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domenica 28 settembre 2014

Idee per organizzarsi

Amo le liste di to do, quelle che ti ricordano le cose da fare, che ti danno le priorità e che il più delle volte non si svuotano mai. 
Amo anche le liste dei desideri soprattutto quelle che contengono i libri che vorrei prima o poi comprare e leggere. 
Amo le smart ideas, quelle che con pochi semplici accorgimenti risolvono mille problemi e che danno l'impressione di poter controllare il caos che inevitabilmente ti coglie da tutti i lati.
Le raccolgo, me le appunto in liste, le "pinno" su apposite bacheche nel mio account Pinterest.
Ammiro le persone che sanno cucinare all'inizio della settimana innumerevoli piatti che poi surgeleranno e utilizzeranno al momento del bisogno, quello in cui sorge la fatidica domanda si cosa si mangia quel giorno.

Tra le idee intelligenti raccolte ve ne suggerisco alcune e aspetto con impazienza le vostre (che arricchiranno sicuramente il mio bagaglio e le mie liste):

1) pensare a un menu settimanale

(immagine da qui)

2) raccogliere i calzini misteriosamente spaiati in uno spazio apposito:

(immagine da qui)

3) utilizzare sassi come fermacarte (ne ho una collezione) o come elemento decorativo

(immagine da qui)

Per le altre idee vi rimando alle mie bacheche Smart ideas e Organization di Pinterest. 
Vi aspetto!

domenica 21 settembre 2014

La classe: da auditorium a laboratorium


[Questa immagine, per me è altamente esemplificativa di cosa voglia dire hands on learning: i bambini capiscono cosa vuole dire dipingere come dipingeva Michelangelo, non perché qualcuno lo ha raccontato loro o perché lo hanno letto su un libro, ma perché lo stanno provando. Potranno per esempio sapere che il colore gli gocciolava addosso! da qui]

La domenica, specie se non ci sono impegni particolari, nella quiete e nel riposo di una giornata libera, a volte riesco a coagulare delle buone idee. Penso e ripenso e all'improvviso capisco la direzione da prendere.
Per esempio, quest'anno ho proposto al collegio docenti della scuola che dirigo di procedere verso una didattica più laboratoriale, indirizzando la pratica quotidiana in classe verso un'applicazione più decisa delle tendenze pedagogiche più innovative. Le Lavagne Interattive arrivate finalmente in tutte le classi, il prossimo acquisto di tablet dovrebbero senz'altro essere d'aiuto, ma la questione di base è la mentalità.
Posso far ripetere a memoria le tabelline sia scrivendole su una lavagna di ardesia, sia proiettandole su uno schermo tecnologicamente avanzato (come ricorda un divertente video abbastanza diffuso in rete).
Occorre invece passare da un'impostazione nozionistica della trasmissione del sapere a un metodo induttivo, per competenze, che trasformi la classe da auditorium a laboratorium. Da dirigente sto cercando di fornire i mezzi e gli spunti per favorire questo cambiamento di prospettiva, questo bel salto. Del resto, chi mi segue già da tempo, sa che la mia insistenza sulla didattica hands on ha origini molto lontane...

Vorrei quindi raccogliere idee, esperienze, siti specializzati da suggerire, da offrire a quei docenti che vorranno fare il salto.
Vi chiedo di aiutarmi a farlo.
Nei commenti lasciatemi il vostro contributo. Sappiate che ogni vostro suggerimento potrebbe essere lo spunto che darà la giusta ispirazione a qualcuno per migliorarsi e migliorare la propria azione didattica. Vi aspetto!

lunedì 6 agosto 2012

Nasa Video

Che meraviglia questo video, tutto composto con immagini della NASA, che emozionanti queste immagini!


venerdì 29 giugno 2012

Libri "estivi" per ragazzi

Cari amici del venerdì del libro, cari lettori, dovete sapere che in genere non assegno compiti per le vacanze, come ho spiegato. In genere per l'estate consiglio dei libri da leggere. Quest'anno per la mia prima media ho anche deciso unilateralmente le seguenti regole:


Regola n. 1: scegliere un libro (ma se se ne legge più di uno, non è un delitto!) e leggerlo
Regola n. 2: vietato fare riassunti, recensioni e esercizi
Regola n. 3: cercare il libro in biblioteca o comprare un'edizione economica. Se non lo trovate in libreria, richiedetelo.

Si tratta di libri buoni da leggere anche da adulti, da regalare ai ragazzini di quinta o di prima media, alcuni anche di seconda... che conosciamo o da far trovare, come dimenticati là, su qualche mobile a casa per invogliare i figli a leggere. Preciso che nella scelta sono stata guidata anche da un criterio di prezzo e di reperibilità (il che per esempio mi ha fatto escludere La promessa, edito da Itaca, casa editrice seria ma dalla pessima distribuzione)

AVVENTURA
Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato, Salani
Roald Dahl, Il dito magico, Salani
Daniel Pennac, Kamo. L'idea del secolo, Einaudi ragazzi
Cornelia Funke, Il re dei ladri, Oscar Mondadori

FORMAZIONE
Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe
Roberto Denti, Il ragazzo è impegnato a crescere, Topi Pittori
Susanna Tamaro, Tobia e l'angelo, Giunti Junior

GIALLO
Arthur Conan Doyle, Il mastino dei Baskerville
Christine Nostlinger, Occhio al professore, Giunti Junior

MISTERO
Edgar Allan Poe, Il gatto nero e altri racconti, Einaudi ragazzi

UMORISMO
Christine Nostlinger, Il bambino sottovuoto, Salani
Roald Dahl, Matilde, Salani

MATEMATICA DIVERTENTE
Hans Enzersberger, Il mago dei numeri, Einaudi
Anna Cerasoli, Sono il numero 1. Come mi sono divertito a diventare bravo in matematica!, Feltrinelli
Anna Cerasoli, Io conto, Feltrinelli
Anna Cerasoli, La sorpresa dei numeri, Sperling&Kupfer
Anna Cerasoli, Mr. Quadrato. A spasso nel meraviglioso mondo della geometria, Sperling&Kupfer
Anna Cerasoli, I magnifici dieci. L'avventura di un bambino nella matematica, Sperling&Kupfer

STORIA
Enzo Carabba, Attila. L'incontro dei mondi, Feltrinelli
Teresa Buongiorno, Giovanna D'Arco. La ragazza dal vestito rosso, Salani
Teresa Buongiorno, Il ragazzo che fu Carlo Magno, Salani
Daniela Morelli, Il segreto delle caravelle, Mondadori

venerdì 8 giugno 2012

Basta compiti! per i venerdì del libro

Dopo il mio primo post sui compiti per casa, ritorno sull'argomento (e ci tornerò ancora) sulla scorta di una lettura che ho trovato molto interessante e che per questo desidero condividere qui con voi, care amiche del venerdì del libro:


Si tratta di un libro scritto da Maurizio Parodi, giovane dirigente scolastico che,  sostanzialmente, senza voler demonizzare i compiti a casa, vuole indurre gli insegnanti alla riflessione: i compiti servono? In che misura? A cosa?

L'autore intende scardinare l'inerzia di certe pratiche didattiche autoreferenziali e autorinforzanti - aggiungo io - che a ben vedere non sono state valutate e consapevolmente assunte ma accettate pedissequamente, spesso in quanto non si vedono alternative. Come dire che continuo a prendere un medicinale tossico perché non ho alternativa. 

Hanno provato gli insegnanti a vedere cosa cambia se non si assegna, se si assegnano cose diverse, se si assegna meno, se si tiene conto dei colleghi che nella stessa giornata assegnano? Hanno fatto una ricerca empirica ma pur sempre valida su questo?

Io ho provato e ho concluso che: 
-assegnando meno si ottiene una percentuale maggiore di persone che svolgono i compiti
-non assegnando e facendo riprendere in classe l'argomento (per esempio ponendo subito dopo la spiegazione delle domande da iniziare in classe ed eventualmente completare a casa) non si ha un tracollo dell'apprendimento, anzi il risultato è lo stesso per chi è abituato a studiare  e migliore per chi non lo è.
-assegnando compiti sensati ognuno si esprime ed è contento, pochissime le defezioni. Dopo una domanda, posta dagli stessi allievi, sulla struttura di Castel del Monte, ho chiesto di cercare notizie e curiosità su questo monumento e su Federico II. Qualche giorno dopo la mamma di un alunno mi ha riferito le parole del figlio: "mamma, non pensavo che la scuola fosse così utile!".

Nella prassi quotidiana invece a scuola si insegna e a casa si dovrebbe imparare. Come se insegnare fosse garanzia che l'alunno apprenda. E invece non c'è alcun automatismo tra le due azioni. 

Il docente, constatata la difficoltà dell'uditorio ad apprendere quanto lui ha confezionato così bene (nel migliore dei casi), se la prende con l'alunno che ha la difficoltà, lo punisce con un voto e lo redarguisce con generici e sterili esortazioni-predicozzi. La frase di don Milani ("Hanno più difficoltà: per questo vanno aiutati di più") che ogni insegnante dovrebbe marchiarsi a fuoco in testa è lettera morta in una scuola che è inclusiva solo a parole.

(continua)

UPDATE: dopo aver segnalato questa recensione all'autore del libro ne ho ricevuto una risposta che vorrei condividere con voi: 
I compiti per le vacanze sono un assurdo logico ancor prima che pedagogico: perché funestare il tempo destinato al riposo, alla “ricreazione” (diritto inalienabile) e affliggere ragazzi già duramente provati dal lavoro quotidiano? Le vacanze sono degli studenti, non solo dei docenti, e sono tali proprio perché liberano dagli affanni feriali. Ribellarsi a tali imposizioni, didatticamente insensate, è ragionevole, è giusto, è un diritto sacrosanto, oltreché una elementare norma di buon senso … e igiene mentale.

martedì 5 giugno 2012

World Environment Day 2012





Da qualche settimana lavoriamo per la preparazione della nostra Giornata Mondiale dell'Ambiente, utilizzando materiale di riciclo. Noi abbiamo scelto di usare i rotoli di cartone della carta igienica, che abbiamo alacremente raccolto coinvolgendo parenti e amici, fino a radunarne un centinaio ( o forse di più?). Qualche alunno ha srotolato la carta igienica intonsa pur di partecipare alla raccolta.
Ognuno ha scelto uno o più dei seguenti lavoretti:
-macchinine

Qualcuno si è lanciato in un'iniziativa originale:





La giornata ha visto gli alunni collaborare raccogliendo i rifiuti degli spazi aperti della nostra scuola, poi abbuffarsi in un brunch e poi essere premiati per i lavori esposti... anche questo è scuola! Lo dico per tutti quei colleghi che non fanno altro che ripetere che quando gli alunni vanno in gita, partecipano a una manifestazione o si impegnano in un evento del genere, "perdono ore di lezione". 
Ecco qui una collage di foto:






Per chi volesse davvero un panoramica di tutto quello che si può realizzare con dei rotoli di cartone consiglio questa board di Maria Lapappadolce su Pinterest.

domenica 3 giugno 2012

Cultural Exchange: packages from...

Quest'anno abbiamo aderito all'iniziativa del blog Little Red Farm di Rachael che ha avuto la splendida idea di mettere in contatto piccoli gruppi di famiglie che si scambiano pacchetti con cose tipiche della propria regione: Cultural Exchange.
Il nostro gruppo è formato da una famiglia australiana, una del Maine, una svedese, una scozzese e una californiana. Il primo pacco ci è arrivato from Scotland! 






Bandiere, il braccialetto delle Olimpiadi 2012, una ricetta, un CD con musiche tradizionali, cartoline bellissime, dolcetti, gadget scozzesi vari... un fantastico scambio e un modo per imparare!


Sul pacco svedese ahimè ho notizie ben diverse: è arrivato aperto, con la metà delle cose che la famiglia mittente aveva spedito, ma tant'è... sono arrabbiata con le poste italiane e con il disonesto che ha trafugato la preziosa merce! Peccato!


Un altro attesissimo pacco ci è stato recapitato dal Maine:




Insomma, un bel modo per imparare geografia e per conoscere persone di altri paesi, con le loro abitudini e le cose belle di ogni luogo.
Noi abbiamo spedito i nostri pacchi che contenevano:
-la ricetta della parmigiana in inglese
-cartoline varie della Sicilia (monumenti, cannoli e Vincenzo Bellini)
-la bandiera della Sicilia
-frammenti di rocce vulcaniche dell'Etna
-mandorle siciliane bio
-informazioni turistiche


A proposito di scambi, presto inizierò una serie di interviste su un tema molto estivo, il viaggio. Ho conosciuto delle fantastiche bloggers che avrò il piacere di farvi conoscere un po' più approfonditamente.



mercoledì 9 maggio 2012

10 ways to achieve unhappiness - 10 modi per essere sicuramente infelici


In effetti...
-lamentarsi, concentrandosi sul bicchiere mezzo vuoto per dirla in un altro modo, è una questione di opzione, di pura scelta talvolta. Nient'altro. La scelta che ci porta a guardare al punto di luce nel buio oppure al buio;
-evitare i propri problemi: non si ottiene altro che di vederli trasformati in qualcos'altro, spesso di peggio (rabbia, malattie psicosomatiche, fame nervosa...)
-paragonarsi con gli altri (identificare la propria felicità in qualcosa che l'altro ha e che noi non possediamo, pensare che l'altro stia meglio di noi...)
-avere paura di cose che non sono (ancora) successe
-lasciare che i problemi ci sovrastino
-fare cose che non amiamo... quante volte ci capita per non sapere dire un sano, gentile ma deciso no?
-rimanere attaccati a rapporti che non ci sono più utili (che ci succhiano energie vitali, gente che critica continuamente...)
-cercare di cambiare gli altri
-cercare di piacere agli altri (tentando di cambiare noi stessi per farlo)
-dipendere da obiettivi, riuscita, ruoli, cose, persone

E voi, avete altri suggerimenti?

P. S. Vi ricordo il mio precedente post: ho avuto un insuccesso :-(... non come letture, ma come partecipazione. Vi aspetto!

martedì 6 marzo 2012

Mamma green anch'io


Ebbene sì, ho rilasciato un'intervista sulle mie green.itudini. Leggetela qua. Questo, per chi non lo conoscesse, è il mio blog ecobio.

E poi, se volete, partecipate a 9 Mondays for 9 Skills...

martedì 14 febbraio 2012

Scale of the universe (update)

Cliccate qui sotto sulla scritta, ed esplorate l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande:

mercoledì 7 dicembre 2011

Come Sherlock Holmes

Vi segnalo un'interessante proposta di apprendimento seguendo le orme di Sherlock Holmes, attraverso pochi indizi raggiungere la verità:
Learning Paths, come Sherlock Holmes
In particolare si "sbircia" in un quadro e si cerca di saperne il più possibile, facendo delle supposizioni e delle previsioni.
Oppure si può giocare a indovinare un codice segreto.
Inoltre vi sono delle schede per individuare il proprio stile preferito di apprendimento. Il sito è molto ricco, guardate l'homepage.

lunedì 28 novembre 2011

Internet in the classroom!

Giovedì scorso, come ormai facciamo ogni giorno in maniera sempre più veloce, i miei alunni, detti montatore protagonista e montatore aiutante (stiamo studiando la fiaba ;-) stavano predisponendo i collegamenti tra portatile di classe e LIM e... tac! Si è accesa l'icona della connessione alla rete! Da tempo già importunavo i miei colleghi responsabili delle risorse informatiche per riavere il collegamento che si era interrotto e il miracolo è avvenuto!
Nella mia testa sono cominciate a frullare molte molte idee, peccato non avere tempo sufficiente, ma qualcosa si farà comunque...
A cominciare da qualche consultazione giornaliera o periodica:




Avete suggerimenti a questo proposito?

Vorrei soprattutto far riflettere i miei alunni su cosa vuol dire fare una ricerca tramite sitografia. Sull'argomento avevo già scritto tempo fa e avevo anche pubblicato un esempio di webquest.
Sicuramente potremo rispondere alle domande in diretta: spesso i ragazzi si soffermano su un particolare e fanno domande per rispondere alle quali ci vorrebbe la mente di Pico della Mirandola. La mia riposta standard di solito è : in questo momento non ricordo, controllo a casa e poi vi dico. Ma se lo zio Google entra in classe la risposta potrà essere cercata e data in diretta!

venerdì 11 novembre 2011

Pinterest in a nutshell: reading ideas



Cari e care appassionati di Pinterest, questo è il nostro momento... ma è anche il momento di tutti coloro che, come me, pensano che la cosa più interessante del web 2.0 è la condivisione delle buone idee, delle scoperte che possono essere comunicate e diffuse, delle soluzioni intelligenti.

Ho intenzione di darvi un appuntamento periodico per condividere con voi i links più interessanti di Pinterest, seguendo un ordine tematico.

Per questa volta il tema lo scelgo io, ma aspetto insieme ai vostri commenti anche le vostre proposte...


Il tema per oggi è: idee per la lettura, reading ideas.


La lettura è passione, prima che obbligo scolastico. E troppe volte, invece, viene sentita come imposizione e come alternativa noiosa alla televisione. Come invogliare alla lettura i nostri figli, i nostri alunni, i nostri nipoti?


Senza obblighi, a vostro piacere, se volete contribuire suggeritemi i vostri pins preferiti sull'argomento o scrivete un post e linkatelo nei commenti, penso io a inserirlo nel post...


I pins a tema di oggi sono:


1) un angolo per la lettura, da predisporre a casa - reading nook. E' stato dimostrato che la lettura domestica è uno dei fattori principali del successo scolastico:













Source: designmom.com via Angie on Pinterest


2) una biblioteca scolastica... da sogno (amazing library classroom):






3) un'idea per un compito a casa, in classe... o una scheda di lettura per ricordare le cose principali di un bel libro:










Che ne dite? Suggeritemi le vostre idee...


Robin ci suggerisce questo: http://pinterest.com/dovehovistote/book-shelf-bookcase-reading-nook/

martedì 8 novembre 2011

Homework - Compiti a casa




"Professoressa, non ci assegnare (ancora in I media sono confusi tra il tu e il lei) troppi compiti!": è una frase che ogni insegnante ha sentito. Ma anche mettendosi dalla parte dei genitori, spesso i compiti sono una vera e propria fatica.
Ebbene, più che dare ricette, oggi vorrei riflettere insieme a voi. Qual è la quantità giusta di compiti? Se ne può fare a meno?  Ci sono alternative? Ancora più radicalmente, perché vengono assegnati?

Vorrei partire da quest'ultima domanda: perché un insegnante assegna o dovrebbe assegnare dei compiti? 
In inglese si parla delle quattro R:
Readying (prepararsi per un nuovo apprendimento)
Repetition (di una competenza già conosciuta)
Reviewing (rivedere il materiale compilato o preparato in classe)
Revising (autocorreggersi)

Se io voglio imparare a suonare uno strumento, o a giocare a basket dovrò fare tanta tanta pratica. Lo stesso principio dovrebbe regolare i compiti per casa. Però per diventare questo i compiti dovrebbero avere delle caratteristiche che spesso non hanno: chi li fa deve sapere a cosa servono (gli insegnanti potrebbero esplicitare meglio lo scopo e farlo scrivere sopra l'esercizio assegnato), non devono eccedere una certa quantità altrimenti stancano (collaborare con i colleghi da questo punto di vista, non guasterebbe), devono suscitare interesse, chi li fa deve consapevolmente monitorare il suo lavoro (capire in cosa sta sbagliando e cosa dovrebbe fare per migliorare).

Ma vi sono alternative?
Da qui, in inglese, delle idee:

-Hai introdotto un nuovo argomento in classe? Invece di assegnare delle domande sull'argomento, si può chiedere di inventare un compito sul nuovo argomento, motivando perché l'idea è buona, e poi assegnare le migliori idee all'intera classe.

-Vuoi verificare se un concetto-chiave è stato appreso? Invece di assegnare un riassunto o una pagina intera di esercizi, si può chiedere di dimostrare e spiegare agli altri per piccoli gruppi il concetto in questione, utilizzando un mezzo a propria scelta (un disegno, un gioco, un discorso, degli esempi).

-Vuoi sviluppare una discussione in classe dopo aver letto un brano o un articolo? Invece di richiedere delle risposte sul brano, si può chiedere di annotare delle domande suscitate dalla lettura e poi utilizzare queste per confrontarsi.

-Vuoi assicurarti che un procedimento matematico sia stato acquisito? Invece di assegnare 10 problemi che contengano il procedimento, si può chiedere per piccoli gruppi di scegliere e di risolvere un problema nel quale la procedura sia applicata alla vita reale per poi presentare la soluzione a tutta la classe.

-Intendi favorire la memorizzazione di un certo numero di informazioni? Invece di assegnare un elenco da memorizzare, si può chiedere a ognuno di creare una filastrocca, un trucchetto per memorizzare una delle date o dei nomi assegnati e poi esporre i trucchetti o le rime a tutti gli altri.

-Vuoi che la classe ricordi ciò di cui si è parlato lo scorso mese? Invece di assegnare il ripasso, si possono porre frequenti domande flash sugli apprendimenti del passato.

In buona parte, si tratta di attività: 
-da svolgere in classe
-creative
-attive
-in gruppetti.

Che ne dite?


mercoledì 26 ottobre 2011

Adotta una parola


Lo propone la Dante Alighieri. Adottare una parola in disuso, o bistrattata al tal punto da aver perso la forza e la genuinità del suo significato originale.
Sulla home page del sito vi sono le istruzioni per partecipare. Si clicca su vocabolari e si sceglie un lemma da uno di essi.
Io ho scelto... popolo. Pur essendo una parola comune (che insieme ai forestierismi e alle parole di base sono state espunte dall'elenco delle parole adottabili), questa credo che sia rimasta per lo sproloquio che se ne fa in politica e per la realtà di distruzione del popolo che stiamo invece vivendo.
C'è anche l'attestato di adozione! Se adottate una parola anche voi, tornate e lasciate un commento per dirmi qual è stata la vostra scelta...

giovedì 20 ottobre 2011

Potere della LIM!



Da una settimana circa in classe ho messo in funzione la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), che - per chi non lo sapesse - è come uno schermo enorme che si comporta come uno schermo di PC e in più è interattivo, ossia si può agire direttamente sulla sua superficie, scrivendo, segnando, sottolineando... non solo sulla superficie bianca, ma anche sui documenti che via via si presentano (pdf, ppt, excel...)

Per la geografia dispongo della versione digitale del testo in cui possiamo ingrandire le immagini ele carte geografiche e segnarci sopra.

Per la storia ho scaricato diverse presentazioni da slideshare, per esempio oggi abbiamo guardato insieme dei pdf molto completi sui Cretesi.
Reazioni: "Prof, ma ci sono più cose del libro!", "Prof, ma così è più bello, si capisce meglio!".
Ho approfittato della presentazione in slides per insegnare i primi rudimenti del prendere appunti, una delle competenze più difficili da imparare anche perché in genere nessuno te la insegna. Prendere appunti da un testo scritto è più facile rispetto al parlato, quindi i ragazzi non hanno sperimentato il fallimento che di solito si prova quando si tenta di prendere nota da un tizio che parla, se non lo sai già fare bene. Erano molto incoraggiati e li ho lasciati persuasi che è possibile farcela.

le due foto da qui

Per la grammatica si è verificato del miracoloso: scalpitavano per poter essere interrogati... si trattava di esercizi sul nome, esercizi a tutti gli effetti, non giochi. Ma appena si è presentata loro la schermata accattivante di colori e immagini, mi hanno chiesto se fosse un libro per la scuola elementare o se fossero giochi. Io ho risposto No alla prima domanda e Sì alla seconda. Certo che sono giochi! Hanno fatto un'ora e più di esercizi senza fiatare, convinti di giocare...

Non credo si tratti solo della tecnologia, che comunque è affascinante e utilissima, ma anche di un reale coinvolgimento del movimento (cliccare, segnare a colori, cambiare il colore della penna, poter spaziare su una superficie nitida e "viva") nel processo di apprendimento.

giovedì 13 ottobre 2011

Draw your maps



Disegna il tuo atlante storico, si potrebbe tradurre in italiano: è la splendida idea di Hellen McHenry, che propone di disegnare a mano libera, seguendo semplicissime istruzioni, il proprio atlante storico. In questo sito, cliccando su Store, è possibile scaricare i capitoli dall'1 al 9 del libricino. Ve lo consiglio assolutamente, in classe o per l'homeschooling: dà veramente soddisfazione.
In ogni capitolo, dopo un'introduzione storica in inglese, vi sono diversi esempi di mappe da disegnare con il tutorial passo passo.
Un'altra risorsa per i geography-addicted, o per chi insegna storia. Si potrebbe addirittura pensare a un'unità di apprendimento di storia più arte, nel mondo ideale in cui si collaborasse veramente tra colleghi.
Un'altra risorsa, che lappadolce ha pubblicato su pinterest è questo insieme di soggetti geografici da colorare, davvero belli e adatti anche a bimbi non molto grandi.

sabato 8 ottobre 2011

To get a job - Trovare un lavoro (2)

Non smettere mai di imparare, dicevamo nella prima puntata, è il segreto del successo nella vita: ciò non vuol dire necessariamente accumulare titoli di studio, ma piuttosto accrescere le proprie competenze, sia quelle certificabili (un corso di lingua straniera, per esempio), sia quelle trasversali (lavorare sulle competenze relazionali, acquisire sicurezza, sapersi orientare), che quelle informali (dimistichezza con il web 2.0, approfondimenti e libere esplorazioni: non è raro il caso di chi delle proprie passioni ha fatto un lavoro, (pensiamo per esempio a molti fotografi, o a chi sa fare le torte e le vende ai ristoranti).
Questo ci porta ai punti di oggi:

1) certificare le proprie competenze, laddove è possibile, e schedarle per autocertificarle, laddove si tratti di apprendimenti informali: costruirsi, cioè, un curriculum per competenze. 

2) Accrescere la consapevolezza della propria identità, delle proprie caratteristiche, di quello che ci piace, che sappiamo fare e che desideriamo conoscere meglio. Se so dove vorrei arrivare, è più facile individuare il percorso che mi porta là e le eventuali risorse da acquisire.

3) Investire sul proprio capitale umano: aiutare i figli e chi cerca un lavoro a reperire e seguire dei percorsi di formazione, come un periodo all'estero nel proprio curriculum di studi.


Insomma, se dovessi dirla con una frase che diceva un grande amico: Sii imprenditore di te stesso! Questo è il segreto per costruire, cercare, migliorare il proprio lavoro...

Siti utili: 
Lifelong Learning Program
Mobilità Individuale per Alunni (interessante! si può frequentare un periodo fino a 10 mesi in una scuola estera)


Un altro suggerimento: un bel post di Post-mom: l'a e i o u di una mamma post moderna.

mercoledì 28 settembre 2011

What's Pinterest?






Nel mio post precedente ho parlato di Pinterest e poiché ho ricevuto delle richieste di chiarimenti mi accingo a fornirveli... dunque, Pinterest è un social network in cui si può registrare un account che permette di selezionare, raccogliere, catalogare, conservare links sotto forma di immagini. Pin infatti vuol dire appuntare, prendere nota. Come quando si mette un post it su una bacheca, solo che si tratta di bacheche virtuali.

Ad esempio, come sapete, uno dei miei interessi è la didattica della storia e della geografia: se girando qua è là per i blog trovo dei post che mi colpiscono e che non voglio perdere di vista o voglio conservare per poi tornarci su e per condividerli con altri, "pinno" l'immagine con l'apposito comando (Pin it) che Pinterest dà la possibilità di inserire nella barra degli strumenti. La prelevo e la catalogo in una delle mie boards, appunto bacheche.

Pinterest quindi permette di organizzare e condividere tutte le cose belle e interessanti che trovi sul web. Certo, questo - mi direte - si può fare anche con un blog o con un forum. Ma la particolarità di Pinterest è principalmente l'immediatezza: i pins sono catalogati per argomenti e puoi direttamente dall'immagine risalire alla fonte, osservarle per trovare ispirazione e suggerimenti o semplicemente guardarle come si sfoglierebbe una rivista. Si utilizza Pinterest per organizzare la casa, conservare le ricette preferite, progettare un matrimonio  mettendo da parte le idee migliori che si trovano sul web.
Pere registrarsi occorre richiedere un invito (infatti c'è un certo controllo prima che si venga accettati, penso per evitare offese al buon costume o cose del genere) e poi iscriversi tramite il proprio profilo facebook o twitter.

Più volte l'ho definito una miniera ed effettivamente mi pare la definizione più appropriata, provare per credere!


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