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domenica 9 novembre 2014

Avevo una maglietta #Berlin2014


Oggi, come tutti sanno cadono i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino.

Avevo una maglietta negli anni '80 che mio padre mi portò da uno dei suoi viaggi di lavoro a Berlino. Raffigurava la divisione in settori della città e il Check Point Charlie, il più noto dei passaggi di confine, punto in cui si lasciava il settore americano per passare dall'altra parte. Ero tra scuola media e scuola elementare e mi appassionavano già molto le vicende dell'Unione Sovietica, della dissidenza, di Solidarnosc: insomma, aver vissuto quegli avvenimenti seppure attraverso una maglietta e i racconti di mio padre, o attraverso le immagini televisive di Lech Walesa, è stato importante.



Se hai visto certe cose non puoi scambiare la libertà per il pensiero unico, né la pace con la repressione del dissenso. La libertà ha segnato un punto a suo favore in quei giorni di 25 anni fa. E oggi, cosa ne abbiamo fatto?

martedì 7 ottobre 2014

#sentinelleinpiedi

Si può non essere d'accordo con qualcosa? Si può ancora dirlo in Italia?

Ebbene, penso che sia accettabile il modello tedesco dell'«Eingetragene Lebenspartnerschaft», che non equipara a tutti gli effetti la convivenza tra persone dello stesso sesso al matrimonio, ma applica ai conviventi disposizioni analoghe a quelle contenute nel codice civile tedesco per la disciplina del matrimonio. La legge assicura per esempio pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo ed assistenziale, e conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza. Inoltre, in caso di morte di uno dei partner, al convivente sono attribuiti i diritti successori, come la pensione di reversibilità, il diritto a subentrare nell'affitto e l'obbligo di soddisfare i debiti contratti dalla coppia. La legge tedesca non riconosce ai conviventi il diritto di adozione congiunta.

Ma non sono d'accordo con molte delle rivendicazioni LGBT. Non sono d'accordo per esempio con le adozioni da parte di coppie gay né con l'educazione pro-gender nelle scuole.
E non mi piace un paese in cui manifestare questo silenziosamente suscita tante reazioni indignate (il sedicente intellettuale Saviano ha parlato di violenza culturale inaudita) o violente (e non mi accetto neanche che qualcuno di fronte alle aggressioni, queste sì inaudite, si sia preoccupato solo di far notare che fossero state una pubblicità per i manifestanti). Molti hanno già preso le distanze, mi pare davvero significativo lo stato qui di seguito:


martedì 2 settembre 2014

Che mangino brioches



S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche! 


Ma in effetti, perché il popolo italiano sopporta ancora che una classe politica fannullona, capace solo di autoalimentarsi e nutrire la casta autoreferenziale che la circonda, possa apostrofarlo in mille modi con l'invito a sostituire il pane con una piú dolce brioche? Parole invece di fatti, riforme inutili invece di cambiamenti, prese in giro sottoforma di slogan e slides, austerità a convenienza. 
Vorrei vivere in uno Stato in cui chi governa intenda fare gli interessi dei cittadini, che abbia idee non geniali, ma almeno ispiratrici, che in qualche modo indichi una direzione.
E invece vedo ancora sprechi, ingiustizie, inerzia insopportabile.

Che le brioches vi vadano di traverso e che la peste (o una bomba incendiaria) vi colga al piú presto!
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