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mercoledì 8 agosto 2012

Parole in viaggio: intervista con Alessandra Granata



Siamo alla nona e ultima intervista della rubrica Parole in viaggio: l'appuntamento di oggi è con Alessandra Granata: "a 25 anni convintissima single giramondo, poi dall’incontro con un Rospo - ci racconta - mi sono trasformata in Lali, Rospa, Mamma Lali a seconda di chi mi chiama! 33 anni ancora per poco, milanese con il passaporto nel DNA! Cresciuta a vacanze in campeggio fino ai 12 anni, sono stata animatrice nei villaggi, ho girato per il mondo da sola, in compagnia, utilizzando i mezzi più disparati e dormendo in strutture di lusso e in quelle dove non ci dormirebbe nessuno. Alle medie dissi ai miei genitori che avrei avviato una Mia Attività nel Turismo. Cosa sogno? Realizzare quello in cui credo da una vita, perché avere un buon lavoro va bene, ma vivere della tua passione, è un'altra cosa!".
E adesso partiamo con le domande:

Hai un blog dal titolo che incuriosisce, I viaggi dei Rospi: com'è nata l'idea di crearlo? Potresti spiegarci questo simpatico titolo?

I Rospi siamo noi! Ho battezzato mio marito “Rospo” alla prima litigata 10 anni fa e da quel momento è diventato il nomignolo con cui ci siamo sempre chiamati: lui “Rospo” e io “Rospa” o “Lali”. Ruggiero e Alessandra si usano solo in caso di grandi discussioni!
Negli anni, siamo diventati una famiglia “brandizzata Rospi” con l’aiuto di parenti e amici che non perdevano occasione per regalarci gadget e accessori di ogni genere, tutti ovviamente, in versione rospo: dal porta spazzolino da denti, alle mollettine da cucina, la lavagnetta, i cuscini, capi d’abbigliamento... provate a immaginare come si siano scatenati all’annuncio della nascita del rospetto…
Dopo il primo weekend insieme, ho capito che avevo trovato il Mio compagno di viaggio e ho fatto spazio nel trolley. Completamente diversi, ma condividiamo le stesse passioni, viaggi in primis! Entrambi abbiamo avuto esperienza di vita all’estero e l’impulso a mettere due cose nello zaino e partire, è fortissimo e immutato con la nascita di Federico.
Macchina, moto e macinare km su km alla scoperta del mondo! Scarponcini e bastoncini da trekking e via, su e giù per sentieri, sempre accompagnati dal primogenito di casa Rospi: Leopoldo, Leo, un incrocio golden-labrador nero, che oggi ha 7 anni.
Nel 2008, poco prima di sposarci e partire per la Honeymoon australiana, ho aperto un blog ma credo che il nome “I Viaggi dei Rospi” sia nato ancora prima del Blog! Noi, il nostro modo di essere, le passioni e la filosofia con cui vogliamo crescere nostro figlio Federico. Il blog è diventato il contenitore di tutta la nostra vita, a casa e nel mondo.

Quali suggerimenti daresti ai genitori e alle famiglie che viaggiano?

Ogni individuo attribuisce un significato particolare alle parole “Viaggi”, “Vacanza”, “Turista” e ben vengano le divergenze d’opinione a questo mondo! Ho imparato che scambio e diversità arricchiscono, se si riescono ad apprezzare anziché giudicarsi.
Non esiste un modo giusto o sbagliato per viaggiare: è tutto soggettivo! Fatta questa premessa, vi dico che noi viaggiamo, anche da quando la Famiglia Rospi si è allargata, seguendo località, strutture e tipologie di viaggio che da sempre amiamo Ruggiero ed io.
Amici, parenti & Co. si aspettavano con l’arrivo di Federico, ci fermassimo o scegliessimo vacanze tranquille e più classiche…immaginatevi lo stupore di tutti quando siamo partiti per il primo weekend formato famiglia a 2 mesi dalla nascita dell’erede o quando abbiamo annunciato festosi che 5 mesi più tardi saremmo partiti per l’Irlanda per il suo primo Fly & Drive.
Viaggiare con i cuccioli si può e si deve! Indispensabili organizzazione, allenamento, ottimismo e pazienza!
-Organizzazione: quando si è via, bisogna sentirsi tranquilli. Non è necessario partire con un container o spedire le valige a destinazione, ma per ovviare le ansie da “oddio, mi serve proprio quello che non ho”, noi scegliamo di partire con poco di tutto! Evviva i formati pocket e da aereo! Qualche supposta di tachipirina, un paio di flaconcini di fermenti lattici, maglia leggera e più pesante, i pannolini per il viaggio e per i primi giorni…e se poi servono cose che non ho a sufficienza, compro in loco. I vestiti? Evviva le tintorie a gettoni!
-Allenamento: a prescindere, anche a casa! Se vuoi davvero interagire con loro e rotolarti per terra, fare la lotta, o portarti 12kg sulle spalle nel bosco e il cane al guinzaglio devi essere in forma! Ma allenamento inteso anche “Lato Bimbo”: non puoi pretendere che tuo figlio dall’oggi al domani, ti segua nelle tue avventure, se fino a ieri ha vissuto nella sdraietta o non se è abituato a stare in macchina. Se fai tutto per gradi, la risposta che hai dai nanetti è sorprendente!
-Ottimismo: altra caratteristica che serve nella vita di tutti i giorni! I cuccioli, proprio come gli animali, sono esseri istintivi, soprattutto i più piccoli. Il pensiero è energia: se credete che andrà male, fidatevi, andrà peggio e allora meglio stare a casa! Per cui sorridete e state calmi, percepiranno l’atmosfera di festa e ne gioiranno con voi.
-Pazienza: capiterà il momento di delirio e sto imparando che più crescono, più bisogna imparare a gestire desideri e stati d’animo. Contando fino a 10, a volte 100, il più delle volte l’emergenza rientra, ma non bisogna mai perdere di vista che bisogna considerare le loro esigenze, i loro orari, nel rispetto della persona “bambino.”
Provare, osare, andare, buttarsi nell’esperienza del viaggio! Senza aver paura, sbagliando s’impara!

Una sezione del tuo blog si intitola Un caffè a…: di cosa si tratta?

È un’intervista settimanale, all’interno della quale il mio ospite mi racconta di un caffè particolare bevuto in un luogo nel mondo a lui caro. Ma siccome si può vivere con gli occhi del viaggiatore anche la propria città, il bar dietro casa può diventare cornice di un caffè unico. Il caffè più buono, più cattivo, quello indimenticabile perché legato a un momento particolare o il caffè che non vorreste mai aver bevuto.
Dentro a questa rubrica c’è una sfida e un sogno: raccogliere un anno di “Un caffè a…” e pubblicare “365 caffè a…”

Sai, perché hai già partecipato, che con Valentina Cappio, abbiamo indetto l'iniziativa Impariamo viaggiando: cosa hai imparato nei viaggi che finora hai fatto? Qual è il viaggio che ti ha lasciato di più in questo senso?
(nella foto lo strano modo dei Rospi di sistemare le scarpe: le une dentro le altre)

Ogni viaggio lascia qualcosa: avevo il documento d’identità scaduto e non mi volevano imbarcare per rientrare a casa, così a 15 anni ho imparato ad arrangiarmi da sola in aeroporto. In Egitto a 20 anni, ho imparato a rispettare usi e costumi di una cultura diversa dalla mia, rischiando quasi una denuncia perché mi sbaciucchiavo sul molo a Luxor con il collega di staff. In Messico ho scoperto che la vita, se la vivi con calma, ha un altro gusto. In Australia, dopo anni di peregrinare, ho imparato che oltre a partire, è meraviglioso anche tornare a casa.
Tre sono le cose che ho imparato ad oggi sulla vita: “non si finisce mai d’imparare”, “mai dire mai” e la più recente “i figli sono i nostri migliori maestri”…vedi l’esperienza di uscire di casa una domenica mattina senza pannolino di ricambio!
La vita è un viaggio, dentro se stessi, in un bellissimo pianeta da scoprire. Essere genitori è un viaggio cui non ti prepara nessuno, perché anche se leggi tutti i libri di pedagogia e delle più famose puericultrici del mondo, alla quinta notte di seguito che fai in bianco, capisci che avrebbe sclerato anche Giobbe!
Una cosa su cui non avrei scommesso due lire: viaggiare, accompagnato da chi ami, è il viaggio più bello nel mondo!

mercoledì 1 agosto 2012

Parole in viaggio: intervista con Valentina Cappio




Non ci crederete, ma siamo all'ottava intervista della rubrica Parole in viaggio: oggi conosceremo meglio Valentina Cappio. La sua vita è contrassegnata dal viaggio: "ho 38 anni - ci dice - e due figli: Leonardo di 6 anni e Alessio di 4. Sono Napoletana di origine, ma, oltre ad essere una vagabonda per passione, lo sono anche stata per esigenze di studio prima e lavorative poi. Ho infatti vissuto in Inghilterra, dove mi sono laureata, poi a Torino, a Milano e anche negli States. Dopo metropoli e multinazionali, decido di concedere a me stessa un ridimensionamento vitale: oggi vivo, insieme alla mia famiglia, in un tranquillo paesino nella campagna ferrarese e lavoro in una piccola casa editrice".


Ma partiamo con le domande:


Il tuo blog, The Family Company, già nel titolo ( e nel sottotitolo: "idee e suggerimenti per viaggiare insieme ai nostri bimbi") collega l'esperienza del viaggio alla famiglia. In che senso?


Ho sempre viaggiato. Credo che sia una passione innata. A 3 anni, ho aperto la porta di casa e mi sono avventurata, da sola, per le strade non proprio paradisiache di Napoli... Quando il papà mi ha recuperato, ho semplicemente detto: "...volevo scoprire il mondo". Viaggiare con la mia famiglia, però, è un'esperienza impagabile, non paragonabile a nessun viaggio fatto prima, in solitaria. È arricchente come non mai. Riuscire a vedere il mondo con gli occhi di un bambino ti apre porte, opportunità, nuove visioni e nuove idee. Ti costringe, in un certo qual modo, a mettere in discussione te stesso, il modo in cui percepisci le cose e le persone. E ti ritrovi magari ad osservare un idrante invece del Colosseo e a sorridere. Ti ritrovi a godere delle piccole cose. A stupirti per sfumature e dettagli. Famiglia significa condivisione. Condividere momenti, fare e scoprire cose insieme. Incontrare, insieme, il mondo. Che poi è il vero senso di un viaggio, no? E non ha poi tanta importanza la meta. Amo conoscere paesi lontani per cultura ed abitudini. Ma anche il parchetto dietro casa può rappresentare un'ottima occasione per scoprire ed apprendere cose nuove. Insieme.





Anche il gruppo FB Consigli di viaggio per famiglie con bambini riprende quell'idea: come mai lo hai creato e cosa ti ha dato questo gruppo?

L'ho creato insieme ad un'altra mamma viaggiatrice, Silvia Ceriegi, del blog Trippando. L'idea nasce dal bisogno di avere a disposizione un luogo virtuale di scambio e di condivisione: per chi vuole mettere a disposizione di altri la propria esperienza e per chi, invece, è alla ricerca di informazioni, consigli e suggerimenti su luoghi, strutture o itinerari a misura di bambino. Il gruppo da la possibilità a tutti  di confrontarsi con tutti. Il mio sogno, però, è vederlo evolvere in qualcosa di più educativo. Non solo informazioni su dove andare e cosa vedere con i bambini, ma anche spunti su come affrontare il viaggio in modo positivo e su come renderlo un'occasione di svago e di apprendimento. Vorrei che diventasse un modo per incoraggiare tutti a viaggiare con i propri bimbi, ad uscire fuori di casa, a preferire il fango alla playstation... Vaneggio?


Quali sono le caratteristiche che un viaggio deve avere per essere veramente di tutta la famiglia?


Hai formulato ottimamente la domanda, perchè ha già in sé la risposta. Semplicemente, deve essere per tutta la famiglia. I bambini non devono essere considerati appendici del viaggio, ma componenti e partecipanti attivi del viaggio stesso. D'altra parte, il viaggio non deve essere formulato accontentando unicamente le esigenze dei bambini, anche perché le esigenze dei bambini dipendono molto da quanto noi adulti rusciamo a coinvolgerli e ad incuriosirli.  Come? Magari alternando, durante l'itinerario, un'attrazione per gli adulti con una più indicata per i piccoli, in modo da mantenere costantemente vivo il senso di anticipazione. Oppure, leggendo insieme libri e storie ambientate nel luogo che si sta per visitare. Guardando immagini e fotografie. Tracciando insieme su una mappa l'itinerario che si farà. Creando un diario di viaggio: basta un quaderno su cui fare disegni, attaccare biglietti della metro, scontrini, biglietti del museo, fotografie e cartoline... L'importante, insomma, è condividere quanto più possibile. Prima, durante e dopo.

Adesso una domanda "interessata": spieghiamo a chi ancora non la conosce la nostra iniziativa Impariamo viaggiando?

L'iniziativa è nata dalla nostra comune passione per il viaggio, e dalla comune convinzione che qualsiasi viaggio, vicino o lontano che sia, deve rappresentare un'occasione per apprendere qualcosa di nuovo. Abbiamo quindi lanciato una sorta di sfida in rete: fino al 18 settembre, chiunque voglia partecipare, può farlo raccontando come un viaggio sia diventato un momento di apprendimento. Non deve trattarsi necessariamente di un viaggio lungo. Basta anche un fine settimana fuori porta, una gita, una visita al museo… L’importante è che abbia luogo durante l’estate 2012.  Dopo il 18 settembre, raccoglieremo in un unico documento le testimonianze preziose di tutti i partecipanti e ne trarremo una guida, bellissima si spera, e a disposizione di tutti,  che racchiuderà tutti gli spunti e i suggerimenti per "imparare, viaggiando". La guida conterrà ovviamente i credits e i riferimenti alle persone e ai blog che hanno contribuito e verrà inviata a tutti i partecipanti. Chi ha un blog, potrà ovviamente pubblicarla sul proprio sito e renderla disponibile ai propri lettori.


E tu cosa impari viaggiando?

Imparo la vita. Imparo ad apprezzare di più la mia famiglia. Imparo che il diverso è bello. Imparo che il mondo è grande e meraviglioso. Imparo che ogni attimo va vissuto pienamente. Imparo che, a volte, basta guardare un tramonto per sentirsi felici. Imparo che non conta la meta, ma quanto si è curiosi durante il viaggio. Imparo che tornare a casa riscalda sempre il cuore. E che partire è un po' come rinascere, ogni volta. Ancora ed ancora.


E adesso tocca a voi: fate pure le vostre domande, sono sicura che Valentina vi risponderà con la gentilezza e la simpatia che la contraddistinguono.

mercoledì 25 luglio 2012

Parole in viaggio: intervista con Liliana Monticone



Oggi siamo alla puntata numero sette della rubrica Parole in viaggio: stiamo conoscendo meglio alcune amiche che condividono la passione per i viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggioQui le altre interviste.

Oggi è la volta di Liliana Monticone, che per presentarsi ha scelto un taglio molto preciso e dettagliato: "nata il 22 Giugno del 1973, abito in campagna, alle porte di Alessandria. Sono impegnatissima da più di vent’anni con mio marito Roberto. La mia famiglia è la cosa più importante. Valeria, 11 anni, è la ragione e il senso della nostra vita. Il mio motto: Felice sempre, soddisfatta mai! Assunta col contratto di “schiavo” (!)  gestisco la sezione ufficio della Ditta di mio marito che si occupa di Impianti Frigoriferi Industriali. A “tempo perso”, anche se dovrebbe essere la mia attività principale, mi occupo di e-commerce: import/export e vendita di prodotti di nicchia e drop ship. Adoro surfare per il web a caccia di prodotti particolari e di nicchia, innovativi ed originali, per spuntare il miglior prezzo a fronte di un’altissima qualità". Interessante! Ma allora via con le domande!


"Amo viaggiare": così si intitola un post del tuo blog. Cosa vuol dire per te viaggiare?

Viaggiare è per me, innanzitutto, un tempo meraviglioso speso, dedicato, e passato interamente con la mia famiglia.
È poi tanto altro: libertà, scoperta, crescita, integrazione, analisi di punti di vista diversi, ma soprattutto, oggi più che mai, con una figlia pre-adolescente, è educazione.
Viaggio da viaggiatore e non da turista e sono lontana anni luce dai genitori che lasciano a casa i figli per un po’ di tranquillità o per godersi la vita. La vita si può godere solo con la famiglia al completo, almeno in questa fase della vita in cui (ancora per troppo poco!) nostra figlia viaggia con noi.
Il viaggio è movimento, curiosità, andare, incontrare, conoscere, assaporare la vita e la realtà del posto, la gente, le abitudini… e questo posso farlo solo fuori dai circuiti usuali di viaggi preconfezionati da altri.

Nello stesso post specifichi che per te il viaggio può essere parte di un più ampio processo educativo... interessantissimo! Puoi spiegarcelo?

Solo ai genitori vanno oneri e onori nel saper trasmettere il piacere del viaggio. Nel far toccare con mano una discussione che si trasforma in dialogo profondo, durante un lungo viaggio in auto che altrimenti risulterebbe noioso. Nell’educare attraverso il contatto con la diversità ad un’apertura mentale che mille anni di scuola non possono dare, ma che tanto utile si rivelerà nella vita. Nell’allenare il cervello ad un approccio originale e alternativo di fronte a qualsiasi ostacolo per superarlo.
Ogni viaggio è sapere di più, vedere di più, conoscere di più. È stupore, è adrenalina, è prova, è sfida, è mettersi in gioco, è relax. È soprattutto il piacere di condividere le esperienze in famiglia.
È l’ascolto del punto di vista di un bambino che fa cogliere particolari che noi adulti non sappiamo più vedere perché, come diceva il Piccolo Principe, “tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano”.
È sperimentare nuove strade attraverso passioni collaudate e passioni sempre nuove. E fondamentalmente e cosa più importante: è gusto per la vita attraverso la scoperta di questo nostro meraviglioso pianeta!



Hai appunto una figlia non più piccola. Nel mondo delle mamme del web è una rarità, visto che la maggior parte hanno figli in tenera età: potresti dirci se hai riscontrato più o meno difficoltà? Quali sono le dritte per coinvolgere i ragazzi nei viaggi di famiglia?

Quando Valeria era piccola, io e mio marito facevamo a gara per stare con lei e occuparci di lei. Le nostre difficoltà erano esclusivamente nella mole infinita di accessori che un bimbo porta con sé quando viaggia. Nel nostro caso abbiamo capito che è una prerogativa molto italiana l’aver bisogno di un container al seguito e abbiamo in fretta imparato a farne a meno, osservando in aeroporto mamme che normalmente viaggiano sole con tre bimbi al seguito (e trovatele italiane, se ci riuscite!).
Carrozzina abbandonata prestissimo in favore di un passeggino per ridurre lo spazio e passeggino abbandonato a meno di due anni in favore del marsupio, che era presente solo ed esclusivamente quando il camminare era evidentemente superiore alle sue capacità (tipo giornate di terkking in montagna). So che una moltitudine di genitori, leggendo, penserà che è impossibile “rinunciare al passeggino a meno di due anni”. Me lo sento ripetere spesso. Però provate a notare quante mamme intorno a voi vanno ancora in giro con bimbi (anche di 5 anni!) nel passeggino e contemporaneamente, stremate e stravolte, si lamentano che è stata una notte terribile perché il pargolo non dorme mai. Ma il collegamento logico che un bimbo dorme solo se è stanco, e non se noi lo vogliamo, pare più difficile di un’equazione parametrica!
Crescendo se devo parlare delle mie difficoltà a viaggiare con nostra figlia, ad essere sincera non ne vedo proprio! Forse solo il costo delle varie riduzioni che ormai è praticamente nullo!
Adesso lei è più grande, più autonoma e abituata a viaggiare e con lei è tutto più interessante e coinvolgente perché coglie aspetti del viaggio, parla con la gente, vuole esprimere la sua opinione su tutto e, ovviamente, pretende che sia presa in considerazione e non si accontenta certo di un semplice sì o no. Spesso il suo controbattere è estenuante… ma è il prezzo da pagare per aver sviluppato in lei autonomia di pensiero e – forse un po’ troppo – senso di libertà.
Quando ascolto i problemi di viaggio che normalmente si riscontrano con i figli suoi coetanei, credo che abbiano sempre gli stessi fili conduttori, che sono poi l’evoluzione del passeggino a 5 anni: l’ozio, la noia e la mancanza di interesse e di gusto per la vita.
Possono sembrare banalità, ma non lo sono affatto. Un ragazzo stimolato in famiglia, a scuola, nella vita quotidiana sarà sempre un ragazzo che troverà qualcosa di interessante e coinvolgente in qualsiasi attività, in qualsiasi viaggio e in qualsiasi luogo del mondo. Un ragazzo perennemente apatico e annoiato si ritroverà in viaggio nei posti più belli del mondo a chiedere quanto manca al rientro in albergo!

Tra i tuoi viaggi, tutti fantastici, raccontaci quello che ti sembra più interessante per questo aspetto...

Ogni viaggio trasforma e fa crescere, nessuno escluso. Può essere educativa anche una fila infinita al check-in di uno sperduto e soffocante aeroporto straniero senza aria condizionata, dove magari non spiccicano una parola di inglese e nel quale dico a Valeria: supponi di essere da sola. Qui c’è il tuo biglietto e qui c’è il tuo passaporto. Vediamo se riesci a tornare a casa! Quale miglior scuola se il genitore riuscirà davvero ad avere la forza e la costanza di non intervenire? Vi stupirete di quali escamotage sarà capace vostro figlio per dimostrare di essere in grado di farcela!
Anche se ogni libertà e autonomia ha poi un prezzo da pagare. Dopo essersi arrangiata a salire e a scendere, arrivati all’aeroporto di Copenaghen – aveva 7 anni – sparisce! A mio marito (che dei due è quello più protettivo ed iperapprensivo, forse per necessità di compensazione!) si ferma il cuore quando uscendo dal bagno non la vede più. Io, pur con la stessa preoccupazione, sorrido. Camminiamo velocemente per oltre 20 minuti tra i meandri dell’aeroporto per raggiungere finalmente il nastro del ritiro bagagli. Lei era lì in prima fila, valigia recuperata e, mentre studiava il video per il prossimo imbarco, ci accoglie con un sorriso smagliante e la sua aria da Gian Burrasca: “Avete visto che IO ormai sono capace ad arrangiarmi?”
Detto questo, a meno di tre anni le avevamo insegnato a memoria il suo mantra in italiano e in inglese: decantava le sue generalità, informava di essersi persa a personale in divisa e recitava a memoria i nostri due numeri cellulari più un terzo a casa per poter chiedere aiuto in caso di emergenza, con tanto di prefisso internazionale!
A parte gli episodi simpatici, credo che i viaggi più educativi e toccanti siano quelli a contatto con la povertà dei bambini che non possono lasciare indifferenti. Contatti che da un lato rattristano e mettono necessariamente in gioco la nostra ricchezza e il nostro modo di vivere e dall’altro donano molto. A lei permettono di contestualizzare tutti i problemi di ultimo cellulare o di scarpe firmate dei suoi coetanei, di farle toccare con mano – anche se non lo ammetterà mai - che andare a scuola e studiare non è una fatica ma un privilegio riservato ad un’esigua parte della popolazione mondiale e che pertanto diventa dovere morale. O le permettono di stupirsi incredula davanti alla constatazione che ritirare il passaporto dopo aver consegnato la domanda e poter viaggiare liberamente ovunque, non è una cosa naturale e scontata in tutto il mondo.
Quanto migliorerebbe la vita di ognuno se acquisissimo tutti la consapevolezza di essere nati dalla parte giusta e fortunata del mondo!


Ti sei occupata anche di idee low cost: cosa consigli a una famiglia che non ha molte possibilità economiche per viaggiare?

Innanzitutto di non disperare. A dispetto di quel che può apparire da una rapida occhiata ai miei profili web, al mio blog e alle mie foto… purtroppo non abbiamo grandi disponibilità come la maggior parte delle famiglie.
Detto questo Vi assicuro che con un po’ di pratica, e un po’ di tempo speso nel web, si possono fare viaggi da sogno con cifre abbordabili. Chiaramente non zero (purtroppo!), ma posso assicurare che nei miei viaggi spendo sempre e sistematicamente meno di tanti miei amici che magari fanno vacanze in campeggio dietro casa. La parola d’ordine, nei viaggi come nella vita è “flessibilità” e la regola principale è sempre quella di non andare in un posto quando tutti ci vanno, ma di andare nel periodo più fuori stagione possibile. E poi leggere, leggere e leggere i blog di viaggi. Lì si trovano le idee più originali per risparmiare!
Un famoso motto, rubato a un mondo che non ha nulla a che fare coi viaggi, recita: “improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo”. E’ il suggerimento perfetto. L’ultimo viaggio che ho fatto alle Isole Faroe non si può certo definire economico, ma basta leggere qui cosa è accaduto al porto (o cosa abbiamo contribuito a far accadere?), in una giornata che doveva essere normale, per rendersi conto di cosa intendo. Il costo della giornata è stato zero e nessuna visita guidata e organizzata avrebbe potuto regalarci, neanche pagando, un’esperienza di questo tenore.

E l'esperienza della condivisione sul web cosa aggiunge alla tua passione per i viaggi?

Aggiunge un mondo che, ad essere sincera, quando ho aperto il blog non immaginavo minimamente. Innanzitutto si passa da fruitori di contenuti a produttori di contenuti in pieno spirito di condivisione delle esperienze che è la vera essenza del web.
Si conoscono virtualmente tanti viaggiatori veri e persone con gli stessi interessi e lo stesso modo di concepire il viaggio. E non c’è niente di più bello che non sentirsi dire continuamente che è impossibile viaggiare senza prenotare prima, che siamo dei genitori irresponsabili perché portiamo una bambina in certi posti e starebbe meglio a casa, o che possiamo farlo perché siamo miliardari. Sul web i viaggiatori come noi chiedono il sapore di una particolare meta o l’atteggiamento di una certa popolazione, perchè la differenza tra turista e viaggiatore è prima di tutto mentale.
E a volte capita che queste persone si riesca anche a conoscerle dal vivo. E questo è il valore aggiunto esponenziale. Si può restare turista dopo aver girato il mondo perché non ci si è fatti toccare dal mondo e si può essere viaggiatori muovendosi pochissimo da casa. E questi incontri lo permettono.
La condivisione delle foto poi è un altro aspetto che riveste la stessa importanza. Credo che in mille luoghi del mondo, soprattutto i più estremi, le foto siano in grado di trasmettere tutte quelle sensazioni precluse alle parole. Starei giorni e giorni a guardare le foto dei viaggi di tutti, a scrutare i volti della gente, i colori dei luoghi e tutto ciò che una bella foto aggiunge ad un bel viaggio.

E ora tocca a voi! Fate pure le vostre domande, considerazioni e riflessioni...

mercoledì 18 luglio 2012

Parole in viaggio: intervista con Tiziana Bergantin




Oggi il sesto incontro della rubrica Parole in viaggio: stiamo conoscendo meglio alcune amiche che condividono la passione per i viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggio) . La prima puntata, dedicata a Fabila, potete leggerla qui, la seconda  con Renata qui, la terza con Giorgia di Priorità e Passioni qui, in questa pagina la quarta intervista rivolta a Giorgia Lombardi e qui quella a Monica di Viaggi e Baci.


La protagonista di oggi è Tiziana Bergantin: "mi chiamo Tiziana - ci dice - vivo in un piccolo centro della provincia pavese. Fino a qualche anno fa ero impegnata nel mondo del lavoro poi, dopo la chiusura dell'azienda dove lavoravo, ho avuto più tempo da dedicare a me stessa". Vogliamo conoscerla meglio? E allora via con le domande!


Hai creato un blog di viaggio dal titolo molto suggestivo: Il sogno nel bagaglio; da dove viene l'idea del blog e di questo titolo?

Avendo più tempo a mia disposizione, dedicavo parte della giornata alle mie passioni. Ho cominciato ad interessarmi sempre di più al mondo del web, facendo ricerche personali. Mi piaceva pianificare itinerari, alcuni realizzati altri no, davo consigli di viaggi agli amici. Girando in lungo e in largo mi sono imbattuta in alcuni blog. Cominciai a seguirne alcuni, da lettrice, poi qualcosa scattò. La mia passione per i viaggi poteva essere di interesse per qualcuno? A chi mai poteva piacere sapere come trascorrevo le mie vacanze? Potevo io, con le mie scarse conoscenze tecniche di questo mondo così intricato, pensare di farne parte aprendo un blog tutto mio? Mille domande e molti dubbi sono sorti, ma alla fine, eccomi qui. Nel novembre 2010 ho aperto anch'io il mio blog. Il titolo fu scelto in tutta fretta, “4 passi per il mondo”. 


Dopo qualche tempo mi accorsi che il titolo non rispettava il mio intento. Verso Natale dello scorso anno, un nuovo titolo campeggiava sulla mia intestazione, “Il sogno nel bagaglio”. Il nuovo titolo rappresenta al meglio quello che vorrei esprimere nel mio blog. Non sono una gran viaggiatrice in termini di chilometri, ma quando viaggio mi piace pensare di avere uno scopo, un obiettivo che plachi il mio desiderio di conoscere e il sogno, sarebbe proprio quello di mettere nel bagaglio tutte le emozioni di cui ho bisogno.

Quale spazio dunque ha il viaggio nella tua vita?

Purtroppo non quanto vorrei. È un aspetto molto importante nella mia famiglia, in casa mia l'argomento viaggio è sempre presente o comunque c'è sempre la scusa buona per allacciare i discorsi che riconducono... sempre lì. Ma alcune priorità non mi permettono di viaggiare quanto vorrei.

Nella sezione Mitie leggende invece approfondisci gli aspetti mitologici e misteriosi dei luoghi che visiti, mi sembra un'ottima idea, che conferma un'idea di viaggio come percorso di conoscenza...

Sì, amo le curiosità, le leggende che caratterizzano il luogo o la città che visito, è un modo per addentrarmi ancora di più nell'anima del luogo in questione. Mi aiuta a scoprire alcuni lati, a volte oscuri, che nella maggior parte dei casi sono molto affascinanti. In realtà quella rubrica dovrebbe essere aggiornata e arricchita... ma l'orologio è implacabile e mi dice sempre che il tempo a mia disposizione non basta mai.

Un'interessante sezione del tuo blog riguarda le guide di viaggio, perché?

La sezione sulle guide nasce da una serie di circostanze. La guida cartacea è uno di quegli oggetti per me mitici. È l'inseparabile compagna di viaggio che mi segue durante le nostre escursioni. Mi consiglia, mi permette di ritrovare la giusta via, mi indica gli eventi, insomma una vera amica. Fatta la premessa, in questo nostro mondo del web, si sa, si conoscono tante persone interessanti: un bel dì sul mio cammino, ho incontrato Micaela e parla tu che parlo anch'io, da semplici scambi nei reciproci commenti, siamo diventate amiche. Sapendo del suo percorso di studi, con tanto di tesi rivolta per l'appunto alle guide turistiche, la lampadina si è accesa subito ed è iniziata una bella collaborazione, è nata la rubrica “Le bizzarre guide di Nega”, una raccolta di recensioni sulle guide in commercio, redatta dalla simpaticissima Micaela (in arte Nega).


Vuoi parlarci della tua idea più recente, Continua il viaggio?

Certo. In questo ultimo periodo, non so se avete notato, è tutto un pullulare di idee, di belle cose interessanti. Tante iniziative che inevitabilmente finiscono per diventare una grande fonte di ispirazione per me. Da qui nasce l'idea, forse un po' folle, (come mi è stato detto) di scrivere un racconto a più mani. Il tema del racconto: neanche a dirlo è il viaggio, non nel senso più stretto del termine. Al momento attuale il numero degli scrittori è salito a 24 membri ma la speranza è che possa aumentare ancora. Lo sopo è quello di divertirci insieme giocando con le parole, ma se l'esperimento arrivasse a un buon risultato, chissà, potrebbe diventare il nuovo best seller del 2013 :). Sproloqui a parte, il progetto è appena iniziato, vediamo come andrà a finire.

mercoledì 11 luglio 2012

Parole in viaggio: intervista con Monica




Oggi il quinto incontro della rubrica Parole in viaggio: stiamo conoscendo meglio alcune amiche che condividono la passione per i viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggio) . La prima puntata, dedicata a Fabila, potete leggerla qui, la seconda  con Renata qui, la terza con Giorgia di Priorità e Passioni qui, in questa pagina infine la quarta intervista rivolta a Giorgia Lombardi.


L'ospite di oggi, Monica, non solo ha un blog ma è anche un'esperta di settore, infatti gestisce l'albergo Due Mori, a Marostica. È inoltre mamma di uno splendido piccolo viaggiatore di 6 anni. Prima di fare l'albergatrice ha fatto anche la guida turistica, animazione nei villaggi, formazione negli istituti turistici e alberghieri e ha lavorato nella redazione on-line di Week-end Viaggi. Friulana di origine, da 10 anni ha scelto di vivere a Marostica. Come mai? Si è innamorata di questa città visitandola in maniera del tutto fortuita! 
Ma ora ascoltiamola direttamente:


Che tipo di rapporto hai con il viaggio? Che spazio ha nella tua vita? Viaggi spesso con tuo figlio? 


Il viaggio per me è la vita. Forse perché da alcuni anni pratico Tai-Chi e ho iniziato a vivere la vita come un grande viaggio, un'occasione unica e irripetibile di sperimentare il cambiamento e la diversità. Di imparare ad accettarli e farli nostri. Viaggio ogni volta che se ne presenta l'occasione, anche semplicemente delle gite giornaliere nel week-end. 
Non importa la meta, ma la predisposizione mentale con cui ti avvicini ad essa e l'esperienza autentica che ne puoi trarre. 
Samir, mio figlio, è un ottimo compagno di viaggio dal momento in cui è nato. Ad un mese siamo andati in Friuli dai nonni, a due in Croazia in camper, a tre in Tunisia in aereo, a otto Amsterdam e Bruxelles in pieno inverno... Insomma, fino ad ora non l'ho mai lasciato a casa per andare a fare un viaggio da sola con il mio compagno. Un po' perché penso che i bambini molto piccoli stiano meglio vicino alla mamma, sempre, anche dall'altro lato del pianeta. Ma soprattutto perché grazie a lui ho riscoperto il piacere di un viaggiare slow, con tappe nei punti più strani e occhi sgranati davanti a particolarità che spesso sfuggono a noi adulti. E la possibilità di entrare più facilmente in contatto con le popolazioni locali: dall'Africa al Nord Europa non c'è nessuno che sappia resistere alla curiosità e al sorriso sincero di un bambino.   


Oltre che viaggiatrice, lavori nel settore: gestisci un albergo e fai anche la guida turistica. Ci racconti la tua esperienza? 


Esperta è una parolona! Diciamo che ho trasformato la mia passione, i viaggi, in una fonte di vita. Ho iniziato come animatrice turistica nei villaggi ai tempi dell'università, quasi per gioco. All'età di 20 anni sono salita su un treno diretto nella Locride: era l'anno del sequestro Casella e per alcune settimane nell'albergo c'erano più forze dell'ordine che turisti! L'esperienza è stata stupenda ed altamente formativa. L'ho portata avanti per un paio d'anni, finché le condizioni di salute mi hanno imposto ritmi più tranquilli. Poi, dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali, mi sono ritrovata a gestire bar, ristoranti e residence tra Calabria e Sardegna. Non chiedetemi come e perché: non lo so nemmeno io! Sono semplicemente salita sul treno che la vita ha fatto passare per la mia stazione. Una borsa di studio poi mi ha portato a Milano per un Master in Comunicazione e New Media. Terminato lo stage in una casa editrice, ho iniziato a curare la web-zine di una delle prime riviste di viaggio italiane. Ma la vita di redazione, chiusa in ufficio tra comunicati stampa e guide cartacee, non fa per me. 
Così, alla fine, ho fatto il grande passo. Mi sono trasferita a Marostica per offrire agli altri un'esperienza di viaggio per come la intendo io: in una cittadina dall'animo autentico e lontana dai circuiti di massa, in un piccolo hotel gestito in modo informale, grande attenzione alle eccellenze del territorio, passione per le bellezze che mi circondano e il piacere di con-vivere con persone provenienti da ogni angolo del pianeta.


Da esperta, quale opinione ti sei fatta di siti come Tripadvisor?


Questa domanda e quella sui portali di prenotazione sono quelle che mi fanno più spesso anche amici e conoscenti. Per questo ne ho parlato anche in un post nel mio blog, che vi invito a leggere se volete approfondire l'argomento.


Com'è spiegare la tua città ai dei ragazzi? Con quale fascia d'età ti trovi più a tuo agio?


È davvero divertente, soprattutto se hanno dai 4 ai 10 anni. Perché sono attenti, pieni di curiosità e la loro fantasia galoppa a briglie sciolte davanti ai minimi particolari. Ma soprattutto perché Marostica, con i suoi due castelli, la gigantesca scacchiera in marmo in cui si gioca la partita a scacchi con pedine viventi e 600 personaggi in costumi medievali, la scuola di falconeria e i laboratori di ceramica è una fonte inesauribile di scoperte emozionanti per questa fascia d'età.   


Cosa aggiunge la gestione del tuo blog, Viaggi e baci, alla tua esperienza di viaggiatrice e di esperta?


Diciamo che il blog è l'anello che mancava alla collana! Mi ha offerto la possibilità di entrare in contatto con un sacco di persone, molte delle quali sono dei viaggiatori con la V maiuscola da cui traggo un sacco di spunti e riflessioni. Altri invece vorrebbero osare un viaggio con bambini, ma sono sopraffatti da mille timori. A loro pensavo quando ho deciso di avventurarmi in Viaggi e Baci, con la speranza che la mia esperienza in giro per il mondo con un bimbo di pochi anni potesse servire da stimolo, fornire idee e sicurezze, coltivare la cultura del viaggio. 


Raccontaci della tua splendida iniziativa "Il senso dei miei viaggi"... 


È nata per caso, come tutte le cose belle. Nei commenti alla staffetta Di Blog in Blog, in cui ho interpretato il tema "i bambini e i colori" sotto la prospettiva del viaggiare con loro, molti hanno lasciato impressioni visive delle loro avventure in giro per il mondo. Così ho pensato di lanciare I colori dei miei viaggi, questo gioco di condivisione, per eliminare le linee di confine dal mappamondo e tingerlo dei colori più belli del pianeta. Il sucesso è stato enorme e man mano che leggevo i vari blog partecipanti mi sono resa conto che ognuno di noi coglie particolari aspetti di un viaggio, anche se quelli legati ai sensi sono i principali. 
Ma oltre ai classici cinque sensi, ce ne sono mille altri a dar Senso al nostro peregrinare ed è questi che voglio affrontare con scadenza mensile. Nel mio blog ci sono tutti i dettagli dell'iniziativa e colgo l'occasione per ringraziarti pubblicamente dell'entusiasmo con cui hai supportato l'idea e favorito il suo sviluppo.


Sono io che ti ringrazio cara Monica!

mercoledì 4 luglio 2012

Parole in viaggio: intervista con Giorgia Lombardi




Oggi il quarto incontro della rubrica Parole in viaggio: stiamo conoscendo meglio alcune amiche che condividono la passione per i viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggio) . La prima puntata potete leggerla qui, la seconda qui e la terza qui.


L'amica di oggi, Giorgia, non ha un blog ma partecipa attivamente e con idee originali al gruppo Consigli di viaggio. Là l'ho conosciuta e spero che prima o poi faremo un viaggio insieme, magari chissà per andare a trovare Renata Pinguina in Wisconsin. Ecco le domande che le abbiamo fatto:


-Che tipo di rapporto hai con il viaggio? Che spazio ha nella tua vita? Viaggi spesso con i tuoi bambini?


Sono nata in una famiglia legata per generazioni alla stessa terra, ancora oggi vivo nello stesso luogo dove i miei avi avevano i campi da coltivare. Gente stanziale, quindi, ma ad un certo punto... è scattato qualcosa nel mio papà, quando io avevo 6 anni, ricordo l’energia che lo spingeva, una sorta di fuoco che gli ha fatto attrezzare il furgone che usavano per lavoro con due tavole di legno e due materassi sopra: è lì che ho iniziato a viaggiare sulle strade del mondo con lui e mia mamma!
Ora lavoro, un lavoro che mi piace, ma sedentario per cui sogno di vivere un anno in ogni paese del mondo, insomma sogno di vivere viaggiando. Attualmente i nostri viaggi sono limitati dalle ferie e dalle vacanze scolastiche, ma ogni volta che si può ci muoviamo, anche se solo per pochi giorni, magari per andare a vedere una mostra o per incontrare amici lontani; nella mia mente però ho fatto milioni di viaggi che concretamente non ho ancora mai realizzato.


una lezione di scienze a Creta
I bambini (ho due maschi, di 6 e 9 anni) sono parte integrante, ma anche elemento ispiratore dei viaggi: loro e la loro curiosità rendono curiosa anche me! E allora se a scuola si parla di dinosauri... si parte per andare a vedere il museo di Scienze Naturali, e se non si può andare a Londra ci si accontenta del museo della Certosa di Calci o di Bologna. Un mese fa, per esempio, il mio bimbo grande (Lorenzo, che fa la quarta elementare) torna a casa raccontanto che a scuola quel giorno avevano parlato di Knosso e dei Cretesi, dei miti greci del Minotauro e di Dedalo e Icaro, così siamo andati a vedere in rete se riuscivamo ad approfondire l’argomento e ci siamo imbattuti in un offerta di una compagnia aerea (9,90), come potevo resistere? Al volo comprati tre biglietti per me e i due ragazzi! (mio marito, insegnante, non poteva muoversi).



-Pensi che viaggiare sia assimilabile a un'esperienza di apprendimento? In che modo?

Partendo da qualsiasi spunto comincio ad approfondire; in questo caso ho cominciato a leggere di miti e di epiche, di Omero e di Platone, e mentre leggevo rielaboravo quello che mi sembrava più interessante per proporlo ai bambini in forma a loro congeniale: i miti di Europa, della nascita di Zeus, l’Iliade e l’Odissea per raccontare loro chi solcava quei mari e come fossero quelle genti. E poi di vulcani e maremoti, di caldere e di geologia... un viaggio è insomma una scuola in libertà, dove tutto può essere approfondito e fonte di curiosità.


-Raccontaci l'esperienza di questo viaggio.



Quando siamo partiti per Creta ho consegnato loro i primi ‘spunti’ per il loro diario di viaggio: un planisfero dove scrivere i nomi dei continenti, per vedere nel mondo dov’era l’Europa, una mappa dell’Europa da colorare per vedere all’interno dell’Europa dov’erano l’Italia e la Grecia, con Creta, e poi le mappe di Grecia e Creta per individuare la nostra meta. E il viaggio in aereo è passato, come vi dicevo, fra diario di viaggio, la visione dell’Italia dall’alto, con la Sicilia e l’Etna che ci salutavano abbiamo anche ripassato un po’ di geografia: le isole, il Tavoliere delle Puglie, i vulcani e l’Appennino ci hanno fatto da guida per attraversare l’Italia.
Certo, i bambini non sono facili da gestire, soprattutto non hanno come noi il senso del ‘momento opportuno’, ma se si riesce ad incanalare le loro energie nel giusto verso sanno essere fini scienziati, o filosofi, o anche archeologi: la curiosità è il loro segreto (e anche la nostra tortura, a volte).

-C'è qualche dritta che a partire dalla tua esperienza puoi darci per viaggiare con bambini?


Possiamo dare loro una mappa e farci guidare in una città alla ricerca dei monumenti che vogliamo ammirare ... fermandoci in un bar per un gelato possiamo tracciare la via da percorrere e spiegare quale sia il modo migliore per seguire una mappa. E poi insegnargli qualche parola nelle lingue del posto (impariamo con loro le parole più facili e le più divertenti e poi ci divertiamo a salutare con ‘Kalispera’), o a chiedere informazioni in inglese: i bambini si divertiranno anche così!
E quando si arriva in un luogo magico, pieno di storia: chiudere gli occhi e immaginare di essere tornati indietro fino ai tempi degli abitanti di quel posto, nel nostro caso più recente essere Teseo che vuole sconfiggere il Minotauro; e allora le leggende prendono vita e le pietre che possono sembrare morte e senz’anima diventano lo scenario per mille avventure. Nella stanza del trono di Knosso si diventa Minosse che accoglie una delegazione di Achei, nel teatro dove si svolgevano i giochi con i tori si diventa ‘torero’ o anche toro, non c’è limite per l’immaginazione di un bambino! E se mamma e papà tornano un po’ piccoli anche loro: quanto si divertiranno ad impersonare personaggi insieme ai loro ragazzi!
E nei musei? Come gestire e incuriosire un bambino in un museo? Prima di partire approfondire le opere esposte e creare una sorta di caccia al tesoro, dove i bambini una volta trovato il reperto/opera dovranno scrivere il nome e, a seconda dell’età, le loro impressioni o la datazione: un gioco che porta sempre molte soddisfazioni!
In tutto questo, ovviamente la rete – e soprattutto i blog come il tuo e quello di Mammagiramondo – mi aiutano molto, sia per reperire informazioni e approfondire gli argomenti che per trarre nuovi spunti per viaggi meravigliosi; è così che l’estate scorsa siamo finiti sulla Jurassic Coast: dopo aver letto un post di Mammagiramondo, o, con Giorgia Mazzanti (Priorità e Passioni), siamo andate alle Cascate delle Marmore per un week end pieno di poesia!

-Con tutte le tue idee potresti scrivere un blog...

Non ho un blog, non credo avrei il tempo di tenerlo aggiornato come vorrei e non mi piace fare le cose a metà: sono una persona piuttosto discontinua e disordinata, quindi non riuscirei a tenere un’altro spazio in ordine, condivido con gli amici e su fb i miei viaggi, ma soprattutto li condivido con i miei bambini che li porteranno dentro di loro per tutta la vita!

E noi invece aspettiamo che Giorgia ci regali il suo spazio virtuale sul web, saremmo liete di imparare da lei!


mercoledì 27 giugno 2012

Parole in viaggio: intervista con Giorgia di Priorità e Passioni



Siamo alla terza intervista della rubrica Parole in viaggio: stiamo conoscendo meglio alcune amiche che condividono la passione per i viaggi e che ho conosciuto nel gruppo Facebook (Consigli di viaggio) . La prima puntata potete leggerla qui, la seconda qui.
Oggi è la volta di Giorgia di Priorità e Passioni, un blog che ho scoperto relativamente da poco ma con cui ho sentito da subito una grande sintonia.

"Mi piace scrivere - ci dice - ma mi sono sempre sentita poco brava nel farlo, adoro viaggiare ma non riesco a farlo quanto vorrei, amo creare con le mie mani ma l'unica mia creazione degna di nota sono le mie "cucciole". Avrei voluto fare il medico e lavorare in un ospedale di bambini e mi ritrovo a dare informazioni turistiche sulla mia città. Però ho imparato che il mondo è come noi lo vediamo e che la serenità è una scelta (a meno che non si incontrino gravi problemi di salute) ed io ho scelto.
Ho scelto di scrivere per fissare, ricordare ed esprimere.
Ho scelto di viaggiare anche solo con la fantasia, ho deciso di creare sistematicamente con le mie bambine per regalare loro leggerezza, divertimento, esperienza e conoscenza. Il mio lavoro mi dà il contatto quotidiano con le persone, l'opportunità di parlare in lingue diverse e ogni tanto di parlare di arte, che da sempre mi ha affascinato".

Ma cominciamo con le domande:

-Come ti è venuta in mente l'idea di creare un blog?

Sono una neofita della blogsfera perché non trovavo interesse in tutto ciò che fosse tecnologia... ma eccomi qui a gestire un blog, il gruppo Consigli di viaggio, a far uso di twitter, pinterest e chissà cosa domani. 
Ho scoperto il potere della condivisione. Le mie parole che arrivano chissà dove portandomene altre. Ho imparato la potenzialità della rete, dell'iterazione sociale e della conoscenza. C'è una frase di Proust che sento molto mia: "l'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere nuovi occhi" ed io voglio avere ogni giorno nuovi occhi, lasciandomi alle spalle aspettative, pregiudizi e luoghi comuni. Avere la volontà di imparare da tutto ciò che arriverà. Ho aperto il blog per puro caso, senza pensare a dove mi avrebbe portato, cercavo un modo per esprimermi, un angolino dove rifugiarmi quando mi imbatto in cose che non gradisco. Un modo per tener traccia di tutto ciò che mi piace e che ritengo importante.

-Il tuo blog ha un titolo che merita una spiegazione: Priorità e Passioni...

Sì, certo. Le mie priorità sono sicuramente i miei affetti. Insegnare alle mie figlie la correttezza, l'importanza della diversità, intesa come arricchimento, il rispetto dell'altro, della solidarietà, collaborazione ed amicizia. Non ultimo il rispetto per la natura. Insegnerò loro che niente è immutabile e i cambiamenti sono necessari, che esistono la paura, la rabbia, la menzogna e il dolore, ma che fanno parte della vita e serviranno a rafforzare i nostri valori in cui crediamo. Soprattutto insegnerò loro a guardare l'atteggiamento altrui che non ci piace, imparando ciò che non vogliamo assolutamente essere e starne lontane!
Le passioni sono molte: i viaggi, occasione unica per accumulare emozioni, esperienza e conoscenza. La fotografia: ovunque vada faccio provvista di immagini; i libri, i miei cari amici cartacei che tanto insegnamento mi hanno dato. Ho un debole per i libri per bambini specialmente quelli accompagnati da illustrazione significative. Ne abbiamo una piccola collezione che io ho definito Mattoncini che aiutano a crescere. Sono fatta dei tanti libri letti, dei sempre troppo pochi viaggi fatti, delle mie mille foto scattate, dell'insegnamento che le mie figlie ogni giorno mi regalano, delle persone con le quali mi sono incontrata e scontrata, del calore della mia famiglia.
Vivo insieme a mille pensieri, progetti e ormai appunti sparsi ovunque. Un irrefrenabile voglia di fare, creare, inventare ma soprattutto conoscere. Mi piacciono l'arte, il teatro e immergermi nella natura senza tralasciare la gioia delle piccole cose, dei piccoli gesti che regalano un sorriso.

-C'è qualche iniziativa del tuo blog che vorresti raccontarci?

L'unica iniziativa del mio  blog è il Mercoledì dell'arte. Ho avuto questa idea perchè ho sempre ritenuto che l'arte, la pittura in particolare e la creatività in generale  rappresentano un occasioni di crescita e formazione uniche per i più piccoli. Educare lo sguardo alla bellezza, insegnare loro la passione per i grandi artisti, condividere una mostra, farli osservare attraverso il gioco, sperimentando colori e materiali  e tecniche diverse è per me essenziale allora perchè non farlo tutti insieme? Ogni 15 giorni lancio un tema e il nostro laboratorio on line prende il via. Un'iniziativa che ha coinvolto mamme e non, in un divertente gioco per diffondere idee.

-Nel tuo blog hai una rubrica che si intitola Viaggi formato famiglia. Ce la spieghi?

Tra le mie passioni non poteva mancare una parte dedicata ai viaggi anche se è una rubrica in divenire. L'ho chiamata così perchè mi piacerebbe raccogliere tutti i viaggi che faccio con la mia famiglia. Quando sei piccolo il viaggio è stupore e scoperta, poi si cresce e arriva l'emozione, la libertà, la conoscenza del diverso. Quando diventi mamma, invece, ti rendi conto che non c'è miglior scuola di vita di un viaggio e quindi si inizia a partire per i nostri figli e con loro il viaggio si arricchisce. Abbiamo l'abitudine di scrivere un "diario di bordo" per ogni meta visitata, spero di aver il tempo di trasferire queste righe nel mio blog.

-Siamo curiosi sul gruppo Consigli di viaggio. Da dove è nata l'idea di questo interessante luogo di condivisione?

Ho creato il gruppo, anche qui, senza immaginare minimamente di trovare tanta partecipazione. Volevo creare un luogo dove poter scambiare consigli, esperienze dirette e considerazioni. Un luogo utile per chi sta partendo ma anche un luogo dove condividere emozioni. 
I viaggi hanno due momenti fondamentali: la partenza, con il carico di aspettative, motivazioni, fantasie, sogni, speranze e il ritorno con l'elaborazione dell'esperienza, la memoria, il racconto del viaggio. Questo è quello che condividiamo all'interno del gruppo, tante persone con un unica passione o interesse.

E ora... buona scoperta! Avventuratevi nel blog di Giorgia e se vi fa piacere iscrivetevi al gruppo Consigli di viaggio, luogo di chiacchiere, condivisione, informazioni, dritte, risate e... amicizia.
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