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lunedì 1 dicembre 2014

Serata delle stelle a scuola

Dovete sapere che l'anno scorso quando, diventata dirigente, ho cominciato ad addentrarmi nella conoscenza della scuola, mi era stato detto che avevamo due telescopi abbastanza potenti.
Da subito ho cercato di trovare delle idee per utilizzarli e renderli operativi per i ragazzi e con la prof che si occupa del laboratorio scientifico avevamo ideato una serata di osservazione della volta stellata. Ci siamo rivolti all'Associazione Astrofili, ma tutte le volte che con notevole difficoltà avevamo tentato di fissare una data e messa in moto la macchina organizzativa, quando arrivava il fatidico momento, il cielo si presentava completamente coperto... fino al 27 novembre scorso, quando finalmente è andata in scena la serata delle stelle!
Dapprima i ragazzi di potenziamento (coloro che nelle classi terze sono già a un buon livello di competenze) hanno partecipato a un incontro introduttivo tenuto da un prof dell'Associazione Astrofili e laureato in astrofisica, che attraverso alcune slides ci ha spalancato il mondo dell'astronomia, "porta dell'infinito". 



 Al termine della conferenza, gli alunni hanno potuto rivolgere domande e osservazioni. 
"Qual è stata la scoperta più importante che voi scienziati avete fatto negli ultimi anni?" - ha chiesto un alunno. Il professore ha ricordato la recente scoperta dell'energia oscura che ha rivoluzionato tutte le conoscenze scientifiche e cioè tutto quello che gli scienziati credevano di sapere. Quest'energia fa sì che l'universo nell'espandersi non rallenti, ma anzi acceleri, contrariamente a quanto le convinzioni scientifiche date finora per assodate facessero ritenere. 
Io ho voluto ricordare ai ragazzi la magnifica impresa dell'astronauta italiana Samantha Cristoforetti, che in questo momento si trova nello spazio e lavora per tutti noi, portando avanti il cammino della scienza. Per farlo ha dovuto scegliere "la strada più difficile", quella dello studio e dell'impegno. 
Dopo la conferenza introduttiva, i ragazzi e i docenti di matematica hanno potuto osservare gli oggetti celesti in diretta, con l'ausilio dei due telescopi: la Luna, Vega e una stella doppia.
Uno degli allievi ha anche fotografato con l'Iphone l'immagine dell'obiettivo del telescopio, che io ho ricevuto su whatsapp:


Ma non è meravigliosa?

sabato 28 giugno 2014

Scienza in TV


Riporto la conclusione di un episodio dell'interessante e ben fatta serie di National Geographic Channel, Cosmos:

"Vivevamo in una specie di prigione, un universo limitato. Come abbiamo fatto ad evadere? È stato grazie a generazioni di studiosi che hanno imparato a memoria semplici regole: 
-sfidare l'autorità (nessuna idea è giusta solo perché la dice qualcuno, me compreso);
-ragionare con la propria testa; 
-mettersi in discussione; 
-non credere a qualcosa solo perché fa comodo (credere una teoria non la rende vera); 
-verificare le idee grazie alle prive emerse da osservazione e sperimentazione (se una vostra teoria non supera un test ben fatto è sbagliata: dimenticatela); 
-seguite le prove dovunque portino e se non ne avete rimandate il giudizio; 
-e, forse la regola piú importante in assoluto, ricordate che potreste sbagliarvi; 
anche i piú grandi scienziati hanno commesso degli errori, ed è naturale, erano uomini. La scienza è un modo per non ingannare se stessi e gli altri. Ma gli scienziati conoscono il male? Certo, abbiamo fatto un uso improprio della scienza come di qualsiasi altro strumento a nostra disposizione; per questo motivo non va lasciata nelle mani di una ristretta cerchia di potenti, piú diventa parte della nostra vita, meno sarà probabile che qualcuno ne abusi".

Ottima lezione di vita, non credete?

venerdì 5 aprile 2013

Virus, microbi e vaccini per i venerdì del libro


Questo è il libro che voglio presentarvi oggi: Virus, microbi e vaccini è adatto all'età della scuola media e presto vorrei trarne lo spunto e il materiale per un bel lavoro di gruppo con i miei alunni con i quali da poco abbiamo studiato la rivoluzione scientifica del Seicento e le conseguenze della nuova mentalità per gli studi di medicina.
Il sottotitolo, infatti è viaggio nella storia della medicina: le malattie infettive.
Dopo i primi capitoli sui medici nell'antichità e sul periodo medievale vengono illustrati i passi degli studi sul contagio e sulle infezioni, fino alla teoria dei germi di Pasteur. Il testo prosegue con alcuni capitoli sull'importanza della statistica e sull'approfondimento del sistema immunitario. Mi è sembrato equilibrato anche l'atteggiamento sulle vaccinazioni nel mondo odierno, sulle possibili controindicazioni e sugli effetti indesiderati.
Molto accattivanti anche la grafica e i colori vivaci. Le illustrazioni e i box esplicativi, inoltre, servono a rendere le teorie più comprensibili.

venerdì 18 gennaio 2013

Pannocchie da Nobel per i venerdì del libro

Cari amici del venerdì del libro e cari lettori, oggi voglio presentarvi un libro per ragazzi, adatto a mio parere già dalla quinta classe di scuola primaria, anche se la casa editrice, Editoriale Scienza, lo assegna alla fascia dagli 11 anni in poi:


Il libro, che è parte della collana Donne di scienza, è la storia di Barbara McClintock, la prima scienziata a vincere il Premio Nobel per la medicina senza dividerlo con un uomo (1983). Barbara dimostra fin da piccola una spiccata curiosità per come funzionano le cose, a tal punto da apparire diversa dalle coetanee. A scuola, poi, diventa la paladina del pensiero divergente e trova ai problemi soluzioni creative con metodi nuovi. 
La capacità di osservazione è in lei potenziata dalla straordinaria abilità a concentrarsi su un oggetto, dimentica persino di sé stessa: "riuscivo a essere attenta a ogni dettaglio, perché solo dai dettagli si capisce tutto". 
Un'attenzione che deriva da una conoscenza approfondita: "sentivo che potevo conoscere ogni pianta, ogni chicco, ogni cromosoma come se fossero vecchi amici". 

mercoledì 26 dicembre 2012

Teachable Moments: ricordo di Pasteur


Sapete già come si partecipa? Ogni quindici giorni, di mercoledì, vi proporrò delle date da ricordare, su cui riflettere, vere e proprie occasioni per apprendere, un po' alla maniera degli americani che hanno un day per tutto! Basterà pubblicare un post o raccontarmi nei commenti la vostra esperienza, io mi occuperò di citarvi nel mio post conclusivo. 
Qui le precedenti puntate.
Vi aspetto, c'è tempo fino al 2 gennaio!
Oggi vorrei proporvi di ricordare insieme Louise Pasteur, il cui anniversario di nascita ricorre domani, 27 dicembre.
L'approccio alle scienze è troppo spesso teorico nelle scuole di oggi, un po' per mancanza di mezzi ma a volte anche solo per scarsa fantasia. Basterebbe un po' di inventiva per introdurre delle esperienze. Ricordo per esempio quanto è stato divertente il nostro esperimento sulla mela contaminata dai germi e qui un altro con le mele.



Quanto oggi è dato per scontato, la presenza di agenti settici come causa delle malattie e delle infezioni, nel 1873 causò non pochi problemi a Pasteur. Un membro dell'Accademia di Francia, per mettere in difficoltà il nostro scienziato, gli chiese di prendere posizione sull'ipotesi che i batteri si riproducessero per filiazione e non per generazione spontanea come alcuni continuavano a sostenere. 
"È una questione di fatti!" affermava a gran voce Pasteur, confermando il metodo del vero scienziato che non si ferma a idee preconcette ma cerca la verità anche se dovesse contraddire convinzioni pregresse. 
A lui si devono la pastorizzazione (che da lui prende il nome), lo studio della fermentazione della birra, del vino e dell'aceto, del carbonchio, della rabbia e del colera, ma soprattutto l'inoculazione del primo vaccino e l'apporto alla sicurezza delle operazioni chirurgiche con l'introduzione di semplici norme antisettiche.
Qui la storia delle sue scoperte in una versione giocosa.


lunedì 6 agosto 2012

Nasa Video

Che meraviglia questo video, tutto composto con immagini della NASA, che emozionanti queste immagini!


mercoledì 2 maggio 2012

Giocattoli e scienza


Domenica 22 aprile siamo andati a visitare una mostra molto interessante, allestita in uno splendido luogo catanese, il cui nome è già un programma: il Palazzo della Cultura (ex Convento di San Placido).
La mostra aveva come titolo "Giocattoli e Scienza" ed era un'esposizione interattiva sui giochi scientifici spiegata da giovani fisici in modo davvero coinvolgente. Noi siamo stati accompagnati da Andrea, che ci ha condotti in un viaggio curioso e divertente tra i diversi rami della fisica, dall'ottica all'elettromagnetismo, in un percorso fatto di domande, tentativi di risposta e spiegazioni esaurienti e comprensibili a tutte le età... il nostro gruppo andava dai tre anni e mezzo ai settanta!
L'idea di questa mostra, che mi auguro possa diventare permanente, è di uno studioso di fisica catanese che in questa occasione ha messo a disposizione di tutti la raccolta di giochi scientifici che ha collezionato negli anni: l'idea di utilizzare dei giochi per introdurre ai "misteri" della scienza è vincente, infatti si impara giocando e quasi senza accorgersi si applica il metodo scientifico per risolvere gli enigmi che i giochi pongono. Era possibile toccare, provare, sperimentare.


Vedere gli effetti degli esperimenti sull'uditorio, fatto soprattutto di ragazzini, le loro facce incuriosite e ascoltare le loro domande argute e le ipotesi messe in campo, mi ha dato una grande gioia. La gioia di vedere l'apprendimento sotto forma di sorpresa e scoperta! 




La mostra era allestita in modo molto semplice ma efficace: tavoli coperti da panno verde per esporre i diversi elementi. L'essenzialità dell'esposizione non guastava: ha reso evidente che con poco è possibile creare occasioni per imparare e "studiare con le mani".




lunedì 30 aprile 2012

ITIS Galileo

Lo scorso 25 aprile su La7 ho avuto il piacere di assistere a uno spettacolo teatrale in tv, come se ne vedono raramente. La performance si intitolava ITIS Galileo e la location dell'evento era già di per sè speciale: i laboratori sotterranei del Gran Sasso d'Italia, 1400 m sotto la roccia.

L'opera è un omaggio a:
-Galileo, "il primo precario della ricerca in Italia", descritto nelle sue asperità caratteriali (memorabile l'atteggiamento verso il giovane Keplero) e nella genialità dell'aver dato un metodo alla scienza
-Copernico, vero rivoluzionario, per aver tolto la Terra dal centro dell'universo, una posizione comoda e rassicurante, e averla classificata fra gli "erranti" (questo significa il termine pianeta)
-la scienza come desiderio di conoscere la realtà, anche a costo della carriera e della reputazione
-gli istituti tecnici che danno una formazione utile e spesso bistrattata (anche se negli ultimi anni forse anche "grazie" alla crisi, si è registrata un'inversione di tendenza)

La web magazine di Pearson Imparare sempre ha pubblicato un'intervista all'attore protagonista, Marco Paolini. Vi consiglio di leggerla tutta, ma eccovene alcuni spunti:

-Cosa significa imparare?

È qualcosa che va di pari passo con la mancanza di paura, quella che ti prende davanti alle cose che non conosci. Qualcosa che, personalmente, non ho mai smesso di rincorrere, soprattutto da quando ho iniziato a essere anche autore dei miei spettacoli. Ogni storia di cui mi sono occupato richiedeva una conoscenza di cui spesso mi mancavano le basi. Come narratore non potevo semplicemente mandare a memoria una parte ma dovevo, invece, avere la consapevolezza delle parole che usavo, e di ciò che raccontavo. È a quel punto che ho dovuto ricominciare a studiare. E a imparare.

Non mi sento mai nella condizione di chi fa una lezione, ma di chi prova a dire una cosa, con tanti dubbi sul fatto di avere davvero capito. E a volte in effetti è così: non ho capito. E allora, in corso d’opera, apporto le dovute correzioni. L’ignoranza mi accompagna non come un handicap, ma come una molla per reagire.

-E ai ragazzi di oggi cosa vuole dire?

In Italia non ci sono più astrofisici. Perché non conviene. Meglio occuparsi di nanotecnologie o di scienze più à la page. Ma ci sono delle cose apparentemente poco utili che hanno un’importanza fondamentale nell’equilibrio delle conoscenze. Se, con il mio lavoro, potessi incuriosire anche un solo ragazzo e orientarlo a quella scelta, pur sapendo di metterlo in una condizione difficile per il suo futuro, ecco, ne sarei orgoglioso. Non mi va che chi decide le carriere universitarie sia troppo realista. Non mi va la dittatura del realismo. Perché il realismo è pesante.
Serve immaginazione. Il futuro non è di chi si adegua alle previsioni, fatte da chi dice di sapere da che parte tira il vento. Credo invece che il vento sia fatto di persone che hanno avuto la forza di immaginare cose che gli altri non riuscivano a vedere. In tutto questo la scuola… Dovrebbe coltivare il pensiero sotteso a tutto questo: l’audacia. Quella di chi sa pensare con la propria testa. L’audacia di chi va controcorrente avendo il coraggio di investire tutto se stesso in questo pensiero. Questa è la lezione di Galileo.

martedì 14 febbraio 2012

Scale of the universe (update)

Cliccate qui sotto sulla scritta, ed esplorate l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande:

lunedì 16 gennaio 2012

Hands on Science

Qualche giorno fa siamo stati invitati all'Open Day del Liceo Linguistico S. Orsola (presso cui io ho svolto elementari e medie - così si chiamavano a quei tempi). Io e Laura abbiamo in particolare osservato gli esperimenti scientifici che fanno durante l'ora di scienze; due parole scambiate con la docente (alla quale dedico un urrà) mi hanno confermato in una mia grande convinzione: se si fa scienza non ci si può limitare alla lettura degli esperimenti sui libri, bisogna mettere le mani in pasta... fare didattica hands on, insomma... studiare con le mani! Io cerco di farlo in materie che "naturalmente" non sono pensate e predisposte per "sperimentare", ma figuriamoci con le scienze! 
Tristemente invece noto che i docenti in genere si limitano a far studiare l'esperimento sul libro (in cui se per esempio deve avvenire che l'acqua cambi di colore, c'è scritto anche di che colore diventerà... e l'osservazione diretta?) o nel migliore dei casi a far vedere l'esperimento a una classe-uditorio. E la classe-laboratorio diventa qualcosa di innovativo, mentre si tratta di un'idea formulata e messa in pratica già alla fine dell'Ottocento!
Non si tratta di una questione da poco: ne va non del successo scolastico, ma dell'approccio scientifico, della capacità di osservare, fare ipotesi, trarre conclusioni, ragionare...
Al ritorno dall'Open Day, Laura mi dice che vuole fare anche lei degli esperimenti. Così, fedele al mio homeschooling part time, ci siamo messi alla ricerca di facili esperienze da poter svolgere a casa.
Ecco il risultato delle nostre ricerche:
-una raccolta di links molto interessanti, a cura del sito da cui sono tratte le immagini qui presenti e che farà da punto di partenza per le nostre libere sperimentazioni
-un classico: il sito Scientificando della professoressa Annarita, da cui trarremo importanti indicazioni sul programma che effettivamente viene svolto in I media...
-atri blog scientifici: Vera Scienza, Libri e Scienza
-gli itinerari scientifici di Laboratorio on line, che attraverso delle animazioni flash spiega le scienze in maniera visiva ed efficace
-simulazioni java di esperimenti e fenomeni
-semplici semplicissimi esperimenti da realizzare a casa (Try Science) (non ci sono scuse, scienziati dilettanti, sono cose fattibilissime): la pagina specifica degli esperimenti di Try Science è qui.
-raccolta di video scientifici: Cassiopea Project. Altri video, su you tube, qui.
-Emmeciquadro, rivista on line
Tra l'altro per la maggior parte si tratta di siti multilingue, il che non guasta!

Qui potete trovare i miei post sulle scienze.
Immagini da qui e da qui

mercoledì 14 dicembre 2011

Pinterest in a nutshell: food and learning


Ritorno su due passioni: Pinterest e il rapporto tra apprendimento e cibo. Imparare attraverso il cibo, usare il cibo come strumenti didattico è il non plus ultra dell'approccio hands on, con le mani in pasta appunto.

Oggi vi propongo diverse idee:
1) le fasi lunari ricostruite con gli Oreo, Oreo moon phases:


2) un modello di cellula-crostata, a cell cake








3) la bistecca di Moebius, Moebius steak






Sono idee fantastiche, quanto mi piacerebbe avere a scuola un laboratorio dove poter fare qualcosa del genere!
E voi, avete altre idee da segnalarmi? Su Pinterest o altrove: indicatemele con un link nei vostri commenti e io le copierò nel post...

Suggerimento da Sybille: dolce del sistema solare

venerdì 9 dicembre 2011

I love chemistry (i venerdì del libro)

Mamma, lo sai, a me piace molto la chimica... - mi dice L@.
Le piace, mi ha detto, studiare quello che respiriamo, per esempio.
Penso di aver trovato la prossima idea-guida per il nostro solito regalo di Natale a tema.





E qualche gioco...



lunedì 19 settembre 2011

Di Internet e del profumo dei limoni


Della materialità delle cose, del profumo dei limoni, del potere dell'attenzione, della bellezza della tecnologia, dell'unicità di ogni luogo, del digiuno tecnologico. Sono questi alcuni degli argomenti che il simpatico autore tratta in questo libro: si tratta di un prete americano molto sui generis, un prete nerd che, passato dal Commodore 64 all'I Phone, conosce i pregi e i difetti delle "nuove tecnologie".
Il messaggio chiave del libro non è affatto di paura o sospetto rispetto a Internet & co. ma è un invito a considerare come l'immersione nella tecnologia ci influenza a tutti i livelli: nella percezione del tempo che ci sta facendo perdere la facoltà di concentrarci, di soffermarci nella lettura e nella riflessione, di perderci nel flusso dell'attenzione e della contemplazione.
La neuroplasticità del nostro cervello, ossia la sua plasmabilità, è un'opportunità di crescere e apprendere continuamente, ma anche la porta attraverso cui il nuovo entra in noi e ci trasforma. Il cellulare, per esempio, ha scardinato i confini tra gli spazi, tra quello lavorativo e quello privato per esempio. L'istantaneità delle tecnologie  cambia la nostra percezione del tempo e ci insegna l'impazienza.
Attenzione, quindi, ci vuole dire Lynch, a non considerare neutrali queste tecnologie e a non farci depredare del profumo dei limoni e dello stare interamente davanti all'altro, niente a che vedere con le pubbliche relazioni di un'amicizia su facebook.
Una recensione, qui.

mercoledì 18 maggio 2011

The power of Etna

Da un po' di giorni l'Etna ha ricominciato a farsi sentire... con una colata lavica di modeste dimensioni, ma soprattutto facendo piovere cenere vulcanica sulla mia città e in particolare sui balconi e sulle auto...
I vulcani affascinano grandi e piccoli. Ecco qui una galleria di risorse per lo studio di questo fenomeno. Parto da vicino casa:



lunedì 16 maggio 2011

Human Skeleton for kids

Nel nostro studio domestico siamo alle prese con lo scheletro. Ecco le risorse più interessanti che ho trovato per alleggerire e renderne attraente la memorizzazione:

-uno scheletro da comporre come un puzzle, in questa pagina

-un altro scheletro con modelli in pdf da stampare e ritagliare, in forma gigante...

-uno scheletro da etichettare con i nomi delle ossa, qui

-un'attività per ricomporre mr.Bones, uno scheletro che saluta con la mano

-confrontare lo scheletro umano con quello di un uccello

-un lavoretto molto semplice: lo scheletro di...pasta!

venerdì 22 aprile 2011

Earth Day


Oggi ricorre la celebrazione del Pianeta Terra, l'unico che abbiamo.
Come festeggiare questo giorno?

Con un piccolo grande gesto:
-l'abbandono dei detersivi inquinanti e la scelta di uno ecologico, anche poco costoso come questo
-la scelta ecobio per i propri cosmetici, sul mio blog Iris tanti links e consigli per cominciare
-preferire la doccia al bagno
-differenziare i rifiuti
-chiudere l'acqua mentre si lavano i denti
-mangiare meno carne, preferire verdure locali e di stagione
-utilizzare borse della spesa e non buste usa e getta
-imparare a leggere l'INCI
-giocare riciclando: diverse idee si trovano in questa pagina del sito abcteach, oppure guardate questi giochi con materiale di riciclo
-sprecare meno: quante volte mi sono fermata prima di comprare, ultimamente... poche sono le cose davvero indispensabili!

Non sono cose impossibili, nessuna lo è e basta cominciare. Con una regola: se tutto in una volta è difficile, meglio qualcosa di niente! Del resto occorre una fase di transizione. Quando per esempio si scopre il mineral make up, la tentazione è di buttare via tutto il vecchio, ma anche questo è spreco... meglio riciclare tutto ciò che è possibile e poi lentamente cambiare.

E voi, come festeggiate?

domenica 6 marzo 2011

One apple to teach

Se volete spiegare ai vostri figli o ai vostri alunni le proporzioni del pianeta Terra, in particolare della terraferma rispetto all'acqua e delle terre coltivabili rispetto alla terraferma... prendete una mela!
La mela rappresenta il pianeta Terra.
Tagliatela in 4: mettete da parte i 3/4 e spiegate che essi rappresentano gli oceani, i mari e tutte le acque interne. Il quarto restante è la terraferma. Adesso tagliate questo quarto in due e mettetene da parte una metà: essa rappresenta la parte di terraferma che è inospitale per l'uomo, cioè i poli, i deserti, l'alta montagna...
L'altra metà che avete in mano tagliatela in quattro e tre parti mettetele ancora una volta da parte: sono le zone che possono ospitare l'uomo ma non sono coltivabili perché troppo gelide, troppo umide, troppo rocciose o con un suolo troppo povero per produrre cibo... in queste tre parti comprendiamo anche le zone urbanizzate con gli edifici pubblici e privati, i centri commerciali, le autostrade... dove l'uomo vive e si muove ma dove non cresce niente di commestibile.
Cosa rimane? Rimane 1/32 della mela intera. Con molta attenzione sbucciate questa piccola porzione e sventolate il quadratino di buccia davanti all'uditorio: è quel fazzolettino il terreno da cui dipende tutto, l'unica porzione di suolo coltivata e in grado di fornire cibo!

L'idea si trova spiegata in inglese qui. In quest'altra pagina una versione fotografata. Ma io l'ho trovata grazie alla newsletter del sito Free Homeschooling Ideas di Julie Gilbert, che ringrazio.

[Mi ha scritto Julie:
Hi,
Excellent – I am glad you enjoyed it. Your blog is really beautiful!
Thank you for the link.
best wishes, Julie]

mercoledì 26 gennaio 2011

Abbiamo adottato un albero



Compiti finiti abbastanza presto, un intero pomeriggio a disposizione... è il momento giusto per seguire le orme di Sybille, che ci racconta come addomesticare un albero. E così siamo uscite io e Laura per andare a trovare il vecchio amico che guardiamo spesso dal balcone attraverso i palazzi.
-Si trova in una piazzetta un po' trasandata, dalla quale passiamo spesso anche a piedi. E questo corrisponde al primo requisito suggerito da Sybille: che non sia troppo lontano da casa per poter andare spesso a trovarlo.



-Una volta scelto occorrerà osservarlo, stare un po' con lui, portargli un regalo naturale per stringere amicizia, così abbiamo deposto ai suoi piedi un piccolo sasso raccolto in spiaggia e una foglia di una pianta grassa che Laura aveva conservato.


-Poi gli si darà un nome: il suo è Verdello. Certo, non lo abbiamo identificato con sicurezza, per ora ci sembra un frassino, ma se, come ricorda mio marito, in primavera nasceranno degli stupendi fiori viola, sapremo che si tratta di un jacaranda.
Per ora ci tocca aspettare o confidare nelle vostre capacità di identificazione botanica... che ne dite?

martedì 25 gennaio 2011

Dieci: diritto alle sfumature


Siamo arrivati alla conclusione di una bella iniziativa di riflessione e confronto promossa da Giorno per Giorno e mirante a portare l'attenzione sul Manifesto dei Diritti Naturali dei bambini

Diritto alle sfumature
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare nella notte la luna e le stelle

Relativamente vicino a casa nostra, a circa un'ora di auto, sull'Etna, abbiamo l'Osservatorio Astrofisico di Serra la Nave. Quest'estate abbiamo avuto l'opportunità di effettuare una visita guidata con un nostro amico che di mestiere fa proprio l'astronomo... Abbiamo potuto osservare su uno schermo ciò che in quel momento inquadrava il telescopio e cioè... Saturno! Si vedevano le sfumature degli anelli... di un corpo celeste a miliardi di chilometri eppure così familiare!
Si è trattato di un'esperienza indimenticabile, vi consiglio vivamente di cercare l'Osservatorio più vicino a casa e di portarci figli o alunni...

venerdì 14 gennaio 2011

Let's study the Cell


Si tratta di un argomento sempre affascinante, il microcosmo della cellula umana: Laura stessa mi ha chiesto di cercare sul web se ci fossero figure, approfondimenti, filmati.
Effettivamente le risorse ci sono e sono varie:

-il colorato modello di cellula proposto da Sybille e al quale ci siamo ispirati (per meglio dire, l'abbiamo spudoratamente copiato!!)

-il video di Rino lo scienziato, con immagini e spiegazioni molto semplici

-un'immagine interattiva per imparare la nomenclatura

-un modello di cellula in das

Ecco il reportage sul nostro lavoro:



Abbiamo ritagliato un cartoncino spesso e dopo averlo ripiegato per formare un minibook abbiamo costruito le diverse parti della cellula umana e poi incollato i diversi pezzi.

Nella busta si rappresenta il nucleo con le 23 coppie di cromosomi. I nomi, un po' astrusi e difficili da ricordare con uno studio mnemonico, sono diventati simpatici e più semplici.
Ancora una volta "studiare con le mani" aiuta...
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