Siamo alla nona e ultima intervista della rubrica Parole in viaggio: l'appuntamento di oggi è con Alessandra Granata: "a 25 anni convintissima single giramondo, poi dall’incontro con un Rospo - ci racconta - mi sono trasformata in Lali, Rospa, Mamma Lali a seconda di chi mi chiama! 33 anni ancora per poco, milanese con il passaporto nel DNA! Cresciuta a vacanze in campeggio fino ai 12 anni, sono stata animatrice nei villaggi, ho girato per il mondo da sola, in compagnia, utilizzando i mezzi più disparati e dormendo in strutture di lusso e in quelle dove non ci dormirebbe nessuno. Alle medie dissi ai miei genitori che avrei avviato una Mia Attività nel Turismo. Cosa sogno? Realizzare quello in cui credo da una vita, perché avere un buon lavoro va bene, ma vivere della tua passione, è un'altra cosa!".
E adesso partiamo con le domande:
Hai un blog dal titolo che incuriosisce, I viaggi dei Rospi: com'è
nata l'idea di crearlo? Potresti spiegarci questo simpatico titolo?
I
Rospi siamo noi! Ho battezzato mio marito “Rospo” alla prima
litigata 10 anni fa e da quel momento è diventato il nomignolo con
cui ci siamo sempre chiamati: lui “Rospo” e io “Rospa” o
“Lali”. Ruggiero e Alessandra si usano solo in caso di grandi
discussioni!
Negli
anni, siamo diventati una famiglia “brandizzata Rospi” con
l’aiuto di parenti e amici che non perdevano occasione per
regalarci gadget e accessori di ogni genere, tutti ovviamente, in
versione rospo: dal porta spazzolino da denti, alle mollettine da
cucina, la lavagnetta, i cuscini, capi d’abbigliamento...
provate a immaginare come si siano scatenati all’annuncio della
nascita del rospetto…
Dopo
il primo weekend insieme, ho capito che avevo trovato il Mio compagno
di viaggio e ho fatto spazio nel trolley. Completamente diversi, ma
condividiamo le stesse passioni, viaggi in primis! Entrambi abbiamo
avuto esperienza di vita all’estero e l’impulso a mettere due
cose nello zaino e partire, è fortissimo e immutato con la nascita
di Federico.
Macchina,
moto e macinare km su km alla scoperta del mondo! Scarponcini e
bastoncini da trekking e via, su e giù per sentieri, sempre
accompagnati dal primogenito di casa Rospi: Leopoldo, Leo, un
incrocio golden-labrador nero, che oggi ha 7 anni.
Nel
2008, poco prima di sposarci e partire per la Honeymoon australiana,
ho aperto un blog ma credo che il nome “I Viaggi dei Rospi” sia nato ancora prima
del Blog! Noi, il nostro modo di essere, le passioni e la filosofia
con cui vogliamo crescere nostro figlio Federico. Il blog è diventato il contenitore di tutta la nostra vita, a casa e nel
mondo.
Quali suggerimenti daresti ai genitori e alle famiglie che viaggiano?
Quali suggerimenti daresti ai genitori e alle famiglie che viaggiano?
Ogni
individuo attribuisce un significato particolare alle parole “Viaggi”, “Vacanza”,
“Turista” e ben vengano le divergenze
d’opinione a questo mondo! Ho imparato che scambio e diversità
arricchiscono, se si riescono ad apprezzare anziché giudicarsi.
Non
esiste un modo giusto o sbagliato per viaggiare: è tutto
soggettivo! Fatta questa premessa, vi dico che noi viaggiamo, anche
da quando la Famiglia Rospi si è allargata, seguendo località,
strutture e tipologie di viaggio che da sempre amiamo Ruggiero ed io.
Amici,
parenti & Co. si aspettavano con l’arrivo di Federico, ci
fermassimo o scegliessimo vacanze tranquille e più
classiche…immaginatevi lo stupore di tutti quando siamo partiti per
il primo weekend formato famiglia a 2 mesi dalla nascita dell’erede
o quando abbiamo annunciato festosi che 5 mesi più tardi saremmo
partiti per l’Irlanda per il suo primo Fly & Drive.
Viaggiare
con i cuccioli si può e si deve! Indispensabili organizzazione,
allenamento, ottimismo e pazienza!
-Organizzazione:
quando si è via, bisogna sentirsi tranquilli. Non è necessario
partire con un container o spedire le valige a destinazione, ma per
ovviare le ansie da “oddio, mi serve proprio quello che non ho”,
noi scegliamo di partire con poco di tutto! Evviva i formati pocket e
da aereo! Qualche supposta di tachipirina, un paio di flaconcini di
fermenti lattici, maglia leggera e più pesante, i pannolini per il
viaggio e per i primi giorni…e se poi servono cose che non ho a
sufficienza, compro in loco. I vestiti? Evviva le tintorie a gettoni!
-Allenamento:
a prescindere, anche a casa! Se vuoi davvero interagire con loro e
rotolarti per terra, fare la lotta, o portarti 12kg sulle spalle nel
bosco e il cane al guinzaglio devi essere in forma! Ma allenamento
inteso anche “Lato Bimbo”: non puoi pretendere che tuo figlio
dall’oggi al domani, ti segua nelle tue avventure, se fino a ieri
ha vissuto nella sdraietta o non se è abituato a stare in macchina.
Se fai tutto per gradi, la risposta che hai dai nanetti è
sorprendente!
-Ottimismo:
altra caratteristica che serve nella
vita di tutti i giorni! I cuccioli, proprio come gli animali, sono
esseri istintivi, soprattutto i più piccoli. Il pensiero è energia:
se credete che andrà male, fidatevi, andrà peggio e allora meglio
stare a casa! Per cui sorridete e state calmi, percepiranno
l’atmosfera di festa e ne gioiranno con voi.
-Pazienza:
capiterà il momento di delirio e sto imparando che più crescono,
più bisogna imparare a gestire desideri e stati d’animo. Contando
fino a 10, a volte 100, il più delle volte l’emergenza rientra, ma
non bisogna mai perdere di vista che bisogna considerare le loro
esigenze, i loro orari, nel rispetto della persona “bambino.”
Provare,
osare, andare, buttarsi nell’esperienza
del viaggio! Senza aver paura, sbagliando s’impara!
Una sezione del tuo blog si intitola Un caffè a…: di cosa si
tratta?
È un’intervista settimanale, all’interno della quale il mio ospite
mi racconta di un caffè particolare bevuto in un luogo nel mondo a
lui caro. Ma siccome si può vivere con gli occhi del viaggiatore
anche la propria città, il bar dietro casa può diventare cornice di
un caffè unico. Il
caffè più buono, più cattivo, quello indimenticabile perché
legato a un momento particolare o il caffè che non vorreste mai aver
bevuto.
Dentro
a questa rubrica c’è una sfida e un sogno: raccogliere un anno di
“Un caffè a…”
e pubblicare “365 caffè a…”
Sai, perché hai già partecipato, che con Valentina Cappio, abbiamo
indetto l'iniziativa Impariamo viaggiando: cosa hai imparato nei
viaggi che finora hai fatto? Qual è il viaggio che ti ha lasciato di
più in questo senso?
(nella foto lo strano modo dei Rospi di sistemare le scarpe: le une dentro le altre)
(nella foto lo strano modo dei Rospi di sistemare le scarpe: le une dentro le altre)
Ogni
viaggio lascia qualcosa: avevo il documento d’identità scaduto e
non mi volevano imbarcare per rientrare a casa, così a 15 anni ho
imparato ad arrangiarmi da sola in aeroporto. In Egitto a 20 anni, ho
imparato a rispettare usi e costumi di una cultura diversa dalla mia,
rischiando quasi una denuncia perché mi sbaciucchiavo sul molo a
Luxor con il collega di staff. In Messico ho scoperto che la vita, se
la vivi con calma, ha un altro gusto. In Australia, dopo anni di
peregrinare, ho imparato che oltre a partire, è meraviglioso anche
tornare a casa.
Tre
sono le cose che ho imparato ad oggi sulla vita: “non si finisce
mai d’imparare”, “mai dire mai” e la più recente “i figli
sono i nostri migliori maestri”…vedi l’esperienza di uscire di
casa una domenica mattina senza pannolino di ricambio!
La
vita è un viaggio, dentro se stessi, in un bellissimo pianeta da
scoprire. Essere genitori è un viaggio cui non ti prepara nessuno,
perché anche se leggi tutti i libri di pedagogia e delle più famose
puericultrici del mondo, alla quinta notte di seguito che fai in
bianco, capisci che avrebbe sclerato anche Giobbe!
Una
cosa su cui non avrei scommesso due lire: viaggiare, accompagnato da
chi ami, è il viaggio più bello nel mondo!














