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martedì 6 gennaio 2015

Educare con il cinema: Saving Mr. Banks

Film del 2013, racconta del lungo assedio che Walt Disney (Tom Hanks) a Pamela Travers, autrice di Mary Poppins, per ottenere i diritti cinematografici della celebre storia della tata dei Banks. Un assedio durato vent'anni e che sembra sfumare ancora una volta, nonostante il viaggio della scrittrice ai Disney Studios di Los Angeles per rivedere il copione.
Ma non sono né il denaro né la notorietà che possono convincere Pamela.

Nei personaggi del suo libro, Pamela ha messo le sue sofferenze di bambina: per motivi diversi, né il padre né la madre sono stati in grado di darle la sicurezza di cui aveva bisogno. Anzi, nel rapporto con il padre, idealizzato, aveva ricevuto solo illusioni, inevitabilmente crollate in conseguenti delusioni.
Anche allora c'era stato bisogno che una figura esterna, come Mary Poppins, portasse nella sua disastrata famiglia un po' di ordine. Solo che in quell'occasione con la zia non era arrivata la salvezza sperata.
Ella, quindi, prende su di sé il fardello dell'intera sua vicenda familiare, come simboleggia l'aver scelto il nome del padre come cognome del suo pseudonimo. E immagina che quella tata volante, dall'enorme borsa piena di tesori, possa davvero venire a salvare non lei bambina, ma il padre. 

Il suo libro migliore le servì per salvare la sua infanzia, per salvare la sua famiglia, per salvare ogni Mr. Banks, ogni padre che fallisca nel suo compito.

Ognuno di noi porta un bambino dentro di sé, dice a un certo punto Walt Disney nel film, intendendo la parte spensierata e giocosa che sopravvive in tutti nonostante l'avanzare dell'età. Ma il bambino che porta dentro Pamela, come tutti, non è solo quello fanciullesco, ma anche quello ombroso, quello composto di tutte le ombre che hanno popolato l'infanzia, quello che va perdonato.
Quello che va lasciato andare, se non si vuole vivere rivolti al passato.

Film consigliatissimo.

martedì 1 aprile 2014

The Host: educare con il cinema


La Terra, messa in pericolo dall'uomo, viene conquistata da una razza aliena di anime che vivono come ospiti degli uomini, i quali però una volta abitati perdono la loro personalità. La perdita dell'identità sembra non essere del tutto tela e per Melanie, che riesce a mantenere il suo io nel corpo abitato dall'ospite. Si crea così un combattimento interiore tra la mente dell'anima e quella dell'umano soppresso. L'idea, significativa, non viene del tutto sviluppata scadendo a volte in una storia sentimentale, ma molti sono gli spunti: il problema del male, della diffidenza rispetto all'estraneo e della possibilità di una convivenza pacifica quando ci si trova simili e si giunge a un confronto sincero, l'identità personale come qualcosa di prezioso e indisponibile.

domenica 30 marzo 2014

Hitchcock: educare con il cinema

Un bel film sia per chi ama la storia del cinema e ancora di più per chi ama Hitchcock. Si tratta di uno zoom sulla biografia del noto regista proprio nel periodo in cui ideava e girava Psycho.
Nella filmografia di Hitchcock si tratta di una svolta, verso una direzione da thriller: si rischiava il diniego della censura. Per la famosa scena della doccia, in cui l'attrice viene uccisa a coltellate da Norman Bates, proprietario del motel dove si era rifugiata. E per l'inquadratura di una toilette che scaricava. Era infatti la prima volta in un film al cinema.
Il montaggio era fondamentale per Hitchcock: in particolare per la scena citata occorsero numerosi tagli per rendere la suspense delle coltellate. Contribuisce anche la musica che in un primo momento "Hitch" non voleva aggiungere. 
Il film è incentrato oltre che sulla genialità del regista e sulla sua personalità contraddittoria e sfaccettata, anche e soprattutto sul rapporto con la moglie Alma Reville, anch'ella appartenente al mondo del cinema come editrice-montatrice. Proprio la collaborazione artistica tra i due è una delle regioni del successo di Hitchcock. Ma come si vede nella locandina del film, la moglie resta sempre in secondo piano e di non rubare la scena al marito. Non firma i lavori che svolge per lui, sostenendo che la gente che conta sapeva chi ci fosse dietro. Forse alcuni aspetti avrebbero potuto essere approfonditi ma il film in generale risulta interessante.

lunedì 22 aprile 2013

Film insieme: Eva

Studiando per il concorso, ho avuto la gioia di incontrare due nuove amiche: cosa rara in genere, ancor di più man mano che avanzano l'età e la definizione della vita (si lavora sempre nello stesso post, si finisce per frequentare sempre le stesse persone...). Ma queste amiche, che mi hanno accompagnata in un periodo difficile di studio e di fatica, sono state davvero un sorprendente dono. Ci siamo trovate anche come famiglie: i rispettivi mariti e compagni hanno la stessa età, così come i figli. 
Tra l'altro, abbiamo in comune diverse passioni, il cinema in particolare. Così abbiamo inaugurato un cineforum casalingo, con il film Eva.


Film spagnolo del 2011 con Daniel Brühl (lo abbiamo già visto in Good Bye Lenin e Joyeux Noel), che interpreta uno scienziato, genio della robotica. Ambientato a metà del XXI secolo, mette in campo il rapporto tra uomo e robot androide. I robot di cui parliamo sono dotati di intelligenza emotiva, ma non di libertà. Munirli del dono del libero arbitrio, infatti, li rende non sicuri per gli uomini, ingestibili e potenzialmente pericolosi. Una macchina che può dire no contraddice le regole della robotica enunciate da Asimov, riassunte nell'idea che il robot in generale non può recare danno all'uomo. Ma è sempre così? Ogni invenzione dell'uomo potrà essere sempre governata? O prima o poi qualcosa sfuggirà ai nostri calcoli sovrastandoci? Non vi anticipo più niente, ma vi lascio alla storia e alla fotografia del film, che può essere tranquillamente visto dai 10 anni in poi.

lunedì 3 dicembre 2012

Educare con il cinema: Rosso come il cielo

Film del 2005 di Cristiano Bortone, narra la storia di Mirco, ragazzino di 10 anni, divenuto cieco in seguito a un indicente domestico. Era il 1971 e la legge prevedeva che i non vedenti frequentassero non le normali aule scolastiche ma gli istituti specializzati, in genere collegi in convitto. La vita all'Istituto è regolamentata da norme rigide e da una didattica repressiva. Mirco, che per caso trova un registratore a bobine, possiede il particolare dono di rendere idee e sogni attraverso i suoni, così con l'aiuto di don Guido, il maestro, e dell'amica Francesca, riesce a creare un'intera storia con suoni e rumori registrati. È l'inizio del cambiamento: don Guido prende la situazione in mano e costringe il burbero direttore a rispettare realmente la diversità degli allievi, a non privarli della fantasia e dei doni che ognuno di loro ha dentro.
Storie come queste hanno portato anche a un rinnovamento legislativo e alla soppressione degli Istituti per ciechi. Dal 1976, infatti, i non vedenti potranno frequentare le scuole comuni, secondo il principio dell'integrazione.
Mirco da grande diventerà uno dei più noti montatori del suono in Italia: si tratta di Mirco Mencacci. "I ricordi che ho dei colori - ha detto Mirco - non sono immagini – confida – ma piuttosto li associo alla materia: il bianco, per esempio, per me è liscio. E per comprendere una persona mi basta ascoltare con attenzione la sua voce che, a differenza dell'immagine, non tradisce: per me la voce è lo specchio dell'anima".
Una storia di speranza: l'educazione può essere la tomba dell'io o l'alveo in cui si incanala l'energia umana di ognuno. La repressione e l'eccessiva regolamentazione sono sintomo di paura. Il vero educatore, invece, ha fiducia nella libertà dell'altro e fa di tutto per sostenerla: don Guido stesso dona a Mirco un registratore dopo che il primo gli era stato sottratto dal direttore e in questo modo gli permette di coltivare il suo sogno e la sua futura professione.

lunedì 26 novembre 2012

Educare con il cinema: Vento di primavera

Tempo fa vi ho presentato il libro Finché le stelle saranno in cielo e la 'povna mi aveva suggerito di guardare il film Vento di primavera (2010, di Rose Bosch). Il bello di un blog è confrontarsi, ricevere, arricchirsi: così per una delle nostre serate casalinghe abbiamo scelto questo film. 
Non certo facile.
All'inizio la classica frase "nessuno degli eventi narrati è reale" è letteralmente capovolta: "tutti gli eventi narrati in questo film, anche i più estremi, sono reali", una chiave di lettura che ti dà la misura delle atrocità subite nel luglio 1942 dai 14000 ebrei parigini rastrellati  nella notte del 16 luglio per esser mandati nei campi di sterminio. Uomini, donne e bambini offerti dal governo collaborazionista di Pètain e assembrati senza acqua né viveri nel Velodromo d'Inverno per giorni interi, in condizioni igienico-sanitarie disastrose, poi dirottate in un campo francese e infine mandate allo sterminio in Polonia. Uomini, anche ex combattenti, donne, bambini, anziani.
Dovevano essere molti di più: ma 10000 furono nascosti e salvati da coraggiosi parigini. Il libro che citavo è proprio la storia di una sopravvissuta. Dei 14000 mandati a morire sono tornanti solo 25 adulti. L'appuntamento era all'Hotel Lutetia: migliaia di foto esposte a ricordare i morti, centinaia di sopravvissuti a cercare notizie dei parenti e degli amici. Centinaia di enfants chachés, bambini rimasti orfani.
Il film ci ha suscitato copiose lacrime di commozione, a Laura in particolare: la vicenda infatti segue le storie di alcuni ragazzini, gli Weismann e gli Zygler, oltre che di un medico ebreo e di Annette, coraggiosa infermiera francese.
Magistrali le scene del ballo improvvisato nel campo transitorio, quando la radio comincia a trasmettere una canzone francese, e quella di Nono, bambino rimasto orfano proprio al Velodromo che, ignaro della sorte della madre, si precipita sul camion che lo doveva portare al convoglio per Auschwitz, pensando di andare a raggiungerla.

Un film, una storia: quella dell'Hotel Lutetia, dapprima quartier generale del controspionaggio nazista, poi scelto per accogliere i deportati e infine da poco venduto a un gruppo di israeliani.

Un film, due libri: Sopravvivere e vivere, scritto da Denise Epstein, figlia di Irène Némirovski. Della scrittrice a Parigi la giovanissima Denise riportò solo una valigia, contenente il manoscritto di Suite francese, sua ultima opera.

mercoledì 26 settembre 2012

Midnight in Paris

Vi dicevo che ultimamente ci piace guardare film in famiglia, un modo per passare del tempo insieme, per riflettere e per parlare.
Uno dei film che abbiamo scelto è Midnight in Paris (2011) di Woody Allen.
Questo film ci è piaciuto per vari motivi:
-l'ambientazione in una Parigi romantica, notturna e affascinante anche sotto la pioggia, tra strade illuminate dalla luce dei lampioni e mercatini d'antiquariato.
-l'idea semplice ma efficace del viaggio nel tempo: il desiderio di trovare un riscontro e un suggerimento autorevole per il proprio romanzo, in qualche 

immagine da  Miele Lillà e Sole

modo, trascina il protagonista negli Anni Venti. Qui incontrerà Hemingway, Matisse, Dalì, Cole Portman, Picasso... e otterrà delle valide indicazioni per continuare il romanzo e poter tornare al presente con più consapevolezza, anche nelle decisioni da prendere su una situazione affettiva forse troppo stantìa e abitudinaria.
-il tema della fuga dal presente in un passato ritenuto più allettante: mentre il protagonista  sceglierà di vivere nel presente alla luce di ciò che ha imparato nel passato, la misteriosa donna, musa degli artisti che tanto aveva colpito anche lui sceglierà di fuggire in un passato ancora più remoto, nella Belle Époque.

Per altri film educativi:


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mercoledì 19 settembre 2012

Hugo Cabret

Vedere un film insieme in famiglia dopo averlo scelto con cura ha diversi aspetti positivi:

-abitua ad affrancarsi da una programmazione imposta dai palinsesti televisivi
-dà l'occasione di passare piacevolmente alcune ore insieme
-può essere sviluppato in una discussione o in un lavoro di riflessione personale


Ne ho già parlato in quei post che vanno sotto l'etichetta di:


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Oggi vorrei consigliarvi un film poetico e significativo, Hugo Cabret di Martin Scorsese (2011). Narra della storia di un ragazzino che, orfano di madre, impara dal padre il prezioso mestiere di orologiaio. Poi anche il padre muore in un incidente e Hugo va a vivere con lo zio, che si occupa degli orologi della stazione parigina di Montparnasse. Lo zio sparisce e il ragazzo vive nascondendosi e continuando il lavoro alla stazione, per non finire all'orfanotrofio. Nel frattempo dedica tutto se stesso a aggiustare e riportare in vita un misterioso automa. Di questo faticoso e paziente lavoro ha bisogno perché trovare un senso per quella macchina corrisponde per lui con il trovare un senso per sé stesso. E nel suo cammino di conoscenza troverà un'amica e un adulto che ha anche lui bisogno di essere "aggiustato". Troverà anche un librario convinto che i libri arrivino sempre alla giusta destinazione, il lettore ideale per loro, e che sa dare precise indicazioni su dove trovarli. L'occasione per ripercorrere la straordinaria avventura degli inizi del cinema, omaggio di Scorsese all'immaginifico maestro George Mèliés.

Spunti di riflessione: amicizia, rapporto tra bambini e mondo degli adulti, ruolo fascinatorio del cinema, potenziale conoscitivo della lettura e della ricerca, ricerca del senso.

lunedì 10 settembre 2012

The Help

The Help (di Tate Taylor, 2011) porta l'attenzione sui diritti civili della popolazione di colore del Mississippi negli anni Sessanta, sulla segregazione razziale, sui soprusi e sulle ingiustizie di quella società. L'aiuto è quello che le cameriere davano per pochi dollari nelle case dei ricchi bianchi; l'aiuto è quello che Skeeter chiede e ottiene per scrivere la rubrica di economia domestica del giornale locale; ma l'aiuto è soprattutto quello che le donne di colore si donano reciprocamente raccontando con coraggio la loro storia a Skeeter. Ne verrà fuori un romanzo-denuncia che farà il giro del paese, un'Americhe che sebbene non avesse più ufficialmente una legislazione schiavista, era intrisa di razzismo. A ben guardare alle difficoltà delle donne nere, costrette a lavorare dalla necessità e trattate come proprietà dalle padrone, fa da specchio l'asfittica prospettiva in cui vivono le donne bianche, votate a una trafila ben definita, dal matrimonio alla maternità, alla beneficenza e alle serate associative. Eugenia sfugge a questo cliché e grazie al libro trova un ottimo lavoro a New York, ma a prezzo della solitudine. C'è un altro personaggio che rompe gli schemi: Celia, bionda apparentemente svampita, lasciata in disparte dalle altre signore solo perché ritenuta volgare. Lei non ha potuto avere figli, ma ama riamata il marito e sa estendere questo affetto anche alla cameriera Minnie, trattandola da persona. "Dio dice di amare il proprio nemico, ma a volte è difficile, così ho cominciato col dire la verità e una volta detta la verità, mi sono sentita libera": con queste parole Aibileen lascia il suo lavoro dopo essere stata ingiustamente accusata di furto.


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Un film coinvolgente, dalla narrazione semplice, adatto anche ai ragazzi. 
Abbiamo visto questo film in famiglia e lo considero parte del nostro homeschooling part-time. Molto spesso infatti ci sediamo tutti insieme per vedere un bel film e poi parlarne. 
Si tratta di un modo semplice per allargare gli orizzonti e per trattare di diverse problematiche senza noia e senza libri.

Se vi interessa l'aspetto educativo-didattico del cinema potete iscrivervi al gruppo FB Educare con il cinema

venerdì 9 marzo 2012

The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore per i venerdì del libro

Per questo venerdì del libro non propongo un libro ma un enhanced book, un libro potenziato con animazioni ed effetti speciali, che ha anche vinto un Oscar pur non essendo un film ma un app per I Pad. Si tratta della prima volta in cui a vincere un Oscar è un non-film!
Il corto è stato realizzato da Moonbot Studios. Sono stati gli autori a chiarire le fonti che li hanno ispirati: l'uragano Katrina, il mago di Oz e Buster Keaton, ma soprattutto l'amore per i libri e l'omaggio alle persone che ai libri hanno dedicato la loro vita. A queste persone i libri restituiscono il favore! The Fantastic Flying Books of Mr Morris Lessmore è proprio un'allegoria del potere curativo delle storie.
"Inspired in equal measures, by Hurricane Katrina, Buster Keaton, The Wizard of Oz, and a love for books, "Morris Lessmore" is a story of people who devote their lives to books and books who return the favor. The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore is a poignant, humorous allegory about the curative powers of story".
E adesso, si apra il sipario e... Buona visione!





Spero che vi sia piaciuto.
Commoventi le scene del librone rianimato dalla lettura e riportato in vita dall'immersione del lettore nella comprensione, del libro che letteralmente fa compagnia alla vecchietta e di quello che riporta il colore nella vita del bambino che lo ha preso in prestito. 
Proprio vero che la lettura è una cooperazione tra il libro e il lettore. E che il libro una volta pubblicato ha una vita propria anche rispetto a chi lo ha scritto. Esso ormai vive attraverso chi lo legge.


Ringrazio France e il blog Scientificando per la segnalazione. Dedico questo venerdì del libro alla regina delle recensioni, 'Povna.

lunedì 14 novembre 2011

Homescooling for teens


L'homeschooling part time si evolve... con l'età! Da quando L@ è passata in prima media, spesso alle mie richieste di impegnarsi nelle attività che fino all'anno scorso le piacevano, come questa o questa, la risposta era: "mamma, ma io ora sono grande!" Devo dire che, causa preparazione al concorso che mi assorbe quasi tutto il pomeriggio, mi sono un po' arresa, ma poi tenta e ritenta abbiamo trovato una nuova strada.
Siamo partiti dall'unica seria difficoltà che sta incontrando nella nuova scuola: scrivere. Si tratta di una competenza che viene spesso data per scontata dagli insegnanti e che invece agli alunni non risulta per niente naturale.
E, come sapete, ci siamo inventati anche un blog tutto per lei.
Nel frattempo è emersa la passione per i film, da Harry Potter a Pomi d'ottone e manici di scopa. E così le ho proposto la scheda della fotografia:
-una parte che è molto interessante
-un nuovo fatto o argomento che ho imparato
-una parte che non ho capito bene
-pensieri e emozioni che il film mi ha suscitato
-la mia parte preferita
-una frase che mi ha colpito
-una domanda che mi ha suscitato
L'ha accolta molto volentieri: "mamma, lo sapevo che potevamo trovare qualcosa di adatto a me! Questo sì che è imparare giocando!"

Per chi volesse approfondire il tema cinema e educazione:

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mercoledì 11 maggio 2011

La storia antica nel cinema

La storia e il cinema, ne abbiamo già parlato per Ottocento e Novecento. La storia attraverso la visione di un film diventa viva e interessante. Adesso ci soffermiamo sulla storia antica:

-La regina delle piramidi di H. Hawks (Usa 1955)
-King David di B. Beresford con R. gere (Usa 1985)
-Troy di W. Petersen con B. Pitt (Usa 2003)
-Le avventure di Ulisse di F. rossi (Italia 1969)
-Alessandro il grande di R. Rossen (Usa 1956)
-Giulio Cesare di J. L. Mankiewicz con M. Brando (Usa 1953)
-Cleopatra di J. L. Mankiewicz (Usa 1963)
-Ben Hur di W. Wyler (Usa 1959)
-Quo vadis di M. LeRoy (Usa 1951)


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venerdì 6 maggio 2011

Il Novecento nel cinema

Come vi dicevo, la storia si impara anche attraverso il cinema. Continuo il mio excursus con il Novecento:
-Orizzonti di gloria di S. Kubrick (Usa 1957)
-La grande guerra di M.Monicelli, con A. Sordi (Italia 1959)
-Niente di nuovo sul fronte occidentale di D. Mann (Usa 1979)
-Lawrence d'Arabia di D. Lean, con P. O' Toole (Gran Bretagna 1962)
-Joyeux Noel - Una verità dimenticata dalla storia di C. Carion (Francia 2005)
-Momenti di gloria di H. Hudson (Usa 1981)
-La marcia su Roma di D. Risi, con U. Tognazzi e V. Gassman (Italia- Francia 1962)
-Il Giardino dei Finzi Contini di V. De Sica (Italia 1970)
-L'amico ritrovato di J. Schatzberg (Germania 1989)
-Tutti insieme appassionatamente di R. Wise, con J. Andrews (Usa 1965)
-La notte di san Lorenzo dei fratelli Taviani (Italia 1962)
-Il diario di Anna Frank di G. Stevens (Usa 1959)
-Schindler's List di S. Spielberg (Usa 1993)
-Train de vie di R. Mihaileanu (Francia 1998)
-La vita è bella di R. benigni (Italia 1997)
-Jona che visse nella balena di R. Faenza (Italia 1993)
-Don Camillo di J. Duvivier con G. cervi (Italia-Francia 1952)
-Indovina chi viene a cena di S. Kramer con S. Tracy e K. Hepburn (Usa 1967)
-The Truman Show di P. Weir (Usa 1998)
-Apollo 13 di R. Howard con T. Hanks (Usa 1995)
-La scorta di R. Tognazzi (Italia 1993)
-I cento passi di M. T. Giordana (Italia 2000)
-Il giudice ragazzino di A. Di Robilant (Italia 1993)
-Buongiorno, notte di M. Bellocchio (Italia 2003)
-Il muro di gomma di M. risi (Italia 1991)
-Good Bye Lenin di W. Becker (Germania 2002)
-Il bambino col pigiama a righe di M. Herman (Usa 2008)
-Le vite degli altri di F. Henckel von Donnersmark (Germania 2006)
-Il concerto di R. Mihaileanu (Francia 2009)

Ce n'è per tutti i gusti, eh? Avete suggerimenti o riflessioni? Sono ben accette!

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martedì 3 maggio 2011

Sissi e l'Ottocento nel cinema


Continua l'home cinema a casa nostra, con La principessa Sissi. Abbiamo guardato i tre episodi della serie e da quest'esperienza sono nate diverse idee.
Il primo episodio, incentrato sull'adolescenza e sul matrimonio di Elisabetta, ci ha portate ai ricordi dei nostri viaggi in Baviera e in Austria, dove visitando la residenza di Schoenbrunn, abbiamo conosciuto le abitudini dell'imperatrice, attenta alla linea e all'alimentazione fino ai limiti dell'anoressia, amante delle cose belle e degli animali domestici.
Il secondo narra delle difficoltà di vivere a corte e dei rapporti con l'Ungheria. Sono sorte diverse domande sull'epoca in cui Sissi è vissuta, sul perché gli austriaci fossero odiati dai popoli del loro impero, su come tutti i sovrani allora fossero imparentati e sull'importanza dei titoli nobiliari nella Restaurazione.
Il terzo, che racconta della malattia della principessa e dunque dei suoi viaggi per motivi di salute, a Madeira e poi a Corfù. Abbiamo preso un atlante e abbiamo cercato i luoghi citati. Laura si chiedeva il perché non dessero un antibiotico a Sissi. Tralasciando il fatto che probabilmente la malattia in questione proveniva da cause nervose, ho risposto che in effetti non era stato ancora scoperto! Ma quante cose si possono imparare attraverso un film! L'episodio continuava con la guarigione e il ritorno di Sissi in Austria passando per Milano e Venezia e le domande si sono affollate ancora di più: ma perché gli italiani non erano contenti di essere governati dagli austriaci? Perché alla Scala hanno cantato Va' pensiero? E Venezia non era una repubblica?

L'idea di scoprire la storia attraverso il cinema non è nuova, ma a questo punto mi tocca dare un contributo, cominciando con la storia dell'Ottocento:

-La principessa Sissi di E. Marischka, con R. Schneider (Austria 1955)
-Il Gattopardo di R. Rossellini (Italia 1960)
-Allosanfan dei fratelli Taviani, con M. Mastroianni (Italia 1974)
-Amistad di S. Spielberg, con A. Hopkins (Usa 1997)
-N (io e Napoleone), di P. Virzì (Italia 2006)

Buona visione e buona storia!
Avete altri suggerimenti?


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domenica 17 aprile 2011

Libertà di apprendere

Ultimamente non abbiamo molto tempo per dedicarci ai nostri "lavoretti", come io e mia figlia chiamiamo i nostri momenti creativi. La sera, dopo giornate piene e faticose, mi dico che... non sono riuscita a fare quello, non sono arrivata a completare questo, avrei potuto proporre una cosa... ma la stanchezza spesso prevale.

Poi, però inaspettatamente nascono delle belle occasioni:

-per due pomeriggi di fila abbiamo visto a puntate il mio film preferito uno dei pochi che possiedo in versione deluxe: Tutti insieme appassionatamente.
Con le mie sorelle siamo cresciute a Tutti insieme appassionatamente con condimento di Mary Poppins, Pomi d'ottone e manici di scopa in salsa di Principessa Sissi... Riproporre questi film che conosco a memoria a mia figlia mi fa un certo effetto, anche perché ora ne capisco anche la valenza educativa: la scena di Quindici anni, quasi sedici ci ha fatto parlare di amori e flirt adolescenziali... la storia dell'annessione dell'Austria alla Germania nazista ci ha portate su argomenti più politici, la differenza tra democrazia e dittatura per esempio.


- poi una sera, di punto in bianco Laura mi dice: "mamma, adesso voglio dedicarmi alla frutta morta". Io ovviamente rimango un po' interdetta, poi capisco: "vuoi dire, natura morta?". "Ecco, sì... voglio disegnare dal vero!" Venerdì tornando da scuola la trovo tra la tenda e il balcone e cercare di riprodurre quello che vede:






Poi però possono venire fuori anche quadri astratti alla Kandinskij:

Quello che vien fuori quando un bambino è lasciato libero è molto di più di quello che possiamo progettare. A noi tocca proporre ma poi è il libero apprendimento che si deve sviluppare e deve trovare spazio per espandersi, in un clima di curiosità e instancabile desiderio di comunicare.

martedì 8 febbraio 2011

Oggi nasceva Jules Verne



Nel 1828 l'8 febbraio nasceva Jules Verne, il romanziere che ha fatto sognare generazioni di ragazzi e le cui invenzioni letterarie sono ancora oggi appetibili. La piccola Laura ha un debole per i film di fantascienza, come il resto della famiglia fin dai suoi avi (anche mia mamma ci aveva abituate fin da piccole a vederli).
In particolare siamo appassionati di Star Wars, del filone cibernetico da Blade runner a Thron, passando per Matrix, e dei film tratti proprio dai romanzi di Jules Verne. Più volte abbiamo guardato insieme Viaggio al centro della Terra, nella sua versione moderna del 1993.
Lo straordinario viaggio inizia in una terra che io e Laura abbiamo visitato nel 2008, l'Islanda.
A questo proposito vi consiglio vivamente di andare a guardare le splendide foto che ho pubblicato nel mio reportage su quel viaggio... splendide non perché io sia una brava fotografa ma perché i soggetti delle foto sono meravigliosi, dalla cascata gelata al geyser, dal permafrost scricchiolante per il gelo (ci siamo andate a marzo) ai crateri ghiacciati...
Il viaggio prosegue attraverso mille avvenure ai limiti dell'impossibile.

Ah, non so se avete visto lo splendido doodle che Google ha dedicato al Nautilus:

E voi in famiglia amate la fantascienza? Cosa, in particolare?

domenica 21 novembre 2010

Educare con il cinema

Partecipo all'iniziativa de La scuola in soffitta, la cui autrice - Caffenero - ha spesso idee molto utili e originali. Con la proposta Prova l'homeschooling, si chiede di condividere idee di aiuto nello studio dei figli su un tema scelto di volta in volta.
Il tema del primo post è il cinema. Piuttosto che limitarmi a suggerire un film a scopo didattico, vorrei invece farvi conoscere il libro Educare con il cinema, di cui da poco è stato editato un secondo volume.
L'utore giustamente sostiene la valenza pedagogica del cinema, per "l'immediatezza e l'efficacia diretta dell'immagine" (p. 5). In un curriculum di studi si può inserire un film come appoggio o esemplificazione di un contenuto. Si può anche farne oggetto diretto di studio, analizzandone tecniche e sequenze. L'incontro tra spettatore e opera cinematografica può essere facilitato tramite la proposta di una scheda di comprensione o di una discussione sui seguenti punti:
-capire la vicenda, i passaggi narrativi e i nuclei tematici del film stesso
-porsi delle domande su come è fatto il film, smontandolo idealmente (pensiamo al ruolo della colonna sonora, del tipo di inquadrature...)
-comprendere cosa il regista ha voluto comunicare
-paragonare il film all'evento o al contenuto che si sta studiando con l'ausilio di altre fonti
-esprimere un giudizio personale motivato.

Un aspetto interessante del libro è che i film sono suddivisi per fasce di età (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado e adulti) e per nuclei tematici:il fascino e il rischio dell'ignoto/ educare come introduzione alla realtà totale/ la ricerca della felicità/ didattica della storia moderna e contemporanea/ conoscere per accogliere il diverso da sé. Su ogni film il libro propone una scheda e una serie di domande guida per la comprensione.

Vi segnalo anche un sito, Sentieri del cinema, che propone analisi e commenti dei film. Nell'archivio si possono cercare i film per età e per giudizio da Imperdibile a Meglio evitare. Si possono trovare il film anche catalogati per genere, cliccando su questa pagina troverete quelli di argomento storico.

Per gli altri post sul tema:


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martedì 29 dicembre 2009

La pulzella d'Orleans




Ricordo la vivida impressione che ho provato quando ho visto per la prima volta il film La passione di Giovanna d'Arco di Dreyer (1928) con gli intensi primi piani in bianco e nero, ma anche l'emozione di guardare insieme ai miei alunni la splendida Milla Jovovich (nella foto) in Jeanne d'Arc di Luc Besson (1999).
Chi volesse fare un viaggio nella vita di questa santa intrepida potrebbe navigare sul sito Maid of Heaven: troverebbe la cronologia della sua vita (Timeline), spunti e curiosità (Quick facts), una ricca bibliografia e sitografia (References), rewies su libri e film dedicati alla giovane condottiera.


sabato 15 marzo 2008

Oggi film: Central do Brasil



In geografia siamo all'America meridionale. Abbiamo studiato in particolare il Brasile, soffermandoci sulle contraddizioni di questo immenso paese, ricchissimo di risorse eppure incapace di eliminare le immense diseguaglianze tra i ceti sociali. Ho spiegato il fenomeno delle favelas e dei meninos de rua, portando anche l'esempio positivo del progetto AVSI di risanamento della favela di Belo Horizonte, sovvenzionato dalla stessa Banca Mondiale, per la meritevolezza dell'azione umanitaria. 
Oggi abbiamo visto il film Central do Brasil. Nel rivedere questo film ho potuto apprezzare dei particolari che non avevo notato prima: mi ha colpito il rapporto tra Josuè, il ragazzino e Dora, la donna che lo accompagna nell'improvvisata avventura della ricerca del padre. Lei si scoraggia e si dispera. E Josuè scappa. Dora si pente di averlo lasciato andare e si inoltra nella folla per riacchiapparlo, ma poi sviene. La scena si riapre su una strana Pietà: il ragazzino sul marciapiede polveroso con il volto di lei tra le braccia, lei addormentata mentre lui lo accarezza. 
Strano, ma vero che nel rapporto tra adulto e ragazzo, tra educatore e giovane, spesso a ricevere e ad essere aiutato è proprio l'adulto. Se il rapporto è sano è reciproco. Altrimenti l'adulto, paternalista e saccente, ha finito di imparare. E in questo modo non educa più.


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