellona, Barrio Gòtico di mattina con la Cattedrale del mare e il Duomo; di pomeriggio la Rambla.




Quarto giorno: continua la passeggiata per Barcellona ma prima... visita alla Sagrada Familia! Una basilica in costruzione dalla storia e dal significato affascinanti, un capolavoro in divenire:




Di pomeriggio... Park Güell, un altro capolavoro di Gaudì. A questi due luoghi così diversi tra loro eppure nati dallo stesso genio dedicherò un post apposito...
Quinto giorno: Besalù e lago di Banyoles.

martedì 15 aprile 2014

Il Museo Dalì

Chi è Dalì? Un pittore, un cineasta, uno scultore, uno scrittore, un folle, un genio? Forse
tutto questo e ancora di più. Uno di quegli uomini destinati a segnare il mondo e a lasciarlo diverso. Un visionario? Ecco cosa diceva: il surrealismo è distruttivo, ma distrugge solo ciò che considera catene che limitano la nostra visione. Un trasgressivo? Forse: l'unica differenza tra me e un uomo folle è che io non sono folle.
Nato nel 1904 a Figueres in Catalogna, studia a Madrid le tecniche artistiche, ma trova la sua strada artistica nell'incontro con Picasso, a Parigi nel 1926. Un altro incontro lo segna per sempre, quello con la sua musa ispiratrice e poi moglie, Gala.
Nella sua arte troviamo l'influenza di altri pittori, come Mirò e Velasquez, dal quale trasse l'ispirazione per i suoi caratteristici baffi (volete imitarli? Ecco come).
La tradizione della storia dell'arte precedente non sparisce in Dalì: il nitore e la limpidezza del disegno richiamano direttamente il Rinascimento italiano, ma nell'immagine si introduce un lamento destabilizzante, l'inconscio, il sogno, la fantasia che contrasta con  la realtà. Fino al delirio e all'illusionismo barocco. Gli oggetti acquistano un valore simbolico: pensiamo ai famosi orologi molli, che rappresentano la relatività del tempo, secondo le più recenti teorie di Einstein, e la labilità delle cose. Il tempo reale non esiste e sembra sciogliersi nella memoria e nella premonizione.
Le cose rappresentate quindi hanno un'apparenza naturalistica, anzi precisa nei dettagli, ma poi virano verso l'eccentrico e il surreale.


Anche il Teatro Museo di Dalì è stato voluto dall'artista come una celebrazione di una vita, di un'intera carriera artistica: l'esterno già colpisce con i colori, le decorazioni (panini, uova...). Ma la visita dell'interno è un vero e proprio passaggio in un sogno sognato da un altro: Io tento - diceva l'artista - di creare cose fantastiche, cose magiche. come in un sogno. Il mondo ha bisogno di più fantasia. La nostra civiltà è troppo meccanica. Noi possiamo rendere fantastico il reale e allora sarà più reale della reale esistenza.

Forse è questa la lezione più viva di Dalì: liberare l'immaginazione. Vedere le cose da un altro punto di vista, mettere in discussione la meccanica della routine e del già pensato.

Un catalogo completo delle opere di Dalì lo si può trovare nel sito Virtualdalì. Idee da realizzare con i bambini per coinvolgerli con l'opera di questo artista qui. Una board di Pinterest dedicata a idee didattiche su di lui.

domenica 6 aprile 2014

Learn & Travel #impariamoviaggiando Intervista a Liliana Monticone

Mentre si susseguono i viaggi di istruzione e rimbalza sulla stampa anche qualche funesta notizia (un terribile incidente è occorso a un quindicenne in gita a Barcellona), vorrei soffermarmi sulla valenza educativa del viaggio. Non è mia intenzione difendere la gita scolastica in sé perché, come sempre, ai fini di una riflessione è inutile generalizzare lodi o critiche. Piuttosto vorrei ispirare una riflessione sul tema: un viaggio è fatto di tanti ingredienti, l'ideazione, la preparazione, l'organizzazione, la realizzazione vera e propria... e ognuno di essi può essere più o meno adeguato. Tutto è frutto di una scelta all'interno di una visione dell'educazione e dell'istruzione.


Per due anni da questo blog e da quello di Valentina Cappio (The family company) abbiamo lanciato l'iniziativa Impariamo viaggiando, per condividere le esperienze in cui il viaggio è stata anche un'occasione privilegiata di apprendimento. Potete leggere il post conclusivo del 2012, per capire meglio di che si trattasse.
Il fatto è che continuiamo a credere che il viaggio sia un modo del tutto naturale e divertente per imparare senza fatica. La conoscenza stessa è un viaggio: dentro una terra ignota, dentro un argomento sconosciuto, dentro noi stessi. E per conoscere davvero qualcosa non basta sapere, ma occorre fare un'esperienza diretta. Così il viaggio diventa un'occasione unica per immergersi nella storia di un popolo, di una cultura, di una città.
Da queste riflessioni è nata in me l'idea di un'intervista a Liliana Monticone, mamma viaggiatrice. L'avevo già intervistata per la rubrica Parole in viaggio, qui. Dunque partiamo con le domande...


1) Raccontaci innanzitutto di cosa ha significato per te viaggiare con tua figlia. Cosa è cambiato rispetto ai viaggi precedenti?

Premetto che io e mio marito abbiamo sempre viaggiato con Valeria e non l'abbiamo mai lasciata a casa né per un viaggio, né per un weekend, né per una cena in due, a meno che non lo chiedesse lei espressamente, cosa che raramente è accaduta. Si è lasciata scappare una volta un weekend in montagna, per pentirsene poi alla vista delle foto. È stato l'unico! Oggi, crescendo, diventano ovviamente di più le volte in cui non vuole uscire con noi, ma al momento capita per qualche cena con amici e mai per i viaggi.
So di andare controcorrente con questa affermazione e di farmi mettere immediatamente il bersaglio sulla schiena, però... noi lo pensiamo davvero. Devo sicuramente dire grazie a mio marito: si è sempre alzato ogni notte con me da quando è nata. La mia maternità, lavorando in proprio, è durata i cinque giorni di ospedale dopo il cesareo. Il sesto giorno ero in ufficio e dieci giorni dopo, appena tolti i punti, io e Valeria eravamo in giro col furgone per il nord Italia. Non avevo (ovviamente!) latte facendo questa vita e la notte lui preparava con me scaldabiberon e il necessario, ripetendo che insieme l'abbiamo fatta e insieme ce ne occupiamo.
Ero - e sono! - convinta che fosse esagerato, ma ha sempre considerato le ore di lavoro fuori casa, come un tempo sottratto al piacere di stare con Valeria. Certe sere, cosa su cui ancora oggi scherziamo molto, era un contendersela: "Giochi con me a questo?" E lui ribatteva: "No. Con la mamma hai giocato ieri sera. Adesso tocca a me!"
Ecco perché non abbiamo mai avuto la necessità di uscire da soli per respirare, per staccare o per chissà cosa. Stiamo bene in tre e i nostri tempi in coppia, li ritagliamo e li abbiamo sempre ritagliati quando Valeria dorme.
Con questa vita il viaggiare con un bambino piccolo, per quanto frenetico ed estremo, per noi è sempre stato più riposante del lavoro. Viaggiare con Valeria è un completamento della nostra vita prima e dei nostri viaggi dopo. Il piacere di stare insieme noi tre in un tempo dedicato ed esclusivo e il piacere di vederla scoprire il mondo in condizioni insolite per tutti i bambini che non viaggiano.
Il nostro modo di viaggiare non è assolutamente cambiato. Forse l'unico aspetto che è un po' variato è stato il prediligere, nei primi anni di vita, destinazioni con condizioni igieniche "decenti", giusto per aspettare che il sistema immunitario si formasse.
Siamo passati dal piacere di stare insieme e viaggiare in coppia a quello di farlo in tre (non ho mai viaggiato sola, io e mio marito ci frequentiamo da quando avevo 17 anni io e 19 lui). Prima ci fermavamo due ore su una spiaggia deserta a guardare le foche nuotare, dopo abbiamo cominciato a farlo in tre. Senza ricerche, destinazioni particolari o dedicate, ma facendo assaporare a Valeria il piacere della scoperta in quello che si faceva. Quando poi capitava di incontrare un parco giochi sulla strada, ovviamente la fermata era d'obbligo, ma a quel punto... giocavamo anche noi con lei al parco giochi... anzi, giochiamo ancora!

2) Cosa hanno significato i viaggi per tua figlia? Quali competenze, quali life skills ha imparato?

Penso che i viaggi, soprattutto per il nostro modo di viverli, siano un bombardamento di stimoli e un fuoco incrociato di esperienze. La mente si apre in modo smisurato e incalcolabile.
In viaggio si impara a distruggere quegli schemi mentali costruiti a casa e a scuola con tanta fatica, per costruirne, in parallelo di nuovi. Si impara ad abbattere il concetto di normalità e a contestualizzarlo. Si impara a selezionare e discernere azioni che nel nostro ambiente sono considerate universalmente giuste o universalmente sbagliate. Anche nelle cose più piccole.
È bellissimo vedere il suo stupore davanti a divieti e permessi dati per acquisiti, che in viaggio vengono completamente stravolti. Penso alla sua faccia davanti ai primi "Qui puoi tuffarti dal ponte più alto della barca" o "Qui puoi salire sul tetto della jeep e viaggiare là sopra". Allo stesso modo una banale azione come il bere una spremuta fresca o il mangiare una mela con la buccia, diventano divieti assoluti in certi paesi e in certe situazioni.
Sono queste esperienze anche banali che insegnano a relativizzare concetti di assoluto che sono radicati in tanti adulti e non solo nei bambini e che tanti problemi danno nel nostro mondo.
Si cresce più in fretta, quando si tocca con mano la povertà degli altri bambini e il senso di impotenza davanti alle ingiustizie "mondiali".
Si ricollocano i nostri problemi che a casa sembrano enormi. Non si ha più il coraggio di lamentarsi per la mancanza di una maglia firmata quando si incontrano bambini a cui si regala in viaggio la propria perché, di primo mattino, stanno tremando di freddo e non hanno la possibilità di comprarla.



3) Come hanno reagito gli altri? I parenti, gli amici... soprattutto la scuola?

Bella domanda! La risposta perfetta ed esaustiva sarebbe probabilmente una lista di insulti! Penso che renda bene l'idea. Parenti e amici, salvo rare eccezioni in cui probabilmente tutti, leggendo, si identificheranno, non hanno mai capito il senso del nostro viaggiare. Nella loro testa si aspettavano che rimanendo incinta ci saremmo fermati e noi all'ottavo mese di gravidanza siamo stati in Norvegia, barando un po' sulle date per la compagnia aerea che altrimenti non mi avrebbe imbarcato. Poi quando è nata erano sicuri che sarebbe successo. Tutti a ripetere che le nostre pianificazioni sarebbero state distrutte con l'arrivo di Valeria, per scoprire che dopo quindici giorni dal mio cesareo siamo andati a sciare con lei (quella ammetto che è stata un po' esagerata!) e nostra figlia a 14 mesi aveva fatto 14 stati con buona pace di tutti, ormai rassegnati al fatto che non li avremmo fatti entrare nelle nostre decisioni.
Con la scuola capitolo a parte... e peggio ancora. Tutti a dirci di goderci i primi tre anni che poi con l'asilo la musica sarebbe cambiata. In realtà sono stati due e mezzo, perché Valeria è andata prima alla scuola materna. Le insegnanti hanno cominciato a dirci che le assenze erano "vivamente sconsigliate" perché sarebbe stato come ricominciare il reinserimento. Ora, non è il mio campo e non voglio insegnare niente a nessuno, ma di problemi non ne abbiamo mai avuti. Se il bambino ha un attaccamento sicuro, l'inserimento non è un problema dopo i primi due giorni in cui capisce che la mamma torna e non è un problema al ritorno da un viaggio, quando il bambino ha vissuto piacevolmente il fatto di avere i genitori 7/7-24/24 con lui, e vive bene allo stesso modo la normalità e la regolarità della vita quotidiana.
A quel punto le frasi sono diventate: fatelo adesso perché poi comincia la scuola e non potrete più farlo. Noi ovviamente abbiamo continuato. Alle elementari devo dire senza problemi esagerati,... insomma, le "rotture" normali. Forse perché già in seconda elementare c'erano stati una serie di eventi in cui, a differenza di tutti gli altri genitori, avevo preso posizione netta e mi ero esposta. Mi chiedo ancora oggi se sia proprio per questo mio essere rompiscatole che mi ripetevano "Valeria può permetterselo perché recupera in fretta".
Arrivate le medie ovviamente la situazione avrebbe dovuto cambiare con certezza. La frase è diventata: le medie non sono le elementari. Vero. Infatti abbiamo proseguito! Nel frattempo il blog offriva anche opportunità extra. L'anno scorso, seconda media, devo dire che è stato un anno scolastico "notevole": abbiamo fatto Danimarca, Faroe, Islanda, Sri Lanka, Oman, Maldive, Marocco, Camargue,... e diversi weekend vari. Quest'anno gli esami. Siamo stati un mese in Nepal e ora siamo di nuovo in partenza.
I problemi sono parecchi. Le obiezioni che normalmente ci vengono fatte sono sempre le stesse. Il ridicolo è che non ci vengono fatte solo dalla scuola. Gli insegnanti sono sotto un fuoco incrociato di genitori che vanno da loro (sì, avete capito bene!) a lamentarsi del fatto che noi facciamo troppe assenze. Non so se si sentono paladini della giustizia o più probabilmente siamo nella sfera di frustrazione e invidia. Siccome però il pacchetto bisogna prenderlo completo, li farei provare una settimana a lavorare con me! O anche solo a viaggiare con noi che, per farlo con le risorse economiche di una famiglia normale, ci adattiamo a  dormire con i topi in Nepal o a mangiare mosche in Sri Lanka.
Ecco allora che in quei genitori scatta un meccanismo perverso per cui Valeria fa tutte quelle assenze mantenendo i risultati, non perché si mette pancia a terra, giorno e notte, una settimana prima e una dopo, per recuperare quanto perso e raggiungere il risultato. Secondo loro riesce perché è la preferita degli insegnanti. Questi a loro volta entrando sulle difensive e pressati dai loro meccanismi di inadeguatezza, non difendono il loro operato. Il risultato non può che essere un mix esplosivo in cui barcamenarsi dove un insegnante, per paura di essere considerato di parte, dà quel mezzo punto in meno quando sente odore di assenze, cosa che, lungi dal placare le polemiche, le alimenta in un circolo vizioso da cui non si esce più.
Valeria, è capitato proprio in questi giorni, entra in casa sbraitando che non è giusto, che il suo voto doveva essere più alto e giù ad elencarmi tutte le virgole di ingiustizia scolastica cosmica. Siccome mi sono stufata di spiegarle che noi vogliamo il massimo e basta, vogliamo il risultato, ma davanti a queste cose passiamo oltre, dopo averla lasciata sfogare un po', le chiedo, volutamente sottovoce, se è giusto che in questo momento i bambini che qualche mese fa ha preso in braccio in Nepal non abbiano i soldi per gli antibiotici, mentre lei sta nuovamente partendo per le vacanze. Per loro non è una questione di scelta.
"Il mondo non è un posto in cui regna la giustizia. Cerca di fare in modo, con quello che sceglierai di fare nella tua vita, di lasciarne un po' di più di quella che hai trovato".
Da mamma la cosa che più mi infastidisce sono i discorsi sulla serietà e sul senso del dovere. Sono convinta che in educazione esistano tante strade per raggiungere lo stesso obiettivo, strade che passano attraverso il nostro modo di essere e di pensare, il nostro modo di essere coppia e di essere genitori, il nostro modo di vivere, per scelta o per necessità.
Quello che noi abbiamo scelto è questo, senza giudizio o condanna di quello che scelgono gli altri, semplicemente diverso. Per noi la serietà non passa da una presenza scolastica che non si può infrangere per senso di responsabilità, presenza che se non diventa, come spesso accade, solo una facciata, è comunque un metodo valido per passare il concetto. Noi, forse un po' per deformazione professionale, abbiamo deciso di trasmettere il concetto con il risultato. Una volta acquisito il metodo di studio che chiaramente le abbiamo insegnato, a noi non interessa se studi al pomeriggio alla tua scrivania, al mattino sull'autobus, alla sera prima di dormire o se ti va e non hai altro tempo, punta pure la sveglia alle 3 di notte. A noi interessa che tu sappia la lezione e porti a casa il risultato. Molto semplicemente.
A due anni e mezzo quando ha cominciato ad andare all'asilo aveva due alternative: alzarsi e svegliarsi con noi alle 6 e scendere in ufficio (la ditta è attaccata all'abitazione), oppure dormire fino alle 7.30, ma a quel punto doveva svegliarsi con la sveglia, vestirsi da sola e scendere in ufficio a fare colazione col tè della macchinetta mentre aspettava il pulmino. Quale scuola migliore di autonomia e senso di responsabilità?
Intorno ai suoi tre anni facevamo lunghi viaggi in autostrada, io e lei, col furgone, per lavoro. Avrei potuto tranquillamente rilassarmi sparando la musica e pensando ad altro. La tenevo spenta. Chiacchieravo con lei (anche se a quell'età non è poi così stimolante per noi adulti), le parlavo di quello che succedeva attorno a noi e quando avevamo finito gli argomenti e rischiava di annoiarsi, abbiamo cominciato per gioco a ripetere il Sabato del Villaggio. La sfidavo: "Scommetto che non ti ricordi. Scommetto che non riesci a ripeterla". Morale che in brevissimo tempo aveva imparato a memoria tutta la poesia. Il metodo aveva un po' la doppia funzione: anti-noia e allenamento della memoria.
Non vi dico cosa è successo quando un bel giorno, all'asilo, le maestre l'hanno sentita decantare la poesia mentre costruiva coi lego!
Dovevano soltanto più chiamare i servizi sociali. Ovviamente, quando sono arrivata a prenderla, avevano già deciso come stavano le cose e che io ero da rinchiudere. Senza possibilità di replica, a scuola sanno sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato!
Oggi però non mi parlano di voglia, di sbattimento, di impegno, di costanza, di senso di responsabilità riguardo la sua autonomia scolastica. Oggi mi dicono che sono fortunata perché mia figlia legge una volta e impara e i loro figli fanno ammattire!
Chiaramente ci tengo a precisarlo, questi sono solo casi relativamente isolati e non sono tutti così. Ci mancherebbe altro. Ho incontrato davvero tante persone professionali e preparate, lontanissime da questi schemi. Purtroppo, da un lato fa più rumore un albero che cade da una foresta che cresce, dall'altro credo che forse mai come oggi la scuola debba imparare ad adeguarsi alle esigenze delle famiglie che sono inevitabilmente cambiate.
Sono cosciente del fatto che serviranno secoli, ma gli orari di oggi e i tempi di vacanza, andavano bene quando il 90% della popolazione lavorava in fabbrica e aveva il mese di agosto libero. Oggi le esigenze sono quelle delle professioni più disparate: turnisti che lavorano di notte e/o il sabato e la domenica, professioni stagionali come la nostra, lavori da pendolari in cui un genitore sta a casa dieci giorni al mese o un mese ogni tre...



4) Cosa ne pensi dei viaggi di istruzione? Cosa proponi per renderli più significativi?

In realtà non mi sono mai posta più di tanto il problema. Devo ammettere di averli sempre considerati inutili ed estemporanei. Forse avevano un senso 30 o 40 anni fa, quando non ci si muoveva, non si viaggiava e non esistevano i voli lowcost. Mi verrebbe da dire meglio usare le stesse risorse in maniera più costruttiva. Penso ad esempio al Regno Unito dove da settembre il codice sarà materia obbligatoria dai 5 anni.
La seconda parte della domanda, quando si tratta di passare al costruttivo, mi mette in difficoltà. Temo che non ci sia un modo per riesumarli in maniera significativa, a meno, forse, di riuscire ad entrare, come scuola, in luoghi prettamente chiusi al pubblico. Mi viene in mente una gita di istruzione da Google o alla sede Apple Italia. Un incontro con Luca Parmitano nei suoi ambienti di lavoro, una persona che si dimostra sempre un grande uomo, prima di essere un grande professionista, rispondendo alle domande e ai commenti di tutti sui suoi canali social e dedicandosi particolarmente ai giovani. Penso anche solo alla prima volta in cui sono entrata al Coderdojo a Milano.


Forse le gite potrebbero focalizzarsi su ambienti altamente professionali che facciano percepire ai giovani che esiste la passione per il lavoro, per i propri risultati, la passione per quello che si fa. Far loro toccare con mano che non tutti gli adulti sono insoddisfatti e frustrati dall'arrivo del lunedì mattina. Credo ce ne sia davvero tanto bisogno e indipendentemente dall'età e dall'indirizzo scolastico, sarebbero sicuramente gite affascinanti e formative, oltre che di istruzione.

Su quest'ultima risposta, Liliana, dissento un po'. Non tutti oggi hanno la possibilità di partire con le famiglie, qualcuno prende l'aereo per la prima volta in una gita scolastica. E poi, come dicevo all'inizio, si tratta sempre di scelte e di visione. Un viaggio è utile se ben pensato. Che ne dici? Che ne dite?

Commentate pure, le risposte da parte mia riverranno tra qualche giorno quando sarò tornata da... una gita scolastica! ;-)

 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...