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venerdì 11 luglio 2014

Cronache del mondo emerso

Giorni di respiro. Finalmente di relax, dopo un anno intenso e sempre indaffarato. Mi sveglio e vado a guardare il mare dal terrazzino: sempre diverso, di ora in ora a volte di minuti in minuto. Le correnti, la posizione del sole, le nuvole passeggere creano effetti cangianti di luce.


Un senso di pace e una scintilla di felicità mi invadono. La breve pausa dal lavoro, un week-end lungo strappato agli impegni mi bastano per ripartire.

Notti di luna quasi piena. Il riflesso crea un ponte di luce sul mare e sembra portarti alla fine del mondo, lungo la linea dell'orizzonte dove i confini si perdono nella materia oscura dello spazio infinito.


Con mio marito attraversiamo la strada e stiamo a guardare lo spettacolo per dei minuti come in sospensione, ognuno piccolo di fronte alla grandezza della natura.

lunedì 7 luglio 2014

Mare, letture e relax


Da quando sono dirigente scolastico (preside per gli amici) ho dovuto rivoluzionare il mio concetto di "vacanze" estive, non più legato all'agognato suono della campanella finale. Lungi da me far credere che davvero i docenti abbiano tre mesi di ferie. Non ce li hanno. Ma i dirigenti a maggior ragione proprio se li sognano.
Ebbene, tra esami di stato di II ciclo (in cui ho fatto da presidente di commissione) e altri impegni nella scuola che dirigo, il mese di luglio passerà senza lunghi periodi di ferie.
Così abbiamo deciso di utilizzare i ritagli di tempo, giovandoci di una casetta in affitto al mare. Quando dico al mare, intendo proprio sul mare. Dalle onde ci separano solo un sottopassaggio, una piattaforma di legno e... un prato!
Già.
Come vedete, proprio sugli scogli si estende una bella distesa verde con alberelli ombrosi, che  invitano al relax, alla lettura, alle chiacchiere tra amici.
Tra le mie letture ci sono:


che è un romanzo ambientato in una libreria, sottogenere che amo particolarmente;


di una scrittrice scomparsa da poco: ambientato in Irlanda, terra a me cara.
E voi? Siete ancora al lavoro? Che libri leggete in questo periodo? 

sabato 17 maggio 2014

Passeggiata... in città!

A volte per viaggiare non c'è bisogno di fare molti chilometri, specie se si ha la possibilità di passeggiare con un panorama così:


Catania è così: il mare lo puoi vedere quando vuoi. Ma se giri la testa dall'altra parte c'è anche la montagna, l'Etna che con i suoi 3400 m sorveglia l'intero golfo e l'intera isola. Mare, distese di scogliere laviche, ville e colori che si stagliano nel cielo. Fare due passi e respirare.
Soffermarsi. Rilassarsi.


Barche e pescherecci ormeggiati, case colorate, il borgo di San Giovanni Li Cuti e il porto di Ognina. Si prende una granita e si fa ritorno a casa, ma con un altro animo.

lunedì 2 luglio 2012

Tre cartoline siciliane

Cara Monica,
ecco qui le mie cartoline per la tua iniziativa, Tre cartoline dalla mia Italia. Anche questa divertente e interessante, del resto ormai ci hai abituati.
Ci chiedi di spedirti tre cartoline che esprimano la bellezza della nostra Italia. Non è difficile, visto che è piena zeppa di bellezza. Io sarò ancora più precisa e ti spedirò tre scatti della mia terra, proprio la mia. Non una Sicilia generica e risaputa, ma quella che amo e che conoscono in pochi.


I Crateri Silvestri sul vulcano Etna, sono due crateri non sommitali, formatisi durante l'eruzione del 1892, a circa 2000 metri lungo una frattura radiale, detta bottoniera. Il cratere centrale è a più di 1400 metri. Si passeggia lungo l'imbocco del cratere.

Nella stessa giornata, volendo, si può raggiungere il mare. Per esempio lungo la costa acese, a Santa Tecla. Il materiale di cui la roccia è composta è sempre vulcanico, ma la zona acese in buona parte risale a un periodo pre-etneo.



Sempre a Santa Tecla è possibile ammirare le caratteristiche torrette arabo-normanne:


Notate il disporsi della lava solidificata in queste strane forme?

N. B. Le foto sono state scattate da mio marito. Se volete vederne altre potete visitare il suo account Flickr.


mercoledì 30 maggio 2012

Taste of Palermo

Ci siamo regalati un breve week end in una città a noi vicina eppure "lontana", Palermo. La capitale della Sicilia, della Sicilia araba e del regno di Federico II, la sede dei viceré e dei Borboni. Una città che i catanesi sentono come la faccia opulenta, nobile, decadente della Sicilia. Arretrata su un passato glorioso e imponente, che pesa ancora sul presente. Ma nella sua sventurata gestione degli ultimi decenni, comunque bella.

Si è trattato di un assaggio in cui però abbiamo potuto godere dei diversi gusti, dei vari aspetti della città.

Abbiamo apprezzato il suo passato arabo-normanno: eccovi infatti la Chiesa di San Cataldo, oggi appartenente ai Cavalieri del Santo Sepolcro e i pupi del Museo Internazionale delle marionette Antonio Pasqualino...




Abbiamo respirato l'aria di mare e gustato un buon gelato guardando le onde da vicino, dal Foro Italico per la precisione:






E poi... il delirio barocco della Chiesa del Complesso di Casa Professa:





E il colore dei palazzi, un'ocra chiaro caldo e dorato, basta alzare lo sguardo per ammirare le facciate restaurate e quelle deturpate da anni di decadenza eppure ancora belle. 

E infine l'oro, oro a profusione della Cappella Palatina a Palazzo dei Normanni, uno scrigno preziosissimo e rifulgente. La fila per entrare era molto lunga, ma non appena si entra attraverso una tenda di velluto rosso e gli occhi si abituano alla penombra dell'interno, tutto luccica di oro:



Vi ho fatto venire il desiderio di venire in Sicilia?


mercoledì 7 marzo 2012

Outdoors walking onto Etna

On march 3rd we spent a day near the sea and on Sunday (March 4th) we had a good snow-day onto volcano Etna:


The white fog is not a cloud, but Etna's smoke!



In any area there are three layers: black lava, grey snow with volcanic ash and white snow, at last!




friday favorite things | finding joy

venerdì 26 febbraio 2010

Il Tecno-parco Archimede


"I Romani si prepararono le frecce e gli altri mezzi necessari all'assedio sperando che, data la superiorità numerica, avrebbero terminato i preparativi cinque giorni prima degli avversari. Essi però non avevano tenuto conto delle abilità di Archimede e non avevano pensato che l'ingegno di un solo individuo in alcuni casi può valere più delle braccia di molti: ebbero però occasione di accorgersene, per diretta conoscenza" (dalle Storie di Polibio)
Per sapere come Archimede riuscì a contrastare l'esrcito romano si può andare al Tecno-parco Archimede, a Siracusa. Si tratta di un Museo all'aperto, sul modello di tante iniziative simili diffusissime in tutta Europa (io per esempio ho visitato un villaggio celtico perfettamente ricostruito, ad Hallein in Austria).
Vi sono esposti repliche e modelli in scala di macchinari del III sec. a. C. con contributi archimedei. Adatto a tutti gli ordini di scuola, sono a disposizione guide specializzate.

Domenico Fetti, Archimede (1620)
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