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Riflessioni pedagogiche per i venerdì del libro
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Homework - Compiti a casa
lunedì 25 ottobre 2010
Paura dell'interrogazione

L'aspetto positivo è che abitua a parlare in pubblico e a seguire un filo logico, relazionando su un argomento che si possiede.
L'aspetto negativo nella pratica didattica è che la verifica orale diventa occasione per la classe di fare un sonnellino ristoratore, mentre si possono trovare per questo soluzioni alternative:
-la verifica-discussione, in cui tutti sono partecipi del dibattito guidato dal docente
-la verifica-relazione in cui un alunno o un gruppo di alunni riferisce su un approfondimento al resto della classe
-la verifica partecipata, in cui anche gli alunni possono fare domande al compagno
Sorvolo sul metodo domanda-risposta che sa tanto del cagnolino di Pavlov: spesso mi sono trovata di fronte a un alunno muto sol perché non lo imboccavo con la domanda sul sottoparagrafo o sul capoverso seguenti.
Per superare la paura non basta la memoria, ci vuole soprattutto padronanza dell'argomento. Ecco qualche consiglio per prepararsi al meglio...
Il libro di testo è fatto come una directory in cui sono contenuti grandi unità di argomento, a loro volta suddivise in capitoli, che si distribuiscono in paragrafi e infine in sequenze. Ogni sequenza, corrispondente in genere a un capoverso costituisce l'unità minima di significato, da cui si può estrapolare un concetto-base.
Come digerire il testo? A bocconi... Ogni sequenza può essere ridotta a un titolo e in genere le sequenze rispondono a specifiche domande, le famose 5 W inglesi (what? who? when? where? why?). Pensiamo a un argomento di storia: probabilmente se state studiando la scoperta dell'America, il libro si soffermerà dapprima sul fenomeno, sul personaggio di Colombo, sull'epoca in cui avvenne l'impresa, sul dove (il percorso del viaggio, la meta, le conseguenze sul luogo), collegando lo spirito d'avventura dei grandi navigatori alle progredite conoscenze tecniche e all'espansione economica del periodo in questione.
Una volta ridotto il testo all'osso, si potranno rimpolpare le nostre conoscenze:
- annotando su un bel quadernone i concetti chiave e accanto quelli secondari
-con mappe o schemi che mettano in evidenza i rapporti logici di causa-effetto, prima-dopo...
-con lo studio delle immagini, delle carte o dei grafici presenti sui libri di testo e che spesso aiutano a focalizzare un aspetto o l'altro
-con una ricerca sul web per approfondire qualche aspetto che ci ha incuriosito o che non abbiamo ben capito (anche questi diventeranno concetti da annotare). Lasciamoci guidare dai problemi che pongono domande di comprensione o dalla curiosità! "La curiosità, diceva Maria Montessori, è impulso ad apprendere".
Il quadernone così composto diventerà uno strumento flessibile su cui aggiungere, correggere, puntualizzare, annotare le proprie libere esplorazioni e su cui ritornare per imbastire il nostro discorso. Vi posso assicurare che l'argomento ben padroneggiato fluisce quasi senza sforzo e l'interrogazione andrà da sé. Provare per credere...
The Geographer di Johannes Vermeer
mercoledì 24 settembre 2008
Grigliata mista
Griglia di valutazione per le verifiche orali
L’alunno rifiuta di sottoporsi alla verifica, dichiarando la propria impreparazione: 3
L’alunno mostra gravi lacune nell’acquisizione dei concetti e dei contenuti oltre che nell’esposizione: 4
L’alunno mostra una preparazione incompleta e presenta imprecisioni nell’esposizione, pur ricordando i concetti essenziali: 5
L’alunno mostra di possedere i concetti essenziali che sa esporre in modo sintetico, seppure con qualche approssimazione: 6
L’alunno ha organizzato i contenuti in modo adeguato e li sa esporre in modo corretto: 7
L’alunno ha organizzato e approfondito i concetti e li sa esporre ordinatamente: 8
L’alunno ha approfondito i contenuti e li espone in modo sostanzialmente autonomo dalle sollecitazioni o dalle domande-guida dell’insegnante: 9
L’alunno ha approfondito e rielaborato in modo originale i contenuti e li espone in modo autonomo e brillante: 10.
E questa:
L’alunno rifiuta di svolgere il lavoro o non porta il materiale necessario: 3
L’alunno svolge il lavoro solo se continuamente sollecitato e in modo inadeguato e gravemente lacunoso: 4
L’alunno segue le sollecitazioni dell’insegnante, ma svolge il lavoro in modo incompleto, con approssimazioni e imprecisioni: 5
L’alunno svolge il lavoro in modo essenziale, pur con varie approssimazioni e imprecisioni: 6
L’alunno svolge il lavoro in modo adeguato, con poche imprecisioni: 7
L’alunno svolge il lavoro in modo pienamente preciso e ordinato: 8
L’alunno svolge il lavoro in modo autonomo, appropriato e originale: 9
L’alunno svolge il lavoro in modo autonomo, creativo, brillante: 10.
E ancora, questa:
Griglia di valutazione della condotta
L’alunno non rispetta le regole di comportamento, pur sollecitato e richiamato, si dimostra recidivo nel mettere in pericolo se stesso, i compagni e il personale scolastico, nel danneggiare le strutture o nella mancanza di rispetto verso gli altri e trascina altri verso il comportamento deviante: dal 3 al 5 (si ricorda che basta il
L’alunno rispetta le regole, ma solo se continuamente sollecitato, oppure non ha rispettato le regole in episodi sporadici, mostrando poi la buona volontà di riparare; o ancora l’alunno rispetta le regole del vivere sociale, ma arriva spesso in ritardo/ fa molte assenze/ spesso va via in anticipo: 6
L’alunno rispetta sostanzialmente le regole, pur essendo moderatamente vivace: 7
L’alunno rispetta le regole, è collaborativo nei confronti dei compagni e dell’insegnante: 8
L’alunno rispetta le regole, è collaborativo nei confronti dei compagni e dell’insegnante e si pone come elemento trainante positivo all’interno della classe: 9
L’alunno rispetta le regole, è collaborativo nei confronti dei compagni e dell’insegnante, si pone come elemento trainante positivo all’interno della classe e si è distinto in qualche episodio o comportamento altamente esemplare: 10.
N. B. Per gli aspetti che riguardano il rispetto delle regole e la partecipazione alla vita della classe, collaborazione, laboriosità e partecipazione attiva e pertinente alle lezioni, la valutazione avviene mediante il voto di condotta che viene deciso collegialmente.
Per gli aspetti che riguardano l’organizzazione del metodo di studio, la pianificazione del lavoro, il rispetto delle consegne, la puntualità e la precisione nel portare il materiale didattico, la valutazione avviene all’interno delle singole discipline, se lo si ritiene opportuno anche predisponendo una voce all’interno del registro personale del docente (es. “rispetto delle consegne, organizzazione del materiale didattico, pianificazione e ordine nel metodo di studio”).
Ora è tutto grigliato.
domenica 10 giugno 2007
Vademecum per l'autocorrezione
Punteggiatura
VIRG
Tra il soggetto e il suo predicato, o all’interno di un sintagma (tra articolo e nome, tra nome e aggettivo...) non va la virgola.
PUNTO
Le frasi vanno separate correttamente.
DUE PUNTI
I due punti vanno usati per spiegare l’enunciato precedente e per introdurre un elenco o un discorso diretto.
PUNTINI
Sono tre.
VIRGOLETTE
All’inizio e alla fine del discorso diretto, per introdurre una citazione, per delimitare il titolo di un giornale o un modo di dire.
Ortografia
MAIUSC
Dopo il punto, per i nomi propri, per le sigle, le festività, i periodi storici.
GRAFIA REGION
Attenzione al modo di scrivere le parole, che spesso ricalca la pronuncia regionale. Per es. NZ invece di NS, tipo * penzare; NC invece di NG, tipo * manciare; BB invece di B, tipo * subbire...
ORT
Attenzione agli errori generici di scrittura. Per es. ZZIONE invece di ZIONE, tipo * azzione, circolazzione... Controlla: A VOLTE
UN
L’articolo indeterminativo maschile singolare è senza apostrofo.
H
La H va scritta nelle voci del verbo avere ho, hai, ha, hanno. Controlla: la H non va su “o” congiunzione, “a” e “ai” preposizioni e “anno” nome!
UN’
Ci vuole l’apostrofo quando l’articolo indeterminativo femminile ‘una’ si trova davanti a vocale.
APO
Controllare: PO’, DA’ (per dai), D’ACCORDO che vogliono l’apostrofo (QUAL È è senza)
ACC
Controllare: le parole tronche, tipo città, perché; più, può, ciò, già, giù, dà verbo, è verbo, là e lì avverbi di luogo, né congiunzione, sé pronome, sì affermazione, tè bevanda. N. B. L’accento sarà acuto (´) su : sé, né, perché, poiché e tutte le congiunzioni che contengono che. L’accento sarà grave (`) su: caffè, tè, è, cioè.
TIT
I titoli di opere, di film, di poesie... vanno sottolineati; se si scrive al computer vanno scritti in corsivo.
Livello II (II media)
Lessico
LESS
Le parole vanno secondo il loro corretto significato. Se non sei sicuro controlla sul dizionario.
REGION
Spesso si usano parole tipiche dell’italiano regionale. Controlla sul vocabolario.
REGISTRO
Si dovrebbero evitare espressioni colloquiali tipiche del parlato.
ESSO
Abuso del pronome ‘esso’.
MA
Ripetizione del ma.
RIP
Ripetizione generica.
Sintassi
SOGG
Il soggetto, sottinteso o no, deve essere sempre chiaro e concorde con il verbo.
REGG
Ogni verbo deve avere i suoi complementi necessari. Per es. Conosco Maria, non: *Conosco a Maria.
REL
Il pronome relativo va concordato con l’elemento a cui è riferito.
SEM
Attenzione al significato delle parole. Per es. un furto illegale.
PRON
Errori nell’uso dei pronomi (es. lontananza dell’antecedente)
CONC
L’articolo va concordato con il nome, il nome con l’aggettivo, il soggetto con il predicato, il pronome con il suo antecedente.
VERBO
Manca il verbo!
TEMPI
I tempi verbali vanno concordati correttamente.
MODI
Uso errato dell’indicativo invece del congiuntivo. Controlla dopo il se: non ‘se lo sapevo’, ma ‘se lo avessi saputo’.
COND
Uso errato del condizionale. Per es. ‘se sarebbe’, invece di ‘se fosse’.
Livello III (III media)
Coerenza e coesione
CONTR
Contraddizione. Non posso dire che odio la scuola e che quest’anno mi trovo bene a scuola, senza perlomeno spiegare cosa intendevo nella prima frase. La contraddizione può esserci anche tra due frasi a distanza.
COES
Mancanza di collegamento adeguato tra le frasi.
Informazione
FALSO
Affermazione errata.
ILLOG
Affermazione illogica.
INUT
Concetto inutile.
Insegnare un metodo di studio
(liberamente ispirato a R. Mazzeo, Insegnare un metodo di studio, Il Capitello)
1.1 La lettura orientativa
Quello che appare un blocco unico, il testo, in verità è l’insieme di parti ben distinte, nel testo scritto anche graficamente (mediante i capoversi, i paragrafi, i titoli, indicazioni grafiche poste a margine, parole evidenziate con inchiostri o caratteri diversi...). ES. Se io voglio mangiare una torta incartata da una pasticceria, devo anzitutto scartarla, poi tagliarla con un coltello per prenderne una fetta e infine a pezzi inghiottirla. Così se voglio studiare un argomento di storia, es. l’Islam, devo anzitutto guardare la confezione (quante pagine sono? vi sono titoli o suddivisioni già poste nel testo che mi possono aiutare?), poi devo suddividere il testo in parti più piccole, ponendo attenzione alle cose più importanti, infine devo fare mio l’argomento assegnatomi. Esperimento del testo senza titolo:
La procedura è realmente molto semplice. Prima si sistemano le cose in gruppi differenti. Naturalmente un gruppo può essere sufficiente: dipende da quanto c’è da fare. Nel caso che non ci sia l’opportunità bisogna andare da qualche altra parte, e questo è il passo successivo, altrimenti tutto è apposto.
L’importante è non eccedere: cioè è meglio far subito troppo poco che troppo. Lì per lì questo non sembra importante, ma possono nascere delle complicazioni. Uno sbaglio può essere costoso. Dapprima l’intera procedura sembrerà complicata. Ben presto però diventerà un altro aspetto della vita. È difficile prevedere se avrà fine la necessità di questo compito nell’immediato futuro, ma non si può mai dire. Dopo che la procedura è completata si dispone il materiale in vari gruppi che possono essere poi messi in luoghi appropriati. Eventualmente essi saranno ancora usati e l’intero ciclo dovrà essere ripetuto[1].
Presentare questo brano senza il titolo significa impedirne la comprensione, che invece apparirà ovvia quando si svelerà il titolo. In tal modo sarà intuitivo afferrare la necessità di una lettura orientativa per affrontare qualsiasi argomento di studio. In che cosa consiste la lettura orientativa?
1) Sguardo d’insieme: rendermi conto della veste esterna della porzione di testo che mi è stata assegnata. Per un capitolo di storia, per es. mi devo rendere conto di quante pagine sono. Poi posso dare una lettura più attenta al titolo e ai sottotitoli. Guarderò anche le parole messe in evidenza graficamente (per es. con l’uso del neretto), le illustrazioni, gli eventueli riquadri e schemi.
2) Individuazione dei contenuti essenziali. Sulla base di quanto osservato nella lettura d’insieme, posso già individuare i contenuti essenziali di quanto sto per leggere. Essi possono diventare l’ossatura del mio schema sul quaderno. Appunterò gli argomenti suggeriti dai titoli alla debita distanza l’uno dall’altro per poi riempire e integrare il mio schema iniziale.
3) Le 7 domande di Aristotele. Già so di cosa mi parlerà il capitolo che sto per leggere. A questo punto posso anche vedere se già so rispondere alle 7 domande di Aristotele:
a) chi? che cosa?
b) come? dove? quando?
c) perché? a quale scopo?
1.2 La lettura sistematica e la schematizzazione
1) Estrazione delle informazioni. Posso ora leggere e individuare i contenuti principali sottolienenadoli e poi appuntandoli sul mio schema. Potrei applicare il metodo delle sequenze con titolo. Così avremo già una schematizzazione del testo, o in altra forma, un sommario.
2) Individuazione delle cose che non capisco. Devo subito appuntare le cose che mi sono poco chiare per poi ritornarci sopra o chiedere all’insegnante.
3) Gerarchizzazione delle informazioni. Distinguere le sequenze in principali e secondarie o accessorie. Due sequenze principali possono essere collegate tra loro da un qualche legame di causa ed effetto per esempio. In questo modo il testo potrà essere trasformato in uno schema grafico. Gli indicatori fondamentali per la gerarchizzazione di solito sono già presenti nel testo, basta fare attenzione. Essi sono: a) le anafore (rinvii, parole o espressioni che si riferiscono alla stessa cosa o ad una cosa precedentemente enunciata; es. L’Islam è una religione monoteista. Un’altra caratteristica è la sottomissione richiesta al fedele...); b) i connettivi (elementi che segnalano un legame tra pezzi di testo più o meno ampi; es. prima, dopo, inoltre, in conclusione, in primo luogo, innanzitutto, allo stesso modo, analogamente...). Un’altra tecnica da insegnare, a volte più semplice dell’analisi dei connettivi, è quella delle domande-ponte, cioè domande che permettono di passare da una porzione di testo all’altra: finora abbiamo visto l’Islam in generale, ma dove e come si è formata questa nuova religione? quali le conseguenze storiche della sua diffusione? essa ha influito anche sulla storia europea? quando? dove?...).
1.3 La preparazione dell’interrogazione
1) Riepilogo ed esposizione orale. A casa potrò ampliare lo schema rileggendo quanto già letto in classe e poi potrò ripetere oralmente l’argomento sulla base dello schema sul quaderno. Cercherò anche di chiarirmi le parti che in classe non avevo ben afferrato. C’è chi ha bisogno di ripetere più volte, c’è chi non ripete affatto: ognuno dovrà trovare il metodo adeguato a se stesso.
2) Svolgimento di eventuali esercizi.
3) Preparazione di un quesito da porre in classe al compagno interrogato. Non è un quiz per mettere in difficoltà il compagno, ma per aiutarlo a dire quello che sa.
[1] Il titolo è Il lavaggio del bucato
